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OMELIA DEL CARDINALE ANGELO SODANO 
NELL'ISTITUTO SCOLASTICO "VILLA FLAMINIA" DI ROMA 
IN OCCASIONE DEI 350 ANNI DELLA NASCITA DEL FONDATORE 
DEI FRATELLI DELLE SCUOLE CRISTIANE

Marted́, 15 maggio 2001

 

Cari studenti di Villa Flaminia e benemeriti Professori,

Nei giorni scorsi ho riletto alcuni scritti di s. Giovanni Battista de La Salle e mi sono soffermato sulle sue "Meditations pour les Dimanches" ove egli indicava ai suoi discepoli gli obiettivi e il metodo da perseguire nella vita religiosa e nella loro missione educativa.

"Considerate sovente qual è il fine della vostra vocazione. Esso vi faccia collaborare a stabilire e mantenere il Regno di Dio nel cuore dei vostri allievi. Pensate che uno dei mezzi migliori per realizzare questo è fare in primo luogo regnare Dio nei vostri allievi in modo che essi non agiscano e non lavorino che mossi da Lui".

Parole che risuonano con intensità quest'oggi, mentre celebriamo la festa del grande Fondatore dei Fratelli delle Scuole Cristiane, a 350 anni dalla nascita. Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha voluto personalmente prendere parte alla comune gioia per questo fausto evento, inviando, lo scorso 26 aprile, uno speciale Messaggio al Superiore Generale, fra' Alvaro Rodríguez Echeverría. Grazie per avere invitato anche me a condividere il gaudio spirituale di questa ricorrenza così significativa.

Cari Fratelli delle Scuole Cristiane, stimati Docenti e Collaboratori, cari Alunni di Villa Flaminia, amici della grande Famiglia Lasalliana, saluto tutti e ciascuno con viva cordialità. Sono lieto di presiedere l'odierna solenne liturgia e rendo grazie al Signore per l'esistenza e l'opera di san Giovanni Battista de La Salle, "Patrono speciale degli educatori dell'infanzia e della gioventù".

1. La missione della scuola

Ripensiamo quest'oggi alla fede, alla passione educativa e all'instancabile zelo che animarono Giovanni Battista de La Salle nell'apostolato fra i giovani, per far emergere nel loro cuore la nostalgia di Dio e il desiderio di conoscere e amare la verità.

"L'avenir est dans la main du maître d'école", ha scritto Victor Hugo nel suo capolavoro Les misérables (III, 4,1). L'intuizione del grande scrittore francese riecheggia l'invito di san Giovanni Battista de La Salle ai suoi collaboratori, dediti alla formazione delle giovani generazioni. Gli educatori, e specialmente gli educatori cristiani, hanno il compito di edificare il futuro della società e della comunità cristiana. Che enorme responsabilità, resa oggi più urgente e complessa dal rapido evolversi dei comportamenti, della mentalità e dei costumi della nostra società! Ogni educatore e, in particolare, i Docenti delle Scuole cattoliche sono chiamati non soltanto a istruire, ma soprattutto a offrire agli allievi quei valori umani e spirituali capaci di imprimere significato e senso pieno all'esistenza.

E quanto i giovani abbiano fame e sete di autenticità, di verità e di amore, lo si è costatato pure nel corso della Giornata Mondiale della Gioventù dell'anno 2000. Tantissimi, da molte parti del mondo, sono convenuti a Roma con il dichiarato intento di incontrare, nella persona del Papa, Cristo, l'unico Maestro che risponde alle attese profonde d'ogni essere umano.

2. L'arte dell'educazione

"Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse:  "In verità vi dico:  se non vi convertirete e non diventerete come bambini non entrerete nel regno dei cieli... E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me"" (Mt 18, 2-3.5).

Queste parole del Vangelo, risuonate nella nostra Assemblea, ci permettono di penetrare ancor più nel carisma del vostro Fondatore. San Giovanni Battista de La Salle pose, infatti, al centro del suo apostolato i "piccoli", nei quali evangelicamente vedeva il "modello" cui adeguarsi per non smarrire le prospettive del Regno di Dio. In essi vedeva soprattutto la via maestra per servire e amare Gesù con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze.

"Regenda magis est fervida adolescentia" diceva Seneca (Octav. 446), consapevole che l'avvenire dipende da come nel presente si plasma il cuore della gioventù. La carica ideale e l'entusiasmo tipico dell'animo giovanile costituiscono un potenziale enorme di crescita e di rinnovamento della società, ma vanno sapientemente orientati al bene. Proprio per questo, anche se l'arte di educare comporta la trasmissione delle conoscenze e la consegna di esperienze, tuttavia nel pensiero e nell'azione di san Giovanni Battista de La Salle l'educazione "cristiana" rappresenta qualcosa di ben più alto e complesso. Essa mira alla formazione integrale, a preparare cioè adulti maturi e responsabili, cittadini esemplari, cristiani consapevoli di dover tendere con ogni sforzo alla santità. A che vale, in effetti, un insieme di molteplici conoscenze letterarie, tecniche e scientifiche, se queste non diventano "tesoro" dell'individuo, che l'aiutino a raggiungere gli scopi fondamentali dell'esistenza?

3. Il carisma lasalliano

San Giovanni Battista pone nelle vostre mani, cari Fratelli delle Scuole Cristiane, uno straordinario compito, che vi chiama costantemente in causa come "religiosi" e come "educatori cristiani". A voi è chiesto di permeare di Cristo la vostra esistenza e l'itinerario umano e religioso degli studenti. Educare diventa così un progressivo cammino e una preziosa eredità da trasmettere fedelmente.

Educare significa aiutare a diventare, a loro volta, i giovani testimoni della verità che apprendono e sperimentano. Determinante, a tale scopo, è il vostro esempio e la vostra testimonianza. Vale la pena ricordare qui quanto amava ripetere il servo di Dio, il venerato Papa Paolo VI:  "L'uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni" (AAS 66 [1974], 568).

Ciascuno di noi ripensa con gratitudine a quanti hanno saputo essere nella nostra adolescenza e giovinezza maestri di fede e di vita, al punto che spesso ci sentiamo quasi eredi e continuatori dei loro ideali, benché chiamati a vivere in ambienti e contesti diversi. Così è avvenuto per il vostro Fondatore; così auspico sia anche per voi, cari Religiosi, cari Docenti e cari Genitori qui presenti.

"Facendo scoprire l'affascinante figura del vostro Fondatore - mi piace qui riprendere quanto scrive Giovanni Paolo II nel citato Messaggio per il 350° anniversario della nascita di san Giovanni Battista de La Salle - li invitate a fare, sul suo esempio, l'esperienza di un incontro con Cristo e li introducete a quello "sguardo del cuore portato sul mistero della Trinità che abita in noi, e la cui luce va colta anche sul volto dei fratelli che ci stanno accanto".

4. Un appello agli studenti

Desidero ora rivolgere uno pensiero affettuoso a voi, carissimi alunni di "Villa Flaminia". Nella vita di san Giovanni Battista de La Salle, i giovani sono presenti come l'oggetto principale della sua ansia di servire e di amare. Sono altresì presenti come coloro che, aderendo per primi ai suoi ideali, sono diventati sul suo esempio apostoli dei loro coetanei.

Le vostre famiglie, affidandovi ai Fratelli delle Scuole Cristiane, vi danno la possibilità di formarvi in comunità educanti che, oltre a porre a vostra disposizione docenti competenti e strutture scolastiche di ottimo livello, vi stimolano ogni giorno a confrontarvi con ineguagliabili modelli ed alti ideali di vita. Gli anni della vostra formazione diventano così felice e stimolante periodo di crescita culturale e interiore. Che questi anni siano soprattutto un privilegiato terreno d'incontro con Cristo.

Fate tesoro di questa singolare opportunità. Imparate a cercare sempre e dovunque Gesù, la Verità che rende liberi e salva. Diventerete, in tal modo, coraggiosi testimoni del suo amore e vi preparerete, sviluppando appieno le vostre qualità umane e professionali, a espletare adeguatamente i compiti che il Signore vi affiderà.

5. Conclusione

Villa Flaminia deve continuare ad essere una scuola cattolica esemplare nel mosaico delle varie istituzioni educative italiane. Deve continuare ad essere una scuola all'altezza dei tempi e dimostrare che è capace di formare una gioventù preparata a tutte le sfide dell'ora presente, le sfide professionali, le sfide sociali, le sfide del cristiano del terzo millennio. So bene che le difficoltà per una scuola Cattolica oggi in Italia sono molte, ma c'è anche la speranza che non siano lontani i tempi in cui tutti ne riconoscano il valore e le permettano di svilupparsi adeguatamente. Intanto, avanti con fiducia, nel nome del Signore!

Sia sempre Iddio il riferimento ultimo d'ogni vostra parola, d'ogni vostro progetto e d'ogni vostra decisione. E il Signore non cesserà di effondere abbondanti grazie celesti su ciascuno di voi, sulla vostra scuola e sulle vostre famiglie. Maria, Sede della Sapienza, che in questo mese di maggio onoriamo in modo speciale, vi accompagni e vi protegga. Faccia sì che l'intera attività della benemerita Famiglia dei Fratelli delle Scuole Cristiane qui e ovunque sia per la maggior gloria di Dio e per il vero bene delle anime.

                

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