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DICASTERO PER LA COMUNICAZIONE
Dicasterium pro Communicatione
La
Segreteria per la Comunicazione è stata istituita da Papa Francesco con
Lettera Apostolica del 27 giugno 2015, in forma di Motu Proprio,
L'attuale contesto comunicativo. Al Dicastero è
affidato il sistema comunicativo della Santa Sede, integrando
«tutte le realtà
che, in diversi modi, fino ad oggi, si sono occupate della comunicazione»,
al fine di «rispondere sempre meglio alle esigenze
della missione della Chiesa».
Con tale ristrutturazione la Sede Apostolica si avvale del
Dicastero come referente unitario dei processi comunicativi, sempre più
complessi e
interdipendenti nell'attuale scenario mediatico.
Nel Dicastero sono confluiti i seguenti Organismi: Pontificio Consiglio delle
Comunicazioni Sociali, Sala Stampa della Santa Sede, Tipografia Vaticana,
Servizio Fotografico, L'Osservatore Romano, Libreria Editrice Vaticana, Radio Vaticana,
Centro Televisivo Vaticano, Servizio Internet Vaticano.
Con il predetto Motu Proprio il nuovo Dicastero ha assunto il servizioTwitter
del Sommo Pontefice (@pontifex) e il sito web istituzionale
della Santa Sede (www.vatican.va).
Inoltre alla Segreteria per la Comunicazione è affidata la gestione del canale
Instagram del Papa @franciscus e le ulteriori nuove presenze nei
media e nelle reti sociali del Sommo Pontefice.
La Segreteria per la Comunicazione, in base allo
Statuto del 6 settembre
2016, si articola inoltre nelle seguenti Direzioni: Direzione per gli Affari
Generali, Direzione Editoriale, Direzione della Sala Stampa della Santa Sede,
Direzione Tecnologica, Direzione Teologico Pastorale.
Di seguito, si riportano gli aspetti storici di maggior rilevanza concernenti
gli Organismi confluiti nel Dicastero.
Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. Istituito da Pio XII «ad
experimentum», il 20 gennaio 1948, il Pontificio
Consiglio delle Comunicazioni Sociali venne originariamente chiamato «Pontificia
Commissione per la Cinematografia Didattica e Religiosa»,
denominazione trasformata, dal 1° gennaio 1952, in «Pontificia
Commissione per la Cinematografia», con il compito di
studiare i problemi cinematografici che hanno attinenza con la fede e con la
morale.
Con il Motu Proprio
Boni Pastoris del 22 febbraio
1959, San Giovanni XXIII attribuiva alla Commissione nuove competenze,
disponendo che essa avesse «carattere permanente quale Ufficio della
Santa Sede per l'esame, l'incremento e la direzione delle varie attività nel
campo del cinema, della radio e della televisione».
Con lo stesso Motu Proprio veniva disposto che «le
Congregazioni della Curia Romana e gli altri Uffici della Santa Sede chiederanno
il parere della Commissione prima di emanare disposizioni o concedere
autorizzazioni riguardanti i settori del cinema, della radio e della
televisione, ed informeranno la Commissione stessa dei provvedimenti presi
nell'ambito delle proprie competenze».
Nella Costituzione Apostolica
Pastor Bonus di San
Giovanni Paolo II (art. 169-170), del 28 giugno 1988, oltre al cambiamento di
nome in «Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali»,
si precisa che, in stretto collegamento con la Segreteria di Stato, «il
Consiglio attende alla precipua funzione di suscitare e sostenere
tempestivamente ed adeguatamente l'azione della Chiesa e dei fedeli nelle
molteplici forme della comunicazione sociale; di adoperarsi perché, sia i
giornali e gli altri scritti periodici, sia gli spettacoli cinematografici, sia
le trasmissioni radiofoniche e televisive siano sempre più permeati di spirito
umano e cristiano»; segue i mezzi cattolici di
comunicazione sociale «perché realmente corrispondono alla propria indole
e funzione», e «favorisce le relazioni con le associazioni
cattoliche che operano nel campo delle comunicazioni».
Al Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali sono
stati demandati l'esame delle domande e il rilascio delle eventuali
autorizzazioni per le riprese audiovisive, nell'ambito di progetti ad ampio
respiro (documentari, serie televisive...), che si riferiscono a luoghi
direttamente dipendenti dalla Santa Sede.
Inoltre è stata affidata la Direzione e Amministrazione
della Filmoteca Vaticana.
Filmoteca Vaticana. È stata istituita da San
Giovanni XXIII, in data 16 novembre 1959, e lo Statuto è stato pubblicato negli
Acta Apostolicae Sedis del 10 dicembre 1959 (Vol. LI, pagg. 875-876).
La Filmoteca «ha lo scopo di raccogliere e conservare
film e registrazioni delle riprese televisive che hanno attinenza con la vita
della Chiesa» (Statuto, art. 2).
Infine, con il Motu Proprio di Papa Francesco
L'attuale contesto comunicativo del 27 giugno 2015, il Pontificio Consiglio
delle Comunicazioni Sociali è stato integrato nella Segreteria per la
Comunicazione il 1° gennaio 2016.
Sala Stampa della Santa Sede. Il 20 febbraio 1939 fu
istituito l'«Ufficio Informazioni» de «L'Osservatore Romano», e gli fu affidato
il compito di trasmettere informazioni ai giornalisti ammessi (cfr. O.R. 23
febbraio 1939). Nel 1966 la Sala Stampa, che era stata istituita come organismo
informativo del Concilio Vaticano II, assorbì il precedente ufficio e cominciò a
funzionare come Sala Stampa della Santa Sede a cura della Pontificia Commissione
per le Comunicazioni Sociali.
La Costituzione Apostolica
Pastor Bonus sulla
Curia Romana del 28 giugno 1988 al n. 43 assegna la Sala Stampa come «speciale
ufficio» dipendente dalla Prima Sezione della Segreteria di Stato che pubblica e
divulga le «comunicazioni ufficiali riguardanti sia gli atti del Sommo Pontefice
sia l'attività della Santa Sede».
Il Vatican Information Service - istituito nel
1990 nell'ambito della Sala Stampa - il 31 luglio 2012 ha terminato di esistere
come ufficio con un suo servizio specifico di informazione distinto dal
Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede. L'integrazione del personale del
VIS nel lavoro ordinario della Sala Stampa ha permesso un opportuno rinnovamento
della pubblicazione online del Bollettino, rendendolo multilingue. Anche il
ricco archivio di 85.000 notizie in diverse lingue realizzate in oltre vent'anni
dal VIS, è stato conservato e integrato nel sito della Sala Stampa.
Con lettera della Segreteria di Stato del 14 gennaio
2013, venne infine comunicata la decisione di unificare le procedure di rilascio
degli accrediti giornalistici presso la sola Sala Stampa della Santa Sede, che
prese così in carico, oltre alla stampa scritta, anche il settore accreditamento
degli audiovisivi che competeva in precedenza al Pontificio Consiglio delle
Comunicazioni Sociali. Se gli accreditati in modo permanente sono ora oltre 600,
provenienti da più di 40 Paesi in rappresentanza di circa 350 testate, la media
degli operatori della comunicazione accolti annualmente in Sala Stampa supera le
2.500 unità, con punte molto più elevate in momenti di particolare rilievo:
seimila le tessere rilasciate nei mesi di febbraio-marzo 2013 per la rinuncia al
Pontificato di Papa Benedetto XVI, la Sede vacante e l'elezione di Papa
Francesco.
Infine, con il Motu Proprio di Papa Francesco
L'attuale contesto comunicativo del 27 giugno 2015, la Sala Stampa della
Santa Sede è stata integrata nella Segreteria per la Comunicazione il 1° gennaio
2016.
Radio Vaticana. Il 12 febbraio 1931, Pio XI col
primo
radiomessaggio a tutto il mondo inaugura la Stazione Radio Vaticana. Incaricato
della realizzazione, Guglielmo Marconi, in meno di due anni, porta a termine
l'opera d'avanguardia per l'epoca. Primo direttore della Stazione Radio è
Giuseppe Gianfranceschi della Compagnia di Gesù, scienziato, Rettore
dell'Università Gregoriana, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze.
Le esperienze continuano fino al 1939, anno in cui
iniziano regolari programmi.
Nel 1951 viene firmato l'accordo tra la Santa Sede e il
governo della Repubblica Italiana sull'extraterritorialità del progettato Centro
radiotrasmittente di Santa Maria di Galeria.
Il 29 giugno 1959, nuovi uffici e studi vengono allestiti
nell'ex Museo Petriano.
Il Concilio Ecumenico Vaticano II vede la Radio Vaticana
impegnata in un vasto e ordinato lavoro di divulgazione: oltre 3.000 ore di
trasmissione, in 30 lingue diverse. Vengono registrati tutti gli interventi dei
Padri Conciliari per una lunghezza di 300.000 metri di nastro.
Il potenziamento tecnico non ha pause e intanto le
strutture della Radio vengono riorganizzate e dopo il provvisorio trasferimento,
il 13 giugno 1967, della direzione e uffici dei Programmi a Palazzo Torlonia, il
1° gennaio 1970 si ha il primo trasferimento a Palazzo Pio: il 29 gennaio
vengono inaugurati i primi studi della nuova sede che andrà sempre ampliandosi.
Nel 1972, per la prima volta, viene pubblicato un
Bollettino con i programmi dell'emittente. Per l'Anno Santo del 1975 la Radio
Vaticana è mobilitata con 8.322 ore di trasmissione, 70 ore di trasmissione in
diretta, 316 collegamenti con Stazioni estere.
Gli anni del pontificato di San Giovanni Paolo II sono
quelli che vedono avverarsi il programma che ispira la ristrutturazione del 1967
voluta dal Beato Paolo VI, intesa a favorire lo sviluppo e la qualità della
programmazione.
Con il 1° gennaio 1986, la Radio Vaticana cessa di
costituire una direzione Generale del Governatorato per diventare una
Amministrazione Palatina e quindi, a norma della Costituzione Apostolica
Pastor Bonus (28 giugno 1988), «Istituzione collegata con la Santa Sede».
Con il 1° ottobre 1995 entrarono in vigore il nuovo
Statuto e il Regolamento per il Personale che consacrarono il carattere di
Amministrazione autonoma dell'Emittente dotata di personalità giuridica.
Entrata nel nuovo millennio, ha proseguito nella fedeltà
al suo compito istituzionale di evangelizzazione e di servizio all'unità della
Chiesa, grazie alle sue cinque reti di diffusione terrestre, satellitare e
telematica, i suoi programmi, sil suo sito web in circa 40 lingue, le sue oltre
400 ore di trasmissioni settimanali e il suo personale appartenente a oltre 60
nazionalità.
Nel 2012, ha inoltre sviluppato proprie applicazioni per
smartphone e tablet. Contestualmente ha avviato una graduale riduzione delle
proprie trasmissioni in onde corte verso l'Europa e il continente americano,
mantenendo questo servizio più tradizionale per quelle regioni del globo in cui
non vi siano altri modi per riceverla.
Infine, con il Motu proprio di Papa Francesco
L'attuale contesto comunicativo del 27 giugno 2015, la Radio Vaticana è
stata integrata nella Segreteria per la Comunicazione il 1° gennaio 2017.
Centro Televisivo Vaticano. Fu istituito come
Fondazione, con personalità giuridica secondo il diritto canonico, da San
Giovanni Paolo II con rescritto Ex Audientia del 22 ottobre 1983, posto sotto la
moderazione del Cardinale Segretario di Stato e soggetto al controllo e alla
vigilanza della Santa Sede.
In base allo Statuto, approvato nel 1998, il CTV, come
agenzia televisiva di informazione, approfondimento e documentazione delle
attività della Santa Sede, ha svolto il compito di promuovere la presenza della
Sede Apostolica nel campo della televisione e dell'audiovisivo in tutto il
mondo. Pertanto ha assicurato la ripresa, la distribuzione a terzi, la
diffusione con collegamenti anche satellitari, la registrazione audiovisiva
delle attività del Sommo Pontefice e dei vari Dicasteri della Santa Sede, degli
avvenimenti non solo di carattere religioso che si svolgono nel territorio della
Città del Vaticano e relativi immobili con privilegio di extraterritorialità. Ha
realizzato prodotti tematici, anche multimediali, dedicati a situazioni e
problemi della vita di fede, della morale, della cultura e dell'attività
socio-politica alla luce del cristianesimo e gestito la propria videoteca.
Il CTV venne investito della titolarità giuridica del diritto-dovere di
effettuare riprese nel territorio della Città del Vaticano e negli immobili
occupati da uffici e dipendenze di organismi della Santa Sede; a questo di
aggiunge la gestione e la tutela dei diritti strumentali e/o connessi alle
riprese citate, curandone la tutela anche in via giudiziale.
È stato creato con lo scopo di contribuire all'annuncio universale del
Vangelo, documentando con immagini e produzioni il ministero pastorale del Papa
e le attività della Sede Apostolica. In 30 anni di attività, i cameramen del CTV
hanno ripreso più di 10 mila ore di immagini, raccolte in più di 19 mila nastri
e cassette professionali, testimonianze eccezionali dei pontificati di San
Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e oggi Papa Francesco. All'archivio del CTV si
rivolgono le tv e i documentaristi di tutto il mondo.
Nel 2012, il CTV ha realizzato 256 trasmissioni in diretta, anche via
satellite verso l'America e in «live streaming» sul sito della Santa Sede
www.vatican.va; nel 2013 ha diffuso in HD le
storiche immagini della fine del pontificato di Benedetto XVI, del conclave e
dell'elezione di Papa Francesco e nel 2016 ha cominciato a trasmettere in 4k.
La redazione del CTV ha realizzato il magazine settimanale di attualità
vaticana Vatican Magazine diffuso dalle tv cattoliche di tutto il mondo, e
videonews quotidiane sull'attività del Papa, in collaborazione con la Radio
Vaticana, disponibili in 6 lingue sui canali vaticani di You Tube. Nel 2013 è
stato anche avviato il sito internet www.ctv.va
Infine, con il Motu Proprio di Papa Francesco
L'attuale contesto comunicativo del 27 giugno 2015, il Centro Televisivo
Vaticano è stato integrato nella Segreteria per la Comunicazione il 1° gennaio
2017.
Servizio Internet Vaticano. Con l'inserimento e la pubblicazione
online del messaggio di San Giovanni Paolo II per il Natale 1995, venne
istituito l'Ufficio Internet della Santa Sede, con Lettera del Segretario di
Stato del 20 dicembre 1995: «Attesa l'importanza assunta dalla Rete
Internazionale d'Informazione (internet), e in considerazione dell'utilità per
alcuni Dicasteri di approfittare di tale servizio per la diffusione di notizie
oltre che per attingere informazioni, è stato ritenuto opportuno prendere in
esame la possibilità, per la Santa Sede, di inserirsi nel suddetto sistema [...]
Il primo collegamento della Santa Sede in internet è previsto il 25 dicembre
1995, con l'inserimento in rete del Messaggio Natalizio del Santo Padre».
Il 19 luglio 1996 il Cardinal Angelo Sodano da comunicazione ai Capi
Dicastero che era «terminato l'allestimento presso l'APSA dell'Ufficio internet,
il quale curerà, oltre gli aspetti tecnici, la manutenzione e lo sviluppo
dell'infrastruttura telematica, hardware e software, che serve di supporto per
la presenza della Santa Sede nella rete internet, come pure gli accessi ad essa
da parte dei vati Dicasteri ed Uffici della Santa Sede».
Nel 1997, il giorno di Pasqua, venne inaugurato il primo sito completo,
www.vatican.va, consultabile in sei lingue
diverse, con lo scopo di assicurare una maggiore diffusione del Magistero
Pontificio e dell'attività della Santa Sede mediante la creazione di un sito che
fosse accessibile a tutti.
Nel 2009 l'Ufficio Internet della Santa Sede venne trasferito sotto la
Direzione delle Telecomunicazioni del Governatorato dello Stato della Città del
Vaticano con il nome di Servizio Infrastrutture ISP, che presto sarebbe cambiato
in Servizio Internet Vaticano.
Infine con il Motu Proprio di Papa Francesco
L'attuale contesto comunicativo del 27 giugno 2015, il Servizio Internet
Vaticano è stato integrato nella Segreteria per la Comunicazione il 1° gennaio
2016, in accordo di funzionalità e competenze con il Governatorato dello Stato
della Città del Vaticano.
(Annuario Pontificio 2017)
* * *
Il Santo Padre, a seguito della
Lettera Apostolica in forma di Motu
Proprio "L'attuale contesto
comunicativo", del 27 giugno 2015, con la quale ha istituito la Segreteria per
la Comunicazione, ha nominato
(Bollettino della Sala Stampa, 27/06/2015; Bollettino della Sala Stampa, 09/02/2016;
Bollettino della Sala Stampa, 21/12/2015;
Bollettino della Sala Stampa, 11/07/2016;
Bollettino della Sala Stampa, 13/07/2016;
Bollettino della Sala Stampa, 12/04/2017;
Bollettino della Sala Stampa, 21/03/2018;
Bollettino della Sala Stampa, 05/07/2018,
Bollettino della Sala Stampa, 18/12/2018):
Membri del Dicastero per la Comunicazione
gli Eminentissimi Cardinali:
- Béchara Boutros Raï, Patriarca di Antiochia dei Maroniti
(Libano);
- John Njue, Arcivescovo di Nairobi (Kenya);
- Chibly Langlois, Vescovo di Les Cayes (Haiti);
- Charles Maung Bo, Arcivescovo di Yangon (Myanmar);
- Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese
Orientali;
- Beniamino Stella, Prefetto della Congregazione per il Clero;
- Thomas Aquino Manyo Maeda, Arcivescovo di Osaka (Giappone);
gli Eccellentissimi Monsignori:
- Diarmuid Martin, Arcivescovo di Dublino (Irlanda);
- Gintaras Grušas, Arcivescovo di Vilnius (Lituania);
- Marcello Semeraro, Vescovo di Albano (Italia);
- Stanislas Lalanne, Vescovo di Pontoise (Francia);
- Pierre Nguyên Văn Kham, Vescovo di My Tho (Vietnam);
- Ginés Ramón García Beltrán, Vescovo di Guadix (Spagna);
- Nuno Brás da Silva Martins, Vescovo tit. Elvas, Ausiliare di
Lisboa (Portogallo);
e gli Illustrissimi Signori:
- Dott.ssa Kim Daniels, Consulente della Conferenza Episcopale
degli Stati Uniti d'America per la Commissione ad hoc sulla libertà
religiosa;
- Dott. Markus Schächter, Professore di etica nei mass media e
nella società presso la Facoltà di Filosofia S.I. di München (Germania);
- Dott.ssa Leticia Soberón Mainero, psicologa ed esperta di
comunicazione, già Consultore del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni
Sociali (Messico e Spagna).
Superiori del Dicastero:
- Prefetto il
Dottor Paolo Ruffini
- Segretario il
Reverendo Monsignore Lucio Adrian
Ruiz
- Assessore il Reverendo Monsignore Dario
Edoardo Viganò
- Direttore della Direzione per gli Affari Generali il
Dottor Paolo Nusiner
- Vice Direttore della Direzione per gli Affari Generali il
Dottor Giacomo Ghisani
- Direttore della Direzione Editoriale il
Dottor Andrea Tornielli
- Direttore della Sala Stampa della Santa Sede ad interim il Dottor
Alessandro Gisotti
- Vice Direttore della Sala Stampa della Santa Sede ...
- Direttore della Direzione Tecnologica l'Ing. Francesco Masci
- Direttore della Direzione Teologico-Pastorale la Prof.ssa Nataša
Govekar
Consultori del Dicastero per
la Comunicazione Il Santo Padre
ha
nominato Consultori della Segreteria per la
Comunicazione i Rev.di: Sac. Ivan Maffeis,
Sottosegretario della Conferenza Episcopale
Italiana; Sac. José María La Porte,
Decano della Facoltà di Comunicazione Sociale
Istituzionale della Pontificia Università della
Santa Croce; Sac. Peter Gonsalves,
S.D.B., Decano della Facoltà di Scienze della
Comunicazione Sociale della Pontificia
Università Salesiana; P. Eric Salobir,
O.P., Promotore Generale per le comunicazioni
sociali dell'Ordine dei Frati Predicatori; P.
James Martin, S.I., Jesuit Magazine
America; P. Jacquineau Azétsop, S.I.,
Decano della Facoltà di Scienze Sociali della
Pontificia Università Gregoriana; e gli
Illustrissimi: Dott. Paolo Peverini,
Docente di Semiotica presso la LUISS Guido
Carli; Dott. Fernando Giménez Barriocanal,
Presidente e Consigliere Delegato di Radio
Popular-Cadena COPE; Dott.ssa Ann Carter,
Rasky Baerlein Strategic Communications;
Sig. Graham Ellis, Vice Direttore di
BBC Radio; Dott. Michael P. Warsaw,
Chairman of the Board and Chief Executive
Officer di EWTN Global Catholic Network;
Dott. Dino Cataldo Dell'Accio, Chief
ICT Auditor presso le Nazioni Unite; Dott.
Michael Paul Unland, Direttore Esecutivo
del Catholic Media Council (CA.ME.CO.).
Dicastero per la Comunicazione Via della Conciliazione, 5
00120 Città del Vaticano
tel: +39 06 69891800
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