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Il Trattato Lateranense del 1929 e i
successivi Accordi intercorsi fra la Santa Sede e
l'Italia, con particolare riferimento allo scambio
di Note del 1945, hanno sancito che le aree e gli
edifici costituenti il Complesso di San Paolo fuori
le Mura, in particolare la Basilica e l’Abbazia,
appartengono alla Santa Sede e godono di uno
specifico status giuridico, secondo le norme
del Diritto internazionale.
Sull'intero Complesso
extraterritoriale di San Paolo fuori le Mura il
Sommo Pontefice esercita i poteri civili secondo le
norme vigenti.
Con il Motu Proprio L’antica e
venerabile Basilica di San Paolo fuori le Mura,
del 31 maggio 2005, il Santo Padre Benedetto XVI ha
voluto chiarire e meglio definire i principali
aspetti che, sotto il profilo pastorale e
amministrativo, caratterizzano tale Complesso
extraterritoriale.
Con lo stesso Motu Proprio, il Papa,
nel confermare la Basilica di San Paolo fuori le
Mura ente canonico con personalità giuridica
pubblica, ha stabilito che ad essa sia preposto, al
pari delle altre tre Basiliche Maggiori, un
Arciprete nominato dal Romano Pontefice.
L’Arciprete è chiamato a
sovrintendere a tutto il Complesso
extraterritoriale, coordinando le varie
amministrazioni ivi operanti, secondo le finalità
proprie, salvo quanto rientra nelle competenze
esclusive dell'Abate all'interno dell'Abbazia, che
ospita la Comunità dei Monaci Benedettini presente
nel luogo da ben tredici secoli.
All’Arciprete ha affidato un Vicario
per la Pastorale, nella persona dell'Abate
dell'Abbazia Benedettina di San Paolo, nonché un
Delegato per l'Amministrazione. |