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MESSAGGIO DEL CARDINALE ANGELO SODANO 
IN OCCASIONE DELLA 75  EDIZIONE 
DELLE SETTIMANE SOCIALI DI FRANC
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Signor Presidente,

1. Dal 17 al 19 novembre lei organizza nella regione parigina la settantacinquesima edizione delle Settimane Sociali di Francia sul tema "Lavorare e vivere", sulla scia della giornata del 1987. Il Papa mi ha incaricato di esprimerle il suo incoraggiamento per i lavori su una questione particolarmente significativa del mondo moderno. In effetti, in questa epoca si sta delineando un nuovo rapporto dell'uomo rispetto al lavoro e all'esistenza. La comparsa di nuove tecnologie, la riduzione del tempo di lavoro, i fenomeni della mondializzazione e i profondi mutamenti rivelano una certa crisi del senso e del valore del lavoro, che non è priva di conseguenze sul concetto stesso dell'uomo e sul suo posto nell'universo.

In questo anno giubilare in cui, come ci ricorda la Bibbia, l'uomo è invitato a trasformare la propria esistenza per volgersi maggiormente verso il suo Creatore e a considerare le ricchezze della creazione come "un bene comune dell'intera umanità" (Tertio Millennio adveniente, n. 13), la scelta del vostro tema è importante. In effetti, il cambiamento di millennio cristiano invita a trovare mezzi nuovi per far fronte agli squilibri economici e sociali fra Paesi ricchi e Paesi poveri, e all'interno stesso delle nazioni in cui le differenze sociali continuano ad aumentare.

2. È bene che i cristiani, con l'aiuto di numerosi interlocutori sociali e di esperti, soprattutto in teologia, filosofia, scienze sociali, economia, volgano uno sguardo rinnovato al lavoro umano e all'esistenza degli uomini, contribuendo così ad approfondire con coraggio la dottrina sociale della Chiesa, a preparare con creatività una giusta evoluzione della società nella prospettiva del bene comune, essendo opportuno ricercare in modo disinteressato "il bene di tutti e di ciascuno, e quindi, in primo luogo, di coloro che nella società sono i più svantaggiati", come ha recentemente ricordato il Santo Padre nel suo discorso in occasione del Giubileo dei Governanti, dei Parlamentari e dei Politici (4 novembre 2000). Parimenti, è importante forgiare politiche in materia di lavoro e di tutela sociale. In un mondo in cui l'aspetto economico spesso prevale sulle decisioni della vita pubblica, è opportuno ristabilire una giusta gerarchia di valori, mettendo al primo posto l'uomo e la donna che lavorano, la cui dignità è inalienabile, come pure il valore della famiglia.

3. Il lavoro reca il segno dell'uomo e mostra le sue alte qualità creatrici e la sua ingegnosità. D'altro canto concretizza la missione di sottomettere la terra, che il Signore ha affidato all'uomo (cfr Gn 1, 28; 9, 2; Sal 8, 7). È un bene quando, compreso in una visione etica dell'esistenza, viene considerato come partecipazione all'opera divina e contribuisce a conferire a ogni individuo il posto che gli corrisponde in seno alla società. Con una giusta remunerazione permette a ognuno di assicurare la propria sussistenza e quella della sua famiglia (cfr Laborem exercens, n. 19). Come non ricordare il posto della donna nella sua vocazione di madre e nella sua vita professionale?

Spetta a coloro che svolgono incarichi sociali e a tutti gli artefici della società rivalorizzare le funzioni dei genitori, soprattutto quelle materne (cfr Ibidem), riconoscendo che si tratta di un vero e proprio lavoro e di un servizio importante alla collettività e che pertanto dovrebbe ricevere la dovuta retribuzione.

Il lavoro non è una realtà totalmente esterna all'uomo e non può essere considerato come una mera attività di produzione, visto che colui che l'esercita è un soggetto responsabile di una parte dell'opera comune dell'umanità. Questo è uno degli elementi essenziali della dottrina sociale della Chiesa. In effetti, attraverso il suo lavoro, sia esso manuale o intellettuale, l'uomo è chiamato a svilupparsi e a perfezionarsi per vivere nella verità e nella libertà; "realizza se stesso come uomo ed anzi, in un certo senso, "diventa più uomo"" (Laborem exercens, n. 9). Anche se "l'uomo è chiamato a una pienezza di vita che va ben oltre le dimensioni della sua esistenza terrena, poiché consiste nella partecipazione alla vita stessa di Dio..., la vita nel tempo è condizione basilare, momento iniziale e parte integrante dell'intero e unitario processo dell'esistenza umana... è realtà sacra che ci viene affidata perché la custodiamo con senso di responsabilità e la portiamo a perfezione nell'amore e nel dono di noi stessi a Dio e ai fratelli" (Evangelium vitae, n. 2).

4. Oggi più che mai, al fine di compiere un autentico progresso in campo economico, è opportuno mettere in atto strumenti giuridici, rispettosi delle regole morali fondamentali, per tutelare i lavoratori da ogni forma di arbitrio, costrizione e da alcune condizioni di vita che non rispettano l'essere umano. A tale proposito i Dirigenti delle Nazioni e tutti i responsabili della vita sociale dovrebbero prestare attenzione al ruolo che troppo spesso i bambini svolgono nel mondo del lavoro. Questi ultimi sono a volte sottoposti a lavori indegni della loro condizione, in reti in cui non esiste alcuna tutela sociale, lavori che non lasciano loro il tempo per la propria maturazione spirituale, morale, intellettuale e fisica. La Chiesa guarda con grande inquietudine all'utilizzazione di bambini, a volte molto piccoli, in attività che ipotecano gravemente la loro crescita, la loro salute e il loro avvenire.

La Chiesa incoraggia quanti sono intervenuti e quanti hanno partecipato alle Settimane Sociali di Francia a proporre ai nostri contemporanei una spiritualità del lavoro rinnovata, "un'autentica ecologia umana" che deve "rispettare la struttura naturale e morale, di cui (l'uomo) è stato dotato" e "un'ecologia sociale" che offra un ambito di vita gradevole, soprattutto nel contesto urbano (cfr Centesimus annus, n. 38). Un simile approccio permetterà ai lavoratori di ridare un senso ad attività che a volte risultano loro pesanti; questo li aiuterà a realizzare la propria missione ponendo tutto il loro amore nel fare ciò che costituisce il loro lavoro quotidiano. La contemplazione del lavoro ben fatto rimanda all'autore del creato, opera delle dita di Dio (cfr Sal 8, 4).

Il lavoro è un'attività solidale e una promozione delle persone, ognuna delle quali offre la sua pietra alla casa comune, in funzione delle sue capacità e delle sue possibilità (cfr Gaudium et spes, n. 35).

Da questo punto di vista, è bene riesaminare la questione della giustizia e dell'equità nella remunerazione del lavoro, affinché le persone possano beneficiare dell'opera delle proprie mani e i mercati finanziari non siano fonti di profitto che superano la remunerazione dell'attività laboriosa, conducendo a una svalorizzazione di quest'ultima.

5. L'economia, che partecipa all'elevazione del livello di vita, è una dimensione dell'attività umana, ma non è la sola. È dunque opportuno ricordare che la vita dell'uomo è composta da molteplici tempi e che il lavoro non può ricoprire la totalità del tempo umano. Varie attività contribuiscono senza dubbio all'equilibrio e alla maturazione delle persone, come pure all'armonia dei rapporti sociali, portando la pace interiore e rivolgendo l'attenzione agli altri:  il tempo dello svago e il tempo libero, personale e in famiglia, permette di vivere pienamente la vita coniugale e di prendersi cura dei figli, stando accanto ad essi, in un dialogo educativo e con attenzione per i loro bisogni; il tempo del volontariato, in cui ognuno può, in funzione delle sue aspirazioni, mettersi al servizio dei propri fratelli e sorelle più svantaggiati, contribuisce alla coesione sociale; il tempo per la vita associativa rafforza i vincoli interpersonali; il tempo della formazione allarga il campo della riflessione; il tempo della preghiera e dell'incontro con Dio e il tempo per la vita ecclesiale, soprattutto santificando la domenica come giorno del Signore e giorno di "riposo ricco di gioia cristiana e di fraternità" (Dies Domini, n. 7), ricordano che la vita spirituale costituisce il centro di ogni esistenza. Sono altrettanti aspetti della vita umana che contribuiscono alla maturazione dell'uomo e a una maggiore interiorità, come pure alla scoperta del senso profondo della sua esistenza e della sua attività.

6. La gratitudine della Chiesa va prima di tutto a lei, Signor Jean Boissonnat, che è giunto al termine del suo mandato di Presidente. Con il suo gruppo, lei ha saputo dare un respiro nuovo alla lunga tradizione delle Settimane Sociali di Francia. È opportuno inoltre salutare il signor Michel Camdessus che ha accettato di orientare il destino di questa istituzione nel corso dei prossimi anni. Grazie a tutti per l'opera realizzata, che offre materia di riflessione nel mondo contemporaneo.

Possano le ricerche compiute aiutare gli artefici della vita sociale a impegnarsi maggiormente lungo il cammino della giustizia e della dignità, affinché l'uomo rimanga sempre in piedi (cfr Sant'Ireneo, Adversus haereses, IV)!

Affidando alla Vergine e a San Giuseppe, Patrono dei Lavoratori, i partecipanti alla sessione d'Issy-les-Moulineaux, Sua Santità imparte loro, di tutto cuore, la Benedizione Apostolica, che estende alle famiglie.

Lieto di farmi interprete del Santo Padre, chiedo personalmente al Signore di colmarla del suo Spirito, affinché le giornate di lavoro rechino frutti, e la prego di accettare, Signor Presidente, i miei sentimenti cordiali e devoti.

Dal Vaticano, 11 novembre 2000

Cardinale ANGELO SODANO
Segretario di Stato di Sua Santità

                   

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