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Ciò che Maria credette divenne in lei realtà
4. "Perciò crediamo in Gesù Cristo nostro Signore, nato da Spirito Santo e da
Maria Vergine. La Vergine Maria partorì credendo quel che concepì credendo.
Infatti quando le fu promesso il figlio, essa domandò come questo sarebbe
successo, dato che non conosceva uomo (e naturalmente le era noto quale fosse il
solo modo di conoscere e partorire, ossia che l’uomo nasce dall’unione del
maschio e della femmina, modo che essa non aveva sperimentato, ma che aveva
appreso dalla normale frequentazione delle altre donne).
E l’angelo le rispose: «Lo Spirito Santo scenderà su di te; su te stenderà
la sua ombra la potenza dell’Altissimo; colui dunque che nascerà da te sarà
santo e chiamato Figlio di Dio» (Lc 1, 35). E dopo che l’angelo ebbe
detto così, essa, piena di fede e concependo Cristo prima nel cuore che nel
grembo, rispose: «Eccomi, sono la serva del Signore; avvenga di me secondo la
tua parola» (Lc 1, 38). Ossia avvenga la concezione nella Vergine senza
seme di uomo; nasca da Spirito Santo e da una donna integra colui per il quale
integra possa rinascere da Spirito Santo la Chiesa.
Il santo che nascerà dalla parte umana della madre senza l’apporto umano del
Padre si chiami Figlio di Dio; colui che è nato da Dio Padre senza alcuna madre,
doveva in modo meraviglioso diventare figlio dell’uomo, e così, nato in
quella carne, poté uscire piccolo attraverso viscere chiuse, e grande,
risuscitato, poté entrare attraverso porte chiuse. Sono cose meravigliose,
perché divine; indescrivibili, perché inscrutabili; non è in grado di
spiegarlo la bocca dell’uomo, perché non è in grado di esprimerlo il cuore
dell’uomo. Maria credette e in lei quel che credette si avverò.
Crediamo anche noi, perché quello che si avverò possa giovare anche a noi. Per
quanto infatti anche questa nascita sia ammirabile, tuttavia, o uomo, tu puoi
pensare che cosa il tuo Dio si è fatto per te, il Creatore per la creatura; il
Dio che è sempre in Dio, l’Eterno che vive con l’Eterno, il Figlio uguale
al Padre non ha disdegnato di rivestirsi della condizione di servo per dei servi
empi e peccatori. E questa non è stata ricompensa per dei meriti umani; per le
nostre iniquità semmai noi meritavamo delle pene; ma se egli avesse tenuto
conto delle colpe, chi avrebbe potuto sussistere? (cf. Sal 129, 3). È
quindi per dei servi empi e peccatori che il Signore si è degnato di nascere
servo e uomo dallo Spirito Santo e dalla Vergine Maria."
SANT’AGOSTINO, Sermone 215, 4.
PREGHIERA
Ave Maria e Sub tuum - Madre di Dio Vergine, salve, piena di grazia, il Signore è
con te (Lc 1, 28); benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del
tuo grembo (Lc 1, 42), perché tu hai generato il Salvatore delle nostre
anime.
Sotto la tua misericordia ci rifugiamo, o Madre di Dio: non disprezzare le
nostre suppliche nelle tentazioni, ma liberaci dai pericoli, o sola pura, sola
benedetta.
A cura della Pontificia Facoltà Teologica «Marianum»
Roma
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