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Grazie per la creazione!
"Grazie a te, Signore!
(Ap 11,17). Noi vediamo il cielo e la terra, ossia la parte corporea
superiore e quella inferiore, come la creazione spirituale e corporea. Ornamento
delle due parti, di cui consta tanto il complesso della mole del mondo, quanto
in generale il complesso della creazione, vediamo la luce, creata e divisa dalle
tenebre. Vediamo il firmamento del cielo, quello situato fra le acque spirituali
superiori e le acque corporee inferiori, corpo primario dell’universo, come la
distesa fisica dell’aria, cui pure si dà il nome di cielo, ove vagano i
volatili del cielo fra le acque che sono portate sopra di esso in forma di
vapore per poi cadere in rugiada nelle notti serene, e le acque pesanti, che
scorrono sulla terra. Vediamo il bell’aspetto delle acque riunite nella
distesa del mare, e la terra arida, ora spoglia, ora ornata, fatta visibile e
armoniosa quale madre di erbe e di alberi. Vediamo i lumi celesti brillare sul
nostro capo, il sole bastare da solo al giorno, la luna e le stelle consolare la
notte, tutti insieme regolare e indicare il tempo.
Vediamo l’elemento umido pullulare dovunque di pesci, di mostri e di esseri
alati, poiché la densità dell’aria, sostegno al volo degli uccelli, si forma
mediante l’evaporazione delle acque. Vediamo la faccia della terra adornarsi
di animali terrestri, e l’uomo, fatto a tua immagine e somiglianza, collocato
sopra tutti gli animali privi di ragione, appunto perché tua immagine e
somiglianza, ossia dotato di ragione e intelletto. E come nell’anima
dell’uomo v’è una parte che delibera e quindi domina, e una parte che
soggiace, per obbedire, così vediamo la donna fatta anche fisicamente per
l’uomo. Essa possiede, sì, uguale natura nell’intelligenza razionale, ma
nel sesso fisico è sottoposta al sesso maschile, come è sottoposto l’impulso
dell’azione per generare dalla ragione una norma di condotta sagace. Queste
cose vediamo singolarmente buone e tutte buone assai.
Le tue opere ti lodano (cf. Pr 31,31; Dn 3,57), affinché ti
amiamo, e noi ti amiamo affinché ti lodino le tue opere."
Agostino, Le Confessioni, 13,32-33
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