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INCONTRO DEI PADRI SINODALI 
CON IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA 
ON. CARLO AZEGLIO CIAMPI

 SALUTO DEL CARDINALE ANGELO SODANO 

Palazzo del Quirinale
Giovedì 18 ottobre 2001

 

 

Signor Presidente,

il Vangelo ci ha trasmesso una regola d'oro, alla quale ogni cristiano è chiamato ad ispirarsi nei rapporti con le autorità dello Stato:  è la regola aurea del "Date a Cesare ciò che è di Cesare ed a Dio ciò che è di Dio" (cfr Mt 22, 21).

Oggi Ella, Signor Presidente, ha voluto compiere un grande gesto di cortesia verso i Padri Sinodali, invitandoli nella Sua residenza, nel desiderio di salutarli uno a uno e di salutare, per mezzo loro, le Comunità cristiane da cui essi provengono, dalle varie Nazioni del mondo.

A nome di tutti i presenti, Le esprimo i sentimenti di profonda gratitudine per questo gesto di cortesia, rendendo poi omaggio, nella Sua persona, a tutta la Nazione italiana.

Com'è noto, il Sinodo Episcopale non è un Concilio Ecumenico. Ha però un grande peso morale nella vita della Chiesa, perché composto di rappresentanti qualificati delle varie Conferenze Episcopali che esistono nel mondo intero.

Il Sinodo è in piccolo un mosaico rappresentativo della grande varietà dei 4.500 Vescovi della Chiesa Cattolica. All'attuale Assemblea partecipano i 6 Patriarchi delle Chiese Orientali Cattoliche ed i delegati delle 112 Conferenze Episcopali. Sono pure membri dell'Assemblea i 25 Capi Dicastero della Curia Romana ed alcuni Vescovi e Superiori Maggiori dei Religiosi, designati direttamente dal Sommo Pontefice, Presidente di diritto di ogni Sinodo.

Nella Chiesa universale, tale istituzione sinodale è recente, essendo sorta ad opera del Papa Paolo VI di v.m. nel 1967, in base ad un voto espresso dal Concilio Ecumenico Vaticano II. La prima Assemblea Generale si tenne appunto nel 1967; l'attuale è la decima. Inoltre, in questi anni, vi furono poi Assemblee straordinarie per i soli Presidenti delle Conferenze Episcopali e, soprattutto, vi furono le Assemblee speciali per i Vescovi dell'Africa, dell'America, dell'Asia, dell'Europa e dell'Oceania.

Il soggiorno a Roma permette poi ai Padri Sinodali di conoscere ed amare sempre meglio questa grande città diventata, con il cristianesimo, una città universale. A tale proposito, mi ha sempre impressionato una frase che ho letto nella bella chiesa di S. Stefano Rotondo, sul monte Celio, la chiesa degli ungheresi in Roma. Vi si trova la tomba di un Prelato magiaro, che volle essere sepolto nell'urbe, spiegando poi nell'iscrizione dettata per il suo sepolcro le ragioni di tale scelta, dicendo:  "quia Roma est Patria omnium". Sì, Signor Presidente, Roma è la Patria di tutti. Oggi è anche la Patria dei Vescovi qui convenuti dai cinque Continenti per salutarLa ed augurare ogni bene a Lei ed alla cara Nazione italiana.

   

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