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 MESSAGGIO DEL CARD. ANGELO SODANO
PER LA 52a SETTIMANA LITURGICA NAZIONALE ITALIANA 

A Sua Eccellenza Reverendissima
Mons. LUCA BRANDOLINI
Vescovo di Sora-Aquino-Pontecorvo

Eccellenza Reverendissima,

sul finire di questo mese di agosto, nel suggestivo scenario di Riva del Garda, si terrà la 52ª Settimana Liturgica Nazionale sul tema: I Laici nella liturgia: quale ministerialità? Il Santo Padre rinnova il suo compiacimento per quest'importante iniziativa pastorale del Centro di Azione Liturgica, che ogni anno offre l'opportunità di riflettere sull'animazione e sulla formazione liturgica dell'intero Popolo di Dio, chiamato nella diversità dei compiti e dei ministeri a dare lode al suo Signore.

Il tema della Settimana propone quest'anno una rilettura del cammino della "ministerialità della Chiesa", a partire dal Motu proprio di Paolo VI Ministeria quaedam del 15 agosto 1972, che ha segnato una svolta storica nell'ambito dei ministeri e dei servizi nella Chiesa.

La visione stessa della Chiesa come mistero di comunione e una più avvertita considerazione della presenza e dell'azione dello Spirito Santo hanno contribuito a meglio porre in luce il ruolo del laicato nella Comunità ecclesiale. In questi ultimi decenni, grazie pure al rinnovamento post-conciliare, i laici hanno assunto più chiara consapevolezza della loro vocazione, che si esprime in una pluralità di compiti e di servizi per l'edificazione dell'intero popolo cristiano.

Il Concilio Vaticano II, nella Costituzione dogmatica Lumen gentium, insegna che il compito dei Pastori è di "pascere i fedeli e di riconoscere i loro servizi e i loro carismi, in modo che tutti concordemente cooperino, nella loro misura, all'opera comune" (n. 30).

Grazie a una più avvertita sensibilità ecclesiale, negli ultimi anni è aumentato l'interesse teologico e pastorale sulla "ministerialità", soprattutto in riferimento ai "ministeri laici", con una crescente attenzione al ruolo dei laici nelle Comunità locali. L'Episcopato italiano, riprendendo la dottrina contenuta nel citato Motu proprio, in appositi documenti pastorali, quali I ministeri nella Chiesa, del 15 settembre 1973 e Evangelizzazione e ministeri, del 15 agosto 1977, ha offerto opportuni chiarimenti in merito ai servizi ecclesiali costituiti, valorizzandoli quale autentica espressione della diaconia ecclesiale.

L'Esortazione apostolica Christifideles laici del 30 dicembre 1988 e l'Istruzione interdicasteriale Ecclesiae de mysterio del 15 agosto 1997 su alcune questioni circa la collaborazione dei fedeli laici al compito dei sacerdoti hanno approfondito il tema dei ministeri laici, sottolineando il loro significato per la vitalità della Chiesa. Hanno altresì evidenziato l'importanza di salvaguardare e difendere l'identità stessa dei sacerdoti, ordinati per il sacro ministero, e dei fedeli laici, chiamati anzitutto alla testimonianza evangelica nel mondo e ad ordinare secondo Dio le realtà temporali.

Su tale linea di approfondimento, alla luce delle sfide dell'epoca attuale, si colloca il vostro Convegno, che vede riuniti Vescovi, sacerdoti, diaconi, religiosi, religiose e numerosi fedeli laici, impegnati nell'esercizio di una ministerialità diversificata. L'auspicio del Santo Padre è che questa qualificata assemblea contribuisca a meglio precisare alcuni termini come "ministero", "servizio", "diaconia", ed orienti l'attenzione della pubblica opinione ecclesiale verso temi di fondamentale importanza, quali, ad esempio, il valore cristologico dei ministeri ecclesiali; l'Eucaristia come manifestazione della piena ministerialità nella Chiesa; i ministeri locali in stretto rapporto con l'evangelizzazione, con l’apostolato, con l'assemblea liturgica e con la carità.

Nel trattare questi temi, occorre tenere presente l'indole stessa della sacra liturgia. Come ha precisato la Costituzione Sacrosanctum Concilium del Concilio Vaticano II, "ogni celebrazione liturgica, in quanto opera di Cristo sacerdote e del suo Corpo, che è la Chiesa, è azione sacra per eccellenza, e nessun'altra azione della Chiesa ne uguaglia l'efficacia allo stesso titolo e allo stesso grado" (n. 7). Secondo una famosa espressione, usata per la prima volta dal Magistero nel Motu proprio Tra le sollecitudini (22 novembre 1903) del Santo Papa Pio X, la medesima Costituzione desidera "che tutti i fedeli vengano guidati a quella piena, consapevole e attiva partecipazione delle celebrazioni liturgiche, che è richiesta dalla natura stessa della liturgia" (n. 14). Oggi questa participatio actuosa dei fedeli viene talvolta ridotta allo svolgimento di qualche ministero liturgico. In realtà, il Concilio ha voluto invitare tutti i credenti a partecipare, consapevolmente e attivamente, alla stessa preghiera liturgica, offrendo a Dio il sacrificio della lode e adorandolo "in spirito e verità" (Gv 4,23).

Come si può verificare, nelle Comunità cristiane accanto ai ministeri ben strutturati - si pensi ai missionari, ai catechisti, ai cooperatori nella pastorale degli infermi - sono andati diffondendosi anche in Italia i cosiddetti "ministeri di fatto", in modo particolare quello straordinario della Comunione, che deve essere esercitato a norma del diritto. Quando una comunità, in situazioni di emergenza, resta priva del presbitero per la celebrazione eucaristica nel giorno del Signore, il riunirsi in assemblea intorno alla Parola di Dio sotto la guida di un ministro laico autorizzato può essere raccomandato. Come però afferma la dottrina della Chiesa, ribadita dal Santo Padre nella Lettera apostolica Dies Domini, "l'obiettivo deve rimanere la celebrazione del sacrificio della Messa, sola vera attuazione della Pasqua del Signore, sola realizzazione completa dell'assemblea eucaristica che il sacerdote presiede in persona Christi, spezzando il pane della Parola e quello dell'Eucaristia" (n. 53).

Nella Christifideles laici il Santo Padre aggiunge che bisogna essere attenti a non fare confusione "tra il sacerdozio comune e il sacerdozio ministeriale...", interpretando arbitrariamente il concetto di «supplenza», «clericalizzando» e rischiando così "di creare di fatto una struttura ecclesiale di servizio parallela a quella fondata sul sacramento dell'Ordine" (n. 23).

"Io sono in mezzo a voi come colui che serve" (Lc 22,27), dice il Signore: ecco il modello che deve ispirare ogni ministero nella Chiesa. Da questa lezione evangelica la ministerialità della Chiesa è rinnovata continuamente, così che ciascuno può vivere in autenticità di fede e di servizio il ruolo che, in forza dell'iniziazione cristiana e dei doni dello Spirito, è chiamato a svolgere.

Sua Santità auspica che la 52ª Settimana Liturgica Nazionale contribuisca ad approfondire le tematiche teologiche, liturgiche, giuridiche e pastorali attinenti ai ministeri affidati ai laici, e che i momenti stessi delle celebrazioni previste nel Convegno aiutino a meglio comprendere i compiti dei laici nell'assemblea liturgica. Assicura per questo il Suo ricordo orante e, invocando la materna protezione della Vergine Madre della Chiesa, volentieri imparte a Lei, all'Arcivescovo di Trento, ai Vescovi e ai sacerdoti presenti, ai relatori e a tutti i convenuti una speciale Benedizione Apostolica.

Nell'unire il mio personale augurio di pieno successo dell'importante iniziativa pastorale, profitto della circostanza per confermarmi con sensi di distinto ossequio

dell'Eccellenza Vostra Reverendissima
dev.mo nel Signore
Segretario di Stato

        

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