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“Lettera ai fedeli” di San Francesco d’Assisi
"A tutti i cristiani, religiosi, chierici e laici, maschi e femmine, a tutti
coloro che abitano nel mondo intero, frate Francesco, loro umile servo, ossequio
rispettoso, pace vera dal cielo e sincera carità nel Signore.
Poiché sono servo di tutti, sono tenuto a servire a tutti e ad amministrare a
tutti le fragranti parole del mio Signore. Per cui, considerando che non posso
visitare i singoli a causa della malattia e debolezza del mio corpo, ho proposto
con la presente lettera e con questo messaggio, di riferire a voi le parole del
Signore nostro Gesù Cristo, che è il Verbo del Padre, e le parole dello
Spirito Santo, che sono spirito e vita (Gv 6,63).
L’altissimo Padre annunciò che questo suo Verbo, così degno, così santo e
così glorioso sarebbe venuto dal cielo, l’annunciò per mezzo del suo
arcangelo Gabriele alla santa e gloriosa Vergine Maria, dalla quale ricevette la
carne della nostra fragile umanità (Cfr. Lc 1,31). Egli, essendo
ricco (2Cor 8,9) più di ogni altra cosa, volle tuttavia scegliere
insieme alla sua madre beatissima la povertà. E prossimo alla sua passione,
celebrò la Pasqua con i suoi discepoli, e prendendo il pane rese grazie, lo
benedisse e lo spezzò dicendo: Prendete e mangiate, questo è il mio corpo. E prendendo
il calice disse: Questo è il mio sangue del nuovo testamento, che per voi e per
molti sarà sparso in remissione dei peccati (Mt 26,26-28; Lc
22,19-20; 1Cor 11,24-25). Poi, rivolto al Padre pregò dicendo: Padre,
se è possibile, passi da me questo calice. E il suo sudore divenne simile a
gocce di sangue che scorre per terra (Mt 26,39; Lc 22,44). Depose tuttavia la sua volontà nella volontà del Padre dicendo: Padre, sia
fatta la tua volontà, non come voglio io, ma come vuol tu (Mt 26, 39.).
E la volontà del Padre fu tale che il suo figlio benedetto e glorioso, dato e
nato per noi, offrisse se stesso cruentemente come sacrificio e come vittima
sull’altare della croce, non per sé, per il quale tutte le cose sono state create (Gv 1,3),
ma per i nostri peccati, lasciando a noi l’esempio perché ne seguiamo le orme
(1Pt 2,21). E vuole che tutti siamo salvi per Lui, e che lo si riceva con
cuore puro e corpo casto. Ma pochi sono coloro che lo vogliono ricevere e
vogliono essere salvati da Lui, sebbene il suo giogo sia soave e il suo peso
leggero (Mt 11,30)."
Dalla “Lettera ai fedeli” di San Francesco d’Assisi
Preghiera
Altissimo glorioso Dio, illumina le tenebre del mio cuore. Dammi fede dritta, speranza certa, carità perfecta,senno e conoscenza, perché adempia il tuo santo e verace comandamento. Amen.
A cura della Pontificia Facoltà “San Bonaventura” (Seraphicum).
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