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DISCORSO DEL CARDINALE ANGELO SODANO
IN OCCASIONE DELLA BENEDIZIONE DELLA NUOVA
NUNZIATURA APOSTOLICA A BRATISLAVA*

Giovedì, 25 maggio 2000

 

Sono sempre attuali le parole pronunciate mille anni avanti Cristo dal Re Davide nel Salmo 127: "Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori... Se il Signore non custodisce la città, invano veglia il custode".

Nel cuore della bella città di Bratislava è ora stata costruita una nuova casa, una casa particolare ed importante:  la casa del Rappresentante Pontificio nella vostra amata Nazione Slovacca.

Su quest'edificio abbiamo voluto implorare la benedizione del Signore, per intercessione di Maria Madre della Chiesa, per intercessione di tutti i santi e martiri della vostra terra!

Così la Nunziatura Apostolica potrà svolgere con impegno la sua missione di vincolo di unità con il Romano Pontefice e con la Sede Apostolica, da cui promana l'unità visibile di tutta la Chiesa.

Insieme poi oggi vogliamo anche ringraziare il Signore per aver suscitato quest'opera provvidenziale, al servizio della collaborazione fra Chiesa e Stato nella vostra patria. Dopo aver ringraziato il Signore, sento il dovere di esprimere la più profonda gratitudine a tutti coloro che hanno contribuito all'edificazione di questa bella residenza.

La gratitudine va in primo luogo alle autorità nazionali e comunali, che hanno ben compreso il valore di questa Rappresentanza Pontificia ed hanno dato il loro contributo perché essa sorgesse.

Il grazie più sentito va poi all'Episcopato slovacco, alle Famiglie religiose e a tutti coloro che sono stati di grande aiuto in questi anni. Una parola speciale di ringraziamento vada alle Suore Orsoline, che generosamente hanno ospitato finora il Nunzio Apostolico, nella loro casa di Via Ursulinska. Né posso dimenticare Ingegneri, tecnici ed operai che qui hanno lavorato con tanta professionalità e con tanto amore. A tutti vada la gratitudine del Papa Giovanni Paolo II, come la mia personale!

Una parola speciale di gratitudine vorrei, poi, esprimere a nome di Sua Santità al benemerito e caro Nunzio Apostolico, l'Arcivescovo Luigi Dossena, che ha seguito con tanta cura ed amore il sorgere di questa Missione Pontificia. Egli è stato il primo Nunzio residente stabilmente a Bratislava dopo la proclamazione dell'indipendenza della Slovacchia. Egli in questi anni ha seguito i primi passi della vita dello Stato ed ha accompagnato il cammino della comunità cattolica verso nuovi traguardi di collaborazione con la Sede Apostolica. Il nome di S.E. Mons. Dossena resterà così per sempre legato alla storia della vostra patria.

Ciò detto, in questo bel giorno faccio anche voti che la nuova residenza del Rappresentante Pontificio faciliti sempre più l'opera di collaborazione con le autorità civili. Per tale fine la Santa Sede ha sempre coltivato anche i rapporti con gli Stati. Con il sorgere degli Stati moderni, nei secoli XV e XVI, la Santa Sede stabilì parimenti le proprie Missioni permanenti con i singoli Stati.

Le prime Nunziature Apostoliche stabili sorsero, infatti, già nel 1400 in Spagna e nella Repubblica di Venezia, per estendersi poi in Francia, Germania, Polonia, nelle Fiandre, ecc. Oggi, come è noto, la Santa Sede ha relazioni diplomatiche con 172 Stati. L'ultimo a stringere tali relazioni ufficiali è stata la Repubblica di Gibuti, nella settimana scorsa, con la costituzione di un'Ambasciata di Gibuti presso la Santa Sede e di una Nunziatura Apostolica presso quello stato africano.

Ciò detto, non mi resta che augurare buon lavoro al Nunzio Apostolico nella nuova residenza, per una collaborazione sempre più feconda fra la Santa Sede e  la nobile Nazione Slovacca.

A Voi tutti, cari amici, il grazie più sincero per la vostra presenza. Che il Signore benedica questa Nunziatura Apostolica e tutta la Slovacchia!


*L'Osservatore Romano 27.5.2000 p.6.

 

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