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PENITENZIERIA APOSTOLICA
IL DONO DELL'INDULGENZA
Il dono dell'indulgenza manifesta la pienezza della
misericordia di Dio, che viene espressa in primo luogo nel sacramento della
Penitenza e della Riconciliazione.
Questa antica pratica, circa la quale non sono mancate incomprensioni storiche,
va bene compresa ed accolta.
La riconciliazione con Dio, pur essendo dono della misericordia di Dio, implica
un processo in cui l'uomo è coinvolto nel suo impegno personale e la Chiesa nel
suo compito sacramentale. Il cammino di riconciliazione ha il suo centro nel
sacramento della Penitenza, ma anche dopo il perdono del peccato, ottenuto
mediante tale sacramento, l'essere umano rimane segnato da quei
"residui" che non lo rendono totalmente aperto alla grazia ed ha
bisogno di purificazione e di quel rinnovamento totale dell'uomo in virtù della
grazia di Cristo, per ottenere il quale, il dono dell'indulgenza gli è
grandemente di aiuto.
Per indulgenza si intende "la remissione dinanzi a Dio della pena temporale
per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, remissione che il fedele,
debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della
Chiesa, la quale, come ministra della redenzione, autoritativamente dispensa ed
applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei Santi" (Enchiridion
indulgentiarum, Normae de Indulgentiis, Libreria Editrice Vaticana 1999, p.
21; cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 1471).
La seguente nota della Penitenzieria Apostolica ricorda le disposizioni
necessarie per acquistare con frutto l'indulgenza giubilare.
La celebrazione dell'Anno Giubilare non soltanto è occasione singolare per
profittare del grande dono che il Signore ci fa, mediante la Chiesa, delle
Indulgenze, ma è anche felice opportunità per richiamare la catechesi sulle
Indulgenze alla considerazione dei fedeli. Perciò la Penitenzieria Apostolica
pubblica, a vantaggio di quanti compiono le visite giubilari, questo avviso
sacro.
Richiami di indole generale sulle Indulgenze
1. L'Indulgenza è così definita nel Codice di Diritto Canonico (can. 992) e
nel Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 1471): "L'Indulgenza è la
remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto
alla colpa, che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni,
acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione,
dispensa ed applica autoritativamente il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e
dei Santi".
2. In generale, l'acquisto delle Indulgenze esige determinate condizioni
(qui
sotto, numeri 3-4), e l'adempimento di determinate opere (ai numeri
8-9-10 si indicano quelle proprie dell'Anno Santo).
3. Per ottenere le Indulgenze, sia plenarie che parziali, occorre che, almeno
prima di compiere gli ultimi adempimenti dell'opera indulgenziata, il fedele sia
in stato di grazia.
4. L'Indulgenza plenaria si può ottenere solo una volta al giorno. Ma
per conseguirla, oltre lo stato di grazia, è necessario che il fedele
- abbia la disposizione interiore del completo distacco dal peccato, anche
solo veniale;
- si confessi sacramentalmente dei suoi peccati;
- riceva la SS.ma Eucaristia (è meglio certamente riceverla partecipando
alla S. Messa; ma per l'Indulgenza è necessaria solo la S. Comunione);
- preghi secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.
5. È conveniente, ma non è necessario che la Confessione sacramentale, e
specialmente la Santa Comunione e la preghiera per le intenzioni del Papa si
facciano nello stesso giorno in cui si compie l'opera indulgenziata; ma è
sufficiente che questi Sacri riti e preghiere si compiano entro alcuni giorni
(circa 20) prima o dopo l'atto indulgenziato. La preghiera secondo la mente del
Papa è lasciata alla scelta del fedele, ma si suggerisce un "Padre
Nostro" e un'"Ave Maria". Per diverse Indulgenze plenarie, è
sufficiente una Confessione sacramentale, ma si richiede una distinta Santa
Comunione e una distinta prece secondo la mente del Santo Padre per ciascuna
Indulgenza plenaria.
6. I confessori possono commutare, in favore di coloro che siano
legittimamente impediti, sia l'opera prescritta sia le condizioni richieste
(eccetto, ovviamente il distacco dal peccato anche veniale).
7. Le Indulgenze sono sempre applicabili o a se stessi o alle anime dei
defunti, ma non sono applicabili ad altre persone viventi sulla terra.
Aspetti propri dell'Anno Giubilare
Premesse le necessarie condizioni, di cui ai numeri 3-4, i fedeli possono
acquistare l'indulgenza giubilare compiendo una delle seguenti opere, qui
sotto raccolte in tre categorie:
8. Opere di pietà o religione
- O fare un pio pellegrinaggio ad un Santuario o Luogo Giubilare (per Roma:
una delle 4 Basiliche patriarcali - S. Pietro, s. Giovanni in Laterano, S. Maria
Maggiore, s. Paolo -, oppure alla Basilica di S. Croce in Gerusalemme, alla
Basilica di s. Lorenzo al Verano, al Santuario della Madonna del Divino Amore,
ad una delle Catacombe cristiane, ivi partecipando alla Santa Messa, o ad altra celebrazione liturgica (Le Lodi o
i Vespri) o ad un esercizio di pietà (Via Crucis, Rosario, recita dell'inno
Akathistos ecc.);
- o fare una pia visita, in gruppo o singolarmente, ad uno degli stessi
luoghi giubilari ivi attendendo all'adorazione eucaristica ed a pie meditazioni, concludendole
col "Padre Nostro", il "Credo" e un'invocazione alla Vergine
Maria.
9. Opera di misericordia o carità
- O rendere visita, per un congruo tempo, a fratelli in necessità o
difficoltà (infermi, carcerati, anziani soli, handicappati ecc.), quasi
compiendo un pellegrinaggio verso Cristo presente in loro,
- oppure sostenere con un significativo contributo opere di carattere
religioso o sociale (a favore dell'infanzia abbandonata, della gioventù in
difficoltà, degli anziani bisognosi, degli stranieri nei vari Paesi in cerca di
migliori condizioni di vita),
- oppure dedicare una congrua parte del proprio tempo libero ad
attività utili per la comunità o altre simili forme di personale
sacrificio.
10. Opere di penitenza
Almeno per un giorno
- O astenersi da consumi superflui (fumo, bevande alcooliche ecc.),
- o digiunare,
- o fare astinenza dalle carni (o altro cibo secondo le specificazioni degli
Episcopati), devolvendo una proporzionata somma ai poveri.
Dato a Roma, nella sede della Penitenzieria Apostolica, il 29 gennaio 2000
WILLIAM WAKEFIELD Card. BAUM
Penitenziere Maggiore
LUIGI DE MAGISTRIS
Vescovo titolare di Nova
Reggente
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