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INTERVENTO DELL’OSSERVATORE PERMANENTE
DELLA SANTA SEDE PRESSO
L’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DEL TURISMO
*

Giovedì, 13 Aprile 2000

 

Sono onorato di prendere parte al quarto incontro del Comité d’appui à la qualité, promosso dall’O.M.T. I temi proposti, relativi alla "questione qualità", interessano la Santa Sede e particolarmente in questo anno giubilare.

Tale interesse è rivolto in modo diretto al viaggiatore, cioè all’uomo, che è al centro dell’attenzione comune.

Oggi, turisti e pellegrini, sono più sensibili all’offerta di un viaggio sereno e alla qualità dei servizi. La società si è evoluta e il viaggiatore è una figura più attenta al prodotto che consuma. Sotto l’aspetto storico, assistiamo ad un incremento dei viaggi senza precedenti. La comunità internazionale è in continuo movimento e l’attività turistica, nella quale si ingloba anche il turismo religioso, sta diventando un vero e proprio fenomeno di massa.

Tutto ciò comporta l'insorgere di nuove problematiche per l'ordine pubblico, la sicurezza, l’assistenza sanitaria e l’accoglienza.

Si rivela necessaria una maggiore collaborazione tra le autorità locali, i promotori delle iniziative e gli operatori turistici.

Il viaggiatore del 2000 diventa esigente, sia dal punto di vista culturale che per i servizi logistici. La migliore risposta a queste attese è senza dubbio l’aumento della professionalità degli operatori di settore. Perciò anche i responsabili della politica turistica, devono sentirsi vincolati al rispetto dei diritti umani, tra cui quello della libertà religiosa di cui si parla nel recente Codice Etico Globale per il Turismo.

Dispiace rilevare una situazione incresciosa: sopravvivono ancora in qualche Paese interessato al turismo, dei provvedimenti che non consentono ai turisti la pratica del loro culto religioso. È persino perseguibile il richiamo offerto da qualche segno collegato alla religione.

Sembra difficile oggi, poter collegare tali atteggiamenti eversivi con la richiesta di una maggiore presenza turistica.

Sempre nell’ambito dei diritti umani, non si possono tollerare ulteriori fenomeni di deviazione, quali lo sfruttamento sessuale dei bambini, nonostante il richiamo dei provvedimenti assunti a Stoccolma e ormai accolti in vari Paesi.

A questo proposito, il Codice Etico Globale per il turismo, ha inteso sollecitare l’attenzione dei Governi per la lotta contro questa piaga sociale. Oggi, tale Codice, offre motivo di riflessione sui valori intrinsecamente connessi all’attività turistica e ai suoi aspetti morali.

Siamo qui, per ribadire il percorso qualitativo di un turismo posto al centro dell’attenzione internazionale, fondamento di ogni sana politica turistica e così reso capace di rispondere alle esigenze fondamentali della persona.

Grazie per l’attenzione!


*Document de la Mission Permanente du Saint-Siège auprès de l'Organisation Mondiale du Tourisme, Rome.

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