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Il Magnificat
4. "Orbene dapprima «l’anima» di Maria «magnifica il Signore», e, dopo, «il
suo spirito esulta in Dio»; cioè, se non siamo dapprima cresciuti, non
possiamo esultare.
Ella dice: «Perché ha guardato l’umiltà della sua ancella» (Lc 1,
48). Su quale umiltà di Maria il Signore ha volto il suo sguardo? Che cosa
aveva, la madre del Signore, di umile e di basso, ella che portava nel seno il
Figlio di Dio? Dicendo: «Ha guardato l’umiltà della sua ancella», è come
se dicesse: ha guardato la giustizia della sua ancella, ha guardato la sua
temperanza, ha guardato la sua fortezza e la sua sapienza. È giusto infatti che
Dio rivolga il suo sguardo sulle virtù. Qualcuno potrebbe dire: capisco che Dio
guardi la giustizia e la sapienza della sua ancella; ma non è troppo chiaro
perché volge il suo sguardo sull’umiltà. Chi pone questa domanda si ricordi
che proprio nelle Scritture l’umiltà è considerata come una delle virtù.
5. Dice il Salvatore: «Imparate da me che sono mite e umile di cuore, e
troverete riposo alle anime vostre» (Mt 11, 29). E se vuoi conoscere il
nome di questa virtù, cioè come essa è chiamata dai filosofi, sappi che
l’umiltà su cui Dio rivolge il suo sguardo è quella stessa virtù che i
filosofi chiamano atyphía oppure metriótês. Noi possiamo
peraltro definirla con una perifrasi: l’umiltà è lo stato di un uomo che non
si gonfia, ma si abbassa. Chi infatti si gonfia, cade, come dice l’Apostolo,
«nella condotta del diavolo» - il quale appunto ha cominciato col gonfiarsi di
superbia -; l’Apostolo dice: «Per non incappare, gonfiato d’orgoglio, nella
condanna del diavolo» (I Tm 3, 6).
«Ha guardato l’umiltà della sua ancella»: Dio mi ha guardato dice Maria -
perché sono umile e perché ricerco la virtù della mitezza e del
nascondimento.
6. «Ecco che sin d’ora tutte le generazioni mi chiameranno beata» (Lc
1, 48). Se intendo «tutte le generazioni» secondo il più semplice
significato, ritengo che si faccia allusione ai credenti. Ma se cerco di vedere
il significato più profondo, capirò quanto sia preferibile aggiungere: «Perché
fece grandi cose per me colui che è potente» (Lc 1, 49). Proprio perché
chiunque si umilia sarà esaltato» (Lc 14, 11), Dio ha guardato
l’umiltà» della beata Maria; per questo ha fatto per lei grandi «cose colui
che è potente e il cui nome è santo».
E «la sua misericordia si estende di generazione in generazione» (Lc 1,
50). Non è su una generazione, né su due, né su tre, e neppure su cinque che
si estende «la misericordia» di Dio; essa si estende eternamente «di
generazione in generazione».
«Per coloro che lo temono ha dispiegato la potenza del suo braccio». Anche se
sei debole, se tu ti accosti al Signore, se avrai timore di lui, potrai udire la
promessa con la quale il Signore risponde al tuo timore."
ORIGENE, Omelie su Luca, VIII, 4-6.
Preghiera
Beata genitrice di Dio, splendore del genere umano, grazie a te da servi siamo
diventati liberi e figli della luce.
Maria, Vergine regale, generata dalla stirpe di Davide, nobile grazie alla
dignità non tanto del padre quanto piuttosto del Figlio; tu, dopo aver
strappato il vecchio germe, fai di noi piante da un germe nuovo; per mezzo tuo
il genere umano diventi un sacerdozio regale.
Con le tue sante preghiere, scioglici dai legami delle colpe; mettendo avanti i
tuoi meriti, innalzaci ai premi celesti.
O Vergine nobilissima, sia gloria alla Trinità, che offre te quale magnifico
tesoro dei suoi doni.
A cura della Pontificia Facoltà Teologica «Marianum» Roma
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