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Tutti i discorsi su Dio ce ne offrono solo un’apparenza

"Ogni dottrina sull’ineffabile essenza divina, nonostante l’apparenza di discorso elevato e rispondente alla realtà di Dio, è soltanto una somiglianza dell’oro, non l’oro vero. Infatti, un valore che supera l’intelligenza e ogni concetto razionale, non è possibile che sia mostrato nella sua interezza e perfezione. Ancorché si tratti di un Paolo, iniziato in paradiso agli arcani misteri: egli ascoltò sì parole ineffabili (2Cor 12,4), ma ineffabili rimangono i pensieri su Dio. Egli stesso afferma infatti che questi pensieri non si possono esprimere a parole.

E allora, coloro che suggeriscono qualche valida considerazione sull’intelligenza dei misteri, non possono affermare come questi siano in se stessi, ma si limitano a descrivere lo splendore della gloria, l’immagine dell’essenza, la bellezza di Dio; ad affermare che in principio era il Verbo, che il Verbo è Dio. E tutto ciò a noi, che non abbiamo visto quel divino tesoro, sembra che sia oro; invece, per coloro che possono contemplare la verità, appare come oro, ma non lo è...

L’essenza divina è al di sopra dell’ambito del pensiero. Anzi, il concetto che ne abbiamo è solo un’immagine di quello dovuto. Infatti, esso non mostra l’autentica realtà di colui che nessuno ha conosciuto né può conoscere o vedere, ma, come in uno specchio e in una figura misteriosa, ne descrive soltanto un’apparenza...

L’anima invece, condotta per mano attraverso tali pensieri alla concezione delle cose ineffabili, con la sola fede deve ospitare in sé quell’essenza che supera ogni intelletto."

Gregorio di Nissa, Commento al Cantico dei cantici, 3.

      

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