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Dalla creazione al Creatore
"Come l’anima dell’uomo non è visibile, sottraendosi alla vista umana, ma
viene percepita osservando i movimenti del corpo, così neppure Dio può essere
visto con gli occhi umani, ma lo si scorge e lo si comprende attraverso la sua
provvidenza e le sue opere. Infatti, come colui il quale, vedendo in mare una
nave equipaggiata procedere velocemente e approdare in porto, giudicherà
senz’ombra di dubbio esservi un nocchiero a guidarla, similmente si comprende
che Dio governa tutte le cose, sebbene non visto, incomprensibile com’è,
dagli occhi della carne.
Se l’uomo non può fissare lo sguardo sul sole, che è una stella
piccolissima, a causa della sua eccessiva luminosità; a maggior ragione, come
potrà chi è mortale contemplare la gloria di Dio, che è indescrivibile? Come
la melagrana, avvolta dalla buccia, contiene dentro di sé molte cellette e
alveoli separati da membrane e innumerevoli granelli, così l’intera creazione
è circondata dallo spirito di Dio che, a sua volta, insieme con la creazione è
circondato dalla mano di Dio. E come il granello della melagrana, rinchiuso
dentro, non può vedere ciò che si trova fuori della buccia, proprio perché
sta dentro, così pure l’uomo, circondato con l’intera creazione dalla mano
di Dio, non può vedere Dio.
Si crede all’esistenza di un re terreno, sebbene non tutti lo vedano, poiché
lo si conosce attraverso le sue leggi, i suoi editti, la sua autorità, il suo
esercito, i suoi ritratti. Per quale motivo, allora, non vorresti riconoscere
Dio dalle sue opere e dal suo impero?
Considera, o uomo, le opere di Dio: l’avvicendarsi periodico delle stagioni, i
mutamenti dell’atmosfera, la precisione del corso delle stelle, l’armonico
alternarsi dei giorni e delle notti, dei mesi e degli anni; la ridente varietà
dei semi, delle piante e dei frutti; le differenti specie di animali:
quadrupedi, volatili, rettili, gli animali acquatici, sia fluviali che marini e
l’istinto dato loro di generare e allevare la prole, non già per proprio
vantaggio ma per essere a disposizione dell’uomo. Rifletti poi sulla
provvidenza che Dio manifesta preparando ad ogni vivente il suo nutrimento e
sull’ossequio che egli ha ordinato a tutti di presentare all’uomo, sullo
scorrere di dolci sorgenti e di fiumi e sul dono opportuno delle rugiade, dei
temporali, delle piogge. Contempla i diversi movimenti dei corpi celesti:
Lucifero che sorge a oriente per annunciare l’arrivo dell’astro perfetto; la
congiunzione della Pleiade con Orione; la costellazione di Arturo e
l’itinerario degli altri astri descritti nel cielo circolare ai quali tutti la
molteplice sapienza di Dio ha dato un nome.
Questi è quell’unico Dio che ha creato la luce dalle tenebre, che ha
creato i recessi del vento (Sal 46; Gb 9,9), i serbatoi dell’abisso
e i confini del mare, i ripostigli della neve e della grandine: che raduna le
acque nei serbatoi dell’abisso e le tenebre nei loro nascondigli; che fa
uscire dalle sue riserve la soave, amabile e giocondissima luce; che fa
salire le nuvole dall’estremità della terra, moltiplica le folgori per far
piovere (Sal 134,7), suscita il terrore con il tuono, preannuncia con
la folgore il fragore del tuono affinché l’anima, improvvisamente turbata,
non venga meno. Anzi, è Dio stesso a temperare la forza del fulmine che erompe
dal cielo affinché non bruci la terra; infatti, se ad esso fosse lasciata
intatta la sua violenza, la terra ne sarebbe arsa, e così pure il tuono
sconvolgerebbe ciò che si trova su di essa.
Questo, mio Dio, Signore di tutte le cose, è colui che ha disteso il cielo e ha
stabilito l’ampiezza della terra; che ha sconvolto le profondità del mare
e suscitato il frastuono delle sue onde (Sal 64,8); colui che
domina con la sua autorità e mitiga la violenza dei flutti (Sal 88,10);
colui che ha fondato la terra sopra le acque ed elargisce lo spirito per
mantenerla in vita; colui il cui soffio vivifica tutte le cose: se egli lo
trattenesse presso di sé quest’universo si annienterebbe.
O uomo, tu fai risuonare lo spirito di Dio, lo respiri addirittura, ma Dio tu
non lo conosci. E questo ti accade per la cecità della tua mente e la durezza
del tuo cuore. Se però lo desideri, puoi essere guarito: affidati al medico;
lui opererà gli occhi della tua mente e del tuo cuore. E chi sarà mai questo
medico? È Dio, che, per mezzo del Verbo e della Sapienza, sana e vivifica. Dio,
che con il Verbo e la Sapienza ha fondato tutte le cose: infatti, con il
Verbo furono creati i cieli e con il suo spirito tutto il loro ornamento (Sal
32,6).
Grandissima è la sapienza di Dio, con la quale egli ha fondato la terra. Con
saggezza Iddio allestì i cieli; gli abissi furono squarciati e le nubi effusero
rugiada.
Se comprendi queste cose, o uomo, e vivi in purezza e santità e giustizia, puoi
vedere Dio. Anzitutto, però, entrino nel tuo cuore la fede e il timore di Dio:
allora comprenderai queste cose. E quando avrai deposta la mortalità e ti sarai
rivestito d’immortalità, a seconda dei tuoi meriti, vedrai finalmente Dio.
Egli, infatti, insieme all’anima, risveglia la tua carne immortale: divenuto
immortale, vedrai l’Immortale, se avrai creduto in lui. Allora ti accorgerai
anche di aver parlato contro di lui a torto."
Teofilo di Antiochia, Ad Autolico, 1,5-7
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