The Holy See
back up
Search
riga

OMELIA DEL CARDINALE ANGELO SODANO
NELLA BASILICA DI SANTA MARIA MAGGIORE
PER L'ORDINAZIONE EPISCOPALE
A MONSIGNOR ANTONIO MENNINI,
ARCIVESCOVO TITOLARE DI FERENTO,
NUNZIO APOSTOLICO IN BULGARIA

Martedì 12 settembre 2000

 

Nel Vangelo Gesù ci ha già tracciato il profilo spirituale del Vescovo come di ogni presbitero suo cooperatore. In realtà vediamo che Cristo si presenta a noi come il Buon Pastore; un Pastore intelligente e vigile, che conosce tutte le sue pecore, un Pastore generoso e sacrificato, che è disposto anche a dare la sua vita per salvarle, un Pastore sollecito dell'unità del suo gregge, in modo da poter giungere ad avere un solo ovile ed un solo Pastore.

È questo l'identikit del Vescovo che la Chiesa sempre propone ad ogni ordinando, invocando poi su di lui la grazia per essere fedele a tale ideale.

1. Le virtù del Pastore

Fra breve, la Santa Chiesa Cattolica avrà un nuovo Vescovo. A lui la diocesi di Roma, da cui proviene, la Curia Romana, al cui servizio egli lavora, i familiari e gli amici augurano in coro di essere un pastore secondo il Cuore di Cristo.

In cuor suo il nuovo Vescovo ringrazia il Signore per averlo chiamato a continuare l'opera redentrice nel mondo d'oggi. Con le parole del Salmo responsoriale l'ordinando si rivolge a Dio dicendo:  "Canterò per sempre la bontà del Signore".

Come il profeta Geremia, il nuovo Vescovo pone tutta la sua fiducia nella grazia di Dio onnipotente, che gli dice:  "Andrai dove io ti invierò e dirai ciò che io ti comanderò di dire. Non aver paura degli uomini:  io sarò sempre con te per salvarti" (Ger 1, 7-8).

2. Le caratteristiche di un Nunzio

Come è noto, il ministero episcopale di Mons. Antonio Mennini non si svolgerà in una Chiesa particolare. Egli lavorerà piuttosto al servizio della Chiesa universale, come collaboratore del Romano Pontefice. È però evidente che si tratta sempre della stessa missione episcopale.
È vero che, in base ad una tradizione ecclesiastica egli riceve anche il titolo di una antica Chiesa locale, ormai scomparsa da tempo, quasi per perpetuarne il ricordo. Ciò che però è essenziale è il suo inserimento nel Collegio episcopale, quale Vescovo della Chiesa cattolica e, quindi, come successore degli Apostoli.

3. L'inserzione nel Collegio episcopale

Del resto, così è anche nella vita stessa della Chiesa. Vi è una priorità della Chiesa universale su ogni Chiesa particolare. La Chiesa universale voluta da Cristo e nata poi per opera dello Spirito Santo nel giorno della Pentecoste, ha dato vita, come Madre feconda, a tante Chiese particolari. Ma la Chiesa è sempre una, come una è la famiglia, anche se allietata nel corso degli anni da numerosi figli.

Così è del Collegio apostolico. Venti secoli or sono esso era formato solo da dodici Apostoli; oggi i membri di tale Collegio superano il numero di quattromila, contando anche i Vescovi emeriti. La loro caratteristica però non è quella di essere titolari di questa o di quella sede, ma di essere membri del Collegio episcopale, continuatore nei secoli del Collegio apostolico. In sintesi, prioritaria è la Chiesa universale su ogni Chiesa particolare.

Prioritario è pure l'appartenere al Collegio episcopale su ogni legame ad una sede particolare.
La missione di ogni Vescovo ha poi orizzonti diversi, a secondo dei tempi e dei luoghi. Così è anche per la missione che il Successore di Pietro affida ad un Vescovo, da lui inviato in un determinato Paese, quale suo Rappresentante.

4. Al servizio del Papa

Dalla storia sappiamo bene come si sia evoluta la figura tipica degli Inviati Pontifici, fin da quando nei primi secoli essi erano nominati dai Vescovi di Roma in occasione di Concili locali, di necessità di contatti con i Vescovi di una determinata regione, come da esigenze di dialogo con le diverse autorità civili. Con il sorgere degli Stati moderni nei secoli XV e XVI sappiamo bene come siano nate le Rappresentanze Pontificie permanenti, quali strumento di comunicazione  ecclesiale  e  di  contatto frequente con le autorità dei vari Paesi.

In tale solco, si stabilì nel corso di questo secolo anche la missione Pontificia permanente in terra bulgara. Quella sede fu santificata dalla presenza dell'indimenticabile Mons. Angelo Roncalli, che nove giorni fa, il 3 settembre scorso, la Chiesa ha esaltato, proclamandolo Beato. Egli potrà così essere invocato come uno dei Patroni dei Rappresentanti Pontifici.

5. L'esempio di Mons. Roncalli

Come è noto egli fu per nove anni Delegato Apostolico a Sofia, dal 1925 al 1934, per passare poi a svolgere la stessa missione in Turchia e Grecia, dal 1934 al 1944, e successivamente in Francia, dal 1944 al 1953.

L'augurio che oggi, a nome mio e vostro, rivolgo al nuovo Vescovo è di svolgere la sua missione con lo spirito del Beato Angelo Roncalli. Nel suo diario, pubblicato dopo la morte con il titolo "Il Giornale dell'anima" leggiamo delle profonde annotazioni, dalle quali traspare tutto lo spirito soprannaturale che l'animava. Per lui il lavoro di ogni Vescovo della Santa Chiesa cattolica tendeva sempre allo stesso fine:  continuare nel mondo il ministero degli Apostoli con le stesse motivazioni, l'amore a Cristo ed alle anime, e con gli stessi metodi di sempre:  generosità, sacrificio, pazienza e perseveranza.

Quando nel 1954 il Papa Pio XII di v. m. chiese al Nunzio Roncalli di lasciare Parigi, per essere Patriarca di Venezia, questi scriveva nel suo diario:  "Ora mi trovo in pieno ministero diretto delle anime. In verità ho sempre ritenuto che per un ecclesiastico la diplomazia così detta deve sempre essere permeata di spirito pastorale, diversamente non conta nulla e volge al ridicolo una missione santa" (Il Giornale dell'anima, Roma 1965, pag. 336).

6. Verso la Bulgaria

Caro Don Antonio, presto tu partirai verso la Bulgaria. È una nazione provata da mezzo secolo di comunismo. È una Chiesa che ancora risente delle persecuzioni del passato. Il compianto Card. Casaroli, dopo la sua visita a Sofia nel 1976 scriveva nel suo libro "Il martirio della pazienza":  "Vi trovai una Chiesa stremata, impoverita, priva di ogni considerazione sociale, quasi disprezzata" (Ibidem, pagg. 321-322). Fu però una Chiesa che seppe darci dei martiri, quale fu, ad esempio, il Vescovo Eugenio Bossilkov di Nicopoli, beatificato dal Papa il 15 marzo 1998. Varie altre cause di canonizzazione stanno seguendo il loro iter regolare, ma già i nomi di tanti martiri per la fede sono scolpiti nel cuore dei cristiani di quella terra benedetta.

Su una popolazione di circa 8 milioni di abitanti, numerosi sono i nostri fratelli cristiani ortodossi. I cattolici, con appena 80 mila fedeli, sono solo un piccolo gregge, sotto la guida di tre venerati Presuli. A loro tu testimonierai la vicinanza e l'affetto del Pastore della Chiesa universale, stringendo vincoli sempre più stretti di comunione ecclesiale e lavorando per il grande ideale dell'unità fra gli stessi discepoli di Cristo.

7. Con la protezione di Maria

Fratelli e sorelle nel Signore, l'odierna ordinazione episcopale ha luogo in una Basilica tanto cara al nuovo Vescovo, qual è quest'antica chiesa dedicata a Maria Santissima. Ed inoltre il rito si compie in un giorno, dedicato dalla pietà cristiana al ricordo del Nome di Maria.

A Lei, che veneriamo come Regina degli Apostoli, affidiamo oggi il ministero del nostro caro confratello Mons. Antonio Mennini. Nel Cenacolo, la Madre del Signore impetrò con la sua preghiera l'abbondanza dei doni dello Spirito Santo sul Collegio Apostolico. Essa ottenga oggi anche su questo nuovo Successore degli Apostoli abbondanti lingue di fuoco, che lo trasformino e lo rendano pronto ad essere annunciatore ardente e generoso del Regno di Dio.


*L'Osservatore Romano 14.9.2000 p.5.

top