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  ORDINAZIONE EPISCOPALE A MONS. ZBIGNIEW KIERNIKOWSKI,
VESCOVO DI SIEDLCE (POLONIA)

OMELIA DI S. EM. CARD. ANGELO SODANO

Basilica di San Pietro
Luned́, 20 maggio 2002

 

"Veni Creator Spiritus! Vieni, o Spirito Creatore!  O  Stworzycielu  Duchu, przyjdz!". 

È questo l'inno che è sgorgato dal nostro cuore in quest'ora solenne, durante la quale sarà ordinato Vescovo il nostro caro Fratello Monsignor Zbigniew Kiernikowski, al quale il Papa Giovanni Paolo II ha voluto affidare il governo pastorale della Diocesi di Siedlce.

Ieri abbiamo celebrato la Solennità di Pentecoste ricordando la venuta dello Spirito Santo sugli Apostoli, i quali, poi, ripieni dei doni scesi su di loro, simboleggiati nelle mistiche lingue di fuoco, iniziarono la loro missione per la diffusione del Regno di Dio nel mondo intero.

Oggi, noi, riuniti nella Basilica di San Pietro, come un giorno la prima comunità cristiana lo fu nel Cenacolo di Gerusalemme, chiediamo al Signore che faccia scendere abbondanti i doni del suo Spirito Santo sul nuovo Successore degli Apostoli, affinché possa iniziare con la forza e la luce che viene dall'alto, la sua nuova missione pastorale.

1. Come nel Cenacolo

Ci conforta, inoltre, la certezza della materna intercessione di Maria Santissima, che sentiamo vicina a noi, riuniti in preghiera, così come fu vicina agli Apostoli nel Cenacolo di Gerusalemme.

Significativo è poi il fatto che l'ordinazione episcopale del nuovo Vescovo di Siedlce avvenga nella festa di Maria Madre della Chiesa, oggi ricordata in tutte le chiese della Polonia con questo bel titolo, con cui il Papa Paolo VI, di venerata memoria, onorò Maria Santissima al termine del Concilio Ecumenico Vaticano II.

Le letture che sono state proclamate in questa Santa Messa ci hanno appunto voluto ricordare la presenza materna di Maria nella vita dei credenti.

Il libro della Genesi ci ha presentato Eva come "la madre di tutti i viventi" (Gn 3,20). Il Vangelo di S. Giovanni ci ha presentato Maria come madre dei credenti, così come Gesù la indicò ad ognuno di noi sulla Croce, quando disse a Giovanni:  "Ecco tua Madre! Oto Matka twoja" (Gv 19, 27).

Noi oggi sentiamo tale Madre presente fra noi, come un giorno lo fu con gli Apostoli nel giorno della Pentecoste. La bella illustrazione che potete ammirare sulla copertina del libretto che avete fra le mani, opera del caro Francisco Argüello, ben rappresenta la realtà di ieri e di oggi. E Maria che è sempre presente nella Chiesa, cosi come una madre è sempre nel cuore dei suoi figli.

2. La missione apostolica

Fortificato dai doni dello Spirito, fiducioso nella continua intercessione di Maria, il nuovo Vescovo inizierà così sereno la sua missione pastorale. Come ogni Successore degli Apostoli, egli dovrà insegnare, santificare e guidare il popolo di Dio. È la triplice missione che è tipica di ogni Vescovo. È nel solco di questa teologia che il Concilio Ecumenico Vaticano II presenta la figura del Vescovo alla Chiesa. Così nella Costituzione dogmatica sulla Chiesa Lumen gentium (nn. 24-27), così nel Decreto sull'ufficio pastorale dei Vescovi Christus Dominus (nn. 11-16).

Per un'esigenza di chiarezza, il Magistero della Chiesa ha presentato in modo distinto questi tre aspetti dell'ufficio episcopale. È evidente però che magistero, ministero e governo pastorale fanno parte di un'unica missione, quale è quella di continuare l'opera salvifica di Cristo, Pastore supremo della Sua Chiesa, che è venuto "perché [tutti gli uomini] abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza" (Gv 10, 10).

3. In terra polacca

Il nuovo Vescovo svolgerà la sua missione in una diocesi tipica della Polonia, ove potrà mettere a frutto i grandi talenti che la Provvidenza Divina gli ha dato, preparandolo a questa grande responsabilità pastorale.

Oltre alla solida formazione ricevuta nella sua cara Arcidiocesi di Gniezno, egli ha poi avuto la grazia di potersi perfezionare negli studi biblici qui a Roma e giungere anche ad essere docente in due Università Pontificie, l'Urbaniana e l'Angelicum, come anche nell'Università di Nicolò Copernico a Torun.

La sua preparazione culturale gli sarà anche di grande aiuto nella sua missione, considerando le nuove sfide che si presentano alla Chiesa, all'inizio del Terzo Millennio cristiano.

Quattrocento anni fa, San Francesco di Sales poteva permettersi di scrivere nella sua Introduzione alla vita devota che "nella cura d'anime occorrono una tazza di scienza, un barile di prudenza ed un oceano di pazienza". Se il Santo Vescovo di Ginevra vivesse oggi non direbbe più così. Oggi non basta più una tazza di scienza. Oggi più che mai, ogni Pastore nella Chiesa, nel presbiterato o nell'Episcopato, deve essere maestro di fede in un mondo ognora più sofisticato. Una profonda cultura teologica è oggi indispensabile nel nostro lavoro quotidiano.

Mettendo le mani all'aratro, il nuovo Vescovo di Siedlce potrà contare con l'esempio e l'aiuto di tanti Confratelli nell'Episcopato, qui degnamente rappresentati dai Vescovi Conconsacranti, Mons. Henryk Muszynski, Arcivescovo Metropolita di Gniezno, e da Mons. Jan Mazur, Vescovo emerito di Siedlce, come dagli altri Presuli qui presenti.

4. Nel solco dei martiri

Egli poi avrà la gioia di lavorare in una terra santificata da tanti uomini e donne che hanno sofferto per dar testimonianza della loro fede. Basterebbe ricordare i Martiri di Pratulin, beatificati dal Papa Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro il 6 ottobre 1996. Basterebbe riandare a tutta la storia del popolo di Podlasie, che per secoli ha offerto alla Chiesa innumerevoli prove della propria fedeltà a Cristo ed alla sua Chiesa. Lo ricordava il Papa durante la Santa Messa che celebrò a Siedlce il 10 giugno del 1999. Ero anch'io presente nella spianata di Blonia Siedleckie in quell'occasione e sono stato testimone della profonda gratitudine dei presenti per tale rievocazione della storia religiosa della Diocesi. Là, poi, il nuovo Vescovo incontrerà sacerdoti e laici, religiosi e religiose, uomini e donne di fede, desiderosi di collaborare per la diffusione del Regno di Dio, così come collaboravano con il compianto Vescovo Mons. Jan Wiktor Nowak, di santa memoria.

5. Conclusione

Caro Don Zbigniew, avanti, dunque, fiducioso nel nuovo campo di lavoro a cui il Signore ti chiama! Avanti, con il fuoco della carità che lo Spirito Santo accende nei nostri cuori! Tu potrai così dire con l'Apostolo Paolo:  "Caritas Christi urget nos!", "l'amore del Cristo ci spinge" (2 Cor 5, 14). Potrai anzi ripetere ai fedeli di Siedlce le parole che l'Apostolo rivolgeva ai fedeli di Tessalonica:  "Siamo tanto affezionati a voi che avremmo desiderato darvi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari" (1 Ts 2, 8).

Sia così anche per te, venerato e caro Vescovo di Siedlce! Amen!

 

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