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L'uso sbagliato dei beni creati
"Nessuno lo nega, tutti sanno che Dio è il creatore dell'universo — come la
natura stessa lo testimonia — e che tutti questi beni egli ha messo al
servizio dell'uomo. Ma poiché Dio non lo si conosce rettamente — solo dalla
natura, cioè, e non da un intimo rapporto di amicizia con lui; da lontano, e
non da vicino — è del tutto naturale che non si sappia come egli vuole che
vengano usate o non usate le sue creature. E non si conosce anche la potenza
ostile che con lui compete, per sconvolgere l'uso delle creature. Non si ha
dunque conoscenza della sua volontà, né del nemico di questa volontà divina;
anzi, quest'ultimo si conosce ancor meno. Non bisogna dunque tener presente solo
colui da cui tutto è stato creato, ma anche colui da cui tutto è stato
sconvolto. Solo allora apparirà chiaro per quale uso ogni cosa è stata creata,
quando apparirà per quale uso non è stata creata. C'è una grande differenza
tra l'essenza della corruzione e la incolumità, perché vi è una grande differenza
tra il Creatore e il pervertitore.
Del resto, le cattive azioni di ogni specie, anche quelle che gli stessi pagani
rifiutano e proibiscono, si attuano solo per mezzo di realtà create. Se il
delitto viene compiuto con un coltello, con il veleno, o con incanti magici, il
ferro è di Dio, proprio come lo sono le erbe e gli spiriti. La provvidenza
creatrice ha chiamato dunque all'essere queste realtà per l'assassinio di un
uomo? No! Essa ha proibito ogni specie di omicidio con quell'unica proibizione
iniziale: « Tu non ucciderai ». Inoltre: l'oro, il bronzo, l'argento, il legno
e le altre materie che si usano per costruire gli idoli, chi mai le ha poste al
mondo, se non il creatore del mondo, Dio? Ma le ha forse fatte perché queste
cose diventassero oggetto di un culto opposto a lui? Al contrario: ai suoi occhi
l'idolatria è l'offesa maggiore. Ma la cosa che offende Dio, non appartiene a
lui? Quando lo offende, cessa di essere sua, lo offende.
L'uomo stesso, il colpevole di tutti i misfatti, è non solo opera di Dio, ma
anche sua immagine, e tuttavia con l'anima e col corpo si è allontanato dal suo
Creatore. Ci son stati dati gli occhi, non per accontentare la cupidigia; le
orecchie, non per dedicarci a conversazioni perverse; le orecchie, non per
ascoltare cattivi discorsi; il gusto, non per peccare di gola; il ventre, non
per darci alle gozzoviglie; gli organi genitali, non per gli eccessi
dell'impudicizia; le mani, non per la violenza; i piedi, non per il girellare
ozioso; così anche l'anima è stata posta nel nostro corpo, non per farne
un'officina di insidie, inganni e ingiustizie. Non lo credo proprio! Se infatti
Dio, che continuamente ci eccita all'innocenza, odia ogni specie di malvagità,
è indiscutibilmente certo che tutto ciò che egli ha creato, non lo ha creato
perché si scelgano le opere malvagie che egli condanna, anche se esse in realtà
si effettuano per mezzo delle cose da lui create; la dannazione solo da questo
è motivata: l'uso sconvolto del creato da parte delle creature.
Una conoscenza approfondita del Signore ci pone dunque innanzi agli occhi il suo
rivale; nello sguardo approfondito sul Creatore noi vediamo anche il corruttore."
Tertulliano, Gli spettacoli, 2
Preghiera:
O Dio, ti ringraziamo per tutti gli uomini che popolano la terra, per gli
animali, tutte le altre forme di vita e per le tue creature inanimate, che
formano la bellezza della Tua Creazione. Ti chiediamo umilmente di aiutarci a
trovarti per mezzo di esse, e di saper sempre usufruire di esse per il Tuo onore
e la Tua gloria. Te lo chiediamo per mezzo di tuo Figlio Gesù Cristo, che vive
e regna con Te nell’unità dello Spirito Santo nei secoli dei secoli, Amen.
A cura dell'Ateneo Pontificio "Regina
Apostolorum"
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