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CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA IN ONORE DELLA MADONNA DEL ROSARIO

OMELIA DEL CARDINALE ANGELO SODANO
NEL SANTUARIO DELLA BEATA VERGINE DI POMPEI

Mercoledý, 8 maggio 2002

 

Cari Concelebranti, distinte Autorità,
Fratelli e Sorelle nel Signore!

Da duemila anni la Chiesa si rivolge a Maria Santissima con le parole ispirate dell'Angelo Gabriele: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te!" (Lc 1, 26).

È pure questo il saluto che tutti noi, qui sospinti dalle varie parti d'Italia, vogliamo oggi rivolgere alla Madre del Signore: "Ave, gratia plena, Dominus tecum!".

L'Evangelista san Luca ci ha detto che, al sentire queste parole, l'umile Vergine di Nazareth rimase turbata e si domandava che senso esse avessero. Ora la Madre di Cristo, nella sua gloria celeste, ben sa il significato di questo grido d'ammirazione che la Chiesa eleva verso di Lei, in ogni angolo della terra.

È la testimonianza dei redenti, che ben conoscono quelle meraviglie di grazia, che l'Onnipotente ha operato in Lei e, per mezzo suo, nel mondo intero.

1. Il senso della festa

Anch'io oggi sono voluto venire in pellegrinaggio a quest'insigne Santuario di Pompei, per celebrare con voi le glorie di Maria e per implorare la sua materna protezione su tutta la Chiesa e sul mondo intero.

Anche il Santo Padre si unisce alla nostra preghiera, elevando da Roma la sua fervente supplica alla Madonna Santissima, qui venerata con il bel titolo di Madonna del Rosario e Regina delle vittorie. Quand'Egli visitò questo Santuario, il 21 ottobre 1979, confidava ai presenti: "Sono venuto per sciogliere quasi un mio segreto voto di pietà, di gratitudine e d'amore". Giovanni Paolo II si metteva così, all'inizio del suo Pontificato, sulle orme della Madonna e qui veniva per attingere luce e conforto per la sua missione apostolica.

Noi oggi lo sentiamo presente in mezzo a noi e per lui imploreremo dal Signore, per intercessione di Maria Santissima, le grazie più elette. Siamo lieti che Egli abbia manifestato il desiderio di ritornare in questo Santuario. Alla "Regina delle vittorie" vogliamo affidare anche la sua salute ed il suo instancabile ministero apostolico.

2. La vittoria di Maria

E proprio su questo titolo di "Regina delle vittorie", tema dominante della supplica che fra poco reciteremo, vorrei ora offrirvi una breve riflessione.

È questo il titolo mariano che era particolarmente caro al Beato Bartolo Longo, fondatore di quest'oasi di preghiera. È un titolo che gli ricordava la festa della Madonna del Rosario, istituita dal Papa San Pio V dopo la vittoria di Lepanto nel 1571. In occasione di quella celebre battaglia, la comunità cristiana aveva avvertito una speciale protezione della Madre di Dio, invocata come Aiuto dei cristiani, "Auxilium christianorum".

Ed il grande iniziatore di questo Santuario vedeva nella devozione al Santo Rosario un'arma potente di vittoria, anche per i cristiani di oggi.

Ora, da più di un secolo, il messaggio di Bartolo Longo risuona in mezzo a noi. Sì, ancor oggi, fra tante difficoltà dell'ora presente, Maria può essere invocata come "Regina delle vittorie"!, se vediamo questo titolo nella sua ottica più profonda.

3. La vittoria dei cristiani

Infatti, al di là dei conflitti esteriori, vi è sempre nel mondo la guerra fra il bene ed il male, una guerra che si combatte in primo luogo dentro ciascuno di noi. È una lotta che risale agli albori dell'umanità, quando fu turbato il progetto di Dio e si aprì nella natura umana una ferita profonda, che solo la redenzione di Cristo avrebbe potuto rimarginare.

Ed è in questo dramma di caduta e di redenzione che si inserisce il tema della vittoria. Certo, in primo luogo, il vincitore è Cristo, che ci ha detto quelle parole confortanti che attraversando i secoli sono giunte fino a noi: "Io ho vinto il mondo" (Gv 16, 33).

Aderendo poi a Cristo, ogni suo discepolo può ripetere ciò che scrisse l'Apostolo Giovanni: "Tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo, questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede" (1 Gv 4, 4).

Certo il male esiste nel mondo, dentro e fuori di noi, ma è anche certo che la vittoria sul male è a nostra portata, se crediamo nel Signore.

Su questo sfondo cristologico acquista tutto il suo significato anche il titolo mariano così caro al Beato Bartolo Longo.

"Regina delle vittorie" è davvero Maria, perché con la sua materna intercessione ci aiuta a vincere le nostre battaglie quotidiane contro il male, aiutandoci con la tenerezza che solo una madre può avere verso i suoi figli.

4. Il segreto della vittoria

Con il suo esempio, Maria Santissima ci insegna poi quale sia il cammino della vittoria. Il Vangelo dell'Annunciazione, che oggi abbiamo ascoltato, ci descrive il segreto di ogni vita cristiana: l'obbedienza alla volontà di Dio. All'Angelo, la Vergine di Nazareth disse quelle parole che segnano l'aurora della nostra redenzione: "Ecco, sono la serva del Signore: avvenga di me quello che hai detto".

Quel "fiat" di Maria prestava a Dio l'obbedienza che Eva gli aveva negato e segnava l'inizio della salvezza. Un simile "fiat" apre ad ogni cristiano le porte della grazia.

Maria viene così ad essere per ognuno di noi Colei che ci ha insegnato il cammino della vittoria, e cioè il cammino del totale abbandono alla volontà di Dio.

5. Un'arma di vittoria

Fratelli e sorelle, cari pellegrini!

Riuniti intorno alla dolce figura della Madonna di Pompei, oggi ci impegneremo ad invocarla ogni giorno, per le necessità nostre e del mondo intero.

Intorno a noi vi è una società che ha bisogno più che mai della luce del Vangelo. C'è un mondo che cerca la pace. Ci sono tante sofferenze che chiedono aiuto. C'è tanta attesa di giustizia e di carità!

Alla materna intercessione di Maria noi vogliamo affidare le nostre speranze. Con la tipica ripetizione delle preghiere del Santo Rosario, noi ci rivolgeremo a Maria, con la preghiera insistente e fiduciosa di un figlio verso sua Madre.

Il Rosario diventerà così un'arma di vittoria, un'arma efficace, alla quale ben può applicarsi la promessa di Cristo: "Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto" (Lc 11, 9). È questo il messaggio che oggi vogliamo raccogliere dalla celebrazione di questa bella festa mariana, in quest'insigne Santuario che nel secolo scorso un Santo Avvocato, gloria della terra napoletana, volle erigere in onore di Maria. In passato, Pompei richiamava soprattutto l'immagine della città distrutta dal Vesuvio nel 79 dopo Cristo. Oggi Pompei è diventata una città piena di vita. Sì, è diventata la città della vita, perché è diventata la città di Maria.

Appunto per questo, io vorrei lasciare a voi, cari amici di Pompei, un invito fraterno: continuate a lavorare uniti, Pastori e fedeli, religiosi e religiose, uomini e donne di fede che aderite alle varie associazioni e movimenti ecclesiali. Lavorate perché questo Santuario, gloria della vostra terra, fiorisca sempre più, irradiando sull'Italia e sul mondo il messaggio della speranza cristiana. E così sia!

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