<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>vatican.va</title><link>https://www.vatican.va</link><description>vatican.va</description><language>it</language><item><title><![CDATA[Videomessaggio del Santo Padre in occasione dell'Assemblea annuale della "Leadership Conference of Women Religious" nel 70° anniversario della fondazione [Rosen Center, Orlando (Florida), 11-14 agosto 2026] (12 agosto 2026)]]></title><pubDate>Wed, 12 Aug 2026 15:30:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260812-videomessaggio-lcwr.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260812-videomessaggio-lcwr.html</guid><description><![CDATA[<!-- Wed, 12 Aug 2026 15:47:38 +0200 --> <p><i>Cari amici in Cristo</i>,</p> 
<p>saluto cordialmente i membri della <i>Leadership Conference of Women Religious </i>negli Stati Uniti d’America, che sta celebrando il 70&deg; anniversario della sua fondazione durante l’Assemblea annuale 2026. Offro inoltre oranti buoni auspici alle religiose e ai religiosi di diverse Congregazioni di tutta l’America che stanno partecipando all’evento di quest’anno.</p> 
<p>Anche se provenite da comunit&agrave; con storie e apostolati differenti, &egrave; importante ricordare la necessit&agrave; di promuovere l’unit&agrave; nei vostri Istituti e tra loro, come anche nella Chiesa in generale. Tutti i cristiani sono chiamati a essere costruttori della comunione di Cristo, che prende forma in una Chiesa sinodale nella quale ognuno coopera alla stessa missione secondo il proprio carisma e il proprio ministero (cfr. <i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260626-concistoro-straordinario.html">Concistoro straordinario: Discorso di apertura</a></i>, 26 giugno 2026). In modo speciale, i membri della vita religiosa sono chiamati a diventare esperti in sinodalit&agrave; per via delle opportunit&agrave; di praticarla offerte dalla vita in comunit&agrave;, nonch&eacute; per il modo stesso in cui le vostre Congregazioni sono organizzate (cfr. <i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2025/october/documents/20251010-giubileo-vita-consacrata.html">Incontro con i partecipanti al Giubileo della Vita Consacrata</a></i>, 10 ottobre 2025). In tal senso, sono stato lieto di apprendere che le procedure dell’Assemblea includeranno un metodo sinodale di ascolto, confronto e discernimento, con l’apertura e la disponibilit&agrave; a comprendere ci&ograve; che gli altri stanno dicendo. Pertanto, spero che, attraverso questo formato di dialogo fraterno e ricettivo, possiate discernere ci&ograve; che lo Spirito Santo sta dicendo (cfr. <i>Ap</i> 2, 7) sul presente e sul futuro della vita consacrata nelle nazioni nelle quali servite.</p> 
<p>In modo particolare, attraverso i molti carismi donati dallo Spirito Santo nel corso della storia, le donne e gli uomini consacrati hanno aiutato a rendere la missione e il mistero della Chiesa visibile nel nostro mondo (cfr. San Giovanni Paolo II, Esortazione apostolica post-sinodale<i> <a href="https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/apost_exhortations/documents/hf_jp-ii_exh_25031996_vita-consecrata.html">Vita consecrata</a></i>, n. 1). A tale riguardo, esprimo gratitudine per i contributi duraturi dei vostri Istituti nei campi dell’evangelizzazione, dell’educazione e della cura per i poveri e gli emarginati, solo per citarne alcuni. Mentre riflettete sul vostro tema, “Many Charisms, One Spirit, One Call”, prego perch&eacute; teniate presenti in modo particolare i carismi specifici che Dio ha affidato ai fondatori e alle fondatrici delle vostre rispettive comunit&agrave;. La Chiesa ha bisogno di voi e di tutta la diversit&agrave; e la ricchezza delle forme di consacrazione e di ministero che rappresentate, poich&eacute; con la vostra vitalit&agrave; e la vostra testimonianza di una vita incentrata su Ges&ugrave; potete contribuire a risvegliare il mondo (cfr. <i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2025/october/documents/20251010-giubileo-vita-consacrata.html">Incontro con i partecipanti al Giubileo della Vita Consacrata</a></i>, 10 ottobre 2025). Cos&igrave;, insieme, riuscirete ad affrontare la globalizzazione dell’indifferenza e dell’impotenza con il rimedio dell’amore e della misericordia di Cristo.</p> 
<p>Al fine di promuovere il fiorire autentico della vita consacrata, il lavoro per favorire le vocazioni religiose riveste un’importanza fondamentale. Come molti di noi hanno sperimentato di persona, la chiamata di Cristo a seguirlo con cuore indiviso attraverso voti di povert&agrave;, castit&agrave; e obbedienza, porta gioia, pace e realizzazione. Oggi, nonostante stia aumentando il fenomeno della secolarizzazione nel mondo, c’&egrave; anche una crescente fame di Dio. Di fatto, come ho recentemente osservato durante il <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/travels/2026/documents/spagna-6-12giugno2026.html">mio Viaggio Apostolico in Spagna</a>, “[n]umerosi giovani e adulti stanno riscoprendo la fede cristiana, magari dopo un periodo della vita in cui si erano un po’ allontanati da Dio” (<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260609-spagna-veglia.html">Veglia di preghiera</a></i>, 9 giugno 2026). Nelle vostre interazioni con i giovani, quindi, provate a cercare modi per far conoscere loro il vostro modo di vivere e aiutateli ad ascoltare la voce del Signore, che ci parla nel profondo del nostro cuore. Esortateli ad avere coraggio nel rispondere a Ges&ugrave;, che non pu&ograve; essere superato in generosit&agrave;, di modo che anche loro possano condividere la gioia che nasce dal seguire la sua chiamata.</p> 
<p>Con questi sentimenti, vi auguro un fecondo incontro e vi assicuro della mia vicinanza spirituale. Affido il lavoro dell’Assemblea alla protezione materna di Maria, Madre della Chiesa, affinch&eacute; interceda per tutti voi e per le comunit&agrave; che rappresentate.</p> 
<p>E vi benedica Dio Onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen.</p> 
<p>______________________________________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-08/quo-183/esperti-di-sinodalita-per-risvegliare-il-mondo-dall-indifferenza.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 183, mercoled&igrave; 12 agosto 2026, p. 3.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Udienza Generale del 12 agosto 2026: I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione Sacrosanctum Concilium. 6. L’anno liturgico]]></title><pubDate>Wed, 12 Aug 2026 10:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/audiences/2026/documents/20260812-udienza-generale.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/audiences/2026/documents/20260812-udienza-generale.html</guid><description><![CDATA[<!-- Wed, 12 Aug 2026 10:47:15 +0200 --> <p><b>I Documenti del <a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/index_it.htm">Concilio Vaticano II</a>. II. Costituzione <a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html"><i>Sacrosanctum Concilium</i></a>.<i> </i>6. <i>L’anno liturgico</i></b></p> 
<p><br /> <i>Cari fratelli e sorelle,</i></p> 
<p>il quinto capitolo della Costituzione conciliare <i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html">Sacrosanctum Concilium</a></i> (<i>SC</i>) &egrave; dedicato all’anno liturgico, tema sul quale oggi vogliamo soffermarci, per spiegarne il valore nella vita di ogni credente.</p> 
<p>Anzitutto &egrave; doveroso ricordare che questo modo di definire il ciclo delle feste cristiane come “anno liturgico” si &egrave; diffuso nel linguaggio ecclesiale grazie all’opera del Servo di Dio l’abate Prosper Gu&eacute;ranger (1805-1875).</p> 
<p>Nell’Enciclica <i><a href="https://www.vatican.va/content/pius-xii/it/encyclicals/documents/hf_p-xii_enc_20111947_mediator-dei.html">Mediator Dei</a>,</i><a href="https://www.vatican.va/content/pius-xii/it.html">Papa Pio XII</a> afferma che non si tratta di &laquo;una fredda e inerte rappresentazione di fatti che appartengono al passato o una semplice […] rievocazione di realt&agrave; d’altri tempi. [L’anno liturgico] &egrave;, piuttosto, Cristo stesso, che vive sempre nella sua Chiesa e che prosegue il cammino di immensa misericordia da lui iniziato […] in questa vita mortale […], allo scopo di mettere le anime umane al contatto dei suoi misteri e farle vivere per essi; misteri che sono perennemente presenti ed operanti&raquo; (III Divinum Officium et Annus Liturgicus, II Cyclus Mysteriorum). L’anno liturgico dunque va inteso come costante attualizzazione dell’opera della salvezza, che Cristo realizza nella storia. Percorrendo questo ciclo temporale, la Chiesa resta a contatto con l’azione redentrice del Signore, sicch&eacute; tutti i fedeli vengono colmati della sua grazia (cfr <i>SC</i>, 102c). L’incontro con Ges&ugrave;, morto e risorto per noi, &egrave; la finalit&agrave; che la Chiesa sempre persegue, ponendo al centro di ogni momento la celebrazione dell’evento pasquale.</p> 
<p>Perci&ograve; i Padri conciliari considerano &laquo;fondamento e nucleo dell’anno liturgico&raquo; proprio la domenica, &laquo;il giorno di festa primordiale&raquo; (cfr <i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html#106">SC</a></i>, 106). In diverse lingue moderne, il suo nome attesta che &egrave; il “<i>dies Domini</i>”, “il giorno del Signore”. Anche in quelle lingue nelle quali ha prevalso il riferimento al “giorno del sole” (<i>Sunday</i>, <i>Sonntag</i>) si intravede il legame con Cristo: Cristo &egrave; il vero “sole di giustizia” che illumina ogni uomo!</p> 
<p><a href="https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it.html">San Giovanni Paolo II</a>, nella Lettera apostolica <i><a href="https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/apost_letters/1998/documents/hf_jp-ii_apl_05071998_dies-domini.html">Dies Domini</a></i> (31 maggio 1998), insegna che la domenica &egrave; giorno del Signore, giorno della Chiesa, giorno dell’uomo e, infine, “giorno dei giorni”: &laquo;Essendo la domenica la Pasqua settimanale, in cui &egrave; rievocato e reso presente il giorno nel quale Cristo risuscit&ograve; dai morti, essa &egrave; anche il giorno che rivela il senso del tempo. […] Sgorgando dalla Risurrezione, essa fende i tempi dell’uomo, i mesi, gli anni, i secoli, come una freccia direzionale che li attraversa orientandoli al traguardo della seconda venuta di Cristo. La domenica prefigura il giorno finale, quello della <i>Parus&iacute;a</i>&raquo; (n. 75), quando tutti risorgeremo.</p> 
<p>Per santificare la domenica &egrave; fondamentale celebrare l’Eucaristia. L’ascolto della Parola e la partecipazione al Corpo di Cristo comportano, secondo i Padri conciliari, il <i>convenire in unum</i> (cfr <i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html#106">SC</a></i>, 106), cio&egrave; la festosa convocazione dei fedeli. In tale assemblea la comunit&agrave; cristiana rende visibile la propria comunione con il Signore e testimonia la sua appartenenza a Cristo e la sua fedelt&agrave; alla Chiesa. Questa assemblea non &egrave; sostituibile da una presenza soltanto virtuale, n&eacute; si riduce a un raduno meramente passivo. L’assemblea liturgica si avvera infatti nell’attiva partecipazione di fratelli e sorelle, convocati insieme a &laquo;rendere grazie a Dio che li ha generati, “mediante la risurrezione di Cristo dai morti, per una speranza viva” (<i>1Pt</i> 1,3)&raquo; (<i>ibid.</i>).</p> 
<p>A tale proposito, esorto tutti a ricercare le migliori condizioni affinch&eacute; sia possibile prendere parte alla santa Messa anche a quanti di domenica non hanno possibilit&agrave; di astenersi dal lavoro.</p> 
<p>Carissimi, l’anno liturgico, ritmato dalle domeniche, ha una storia interessante, nella quale si intrecciano la fede e la devozione della Chiesa. Fin dal II secolo d.C., infatti, alla celebrazione della Pasqua settimanale si &egrave; aggiunta quella della Pasqua annuale, &laquo;massima solennit&agrave;&raquo; (<i>SC</i>, 102), estesa al “lietissimo spazio” di cinquanta giorni, culminanti nella Pentecoste, e preparata dal tempo di Quaresima con il suo carattere penitenziale (cfr <i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html#109">SC</a></i>, 109). Lo sviluppo del ciclo natalizio, avvenuto successivamente sul modello di quello pasquale, ha consentito di rivivere i misteri dell’incarnazione del Verbo di Dio, della sua nascita e della sua manifestazione al mondo. La Chiesa ha inserito poi nei diversi tempi la venerazione della beata Vergine Maria, &laquo;congiunta indissolubilmente con l’opera salvifica del Figlio suo&raquo; (<i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html#103">SC</a></i>, 103) e &laquo;le memorie dei martiri e degli altri santi che […] in cielo cantano a Dio la lode perfetta e intercedono per noi&raquo; (<i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html#104">SC</a></i>, 104).</p> 
<p>L’anno liturgico ripropone cos&igrave; in forma sacramentale la pedagogia della storia della salvezza, guidando i fedeli dall’attesa del Messia alla pienezza del mistero pasquale e all’anticipazione della gloria futura. In esso la Chiesa celebra l’attualit&agrave; salvifica del mistero di Cristo, permettendo ai credenti di parteciparvi sempre pi&ugrave; profondamente. Per questo l’anno liturgico costituisce il principio ispiratore e il quadro di riferimento essenziale di ogni azione pastorale.</p> 
<p><i>_________________________________</i></p> 
<p><b>Saluti</b></p> 
<p>Je salue tous les p&egrave;lerins de langue fran&ccedil;aise et plus particuli&egrave;rement les fid&egrave;les du Dioc&egrave;se de Yaound&eacute; au Cameroun, accompagn&eacute;s de leur &eacute;v&ecirc;que. Rassasi&eacute;s &agrave; la table de l’Eucharistie, soyez pour le monde des t&eacute;moins lumineux de l’amour du Christ. Que Dieu vous b&eacute;nisse !</p> 
<p>[<i>Saluto tutti i pellegrini di lingua francese e, in particolare, i fedeli della Diocesi di Yaound&eacute;, in Camerun, accompagnati dal loro Vescovo. Saziati alla mensa eucaristica, siate per il mondo testimoni luminosi dell’amore di Cristo. Dio vi benedica!</i>]</p> 
<p>I greet all the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, particularly the groups from Malta and Zimbabwe. Upon you and your families, I invoke the joy and peace of our Lord Jesus Christ. God bless you all!</p> 
<p>Liebe Br&uuml;der und Schwestern deutscher Sprache, der heilige Benedikt von Nursia schreibt in seiner M&ouml;nchsregel, dass &raquo;dem Gottesdienst nichts vorgezogen werden soll&laquo; (<i>Regula</i> 43,3). Ich w&uuml;nsche euch, dass ihr stets die verwandelnde Kraft Christi erfahren d&uuml;rft, die uns in der heiligen Liturgie im H&ouml;ren auf das Wort Gottes und durch die Feier der Sakramnete zuteil wird. Der Herr segne und beh&uuml;te euch!</p> 
<p>[<i>Cari fratelli e sorelle di lingua tedesca, San Benedetto da Norcia scrive nella sua Regola monastica: &laquo;non si anteponga nulla all’Opera di Dio&raquo; (Regula 43,3). Vi auguro che possiate sperimentare sempre la forza trasformatrice di Cristo, che attingiamo nella Sacra Liturgia, nell’ascolto della Parola di Dio e attraverso la celebrazione dei Sacramenti. Il Signore vi benedica!</i>]</p> 
<p>Deseo expresar mi cercan&iacute;a a las hermanas y hermanos colombianos que sufrieron los efectos del reciente terremoto que caus&oacute; numerosas v&iacute;ctimas y heridos, as&iacute; como grandes da&ntilde;os materiales. Mientras ruego al Se&ntilde;or por el eterno descanso de los fallecidos, aseguro mis plegarias por sus familias y todos los que han sido golpeados por esta tragedia. Manifiesto mi gratitud a cuantos trabajan en las labores de rescate y de asistencia a los damnificados.</p> 
<p>Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua espa&ntilde;ola. Pid&aacute;mosle a la Virgen Mar&iacute;a, quien llev&oacute; a Cristo en su seno, que interceda por nosotros para que, tambi&eacute;n como ella, podamos participar de los misterios de Cristo, especialmente en la celebraci&oacute;n dominical de la Eucarist&iacute;a. Que Dios los bendiga. Muchas gracias.</p> 
<p>我向讲中文的人们致以诚挚的问候。亲爱的弟兄姐妹们，愿童贞圣母玛利亚日复一日地光照你们的生命，并护佑你们永沐和睦之中。我衷心地降福你们！</p> 
<p>[<i>Rivolgo il mio cordiale saluto alle persone di lingua cinese. Cari fratelli e sorelle, la Vergine Maria illumini quotidianamente la vostra esistenza e vi custodisca nella concordia. Vi benedico di cuore</i>.]</p> 
<p>Sa&uacute;do com afeto todos os peregrinos de l&iacute;ngua portuguesa, em especial o grupo vindo de Mo&ccedil;ambique! Queridos irm&atilde;os e irm&atilde;s, encorajo-vos a santificar o domingo participando da Santa Missa, e n&atilde;o apenas assistindo-a virtualmente. A Eucaristia &eacute; o encontro vivo com o Senhor ressuscitado, que d&aacute; sentido &agrave; nossa vida e nos concede a gra&ccedil;a necess&aacute;ria para enfrentar, na presen&ccedil;a de Deus, cada dia da semana. Que o Senhor vos aben&ccedil;oe!</p> 
<p>[<i>Saluto con affetto tutti i pellegrini di lingua portoghese, in modo speciale il gruppo venuto dal Mozambico! Cari fratelli e sorelle, vi incoraggio a santificare la domenica partecipando alla Santa Messa, non assistendovi soltanto in modo virtuale. L’Eucaristia &egrave; l’incontro vivo con il Signore risorto, che d&agrave; senso alla nostra vita e ci dona la grazia necessaria per affrontare, alla presenza di Dio, ogni giorno della settimana. Il Signore vi benedica!</i>]</p> 
<p style="text-align: right;"><span class="arabic">أُحيِّي المُؤمِنِينَ النَّاطِقِينَ باللُغَةِ العَرَبِيَّة. السَّنَةُ الليِتُورجِيَّةُ لَيسَت مُجَرَّدَ إحياءٍ لِذِكرَى أَحداثٍ مِن المَاضِي، بَل هي حُضُورُ المَسِيحِ الحَيِّ الَّذي يُواصِلُ عَمَلَهُ الخَلاصِيّ في كَنِيسَتِهِ وَيَقُودُنا إلى اللقاءِ بِه. بارَكَكُم الرَّبُّ جَميعًا وَحَماكُم دائِمًا مِن كلِّ شَرّ!</span></p> 
<p>[<i>Saluto i fedeli di lingua araba. L’anno liturgico non &egrave; una semplice commemorazione degli eventi del passato, ma &egrave; la presenza viva di Cristo, che continua nella sua Chiesa l’opera della salvezza e ci guida all’incontro con Lui. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!</i>]</p> 
<p>Serdecznie pozdrawiam Polak&oacute;w! Sierpień to miesiąc ważnych dla was rocznic. Dzięki wstawiennictwu Maryi, 15 sierpnia 1920 r., dokonało się zwycięstwo w Bitwie Warszawskiej, kt&oacute;re odmieniło losy Polski i Europy. W wigilię Wniebowzięcia obchodzone jest wspomnienie liturgiczne św. Maksymiliana Marii Kolbego, kt&oacute;ry oddał życie za wsp&oacute;łwięźnia w niemieckim nazistowskim obozie Auschwitz. Niech wspominanie tych wydarzeń kieruje nasze kroki na drogę pokoju wskazywaną przez Niepokalaną. Wszystkim wam błogosławię!</p> 
<p>[<i>Saluto cordialmente i polacchi! Agosto &egrave; per voi un mese ricco di importanti anniversari. Per intercessione di Maria, il 15 agosto 1920, si comp&igrave; la vittoria nella Battaglia di Varsavia, che cambi&ograve; il corso della storia della Polonia e dell’Europa. Alla Vigilia dell’Assunzione si celebra la memoria liturgica di San Massimiliano Maria Kolbe, che offr&igrave; la sua vita per un compagno di prigionia nel campo nazista tedesco di Auschwitz. Il ricordo di questi eventi ci guidi sulla via della pace indicata dall’Immacolata. A tutti la mia benedizione!</i>]</p> 
<p style="text-align: center;">* * *</p> 
<p>Rivolgo il mio cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto i Fratelli di San Gabriele, provenienti dall’Asia e dall’Africa, che ricordano il 25&deg; anniversario di professione religiosa, e li incoraggio a perseverare con gioia nella missione al servizio del Vangelo.</p> 
<p>Saluto, altres&igrave;, i partecipanti al Campo internazionale promosso dall’Opera per la giovent&ugrave; “Giorgio La Pira” e il gruppo “Il Cenacolo” di Maropati.</p> 
<p>Il mio pensiero va, infine, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Tra qualche giorno celebreremo la Solennit&agrave; dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. Mi &egrave; caro esortarvi a rivolgere con costanza la vostra preghiera alla Madre di Dio, seguendone l’esempio nell’accogliere pienamente la vocazione alla “familiarit&agrave;” con il Signore e alla sollecitudine verso il prossimo.</p> 
<p>A tutti la mia benedizione!</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Messaggio del Santo Padre per la 112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2026]]></title><pubDate>Tue, 11 Aug 2026 12:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/migration/documents/20260811-world-migrants-day-2026.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/migration/documents/20260811-world-migrants-day-2026.html</guid><description><![CDATA[<!-- Fri, 14 Aug 2026 11:33:07 +0200 --> <p style="text-align: center;"><b><i>Anche uno solo di questi bambini (cfr Mt 18,10)</i></b></p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p>Cari fratelli e care sorelle!</p> 
<p>Di anno in anno la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato ci invita a volgere il nostro sguardo su aspetti diversi del complesso fenomeno migratorio. Per questa 112&ordf;&nbsp;Giornata il tema <i>&laquo;Anche uno solo di questi bambini&raquo;</i> richiama la nostra attenzione sui minori direttamente coinvolti nell’esperienza del migrare e della fuga, sulla sollecitudine nei loro confronti e sulla promessa del Signore che &laquo;chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me&raquo; (<i>Mc</i> 9,37).</p> 
<p><i>Minori sfollati: una realt&agrave; complessa di vulnerabilit&agrave;</i></p> 
<p>I minori sono i pi&ugrave; vulnerabili all’interno dei flussi migratori mondiali. Sono volti concreti, storie uniche, che fanno appello alla nostra coscienza. Ogni anno, milioni di bambini e adolescenti sono costretti ad abbandonare la propria terra a causa di guerre, povert&agrave;, violenze, disastri ambientali e altre tragedie; e purtroppo il loro numero continua ad aumentare. Le responsabilit&agrave; economiche, politiche e militari di questo disastro sono immani. La sofferenza non si esaurisce nello spostarsi: vi sono giovanissimi che hanno perso genitori, fratelli, sorelle e amici e sono testimoni di violenze indicibili. Altri, separati per lunghi periodi dai propri familiari,<b> </b>tentano di ricongiungersi a loro, vivendo nel frattempo l’angoscia della lontananza. Vi sono poi minori che affrontano il tragitto insieme ai genitori, esposti tuttavia a condizioni estreme e traumatiche. Non possiamo infine<b> </b>dimenticare la tragica condizione di quanti vengono separati dai genitori a causa del rimpatrio.</p> 
<p>A questo scenario gi&agrave; drammatico si sommano altre tragedie: le morti lungo le rotte migratorie, la tratta e lo sfruttamento, il reclutamento per l’impiego di minori nei conflitti armati, la violenza sessuale, i matrimoni forzati e le atrocit&agrave; subite o viste durante il tragitto. In troppi modi la loro dignit&agrave; viene calpestata.</p> 
<p><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it.html">Papa Francesco</a>, nel <a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/messages/migration/documents/papa-francesco_20160908_world-migrants-day-2017.html">Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato del 2017</a>, dedicata al tema “Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce”, ricordava che essi &laquo;sono tre volte indifesi perch&eacute; minori, perch&eacute; stranieri e perch&eacute; inermi, quando, per varie ragioni, sono forzati a vivere lontani dalla loro terra d’origine e separati dagli affetti familiari&raquo;.</p> 
<p>Eppure, in mezzo a tanta oscurit&agrave;, non manca la luce della<b> </b>solidariet&agrave;: persone, famiglie, istituzioni civili e comunit&agrave; ecclesiali<b></b>scelgono di non voltarsi dall’altra parte (cfr <i>Lc</i> 10,29-37). Pensiamo alle famiglie che aprono le porte delle proprie case per restituire il calore di un focolare a questi minori, agli educatori nelle comunit&agrave; d’accoglienza, ai volontari e agli operatori che ogni giorno, sulle rotte e nelle nostre citt&agrave;, si dedicano alla cura delle ferite invisibili di questi piccoli. Con il loro impegno, testimoniano che l’amore pu&ograve; vincere l’indifferenza.</p> 
<p><i>Anche uno solo di questi bambini</i></p> 
<p>Dinanzi a questa drammatica realt&agrave;, il mio pensiero va<b> </b>a una parola di Ges&ugrave; che interpella profondamente la coscienza di ciascuno: &laquo;Chi accoglier&agrave; un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me&raquo; (<i>Mt</i> 18,5). Non &egrave; una questione di cifre o di statistiche. Il Vangelo ci invita a non fare calcoli: <i>anche uno solo</i>. Ogni bambino, ogni essere umano possiede una dignit&agrave; infinita. &Egrave; immagine e somiglianza di Dio (cfr <i>Gen</i> 1,26), &egrave; presenza del Signore. Davanti a ciascun minore migrante, siamo chiamati a compiere un atto di umanit&agrave; e di fede: nel bambino, infatti, possiamo accogliere e incontrare il Signore. Questa chiamata si fa ancora pi&ugrave; pressante alla luce dell’altra affermazione del Signore nel Vangelo di Matteo: &laquo;Ero straniero e mi avete accolto&raquo; (<i>Mt</i> 25,35).</p> 
<p>Purtroppo, i minori migranti sono pi&ugrave; facilmente ridotti all’invisibilit&agrave;, perch&eacute; privi di adulti che li proteggano e sostengano. &Egrave; necessario intervenire nei Paesi d’origine per rimuovere le eventuali<b> </b>cause che costringono alla fuga, oltre a offrire protezione e accoglienza nei Paesi di transito e di arrivo. Il grido dei minori sfollati sale oggi a Dio, proprio come quello ascoltato<b> </b>nel libro dell’Esodo: &laquo;Ho visto, ho visto l’afflizione del mio popolo che &egrave; in Egitto, e ho udito il grido che gli strappano i suoi oppressori; perch&eacute; conosco i suoi affanni; e sono sceso per liberarlo&raquo; (<i>Es </i>3,7-8). Dio ascolta e per liberare<b> </b>interpella con forza la coscienza e l’azione di ciascuno di noi, come aveva fatto con Mos&egrave;. Non possiamo restare indifferenti, n&eacute; abituarci a tanta sofferenza.</p> 
<p><i>Un appello alla responsabilit&agrave; di tutti</i></p> 
<p>Anche uno solo di questi bambini ci chiama, <i>nella nostra vita personale</i>, ad aprire occhi e cuore all’ascolto profondo della storia, ai<b> </b>timori e ai<b> </b>sogni di ciascuno di loro, superando quel distacco che riduce l’essere umano a un dato statistico che non ci coinvolge direttamente. &Egrave; un invito a riconoscere il bambino nella sua dignit&agrave;, prima ancora della sua condizione di “migrante”, e a tutelarne i diritti fondamentali: alla vita, all’educazione, ad un livello di esistenza che gli consenta di crescere e svilupparsi pienamente dal punto di vista fisico, mentale, spirituale, morale e sociale.</p> 
<p>Anche uno solo di questi bambini ci chiama, <i>nella vita ecclesiale</i>, a trasformare l’accoglienza da concetto astratto a pratica pastorale stabile. Non possiamo limitarci a delegare questo compito a istituti o associazioni dotati di uno specifico carisma: di fronte ai volti concreti che ci interpellano nel quotidiano, tutta la comunit&agrave; cristiana &egrave; chiamata a sentirli suoi figli e a farsi prossima alla storia concreta di ciascuno. Occorre incoraggiare le comunit&agrave; cristiane all’integrazione e alla valorizzazione dei rifugiati e dei migranti come soggetti a pieno titolo della famiglia ecclesiale, promuovendo nuovi percorsi educativi e spirituali, anche personalizzati, che superino la logica del puro assistenzialismo. In particolare, &egrave; fondamentale prevenire la solitudine, l’isolamento e il rifiuto, che non di rado colpiscono anche i figli dei migranti, e promuovere dinamiche di incontro e di integrazione in cui i ragazzi del territorio e i giovani migranti possano rafforzarsi insieme, in un cammino di mutuo rispetto, di solidariet&agrave; e di amicizia.</p> 
<p>Anche uno solo di questi bambini, <i>nell’orizzonte delle diverse religioni</i>, ci ricorda che la vulnerabilit&agrave; dei piccoli non conosce confini confessionali e ci accomuna in una responsabilit&agrave; umanitaria e spirituale condivisa. Essa diventa terreno fecondo per un dialogo interreligioso concreto, dove i credenti, attingendo al proprio senso della trascendenza, cooperino nel tessere reti di protezione. Le comunit&agrave; di fede sono chiamate a costruire spazi in cui ogni<b> </b>ragazza e ogni ragazzo siano rispettati e valorizzati nelle rispettive identit&agrave; culturali, prevenendo il rischio di radicalizzazione da parte di gruppi estremistici. Proteggere un minore significa, in ultima istanza, custodire l’impronta divina<b> </b>impressa in lui.</p> 
<p>Anche uno solo di questi bambini, <i>nel contesto delle istituzioni civili</i>, ci chiama a riaffermare il principio del superiore interesse del minore. Le istituzioni pubbliche e private<b> </b>sono tenute a mettere al centro la protezione e la dignit&agrave; di ogni singolo bambino e adolescente. Ci&ograve; comporta l’adozione di efficaci strumenti legali di protezione, promuovendo i ricongiungimenti familiari e scongiurando i traumi della separazione. &Egrave; urgente un cambio di prospettiva: occorre spostare l’asse del dibattito dalla mera gestione dei flussi alla tutela piena e immediata dei diritti umani, adottando &laquo;una risposta coordinata, solidale ed efficace, in grado di garantire protezione, accoglienza e reali opportunit&agrave; di integrazione a chi emigra&raquo; (<a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260608-spagna-parlamento.html"><i>Discorso al Parlamento spagnolo</i>, Madrid</a>, 8 giugno 2026).</p> 
<p>Affidiamo i minori migranti e rifugiati alla materna protezione di Maria Santissima che, insieme a San Giuseppe e a<b> </b>Ges&ugrave;, ancora bambino, conobbe la ferocia della violenza di Erode e<b> </b>il dramma dell’esilio in Egitto (cfr <i>Mt</i> 2,13-15); sia Lei ad accompagnare i loro passi e ad aiutare le nostre comunit&agrave; a diventare segni vivi e credibili del Vangelo.</p> 
<p><i>Dal Vaticano, 11 agosto 2026, memoria di Santa Chiara d’Assisi.</i></p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;">LEONE PP. XIV</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Angelus, 9 agosto 2026]]></title><pubDate>Sun, 09 Aug 2026 12:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260809-angelus.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260809-angelus.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sun, 09 Aug 2026 12:33:23 +0200 --> <p><i>Cari fratelli e sorelle, buona domenica!</i></p> 
<p>Oggi il Vangelo ci parla di Ges&ugrave; che, sul lago di Galilea, raggiunge i discepoli nel mezzo di una tempesta, camminando sulle acque (cfr <i>Mt</i> 14,22-33).</p> 
<p>Dopo il miracolo dei pani e dei pesci (cfr <i>Mt</i> 14,13-21), il Maestro spinge i suoi a salire in barca e a prendere il largo, mentre Lui si ritira sul monte, da solo, a pregare. Lontani dalla riva, per&ograve;, essi si trovano in balia del vento e faticano ad avanzare. Dopo un’esperienza di successo, in cui erano stati protagonisti di un segno prodigioso, ora si ritrovano impotenti e spaventati di fronte alla minaccia delle onde e del vento contrario.</p> 
<p>Sul finire della notte, Ges&ugrave; va loro incontro sulle acque agitate, e impauriti lo scambiano per un fantasma (v. 26). Ma Egli dice loro: &laquo;Coraggio, sono io, non abbiate paura!&raquo; (v. 27). La presenza del Signore cambia tutto: Pietro addirittura riesce a fare alcuni passi sopra le onde verso di Lui; poi si spaventa, affonda e Ges&ugrave; lo salva. Quando poi il Maestro sale sulla barca, la tempesta si calma., e allora sgorga spontanea dal cuore dei discepoli la professione di fede: &laquo;Davvero tu sei Figlio di Dio!&raquo; (v. 33).</p> 
<p>Per giungere a questo, non &egrave; bastato loro aver assistito a un miracolo, n&eacute; aver avuto successo davanti alla gente: hanno dovuto passare attraverso l’esperienza della loro debolezza e, in essa, riconoscere la presenza di Dio. Solo cos&igrave; hanno potuto aprire veramente gli occhi e il cuore alla sua vicinanza, ritrovando pace anche in mezzo alla tempesta.</p> 
<p>Un giorno, tempo dopo, Ges&ugrave; dir&agrave; loro: &laquo;Se avrete fede e non dubiterete […], se direte a questo monte: “Levati e gettati nel mare”, ci&ograve; avverr&agrave;&raquo; (<i>Mt</i> 21,21). E proprio questo essi hanno sperimentato sul lago: la pace di Cristo, che era stato sul monte a pregare, li ha raggiunti in mezzo alla furia delle acque.</p> 
<p>Questo miracolo, allora, ci insegna una cosa importante: prima di tutto a non esaltarci davanti al successo e a non presumere mai di noi stessi; e al tempo stesso a non disperare, neanche nei momenti di buio, quando ci sentiamo impotenti davanti ai problemi e, nonostante i nostri sforzi, ci sembra di andare pi&ugrave; indietro che avanti. In qualsiasi circostanza, Ges&ugrave; non ci abbandona e, se lo accogliamo umilmente nella barca della nostra vita – con la preghiera, con i Sacramenti, con l’ascolto della sua Parola –, in Lui troveremo la pace, troveremo luce e forza per il nostro cammino.</p> 
<p>Ci aiuti Maria a vivere cos&igrave;, con abbandono fiducioso in Dio, Lei che fu proclamata beata per la sua fede (cfr <i>Lc</i> 1,45).</p> 
<p>___________________</p> 
<p><b>Dopo l'Angelus</b></p> 
<p>Cari fratelli e sorelle,</p> 
<p>I continue to follow with concern the tragic situation in Sudan, especially in the city of el-Obeid.&nbsp; In expressing my spiritual closeness to all the people of the nation, I renew my appeal to those in authority to guarantee humanitarian corridors for the civilian population.&nbsp; At the same time, I urge the international community to support efforts aimed at bringing about an immediate ceasefire.&nbsp; Let us pray that the Lord may sustain those who are suffering, convert the hearts of those who sow violence, and grant the long awaited peace.</p> 
<p>[<i>Continuo a seguire con preoccupazione la tragica situazione in Sudan, specialmente nella citt&agrave; di el-Obeid. Nell’esprimere la mia vicinanza spirituale al popolo della Nazione, rinnovo il mio appello alle autorit&agrave; affinch&eacute; siano garantiti corridoi umanitari per la popolazione civile. Al tempo stesso, esorto la comunit&agrave; internazionale a sostenere gli sforzi volti a raggiungere un immediato cessate il fuoco. Preghiamo il Signore perch&eacute; sostenga coloro che soffrono, converta i cuori di chi semina violenza e conceda la tanto attesa pace</i>].</p> 
<p>Continuano a giungere notizie dolorose di persone innocenti uccise e ferite in Ucraina e in Russia. Tragici episodi si susseguono, anzi, si moltiplicano, provocando sempre pi&ugrave; vittime civili, tra cui anche bambini. Sono vicino alle famiglie delle vittime, ai feriti e a tutti coloro che soffrono a causa del conflitto in atto. Di fronte a tanto dolore rinnovo un accorato appello affinch&eacute; si rispetti il diritto umanitario e cessino da entrambe le Parti gli attacchi che coinvolgono obiettivi civili. La guerra non fa che generare altra guerra e provoca enormi sofferenze. &Egrave; tempo di fermare la spirale di violenza e dare spazio alla diplomazia e al dialogo per aprire la strada alla pace.</p> 
<p>Ed ora do il benvenuto a tutti voi, romani e pellegrini di diversi Paesi!</p> 
<p>Saluto in particolare i giovani della Comunit&agrave; Santa Maria Maddalena della diocesi di Milano, che hanno percorso la Via Francigena da Siena a Roma; come pure gli scout di Enna, che hanno fatto il loro campo sui Colli romani, e i giovani di Pernumia, diocesi di Padova.</p> 
<p>La presenza di tanti gruppi giovanili, che scelgono di impegnare alcuni giorni di vacanza in attivit&agrave; formative e di amicizia, &egrave; un segno di speranza; come lo &egrave; stato l’evento dei giovani francescani che ho avuto la gioia di incontrare gioved&igrave; scorso ad Assisi.</p> 
<p>A tutti voi, ragazzi e ragazze che mi ascoltate, desidero ricordare che in questi giorni il calendario liturgico propone alcune stupende figure di Santi e Sante, che vi invito a conoscere meglio: ieri il grande San Domenico, fondatore dei Frati Predicatori; oggi Santa Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein, carmelitana uccisa ad Auschwitz e co-patrona d’Europa; domani San Lorenzo, diacono della Chiesa di Roma; dopodomani Santa Chiara d’Assisi, che lasci&ograve; una vita agiata per seguire Ges&ugrave; povero e umile, sul modello del suo concittadino San Francesco. Cari giovani, lasciatevi entusiasmare da questi esemplari testimoni del Vangelo!</p> 
<p>Grazie a tutti della vostra presenza e buona domenica!</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Visita Pastorale ad Assisi: Santa Messa per i partecipanti all'incontro "Go! Franciscan Youth Meeting" (Basilica di Santa Maria degli Angeli, 6 agosto 2026)]]></title><pubDate>Thu, 06 Aug 2026 10:30:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2026/documents/20260806-visita-assisi-messa.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2026/documents/20260806-visita-assisi-messa.html</guid><description><![CDATA[<!-- Thu, 06 Aug 2026 11:45:12 +0200 --> <p><i>Carissimi fratelli e sorelle,<br /> carissimi giovani!</i></p> 
<p>La festa della Trasfigurazione, che stiamo celebrando, &egrave; un mistero di luce che ci aiuta ad approfondire il nostro incontro, cos&igrave; gioioso, ma anche denso di interrogativi sul presente e sul futuro. Troviamo nel racconto evangelico il contrasto fra luce e ombra, silenzio e parole, stupore e incomprensione. Siamo ad Assisi, una citt&agrave; alla quale salgono da secoli tanti pellegrini – oggi anche noi – perch&eacute; qui tutto sussurra che la nostra vita pu&ograve; cambiare forma, sprigionare luce, riparare il mondo. Qui &egrave; iniziata la trasfigurazione di Francesco, di Chiara e poi di migliaia di altri giovani: hanno accolto il Vangelo<i> sine glossa</i> – noi diremmo: senza sconti – e la vita di Ges&ugrave; &egrave; ricominciata in loro.</p> 
<p>Siamo arrivati qui per capire dove va la storia e dove stiamo andando noi. Nel Vangelo vediamo che si pu&ograve; trovare un senso, si pu&ograve; intravvedere una strada. Come Pietro, Giacomo e Giovanni siamo portati un po’ in disparte e Ges&ugrave; &egrave; con noi. Questo conta: la sua presenza. Sul monte gli apostoli contemplano Ges&ugrave; che si orienta al proprio futuro. Circa questo punto, c’era stata fra loro incomprensione. Sei giorni prima Pietro aveva contestato al Maestro il suo parlare apertamente della croce (cfr <i>Mt</i> 16, 21-26): si aspettava la gloria per il Messia, e forse anche per s&eacute;, senza mettere in conto resistenze e rischi, ma soprattutto senza domandarsi che cosa sia la gloria. Ora, nella trasfigurazione di Ges&ugrave;, &egrave; Dio stesso a rivelarsi nella sua gloria, che ha l’aspetto di una nube che protegge e che avvolge. Indica il Figlio, invita ad ascoltarlo. La via della vita si scopre seguendolo insieme. La sua bellezza ha un nuovo aspetto, un’intensit&agrave; senza precedenti, tanto che Pietro vorrebbe fermare il tempo e prolungare quella visione. Generosamente, si offre di costruire tre capanne, come per veder continuare la conversazione tra Ges&ugrave;, Mos&egrave; ed Elia. In quella conversazione, invece, bisogna entrare. Non si pu&ograve; restarne solo spettatori. Siamo infatti chiamati a leggere le Scritture col Maestro, a interpretare il nostro tempo e a prendere decisioni, seguendo il suo cammino. Siamo qui per vincere la rassegnazione e la paura, per sciogliere i dubbi che trattengono anche noi, come trattenevano gli apostoli. Ges&ugrave; ci chiama a dialogare con la sua storia, per scrivere nuove pagine di storia.</p> 
<p>Mentre ascoltiamo che &laquo;il suo volto brill&ograve; come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce&raquo; (<i>Mt</i> 17,2) pensiamo al mattino di Pasqua, quando un angelo del Signore rovesci&ograve; la pietra che chiudeva il sepolcro e port&ograve; l’annuncio della risurrezione. &laquo;Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve&raquo; (<i>Mt</i> 28,3). &Egrave; la luce di un nuovo giorno, verso il quale siamo orientati, mentre attorno a noi, e talvolta in noi, &egrave; ancora buio. Ne vediamo l’aurora nei santi canonizzati, come San Francesco e Santa Chiara, e in una miriade di fratelli e sorelle che al male rispondono col bene. Non siamo soli! In questi giorni ne avete fatto esperienza: vi siete incontrati e ascoltati, passando dal rumore di voci sovrastanti e contrastanti all’arte della conversazione. Oggi contempliamo Ges&ugrave; che si trasfigura proprio nella conversazione col Padre, con chi lo ha preceduto, Mos&egrave; ed Elia, e coi suoi contemporanei, i discepoli.</p> 
<p>La Chiesa esiste per portarci in questo dinamismo di ascolto e di decisione, in cui comprendere per chi vivere e come vivere. &Egrave; la comunit&agrave; in cui imparare a distinguere la voce di Dio, che non coincide mai semplicemente con le nostre opinioni, e osare quell’obbedienza allo Spirito Santo che ha reso audaci e creativi tutti coloro che hanno accettato di seguire Ges&ugrave;: noi ci de-figuriamo separandoci da Lui e dagli altri; ci trasfiguriamo, invece, nei legami che nutrono e chiamano alla vita. La spiritualit&agrave; francescana, nella quale siete stati formati, &egrave; tra le pi&ugrave; attente a riparare i rapporti fondamentali con Dio e con tutte le sue creature: un’armonia da custodire e coltivare, oggi pi&ugrave; che mai.</p> 
<p>In questo senso, all’inizio della mia <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html">prima Enciclica</a> ho suggerito che &laquo;Ogni generazione riceve in eredit&agrave; il compito di dare forma al proprio tempo: di far maturare la storia come luogo in cui la dignit&agrave; di ogni persona sia custodita, la giustizia promossa e la fraternit&agrave; resa possibile. Ma su ogni epoca incombe il rischio di costruire un mondo disumano e pi&ugrave; ingiusto. L&agrave; dove l’umanit&agrave; corre il pericolo di smarrire il proprio volto, noi cristiani alziamo gli occhi verso il Dio che si &egrave; fatto carne, sapendo che “solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo”.&nbsp; Questa magnifica umanit&agrave; in Ges&ugrave; Cristo diventa la Via, la Verit&agrave; e la Vita, aprendo per ciascuno di noi la strada per crescere verso la pienezza&raquo; (<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html">Magnifica humanitas</a></i>, 1).</p> 
<p>Cari amici, la ragione per cui San Francesco, ottocento anni dopo la sua morte, ci attrae ancora, sta nella magnifica umanit&agrave; che lo port&ograve; ad abbandonare le vie gi&agrave; tracciate, perch&eacute; se ne aprisse una nuova, pi&ugrave; coerente col cammino di Ges&ugrave;. Anche in una citt&agrave; gi&agrave; da secoli cristiana, come Assisi, questo apparve rivoluzionario. &laquo;La scelta di Chiara risult&ograve; ancora pi&ugrave; impressionante: una ragazza che voleva essere come Francesco, che voleva vivere, da donna, libera come quei fratelli!&raquo; (<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/audiences/2025/documents/20251004-udienza-giubilare.html">Udienza giubilare</a></i>, 4 ottobre 2025). &Egrave; l’energia del cristianesimo, quella dei suoi inizi e delle sue molteplici ripartenze.</p> 
<p>Ebbene, cari giovani, oggi l’Europa e il mondo intero cercano in voi nuovi santi: osate credere nella parola del Vangelo, diventate umani con la libert&agrave; di Ges&ugrave; Cristo, abbracciate sorella povert&agrave;! Il titolo del vostro incontro – <i>Go!</i> – &egrave; una missione, un invio su strade di cui non abbiamo le mappe, perch&eacute; si aprono ascoltando il cuore, obbedendo allo Spirito, seguendo il Risorto dove ha voluto precederci. <i>Go!</i> Andate! O meglio ancora: andiamo! <i>Let’s go!</i> Ai margini, dove l’ingiustizia e la prepotenza di pochi negano la dignit&agrave; e i sogni di molti, di troppi figli e figlie di Dio. <a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it.html">Papa Francesco</a>, ispirandosi al Poverello di Assisi, ci ha messi in guardia dalla &laquo;tentazione di essere cristiani mantenendo una prudente distanza dalle piaghe del Signore. Ges&ugrave; vuole che tocchiamo la miseria umana, che tocchiamo la carne sofferente degli altri. Aspetta che rinunciamo a cercare quei ripari personali o comunitari che ci permettono di mantenerci a distanza dal nodo del dramma umano&raquo; (Francesco, <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#Il_piacere_spirituale_di_essere_popolo">Evangelii gaudium</a></i>, 270).</p> 
<p>Si pu&ograve; non essere compresi, persino da quelli di casa, come avvenne a San Francesco. Eppure, sottrarsi alla cultura della potenza e abbattere i muri che separano fra loro gli esseri umani non &egrave; mai tradire la famiglia, la citt&agrave;, la tradizione, ma liberarle dai loro fantasmi, da nemici inventati per paura e ignoranza, dalla violenza con cui si vorrebbe imporre il proprio piccolo ordine su una realt&agrave; che da ogni parte ci supera. Fidarsi di Dio &egrave; ritrovare, come Francesco e Chiara, un mondo di fratelli e sorelle da apprezzare e servire, non da sfruttare e dominare. Non un mondo da difendere, ma da abbracciare.</p> 
<p>Votatevi, cari giovani, alla civilt&agrave; dell’amore, di cui avete incontrato i germogli in tanti esempi di gratuit&agrave;, e che trasfigura – a immagine di Cristo – innumerevoli operatori di pace anche oggi impegnati a servire la vita nei pi&ugrave; tragici scenari di morte. Unite le migliori energie della vostra magnifica umanit&agrave; – gli studi, le competenze, il lavoro, le amicizie, l’amore, la preghiera – attualizzando in modi diversi la visione di Francesco. Immagino vi sia cara la preghiera a lui spesso attribuita, un testo del secolo scorso:</p> 
<p style="margin-left: 40px;">Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace:<br /> dove &egrave; l’odio, che io porti l’amore,<br /> dove &egrave; l’offesa, che io porti il perdono,<br /> dove &egrave; la discordia, che io porti l'unione,<br /> dove &egrave; l'errore, che io porti la verit&agrave;,<br /> dove &egrave; il dubbio, che io porti la fede,<br /> dove &egrave; la disperazione, che io porti la speranza,<br /> dove sono le tenebre, che io porti la luce,<br /> dove &egrave; la tristezza, che io porti la gioia.</p> 
<p>Ecco “dove” andare! <i>Go!</i> Ma ecco specialmente “come” andare:</p> 
<p style="margin-left: 40px;">Signore, fa che io non cerchi tanto<br /> di essere consolato, quanto di consolare,<br /> di essere compreso, quanto di comprendere,<br /> di essere amato, quanto di amare.<br /> Poich&eacute; &egrave; nel donare che si riceve,<br /> nel dimenticare s&eacute; stessi che si ritrova s&eacute; stessi,<br /> nel perdonare che si &egrave; perdonati,<br /> nel morire che si risuscita a vita eterna.</p> 
<p>Cari amici, possano questi giorni ad Assisi imprimersi nella vostra memoria e il ritorno a casa, ai diversi Paesi d’Europa verso cui viaggerete, sia come la discesa di Pietro, Giacomo e Giovanni dal monte alto della trasfigurazione. Un ritorno pensoso, aperto al futuro, impegnato con Ges&ugrave; Cristo. Lui si fida di voi, conta su di voi, rimane sempre con voi.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Visita Pastorale ad Assisi: Incontro del Santo Padre con i Giovani partecipanti al "Go! Franciscan Youth Meeting 2026" (Piazza Santa Maria degli Angeli, 6 agosto 2026)]]></title><pubDate>Thu, 06 Aug 2026 08:45:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/august/documents/20260806-assisi-giovani.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/august/documents/20260806-assisi-giovani.html</guid><description><![CDATA[<!-- Thu, 06 Aug 2026 12:31:22 +0200 --> <p><b>Domanda di Karolina (Zagabria)</b></p> 
<p><i>Santo Padre,</i></p> 
<p><i>mi chiamo Karolina, vengo dalla Croazia, dalla parrocchia e basilica di Sant’Antonio di Padova in Zagabria. Siamo cresciuti nelle parrocchie francescane, accompagnati dai frati, imparando da san Francesco che il Vangelo si annuncia anzitutto con la vita, attraverso la gioia, la semplicit&agrave;, la fraternit&agrave; e la vicinanza a ogni persona. Grazie a questa esperienza abbiamo scoperto una fede viva, che non rimane chiusa nelle chiese, ma diventa servizio, accoglienza e speranza per gli altri. Oggi, per&ograve;, viviamo in un mondo che cambia rapidamente, dove molti giovani faticano a trovare punti di riferimento, a costruire relazioni autentiche e ad aprire il cuore a Dio. Anche noi desideriamo essere testimoni credibili del Vangelo nei luoghi in cui viviamo, studiamo e lavoriamo, portando la luce di Cristo con lo stile semplice e fraterno di san Francesco.</i></p> 
<p><i>Santo Padre, quale consiglio darebbe a noi giovani che siamo cresciuti nella spiritualit&agrave; francescana, affinch&eacute; possiamo rimanere autentici discepoli di Cristo e portare speranza ai nostri coetanei, senza perdere la gioia del Vangelo, la semplicit&agrave; del cuore e quella vicinanza alle persone che rende credibile ogni testimonianza cristiana?</i></p> 
<p><b>Risposta del Santo Padre</b></p> 
<p>Grazie, Karolina, per questa domanda. E innanzitutto buongiorno a tutti voi! Un saluto anche ai giovani che gi&agrave; sono dentro la basilica, che ci accompagnano anche, credo, con gli schermi. Sono veramente contento di essere qui con voi! Allora, Carolina, grazie per questa domanda. Credo che molti, ascoltandola, abbiano sentito che conteneva gi&agrave; una parte della risposta, perch&eacute; hai dato una testimonianza dello stile di semplicit&agrave;, fraternit&agrave; e vicinanza che ti ha convinta e ti ha consentito di maturare nella fede, appartenendo a una comunit&agrave;, ma aperta a tutti. Questo &egrave; avvenuto in una regione dell’Europa che solo trent’anni fa ha conosciuto la guerra e il pericoloso intreccio tra confessione religiosa e nazionalismo. In realt&agrave;, la presenza dei francescani aveva ispirato per secoli il dialogo e aiutato la convivenza pacifica tra cattolici, ortodossi e musulmani. Oggi, essere fedeli a questa tradizione di prossimit&agrave; significa andare controcorrente, lavorando alla purificazione della memoria e coltivando la riconciliazione.</p> 
<p>Ai cristiani sar&agrave; sempre pi&ugrave; chiesto di diventare operatori di pace all’interno di societ&agrave; tentate di strumentalizzare la religione nella contrapposizione delle identit&agrave;. Essere testimoni di Cristo rimane quindi affascinante e impegnativo, perch&eacute; allarga la mente e il cuore oltre confini artificiali, cio&egrave; al di l&agrave; di paure indotte dalla cattiva informazione e dai muri del pregiudizio. Sottrarsi alla cultura della potenza e costruire la civilt&agrave; dell’amore non &egrave; subito compreso e accettato. Da San Francesco, per&ograve;, imparate la radicalit&agrave; evangelica, che &egrave; l’opposto del fondamentalismo: non rende ciechi e violenti, ma sensibili, attenti, sempre alla sequela di Ges&ugrave; e quindi umili, accoglienti verso tutti. Non &egrave; facile, ma d&agrave; molta gioia.</p> 
<p>Provate ora a immaginare, per un momento, il luogo dove ci troviamo, ma otto secoli fa. Qui, in aperta campagna, si erano radunati con Francesco centinaia di giovani fratelli da tutta Europa. Cercate di vederli, come raccontano le <i>Fonti</i>, &laquo;schiera a schiera, qui quaranta, ove cento, dove ottanta insieme, tutti occupati nel ragionare di Dio, in orazioni, in lagrime, in esercizi di carit&agrave;; e stavano con tanto silenzio e con tanta modestia, che ivi non si sent&iacute;a uno rumore&raquo; (cfr <i>Fonti Francescane</i>, 1848). Quel silenzio &egrave; il contrario della guerra, con le sue violenze, grida e crudelt&agrave;. Le stuoie di quei frati, come oggi i vostri sacchi a pelo, raccontano la pace. Ecco la Chiesa: un’assemblea di fratelli e sorelle, alla quale tutti sono invitati. Cari giovani, come &egrave; bello stare insieme a “ragionare di Dio” e cos&igrave;, alla sua luce, della vita stessa, nella sua bellezza, nel suo mistero, nella sua seriet&agrave;! Testimoniate questo stile dappertutto, specialmente in un tempo in cui la tecnologia disabitua a stare insieme, fra persone in carne ed ossa.</p> 
<p>San Francesco ha intuito che scegliere la povert&agrave; pu&ograve; avvicinare i lontani, incoraggia l’incontro e invita allo scambio di doni. Egli ha intuito, cos&igrave;, che il Vangelo non &egrave; separabile dalle scelte di Ges&ugrave; Cristo, il quale si &egrave; fatto povero per arricchirci (cfr <i>2Cor</i> 8,9): il Vangelo &egrave; la sua vita, il suo cammino, la sua incrollabile fiducia nel Padre. Se ci raduniamo nel suo nome, Lui viene in mezzo a noi (cfr <i>Mt</i> 18,20) e la gioia che ci riempie il cuore &egrave; libera e sincera (cfr <i>Gv</i> 20,20). Questa gioia evangelizza, pi&ugrave; delle parole, e non si pu&ograve; nascondere. Grazie.</p> 
<p><b>Domanda di Giovanni (Bologna)</b></p> 
<p><i>Santo Padre,</i></p> 
<p><i>mi chiamo Giovanni, ho 27 anni e vengo da Bologna. Noi giovani viviamo immersi in un mondo dove regna la cultura del provvisorio e in cui ci spaventano le scelte di vita definitiva. Nonostante ci&ograve;, Dio, in modo unico e amorevole, continuamente ci parla e ci chiama a seguirlo, con una promessa di vita e di gioia, svelandoci con gradualit&agrave; la nostra vocazione.</i></p> 
<p><i>Ecco la mia domanda: Come potergli dire un s&igrave; pieno, coraggioso, evitando di “mettere mano all’aratro per poi volgere indietro lo sguardo”, dando un eccessivo peso alle fatiche e alle rinunce del cammino? Cosa ha aiutato lei nel suo percorso vocazionale?</i></p> 
<p><b>Risposta del Santo Padre</b></p> 
<p>Grazie, Giovanni, per questa domanda direi coraggiosa, piena del desiderio per ci&ograve; che non passa. Siamo portati oggi a parlare negativamente del provvisorio. Una volta era invece la Chiesa a educare con insistenza al senso del provvisorio: passa questo mondo, il tempo corre, le cose terrene sono mutevoli. Dio solo rimane, Dio &egrave; eterno. Dobbiamo allora chiederci che cosa sia cambiato, per non essere fra quelli che rimpiangono il passato e cos&igrave; non affrontano il presente e non si assumono responsabilit&agrave; per il futuro.</p> 
<p>Sta scomparendo, quasi ovunque nel mondo, la stabilit&agrave; delle societ&agrave; tradizionali, quella per cui intere generazioni potevano vedere soltanto minimi cambiamenti nel corso di una vita. Al loro interno tutto era molto regolato e predeterminato. Allora la testimonianza della Chiesa invitava a non adagiarsi in un destino gi&agrave; scritto, a discernere il valore di ogni singolo gesto in rapporto all’eternit&agrave;. Oggi, invece, con una lettura a volte confusa della libert&agrave;, ci illudiamo che la vita non si risolva mai una volta per tutte, perch&eacute; il contesto che abitiamo muta rapidamente e cambiamo parecchio anche noi. Con ci&ograve;, per&ograve;, aumentano anche la paura e la possibilit&agrave; di perdersi. In questo contesto, il coraggio di compiere una scelta definitiva &egrave; forse l’atto pi&ugrave; rivoluzionario.</p> 
<p>Decidere per sempre non ci rinchiude in una gabbia, ma ci apre a un dinamismo pi&ugrave; grande. Amare &egrave; un esodo, una strada da scoprire, un cammino che Dio percorre con noi, e questo &egrave; il vero senso di ogni vocazione. La Bibbia ci ispira a vivere cos&igrave;: come chi &egrave; chiamato ad alzarsi, a percorrere la propria storia ricevendo come un dono direzione e senso dal Signore, per amare secondo i suoi disegni (cfr <i>1Cor</i> 13 e <i>1Gv</i> 4). La fede, la fiducia, l’affidabilit&agrave; rivelano qui il loro indissolubile intreccio. In questo modo, nella fede smascheriamo l’illusione che i problemi si risolvano scappando, o tradendo, o provando a fare pochi passi su strade sempre diverse, senza mai andare lontano. Si possono infatti moltiplicare esperienze, contatti, consumi, restando per&ograve; sempre allo stesso punto. Il costo umano &egrave; alto e il vuoto interiore &egrave; profondo. Non di rado si arriva a usare le persone e a esserne usati. Il “per sempre”, allora, &egrave; una grazia alla quale Dio stesso ci aiuta a rispondere con la nostra fedelt&agrave;, per una pienezza di vita (cfr <i>Gv</i> 10,10).</p> 
<p>Fin dall’adolescenza &egrave; importante perci&ograve; imparare a conoscersi, decidersi e giocarsi – cio&egrave; a rispondere al Signore che chiama – senza smettere di farlo nell’et&agrave; adulta, all’interno delle decisioni gi&agrave; avvenute e davanti a quelle ancora da prendere. &Egrave; un’avventura in cui nessuno deve sentirsi solo e che, come la fede, durer&agrave; fino all’ultimo istante. Nella mia esperienza posso dire che il Signore mai mi ha lasciato solo: mi ha sempre accompagnato, donandomi anche delle persone con le quali camminare. Cos&igrave;, nella vocazione ad essere sacerdote, membro della comunit&agrave; agostiniana, missionario, ho trovato come una luce che mi ha guidato fino ad oggi, fino a quando ho dovuto dire “s&igrave;” anche a una chiamata tutta speciale: quella ad essere Papa.</p> 
<p>Nell’adesione al progetto unico che Dio manifesta per ciascuno di noi, la chiamata&nbsp;fondamentale, scritta in ogni cuore, &egrave; una chiamata alla comunione e non si ascolta una volta sola, ma ogni giorno. Il peccato inquina la chiarezza su questo punto, introducendo nei legami fondamentali diffidenza, competizione e sospetto. Grazie a Dio, invece, ogni vocazione &egrave; anche un cammino di redenzione e guarigione. L’invito di Ges&ugrave;, che ci chiama a seguirlo, illumina la nostra dignit&agrave; e ci fa onorare quella altrui, provando fiducia e dando fiducia: questa dinamica &egrave; cos&igrave; liberante, che merita tutta la nostra passione. Grazie.</p> 
<p><b>Domanda di Luigi (Patern&ograve;, Sicilia)</b></p> 
<p><i>Santo Padre,</i></p> 
<p><i>sono Luigi ho 22 anni e vengo da Patern&ograve;, un paesino in Sicilia. Mi faccio portavoce della Giovent&ugrave; Francescana di Sicilia, un gruppo di giovani che seguono il carisma francescano. Vorrei rivolgerle una domanda in merito a un aspetto di San Francesco che mi colpisce molto. “Frate Francesco promette obbedienza e riverenza al signor Papa Onorio e ai suoi successori canonicamente eletti e alla Chiesa Romana” (RB I). Nonostante viva in un’epoca in cui la Chiesa era segnata da contraddizioni e difficolt&agrave; interne, non sceglie la via dell'eresia; non attacca o giudica la Chiesa di quel tempo, ma preferisce obbedire al Papa. La sua &egrave; una scelta libera e rivoluzionaria, in pieno stile<b> </b>“minore”, che<b> </b>ha come unico obiettivo quello di vincere la miseria del giudizio con la compassione e la riparazione che solo l’Amore pu&ograve; dare.</i></p> 
<p><i>Oggi tanti giovani dicono di “credere, ma non alla Chiesa” e, a partire dalle nostre comunit&agrave;, osserviamo a volte una Chiesa con le sue contraddizioni e le sue crisi interne, allora mi chiedo, come facciamo a rimanere in questo Amore riparatore? Perch&eacute; viene difficile al giorno d’oggi vedere la Chiesa come una Madre, che, anche con le sue ferite, &egrave; sempre pronta ad accoglierci e ad amarci?</i></p> 
<p><b>Risposta del Santo Padre</b></p> 
<p>Grazie, Luigi. La tua &egrave; una domanda attuale, che ci porta al cuore dell’esperienza di San Francesco. Affrontarla significa condividere un desiderio: il desiderio del Signore Ges&ugrave; sulla Chiesa. Francesco lo ha ascoltato, contemplando il Crocifisso. Noi dovremmo sempre tornare a questo desiderio. Molte persone nella storia, e anche oggi, non hanno potuto fare esperienza della Chiesa, come Ges&ugrave; Cristo vuole che sia. Questo fa soffrire, lascia ferite e delusioni e per qualcuno pu&ograve; diventare persino di impedimento a credere.</p> 
<p>Nel Vangelo, Ges&ugrave; mette in guardia da questo tipo di inciampo, cio&egrave; dallo scandalo che i suoi discepoli possono procurare ad altri, specialmente ai piccoli e ai poveri. Il desiderio di Ges&ugrave;, lo vediamo nel gruppo che dall’inizio si crea attorno a lui, &egrave; di radunare un popolo, in cui sia superato quello che in genere divide gli esseri umani. Attorno a Ges&ugrave; diventano fratelli e sorelle uomini e donne che altrimenti non si sarebbero mai incontrati o frequentati. Quando questo miracolo della Chiesa continua ad avvenire, grazie a Dio, rimane sorprendente anche oggi nelle nostre citt&agrave;, piene di muri invisibili che separano gli uni dagli altri. Quante discriminazioni e diseguaglianze possono finire subito, appena ci riconosciamo fratelli e sorelle!</p> 
<p>C’&egrave; poi un altro aspetto di questa rivoluzionaria unit&agrave;. Ges&ugrave; dice: &laquo;Tra voi per&ograve; non &egrave; cos&igrave;&raquo; (<i>Mc</i> 10,43), cio&egrave; non deve andare come tra i grandi della Terra e i potenti del mondo, che cercano visibilit&agrave; e sovrastano gli altri. Al contrario, Ges&ugrave; ci dice: &laquo;Chi vuole diventare grande tra voi sar&agrave; vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sar&agrave; schiavo di tutti&raquo; (vv. 43-44). Il desiderio di Ges&ugrave; per la Chiesa &egrave; chiaro: si tratta di diventare il suo corpo e manifestare la sua vita, di seguire il suo esempio ed esercitare un diverso tipo di forza, che non umilia, ma solleva.</p> 
<p>La Parola di Dio, i Sacramenti e la pratica dell’amore fraterno sono vie di trasformazione per realizzare in noi l’immagine di Cristo. Francesco le ha percorse: non dominare, ma servire; non afferrare, ma ricevere; non trattenere, ma restituire: &egrave; la vita di Dio che ripara la Chiesa e la rende un popolo libero, un luogo di respiro e di salvezza. &laquo;Francesco, va’ e ripara la mia chiesa che, come vedi, &egrave; tutta in rovina!&raquo; (FF 1038): ognuno di noi ha un ruolo in questo cantiere sempre aperto. Abbiamo diverse responsabilit&agrave; e vocazioni, ma camminiamo insieme, ispirandoci, aiutandoci e correggendoci a vicenda. &Egrave; importante fare la nostra parte. Allora parleremo della Chiesa con l’affetto col quale si parla di una Madre, perch&eacute; riconosceremo di appartenerle. Sar&agrave; un modo sincero di voler bene a quelle persone e a quella storia in cui Ges&ugrave; Cristo viene a noi e rimane con noi. &laquo;Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo&raquo; (<i>Mt</i> 28,20). Umilmente, &egrave; questo il Vangelo che annunciamo. Per condividere il desiderio del Signore, allora, non serve mostrarci migliori di come siamo. Occorre riconoscere e lasciare agire Ges&ugrave; Risorto nella nostra vita, nella storia di tutti noi. Grazie.</p> 
<p>Concludiamo questa prima parte chiedendo la grazia di Dio, la benedizione del Signore ad ognuno e a tutti noi. [benedizione]</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Visita Pastorale del Santo Padre ad Assisi (6 agosto 2026)]]></title><pubDate>Thu, 06 Aug 2026 07:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/travels/2026/documents/assisi-6agosto2026.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/travels/2026/documents/assisi-6agosto2026.html</guid><description><![CDATA[<!-- Thu, 06 Aug 2026 09:15:15 +0200 --> <ul> 
 <li><b><a href="https://www.vatican.va/content/photogallery/it/eventi/assisi2026.html">Galleria fotografica</a>&nbsp;</b></li> 
</ul> 
<div>
 &nbsp;
</div> 
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</div> 
<table border="0" width="100%" cellspacing="5"> 
 <tbody>
  <tr>
   <td width="7%" valign="top">ore 8.00</td> 
   <td width="91%" valign="top"><b>decollo dall'eliporto del Vaticano<br /> </b></td> 
  </tr>
  <tr>
   <td width="7%" valign="top">ore 8.30</td> 
   <td width="91%" valign="top"><b>atterraggio nel campo sportivo &quot;Migaghelli&quot; a Santa Maria degli Angeli<br /> Il Santo Padre &egrave; accolto da:</b><p>-S.E. Mons. Felice Accrocca, Arcivescovo-Vescovo di Assisi<br /> -On. Alfredo Mantovano, Sottosegretario alla Presidenza del C.d.M.<br /> -On. Stefania Proietti, Presidente della Regione Umbria<br /> -Dott. Francesco Zito, Prefetto di Perugia<br /> -Dott. Valter Stoppini, Sindaco di Assisi<br /> -Dott. Massimiliano Presciutti, Presidente della Provincia di Perugia</p> <p><b>immediato trasferimento in auto alla Basilica di Santa Maria degli Angeli;</b></p> <p><b>all'arrivo al Convento, il Santo Padre &egrave; accolto dai Ministri Generali degli Ordini Francescani:</b></p> <p>-Fra Massimo Fusarelli, O.F.M.<br /> -Fra Carlos Alberto Trovarelli, O.F.M. Conv.<br /> -Fra Roberto Genuin, O.F.M. Capp.<br /> </p> </td> 
  </tr>
  <tr>
   <td width="7%" valign="top">ore 8.45</td> 
   <td width="91%" valign="top"><b><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/8/6/assisi-giovani.html">Piazza Santa Maria degli Angeli: Incontro con i Giovani</a></b><p><b>* il Santo Padre risponde a tre domande dei Giovani<br /> </b></p> </td> 
  </tr>
  <tr>
   <td width="7%" valign="top">ore 9.15</td> 
   <td width="91%" valign="top"><b><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/8/6/assisi-ordini-francescani.html">a seguire: nel chiostro del Convento il Santo Padre saluta i rappresentanti degli Ordini Francescani</a>:</b><p>-&nbsp; saluto ai Vescovi presenti</p> <p>-&nbsp; saluto ai membri del Comitato Nazionale per l'Ottavo Centenario della morte di S. Francesco d'Assisi<br /> </p> </td> 
  </tr>
  <tr>
   <td width="7%" valign="top">ore 10.30</td> 
   <td width="91%" valign="top"><b><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/8/6/visita-assisi-messa.html"> In Basilica: Celebrazione della Santa Messa</a></b><p><b>* omelia del Santo Padre</b></p> <p><b>prima della Benedizione finale: un Giovane ringrazia il Santo Padre per l’incontro<br /> </b></p> </td> 
  </tr>
  <tr>
   <td width="7%" valign="top">ore 12.00</td> 
   <td width="91%" valign="top"><b>Il Santo Padre lascia la Basilica di Santa Maria degli Angeli</b></td> 
  </tr>
  <tr>
   <td width="7%" valign="top">ore 12.15</td> 
   <td width="91%" valign="top"><b>all'elicottero: il Santo Padre si congeda dalle Autorit&agrave; che Lo hanno accolto all’arrivo</b></td> 
  </tr>
  <tr>
   <td width="7%" valign="top">ore 12.45</td> 
   <td width="91%" valign="top"><b>atterraggio all'eliporto del Vaticano</b></td> 
  </tr>
 </tbody>
</table> 
<p>____________________________________</p> 
<p><i><a href="https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2026/02/19/0145/00288.html">Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede</a></i>, 19 febbraio 2026</p> 
<p><i><a href="https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2026/07/30/0608/01135.html">Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede</a></i>, 30 luglio 2026</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Udienza Generale del 5 agosto 2026 - I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione Sacrosanctum Concilium. 5. La preghiera della Chiesa]]></title><pubDate>Wed, 05 Aug 2026 10:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/audiences/2026/documents/20260805-udienza-generale.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/audiences/2026/documents/20260805-udienza-generale.html</guid><description><![CDATA[<!-- Wed, 05 Aug 2026 12:18:55 +0200 --> <p><b>I Documenti del <a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/index_it.htm">Concilio Vaticano II</a>. II. Costituzione <a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html"><i>Sacrosanctum Concilium</i></a>.<i> </i>5.&nbsp;<i>La preghiera della Chiesa</i></b><i></i></p>
<p><i><br>
Fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!</i></p>
<p>in questa catechesi riprendiamo la riflessione sulla Costituzione conciliare sulla liturgia <i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html">Sacrosanctum Concilium</a></i> (<i>SC</i>). Oggi ci soffermiamo sulla dimensione ecclesiale della preghiera liturgica.</p>
<p>Come suggerisce l’Apostolo Paolo, è lo Spirito Santo che ci insegna a pregare. Dal giorno di Pentecoste, lo Spirito abita la Chiesa, ispirando ogni sua attività e, in particolare, la preghiera. La vita della prima comunità, nata a Gerusalemme dopo la Pasqua di Gesù, è vita nello Spirito donato dal Signore risorto. «Da allora – dice il Concilio – la Chiesa mai tralasciò di riunirsi in assemblea per celebrare il mistero pasquale: leggendo “in tutte le Scritture ciò che lo riguardava” (<i>Lc</i> 24,27), celebrando l’Eucaristia, nella quale vengono resi presenti la vittoria e il trionfo della sua morte e rendendo grazie “a Dio per il suo dono ineffabile” (<i>2Cor</i> 9,15) nel Cristo Gesù, “a lode della sua gloria” (<i>Ef</i> 1,12), per virtù dello Spirito Santo» (<i>SC</i>, 6).</p>
<p>Nel nostro tempo, nei contesti dominati dalla mentalità efficientistica e consumistica, la preghiera può sembrare qualcosa di inutile e di irrisorio. In un mondo dove la scienza e la tecnica pretendono di dare tutte le risposte, pregare può apparire come una forma di evasione. Inoltre, anche in diverse famiglie cristiane non avviene più la trasmissione della preghiera, mentre numerose persone rischiano di confonderla con una tecnica tra le altre, di natura psicologica e finalizzata al benessere personale. La preghiera, invece, in quanto dimensione fondamentale della nostra umanità, merita di essere riscoperta nella sua verità.</p>
<p>La Costituzione <i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html">Sacrosanctum Concilium</a></i>&nbsp;ha preso sul serio tale esigenza. E ciò rallegrava profondamente il <a href="https://www.vatican.va/content/paul-vi/it.html">Papa San Paolo VI</a>, il quale, promulgando questo primo documento approvato dal <a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/index_it.htm">Concilio Vaticano II</a>, affermò: «Dio al primo posto; la preghiera prima nostra obbligazione; la liturgia prima fonte della vita divina a noi comunicata, prima scuola della nostra vita spirituale» (<i><a href="https://www.vatican.va/content/paul-vi/it/speeches/1963/documents/hf_p-vi_spe_19631204_chiusura-concilio.html">Discorso</a></i>, Basilica di San Pietro, 4 dicembre 1963).</p>
<p>Nella Costituzione, infatti, il termine “la preghiera” designa tutta la liturgia. Questa prospettiva è decisiva, perché ha orientato la riforma liturgica dandole come asse portante la partecipazione attiva dei fedeli. La liturgia è presentata anzitutto come il luogo dell’incontro, dell’iniziativa di Dio che si fa prossimo all’umanità nel suo Figlio, «il Verbo fatto carne, unto dallo Spirito Santo» (<i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html">SC</a></i>, 5), al quale possiamo rispondere «per Cristo, con Cristo e in Cristo, nell’unità dello Spirito Santo», vale a dire grazie alla «preghiera che Cristo unito al suo Corpo eleva al Padre» (<i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html">SC</a></i>, 84).</p>
<p>Per questo <a href="https://www.vatican.va/content/paul-vi/it.html">San Paolo VI</a> desiderava ardentemente che la Liturgia delle Ore, cioè la preghiera pubblica quotidiana della Chiesa, inseparabile dall’Eucaristia, pervadesse profondamente, ravvivasse, guidasse ed esprimesse tutta la preghiera cristiana e alimentasse efficacemente la vita spirituale del popolo di Dio (cfr Cost. ap. <i><a href="https://www.vatican.va/content/paul-vi/it/apost_constitutions/documents/hf_p-vi_apc_19701101_laudis-canticum.html">Laudis canticum</a></i>).</p>
<p>Perché tale desiderio si realizzi, la Liturgia delle Ore chiede di essere sempre più accolta e vissuta nella vita ordinaria dei battezzati e delle comunità. A tante persone che vogliono imparare a pregare, in particolare ai catecumeni, essa può offrire il cammino e la scuola della preghiera cristiana.</p>
<p>Ogni settimana e ogni giorno, l’Eucaristia e la Liturgia delle Ore sono il respiro della vita della Chiesa che fa circolare lo Spirito Santo attraverso il suo Corpo. In questa preghiera, Cristo «unisce a sé tutta l’umanità e se l’associa nell’elevare questo divino canto di lode» (<i><a href="https://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html#83">SC</a></i>, 83); così, di giorno in giorno, siamo associati sempre di più al mistero pasquale e conformati a Lui.</p>
<p>Afferma Sant’Agostino: «Quando parliamo a Dio nella preghiera, non dobbiamo separare da lui il Figlio; e quando prega il corpo del Figlio, non separi da sé il proprio capo; sia dunque lo stesso unico salvatore del suo corpo, il Signore nostro Gesù Cristo, Figlio di Dio, colui che prega per noi, che prega in noi e che è pregato da noi. Prega per noi come nostro sacerdote; prega in noi come nostro capo; è pregato da noi come nostro Dio. Riconosciamo dunque in lui la nostra voce, e la sua voce in noi» (<i>Enarr. in psalmum LXXXV</i>: <i>PL</i> 37, 1081).</p>
<p>Legata all’Eucaristia, di cui prolunga la luce, la Liturgia delle Ore santifica il tempo della nostra vita quotidiana: al mattino, iniziamo la giornata con fede e gratitudine; a mezzogiorno, chiediamo la forza della fedeltà in mezzo alle fatiche; la sera, finito il lavoro, i Vespri accompagnano il momento del tramonto; la notte, ci addormentiamo affidandoci alla pace di Dio. Ogni Ora è un atto di speranza: durante il pellegrinaggio terreno, vegliamo attendendo con tutta la Chiesa il ritorno glorioso del Signore.</p>
<p>__________________________________</p>
<p><b>Saluti</b></p>
<p>Je salue cordialement les pèlerins de langue française. Frères et sœurs, je vous invite à profiter de ce temps d’été, et peut-être de vacances pour certains d’entre vous, pour cultiver votre votre vie intérieure en passant un peu plus de temps avec le Seigneur dans la prière. Toutes nos activités lui appartiennent, y compris les loisirs et le repos, et peuvent être sanctifiées par sa présence qui nous porte à la rencontre fraternelle avec les autres. Que Dieu vous bénisse.</p>
<p>[<i>Saluto cordialmente i pellegrini di lingua francese. Fratelli e sorelle, vi invito ad approfittare di questo periodo estivo, e forse di vacanza per molti di voi, per coltivare la vostra vita interiore trascorrendo un po’ più di tempo con il Signore nella preghiera. Tutte le nostre attività appartengono a Lui, compresi il tempo libero e il riposo, e possono essere santificate dalla Sua presenza, che ci porta all’incontro fraterno con gli altri. Dio vi benedica</i>.]</p>
<p>I extend a warm welcome to all the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, especially those from England, Malta and the United States of America. Upon you and your families, I invoke the joy and peace of our Lord Jesus Christ. God bless you all!</p>
<p>Liebe Brüder und Schwestern, am heutigen Gedenktag der Weihe der Basilika Santa Maria Maggiore wollen wir die heilige Jungfrau bitten, dass sie uns helfe, im Gebet treu zu sein, damit Gott stets den ersten Platz in unserem Leben einnehme.</p>
<p>[<i>Cari fratelli e sorelle, oggi, nella memoria della dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore, chiediamo alla Santa Vergine che ci aiuti ad essere fedeli nella preghiera perché Dio sia sempre al primo posto nelle nostre vite</i>.]</p>
<p>Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española. Los invito a valorar la Eucaristía y la Liturgia de las Horas como grandes tesoros milenarios de la Iglesia, y que, a través de nuestro amor a ellas, podamos día a día ir santificando nuestras vidas. Que Dios los bendiga. Muchas gracias.</p>
<p>我向讲中文的人们致以诚挚的问候。亲爱的弟兄姐妹们，愿你们藉着祈祷，即灵魂不可或缺的食粮，支撑你们的日常行动。我衷心地降福你们！</p>
<p>[<i>Rivolgo il mio cordiale saluto alle persone di lingua cinese. Cari fratelli e sorelle, sostenete le vostre azioni quotidiane con la preghiera, alimento indispensabile dell’anima. Vi benedico di cuore</i>.]</p>
<p>Uma cordial saudação a todos os fiéis de língua portuguesa, em particular ao grupo de escuteiros de Setúbal e aos peregrinos vindos do Rio Grande do Sul. Reavivemos nas nossas famílias e nas nossas comunidades paroquiais a oração litúrgica, que nos une como Povo de Deus a caminho. Abençoo-vos de coração!</p>
<p>[<i>Un cordiale saluto a tutti i fedeli di lingua portoghese, in particolare al gruppo di scouts di Setúbal e ai pellegrini venuti dal Rio Grande do Sul. Ravviviamo nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità parrocchiali la preghiera liturgica, che ci unisce come Popolo di Dio in cammino. Vi benedico di cuore!</i>]</p>
<p style="text-align: right;"><span class="arabic">أُحيِّي المُؤمِنِينَ النَّاطِقِينَ باللُغَةِ العَرَبِيَّة. نَحنُ مَدعُوُّونَ إلى أَنْ نُصَلِّيَ في كُلِّ لَحظَة، وفي كُلِّ حالَة، لأنَّ السَّيِّدَ المَسِيحَ يُصغِي إلَينا. وَعِندَما تَكُونُ صَلاتُنا بِحَسَبِ قَلبِه، فإنَّها تُحَقِّقُ المُعجِزات. بارَكَكُم الرَّبُّ جَميعًا وَحَماكُم دائِمًا مِن كلِّ شَرّ!</span></p>
<p>[<i>Saluto i fedeli di lingua araba. Siamo chiamati a pregare in ogni momento e in ogni situazione, perché Cristo ci ascolta. E quando la nostra preghiera è secondo il Suo cuore, ottiene miracoli. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!</i>]</p>
<p>Pozdrawiam serdecznie Polaków. W tych dniach z wielu polskich diecezji na Jasną Górę zmierzają piesi pielgrzymi, którym duchowo towarzyszą wierni w parafiach. Niech to świadectwo, trud drogi, wspólna modlitwa i spotkanie z Maryją umocnią wiarę i nadzieję rodzin oraz wspólnot. Wraz z wami proszę o pokój na świecie i o nowe powołania kapłańskie i zakonne. Wszystkich was błogosławię!</p>
<p>[<i>Saluto cordialmente i polacchi. In questi giorni, da numerose Diocesi della Polonia, pellegrini a piedi si dirigono verso Jasna Góra, sostenuti spiritualmente dai fedeli nelle Parrocchie. Questa testimonianza, la fatica del cammino, la preghiera comune e l’incontro con Maria rafforzino la fede e la speranza delle famiglie e delle comunità. Insieme a voi prego per la pace nel mondo e per nuove vocazioni sacerdotali e religiose. Vi benedico tutti!</i>]</p>
<p style="text-align: center;">* * *</p>
<p>Rivolgo il mio cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana: incoraggio ciascuno a perseverare nella fedeltà ai propri doveri, confidando sempre nell’aiuto del Signore.</p>
<p>Il mio pensiero va, infine, ai&nbsp;giovani, ai&nbsp;malati&nbsp;e agli&nbsp;sposi novelli.&nbsp;Esorto tutti a rimanere saldi nella speranza, abbandonandovi nelle mani di Gesù che, con il suo sacrificio d’amore irrevocabile, ci ha salvati.</p>
<p>A tutti la mia benedizione!</p>
]]></description></item><item><title><![CDATA[Videomessaggio del Santo Padre in occasione della 144ma "Supreme Convention" dei Cavalieri di Colombo [Denver, 4-6 agosto 2026] (4 agosto 2026)]]></title><pubDate>Tue, 04 Aug 2026 22:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260804-videomessaggio-cavalieri-colombo.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260804-videomessaggio-cavalieri-colombo.html</guid><description><![CDATA[<!-- Thu, 06 Aug 2026 08:16:47 +0200 --> <p>Sono lieto di salutare tutti voi che state partecipando alla 144<sup>a</sup> Supreme Convention dei Cavalieri di Colombo, che si tiene a Denver, in Colorado. Assicuro anche la mia vicinanza spirituale a quanti stanno prendendo parte virtualmente alle cerimonie di apertura.</p> 
<p>Mentre vi riunite per queste giornate di confronto, fraternit&agrave; e preghiera, con il motto “In Colui che &egrave; Uno, siamo uno”, vorrei riflettere brevemente con voi sull’importanza di promuovere le virt&ugrave; di unit&agrave; e carit&agrave;, due principi fondanti del vostro Ordine.</p> 
<p>Anzitutto, l’unit&agrave;. Nell’Ultima Cena, Ges&ugrave; preg&ograve; per i suoi Apostoli affinch&eacute; fossero tutti una sola cosa (cfr. <i>Gv </i>17, 21). Ma nostro Signore chiese che quel dono dell’unit&agrave; non fosse dato solo a loro, ma anche a quanti avrebbero creduto in lui grazie alla loro parola nel corso dei secoli (cfr. <i>Gv </i>17, 20).&nbsp; Tuttavia, custodire l’unit&agrave; non &egrave; spesso facile, e non pu&ograve; essere dato per scontato. Deve essere attivamente coltivato attraverso un dialogo sincero e umile.</p> 
<p>A tale proposito, incoraggio tutti voi a continuare a rendere testimonianza di quella concordia che Ges&ugrave; desidera cos&igrave; ardentemente nella vostra famiglia, nelle vostre parrocchie e nelle comunit&agrave; pi&ugrave; ampie in cui vivete e servite. In un tempo troppo spesso segnato da divisione e aspra retorica, c’&egrave; un gran bisogno di profeti di armonia che cerchino di costruire ponti e si adoperino per riconciliare posizioni contrapposte, dove possibile.</p> 
<p>Le opere di carit&agrave;, la seconda virt&ugrave;, possono essere spesso un modo per promuovere l’unit&agrave;. Come molti di voi hanno probabilmente sperimentato, quando ci attiviamo per aiutare quanti sono nel bisogno, l&igrave; spesso si sviluppa una certa concordia tra coloro che danno e coloro che ricevono, come pure tra coloro che lavorano insieme per assistere i propri fratelli e le proprie sorelle. La carit&agrave; diventa cos&igrave; non solo una risposta alla sofferenza umana, ma anche un potente mezzo per favorire la fraternit&agrave; e rafforzare la comunione che &egrave; al centro della vita cristiana.</p> 
<p>La vostra stessa storia rende un’eloquente testimonianza di questa verit&agrave;. Proseguendo l’opera iniziata dal vostro nobile fondatore, il <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/michael-mcgivney.html">beato Michael McGivney</a>, voi, Cavalieri di Colombo, avete lavorato insieme per ben oltre un secolo per mostrare l’amore di Cristo ai nascituri, alle madri in attesa, ai cristiani perseguitati, alle vittime della guerra o della tratta di esseri umani, ai poveri e ai vulnerabili, e a quanti vivono ai margini della societ&agrave;.&nbsp; Attraverso iniziative intraprese dai vostri Consigli locali, come pure a livello nazionale e internazionale, innumerevoli persone hanno beneficiato della vostra bont&agrave;. Da parte mia, esprimo profonda gratitudine per la costante generosit&agrave; del vostro Ordine verso i meno fortunati, e confido che i vostri sforzi continueranno a recare frutto per molti anni a venire.</p> 
<p>Con queste brevi riflessioni, porgo cordiali auguri per il lavoro della Supreme Convention, che affido all’intercessione di Maria, Madre della Chiesa, e a quella del <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/michael-mcgivney.html">beato Michael McGivney</a>. Ora vi imparto la mia Benedizione Apostolica, che estendo volentieri a tutti i membri dei Cavalieri di Colombo e alle loro famiglie.</p> 
<p>La benedizione di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.</p> 
<p>______________________________________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-08/quo-177/profeti-di-armonia-in-un-tempo-di-divisione.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 177, mercoled&igrave; 5 agosto 2026, p. 2.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Videomessaggio del Santo Padre in occasione della VII Giornata Nazionale della Gioventù in Ecuador [Ibarra, 31 luglio-2 agosto 2026] (2 agosto 2026)]]></title><pubDate>Sun, 02 Aug 2026 19:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260802-videomessaggio-giovani-ecuador.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260802-videomessaggio-giovani-ecuador.html</guid><description><![CDATA[<!-- Mon, 03 Aug 2026 15:15:39 +0200 --> <p><i>Cari giovani dell’Ecuador</i>,</p> 
<p>vi saluto con affetto mentre vi preparate per la VII Giornata Nazionale della Giovent&ugrave;, che si terr&agrave; a Ibarra, con il motto: “Fatevi coraggio, io ho vinto il mondo” (<i>Gv</i> 16, 33).</p> 
<p>Vi incoraggio ad ascoltare la chiamata del Signore e a seguirlo con decisione. L’incontro con Ges&ugrave; Cristo colma il cuore di gioia e ci d&agrave; la forza per essere testimoni del suo amore e della sua misericordia.</p> 
<p>Cari amici e care amiche, oggi la Chiesa ha bisogno della vostra gioia, del vostro coraggio e della vostra testimonianza affinch&eacute; molti altri possano incontrare Cristo. Lasciatevi trasformare dal suo amore e siate promotori di perdono, riconciliazione e pace.</p> 
<p>Affido tutti i giovani dell’Ecuador a Nostra Signora della Presentazione. Che Maria sia il modello che vi ispiri a vivere il Vangelo e a dedicarvi, come ha fatto Lei, al progetto di Dio per la vostra vita.</p> 
<p>Vi benedico di cuore, in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.</p> 
<p>______________________________________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-08/quo-175/promuovere-il-perdono-la-riconciliazione-e-la-pace.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 175, luned&igrave; 3 agosto 2026, p. 2.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Angelus, 2 agosto 2026]]></title><pubDate>Sun, 02 Aug 2026 12:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260802-angelus.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260802-angelus.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sun, 02 Aug 2026 12:57:48 +0200 --> <p><i>Cari fratelli e sorelle, buona domenica!</i></p> 
<p>Quando ascoltiamo il Vangelo, sentiamo spesso raccontare dei segni compiuti da Ges&ugrave;: sono gesti che manifestano la sua speciale dedizione per noi, cio&egrave; la salvezza che Egli porta nel mondo. Il Signore viene ricordato come Colui che d&agrave; senso alla vita, liberandola dal male e dal peccato.</p> 
<p>Mentre d&agrave; la vista ai ciechi e ai sordi l’udito, Cristo non compie soltanto azioni portentose, ma annuncia a tutti che il Regno di Dio &egrave; vicino. Perci&ograve; il Vangelo di quest’oggi (<i>Mt </i>14,13-21) testimonia che Ges&ugrave; non si limita a dare i sensi a chi ne manca, ma d&agrave; gusto ai nostri sensi. Al sordo, che torna a sentire, il Signore rivolge la Buona Novella da ascoltare; al cieco, che torna a vedere, mostra la splendida opera della redenzione che si compie per lui. Allo stesso modo, Ges&ugrave; dona a chi ha fame il cibo da mangiare: l’episodio della moltiplicazione dei pani significa che l’incontro col Signore &egrave; un’esperienza nutriente. Nel deserto, cio&egrave; nel luogo del nostro bisogno, Cristo &egrave; pane di vita. Con Lui l’essenziale &egrave; sovrabbondante: &laquo;Tutti mangiarono a saziet&agrave;&raquo; e ne avanzarono &laquo;dodici ceste piene&raquo; (v. 20). Questo numero evidenzia che il dono del Signore &egrave; universale, e che la sua provvidenza per noi non viene mai meno.</p> 
<p>Carissimi, Cristo sazia davvero la fame dell’umanit&agrave;, la nostra fame di verit&agrave; e di vita. Al contempo, il suo gesto ci insegna che nulla va sprecato, quando viene condiviso. L’accumulo e lo scarto, invece, sono due lati di uno stesso male: l’ingordigia. Questa malattia dell’animo fa perdere i sensi perch&eacute; ubriaca di ricchezze, al punto da dimenticare coloro che piangono per fame e gridano per sete. E cos&igrave;, davanti all’opulenza delle cose che marciscono, stanno le mani tese di chi non ha mensa, le case bruciate di chi non ha pace.</p> 
<p>Nel deserto della guerra e dell’arroganza, guardiamo con quanta benevolenza il Signore &laquo;alz&ograve; gli occhi al cielo&raquo;, &laquo;recit&ograve; la benedizione&raquo;, &laquo;spezz&ograve; i pani e li diede&raquo; ai suoi discepoli, perch&eacute; li distribuissero alla folla (cf. v. 19). In questo miracolo della carit&agrave; riconosciamo le azioni tipiche di Ges&ugrave;, che trovano nell’Ultima Cena il loro culmine. Allora, infatti, il Figlio di Dio ci consegna la sua stessa vita come nostro fratello in umanit&agrave;. Mentre gustiamo la grazia dell’Eucaristia, impegniamoci a testimoniare la sua bellezza nei nostri gesti quotidiani, a cominciare dalla benedizione della tavola, quando condividiamo il pane in famiglia e tra amici. In compagnia di Ges&ugrave;, anche le vacanze possono diventare tempo di fraterna serenit&agrave;, coinvolgendo chi, accanto a noi, &egrave; nel bisogno.</p> 
<p>Chiediamo dunque alla Vergine Maria, madre premurosa, di farci crescere nella carit&agrave;, perch&eacute; a nessuno manchi il pane quotidiano.</p> 
<p>______________________</p> 
<p><b>Dopo l'Angelus</b></p> 
<p><i>Cari fratelli e sorelle,</i></p> 
<p>sigo con preocupaci&oacute;n la alarmante situaci&oacute;n en Ceuta, pidiendo a Dios, por medio de la intercesi&oacute;n de Nuestra Se&ntilde;ora de &Aacute;frica, que se puedan encontrar soluciones de paz, de estabilidad y de justicia.</p> 
<p>[<i>seguo con preoccupazione l’allarmante situazione a Ceuta, chiedendo a Dio, per l’intercessione di Nostra Signora d’Africa, che si possano trovare soluzioni di pace, di stabilit&agrave; e di giustizia.</i>]</p> 
<p>Continuiamo a pregare per la pace, perch&eacute; nel mondo cessino le guerre e si trovino soluzioni diplomatiche ai conflitti. Ricordiamo tutte le vittime delle ostilit&agrave;, soprattutto i pi&ugrave; deboli e indifesi: bambini, anziani, malati. Il Signore conforti coloro che soffrono e benedica l’opera di chi porta aiuto e consolazione.</p> 
<p>In questi giorni ricorre il “Perdono di Assisi”. San Francesco ottenne questa Indulgenza da Papa Onorio III, nel 1216, ispirato, mentre era in preghiera alla Porziuncola, da una visione di Ges&ugrave; e di Maria, circondati dagli Angeli. Ringraziamo il Signore per tale grande dono e facciamone tesoro, specialmente nell’ottavo centenario del “Transito” del Poverello di Assisi, che proprio alla Porziuncola mor&igrave; il 3 ottobre 1226.</p> 
<p>Saluto tutti voi, romani e pellegrini provenienti da vari Paesi: in particolare i “Giovanissimi” delle Parrocchie di Saccolongo e Creola (Padova), i giovani della Parrocchia di San Giovanni Bosco in Altamura e i ragazzi della Collaborazione Pastorale di Castelfranco Veneto, accompagnati dai loro sacerdoti e animatori.</p> 
<p>A tutti auguro una buona domenica!</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Videomessaggio del Santo Padre ai partecipanti alla Giornata Nazionale della Gioventù in Perù [Chulucunas, 30 luglio-2 agosto 2026] (1° agosto 2026)]]></title><pubDate>Sat, 01 Aug 2026 09:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260801-videomessaggio-gioventu-peru.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260801-videomessaggio-gioventu-peru.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sat, 01 Aug 2026 15:54:09 +0200 --> <p><i>Cari giovani</i></p> 
<p>&egrave; giunto il momento tanto atteso e che avete preparato con tanto entusiasmo negli ultimi mesi: la Giornata Nazionale della Giovent&ugrave; a Chulucanas. Grazie di cuore per aver risposto a questa iniziativa, che rinnova e rafforza la vita della Chiesa.</p> 
<p>Il motto che vi riunisce in questo incontro &egrave;: “Sii coraggioso, Cristo vive”. Proprio la certezza della presenza viva del Signore in mezzo a noi &egrave; il fuoco interiore che ci spinge a essere coraggiosi e a uscire dalla nostra zona di confort dell’individualismo, per far parte di una comunit&agrave; di fratelli e sorelle nella fede, per forgiare autentici vincoli di amicizia e testimoniare cos&igrave; che &egrave; possibile vivere uniti in Cristo.</p> 
<p>Vi invito a spalancare i vostri cuori per accogliere i doni che il Signore vorr&agrave; riversare su di voi in questi giorni. E ci&ograve; che vivrete in questa Giornata non tenetelo solo per voi, che non rimanga solo nelle foto dei vostri cellulari o in video sui social media; condividetelo, riflettetelo con la vostra vita, perch&eacute; molte persone hanno oggi bisogno di quella testimonianza gioiosa e contagiosa che un giovane innamorato di Cristo pu&ograve; trasmettere. Non abbiate paura di essere strumenti di Dio per riaccendere la speranza di tanti, tanti cuori che soffrono.</p> 
<p>Vi affido alla materna intercessione di Nostra Signora dell’Evangelizzazione. Che interceda per voi, affinch&eacute; siate “sale e luce” di Cristo in questa amata terra peruviana. Che Dio vi benedica!</p> 
<p>_________________</p> 
<p></p>
<p></p>
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-08/quo-174/spalancare-i-cuori-per-accogliere-i-doni-del-signore.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 174, sabato 1 agosto 2026, p. 2.</p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p></p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p></p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Videomessaggio "Prega con il Papa" - Agosto 2026: Per l’evangelizzazione nelle città]]></title><pubDate>Fri, 31 Jul 2026 15:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/prayers/documents/20260731-popesprayer-agosto.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/prayers/documents/20260731-popesprayer-agosto.html</guid><description><![CDATA[<!-- Fri, 31 Jul 2026 13:03:47 +0200 --> <p style="text-align: center;"><b>AGOSTO: Per l’evangelizzazione nelle citt&agrave;</b></p> 
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p> 
<p>Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.</p> 
<p>Signore Ges&ugrave;, Buon Pastore,<br /> Tu percorri le nostre strade e piazze,<br /> entri nei palazzi prestigiosi e nei quartieri pi&ugrave; umili,<br /> e accompagni silenziosamente milioni di persone<br /> che cercano senso in mezzo al rumore e alla fretta.</p> 
<p>Tu conosci, Signore, il cuore della citt&agrave;:<br /> le sue luci e le sue ombre, il suo frastuono e la sua solitudine.<br /> Sappiamo che le citt&agrave; sono chiamate ad essere luoghi di libert&agrave; e opportunit&agrave;,<br /> ma possono anche trasformarsi in spazi di anonimato e isolamento.<br /> Per questo oggi ti chiediamo uno sguardo nuovo,<br /> capace di scoprire nella vita urbana<br /> un terreno fecondo per annunciare il tuo Vangelo.</p> 
<p>Donaci una fede creativa e profonda,<br /> che non si fermi alle parole,<br /> ma si incarni in gesti semplici e vicini.<br /> Rendici una Chiesa in uscita,<br /> capace di tendere la mano alle periferie,<br /> di portare consolazione nella solitudine<br /> e di seminare fraternit&agrave; dove regna l’indifferenza.</p> 
<p>Signore, fa’ che le nostre comunit&agrave; urbane<br /> siano case aperte e accoglienti,<br /> luoghi dove si condivide la speranza,<br /> dove nessuno si senta invisibile<br /> e dove la gioia del tuo Vangelo illumini<br /> la vita nascosta di tanti fratelli e sorelle.<br /> Rendici tuoi testimoni nella citt&agrave;,<br /> missionari coraggiosi e creativi,<br /> che annunciano con la vita il tuo Amore,<br /> capace di superare la fretta, il rumore e l’anonimato.</p> 
<p>Amen.</p> 
<p style="text-align: center;">&nbsp;__________________________</p> 
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.popesprayer.va/it/pregaconilpapa/">Rete Mondiale di Preghiera del Papa</a></p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Legge Fondamentale dello Stato della Città del Vaticano (31 luglio 2026)]]></title><pubDate>Fri, 31 Jul 2026 12:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/motu_proprio/documents/20260731-legge-fondamentale-scv.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/motu_proprio/documents/20260731-legge-fondamentale-scv.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sat, 01 Aug 2026 13:00:21 +0200 --> <ul> 
 <li><b><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/motu_proprio/documents/20260731-legge-fondamentale-scv.html#legge">Legge fondamentale dello Stato della Citt&agrave; del Vaticano</a></b></li> 
 <li><b>Allegati: <a href="https://www.vatican.va/content/dam/leo-xiv/images/motu-proprio/legge-fondamentale-scv/allegato-a.pdf">A</a>, <a href="https://www.vatican.va/content/dam/leo-xiv/images/motu-proprio/legge-fondamentale-scv/allegato-b.pdf">B</a>, <a href="https://www.vatican.va/content/dam/leo-xiv/images/motu-proprio/legge-fondamentale-scv/allegato-c.pdf">C</a></b></li> 
</ul> 
<p>______________________</p> 
<p><i><a name="legge"></a>La necessit&agrave; di tener conto di nuove esigenze di governo e di alcune importanti modifiche normative intervenute nel corso degli ultimi anni sollecita l’emanazione di una nuova Legge fondamentale.</i></p> 
<p><i>Questa Legge – che per sua natura serve a dare costitutiva fisionomia allo </i><a href="https://www.vaticanstate.va/it/"><i>Stato della Citt&agrave; del Vaticano</i></a><i>, posto dal <a href="https://www.vatican.va/roman_curia/secretariat_state/archivio/documents/rc_seg-st_19290211_patti-lateranensi_it.html">Trattato Lateranense</a> come strumento per assicurare alla Santa Sede l’assoluta e visibile indipendenza e per garantirle la sovranit&agrave; anche nel campo internazionale – conferma e integra le suddette modifiche.</i></p> 
<p><i>Posta a fondamento e riferimento di ogni altra normativa e regolazione nello Stato, la Legge fondamentale riafferma la singolare peculiarit&agrave; e l’autonomia dell’ordinamento giuridico vaticano e il compito del Governatorato, che concorre alla missione propria dello Stato ed &egrave; al servizio del Successore di Pietro, a cui direttamente risponde.&nbsp;</i></p> 
<p><i>Come gi&agrave; in passato, agli Organi di governo e a quanti, con diverse funzioni di responsabilit&agrave; e animati da vero spirito ecclesiale, svolgono stabilmente il loro servizio per lo Stato, &egrave; conferito l'esercizio di ogni potere conseguente sul territorio definito dal <a href="https://www.vatican.va/roman_curia/secretariat_state/archivio/documents/rc_seg-st_19290211_patti-lateranensi_it.html">Trattato lateranense</a> e negli immobili e nelle aree dove operano istituzioni dello Stato o della Santa Sede e sono vigenti, in forza del diritto internazionale, garanzie e immunit&agrave; personali e funzionali.</i></p> 
<p><i>Di conseguenza, con la pienezza della sovrana autorit&agrave; e certa scienza, stabilisco e ordino quanto appresso, da osservarsi come Legge fondamentale dello Stato:</i></p> 
<p><b>&nbsp;</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Titolo I</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Disposizioni Generali</b></p> 
<p><b>Articolo 1</b></p> 
<p>Il Sommo Pontefice, Sovrano dello Stato della Citt&agrave; del Vaticano, ha la pienezza della potest&agrave; di governo, che comprende il potere legislativo, esecutivo e giudiziario.</p> 
<p><b>Articolo 2</b></p> 
<p>1. Lo Stato della Citt&agrave; del Vaticano assicura l’assoluta e visibile indipendenza della Santa Sede per l’adempimento della Sua alta missione nel mondo e ne garantisce l’indiscutibile sovranit&agrave; anche nel campo internazionale.</p> 
<p>2. Lo Stato e il suo ordinamento sono distinti dalla Curia Romana e dalle altre Istituzioni della Santa Sede.</p> 
<p>3. Le funzioni proprie dell’ordinamento statale sono esercitate dal Governatorato dello Stato della Citt&agrave; del Vaticano in conformit&agrave; alle leggi e alle altre disposizioni normative.</p> 
<p><b>Articolo 3</b></p> 
<p>1. Durante il periodo di Sede Vacante il <a href="https://www.vatican.va/roman_curia/cardinals/index_it.htm">Collegio dei Cardinali</a> assicura la continuit&agrave; delle funzioni dello Stato e ne esercita i poteri.</p> 
<p>2. Il Collegio, tuttavia, pu&ograve; emanare disposizioni legislative solo in caso di necessit&agrave; e urgenza e con efficacia limitata alla durata della vacanza, salvo che esse siano successivamente confermate dal Sommo Pontefice.</p> 
<p><b>Articolo 4</b></p> 
<p>1. Lo Stato esercita la sovranit&agrave; e ogni potere conseguente sul territorio come stabilito dal <a href="https://www.vatican.va/roman_curia/secretariat_state/archivio/documents/rc_seg-st_19290211_patti-lateranensi_it.html">Trattato lateranense</a> dell’11 febbraio 1929.</p> 
<p>2. I suoi organi esercitano parimenti i poteri a essi attribuiti, oltre che sul territorio dello Stato, anche negli immobili e nelle aree dove operano istituzioni dello Stato o della Santa Sede in cui vigono le garanzie e le immunit&agrave; previste dal diritto internazionale.</p> 
<p><b>Articolo 5</b></p> 
<p>Fanno parte della comunit&agrave; dello Stato i cittadini, i residenti e quanti, ad altro titolo e con diverse funzioni e responsabilit&agrave;, svolgono stabilmente il loro servizio, con spirito ecclesiale, per lo Stato o per la Santa Sede.<b></b></p> 
<p><b>Articolo 6</b></p> 
<p>1. La rappresentanza dello Stato della Citt&agrave; del Vaticano nei rapporti con gli Stati e con altri soggetti di diritto internazionale, nelle relazioni diplomatiche e per la conclusione dei trattati, &egrave; riservata al Sommo Pontefice, che la esercita mediante la <a href="https://www.vatican.va/content/romancuria/it/segreteria-di-stato/segreteria-di-stato.index.html">Segreteria di Stato</a>.&nbsp;</p> 
<p>2. Negli altri casi la rappresentanza &egrave; esercitata dal Presidente del Governatorato.</p> 
<p>3. Il Governatorato partecipa alle Istituzioni internazionali delle quali la Santa Sede &egrave; membro in nome e per conto dello Stato.</p> 
<p>4. Il Governatorato, attesa la condizione di enclave dello Stato, mantiene rapporti e sottoscrive, con organismi ed enti esteri, atti necessari per assicurare gli approvvigionamenti, i collegamenti, le dotazioni e i servizi pubblici, avendo a riferimento l’art. 6 del <a href="https://www.vatican.va/roman_curia/secretariat_state/archivio/documents/rc_seg-st_19290211_patti-lateranensi_it.html">Trattato lateranense</a>.</p> 
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Titolo II</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Funzione Legislativa</b></p> 
<p><b>Articolo 7</b></p> 
<p>La funzione legislativa, salvi i casi che il Sommo Pontefice intenda riservare a S&eacute; stesso o delegare eccezionalmente ad altro organo, &egrave; esercitata dalla Pontificia Commissione per lo Stato della Citt&agrave; del Vaticano.</p> 
<p><b>Articolo 8</b></p> 
<p>1. La Pontificia Commissione &egrave; composta da Cardinali e da altri Membri, tra cui il Presidente, nominati dal Sommo Pontefice per un quinquennio.</p> 
<p>2. In caso di assenza o impedimento del Presidente, la Pontificia Commissione &egrave; presieduta dal primo dei Cardinali Membri con maggiore anzianit&agrave; di nomina e poi di et&agrave;.</p> 
<p><b>Articolo 9</b></p> 
<p>1. La Pontificia Commissione esercita i poteri che le sono attribuiti in conformit&agrave; alle leggi e alle altre disposizioni normative.</p> 
<p>2. Le adunanze della Pontificia Commissione sono convocate e presiedute dal Presidente. Partecipa, con funzioni consultive, il Segretario Generale e, ove nominato, il Vice Segretario Generale del Governatorato; il Presidente della Pontificia Commissione pu&ograve; invitare a partecipare il Consigliere Generale, con funzioni consultive. Possono essere consultati componenti di organismi dello Stato, di istituzioni della Curia Romana o altri esperti.</p> 
<p>3. La Pontificia Commissione pu&ograve; disciplinare, con apposito regolamento, il proprio funzionamento.</p> 
<p><b>Articolo 10</b></p> 
<p>1. La Pontificia Commissione approva le leggi e le altre disposizioni normative. Per l’elaborazione dei relativi progetti, si avvale della collaborazione dei Consiglieri dello Stato, dell’Ufficio Giuridico del Governatorato o di altri esperti.</p> 
<p>2. Prima della promulgazione, le leggi approvate dalla Pontificia Commissione sono sottoposte alla diretta considerazione del Sommo Pontefice.</p> 
<p>3. L’interpretazione autentica delle leggi dello Stato &egrave; riservata alla Pontificia Commissione.</p> 
<p>4. La Pontificia Commissione emana regolamenti generali nelle materie che non sono riservate alla legge o per la disciplina di materie per quali la legge rinvia a regolamenti fissandone i principi.</p> 
<p><b>Articolo 11</b></p> 
<p>1. Il Presidente della Pontificia Commissione pu&ograve; emanare ordinanze, decreti e altre disposizioni, in attuazione di norme legislative o regolamentari.</p> 
<p>2. In casi di urgente necessit&agrave;, il Presidente pu&ograve; emanare decreti aventi forza di legge, i quali, tuttavia, perdono efficacia se non sono convertiti in legge dalla Pontificia Commissione entro novanta giorni dalla pubblicazione.</p> 
<p><b>Articolo 12</b></p> 
<p>1. Il Consigliere Generale e i Consiglieri dello Stato sono nominati dal Sommo Pontefice per un quinquennio e costituiscono un Collegio. Possono svolgere, anche individualmente, funzioni consultive nell’elaborazione delle leggi e degli altri atti normativi e funzioni esecutive.</p> 
<p>2. Il Consigliere Generale organizza l’attivit&agrave; e presiede le riunioni del Collegio dei Consiglieri dello Stato.</p> 
<p>3. Al Collegio pu&ograve; essere sottoposta, dal Presidente del Governatorato, la richiesta di parere per un dubbio di diritto che non richiede un’interpretazione autentica. Tali pareri possono assumere la forma di dichiarazioni o note esplicative.</p> 
<p><b>Articolo 13</b></p> 
<p>1. La Pontificia Commissione, in conformit&agrave; alle regole di contabilit&agrave;, delibera annualmente, con atti aventi forza di legge, il bilancio preventivo e il consuntivo; inoltre delibera il piano finanziario triennale. Sottopone questi atti direttamente all’approvazione del Sommo Pontefice.</p> 
<p>2. Il bilancio assicura l’equilibrio delle entrate e delle uscite e si ispira ai principi di chiarezza, di trasparenza e di correttezza.</p> 
<p>3. In caso di necessit&agrave;, il Presidente pu&ograve; disporre con decreto spostamenti di risorse tra i capitoli di bilancio, mantenendo l’equilibrio dei saldi e tenendo conto della sostenibilit&agrave; nel tempo.</p> 
<p><b>Articolo 14</b></p> 
<p>Il bilancio &egrave; sottoposto al controllo e alla verifica contabile di un Collegio, composto da tre membri, nominati per un triennio dalla Pontificia Commissione, alla quale riferisce.</p> 
<p><b>&nbsp;</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Titolo III</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Funzione Esecutiva</b></p> 
<p><b>Articolo 15</b></p> 
<p>1. Il Presidente della Pontificia Commissione &egrave; il Presidente del Governatorato ed esercita la funzione esecutiva in conformit&agrave; alle leggi e alle altre disposizioni normative.</p> 
<p>2. Il Presidente si avvale del Governatorato, i cui organi di governo e organismi concorrono all’esercizio della funzione esecutiva dello Stato, che si esercita negli ambiti previsti dall’art. 4.</p> 
<p>3. Le questioni di maggiore importanza sono sottoposte dal Presidente, a seconda del loro rilievo, al Sommo Pontefice o all’esame della Pontificia Commissione.</p> 
<p><b>Articolo 16</b></p> 
<p>1. Il Presidente del Governatorato assicura il governo dello Stato, sovrintende alla funzione esecutiva e attuativa delle leggi e degli altri atti normativi, impartisce le direttive necessarie per l’organizzazione generale dello Stato, definisce gli indirizzi dell’amministrazione e per la gestione del personale e coordina gli organismi del Governatorato.</p> 
<p>2. Il Presidente, che &egrave; coadiuvato dal Segretario Generale e, ove nominato, dal Vice Segretario Generale, pu&ograve; delegare alcune funzioni esecutive proprie al Segretario Generale e al Vice Segretario Generale.</p> 
<p><b>Articolo 17</b></p> 
<p>1. Il Segretario Generale &egrave; nominato dal Sommo Pontefice, su proposta del Presidente del Governatorato, per un quinquennio.</p> 
<p>2. Il Segretario Generale coadiuva il Presidente nell’esercizio delle sue funzioni, attua le direttive e le disposizioni del Presidente e adotta i provvedimenti conseguenti, sostituisce il Presidente in caso di assenza o impedimento eccetto per quanto riguarda l’emanazione di disposizioni aventi forza di legge e l’adozione di altri atti normativi, cura la custodia e appone il sigillo ufficiale dello Stato di cui all’art. 24, comma 3.</p> 
<p>3. Per l’esercizio delle sue funzioni, il Segretario Generale si avvale della Segreteria Generale e, ove nominato, del Vice Segretario Generale.</p> 
<p><b>Articolo 18</b></p> 
<p>Il Vice Segretario Generale, ove nominato, collabora con il Presidente e il Segretario Generale, svolge le altre funzioni a lui attribuite, sovraintende alla preparazione e alla redazione degli atti e della corrispondenza. Sostituisce il Segretario Generale in caso di sua assenza o impedimento o per delega dello stesso.</p> 
<p><b>Articolo 19</b></p> 
<p>1. &Egrave; competenza propria ed esclusiva dello Stato assicurare le dotazioni, le infrastrutture, i servizi e le forniture, avendo a riferimento l’art. 6 del Trattato lateranense, per le necessit&agrave; proprie e della Santa Sede.</p> 
<p>2. Il Governatorato provvede alla loro acquisizione, distribuzione ed erogazione alle istituzioni dello Stato e della Santa Sede.</p> 
<p><b>Articolo 20</b></p> 
<p>1. L’organizzazione e le funzioni del Governatorato sono disciplinate dalla Legge sul Governo e da regolamenti adottati dalla Pontificia Commissione o dal suo Presidente.</p> 
<p>2. Il Governatorato, con la propria struttura amministrativa, provvede, come compito proprio ed esclusivo che esercita negli ambiti previsti all’art. 4:</p> 
<p>a) alla sicurezza, all’ordine pubblico e alla protezione civile;</p> 
<p>b) alla tutela della salute, della sanit&agrave;, dell’igiene pubblica, dell’ambiente e dell’ecologia;</p> 
<p>c) alle attivit&agrave; economiche, ai servizi postali, filatelici e doganali;</p> 
<p>d) ad ogni infrastruttura di connettivit&agrave; e di rete, all’attivit&agrave; edilizia, agli impianti tecnici, idraulici, elettrici e alla loro vigilanza e manutenzione;</p> 
<p>e) alla conservazione, alla valorizzazione e alla fruizione del complesso artistico dei Musei Vaticani, nonch&eacute; alla sovraintendenza sui beni dell’intero patrimonio artistico, storico, archeologico ed etnografico;</p> 
<p>f) ad ogni altra funzione prevista dalla legge o da altre disposizioni normative.</p> 
<p><b>Articolo 21</b></p> 
<p>Il Presidente del Governatorato, oltre ad avvalersi del Corpo della Gendarmeria, ai fini della sicurezza e della polizia pu&ograve; richiedere l’assistenza della Guardia Svizzera Pontificia.</p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Titolo IV</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Funzione Giudiziaria</b></p> 
<p><b>Articolo 22</b></p> 
<p>1. La funzione giudiziaria &egrave; esercitata, in nome del Sommo Pontefice, per le funzioni giudicanti dal Tribunale, dalla Corte d'Appello e dalla Corte di Cassazione; per le funzioni inquirenti e requirenti, dall'ufficio del Promotore di giustizia. Il regime giuridico degli organi giudiziari &egrave; stabilito dalla Legge sull'ordinamento giudiziario.</p> 
<p>2. Il Sommo Pontefice, in qualunque causa civile o penale e in qualsiasi stato della medesima, pu&ograve; deferirne l’istruttoria e la decisione ad una particolare istanza con esclusione di ogni altro gravame.</p> 
<p>3. Nell’applicare la legge, il giudice si ispira al principio di equit&agrave;, opera per il ristabilimento della giustizia e favorisce la conciliazione tra le parti. Nelle cause penali, inoltre, il giudice commina la pena in funzione della riabilitazione del colpevole, del suo reinserimento e del ripristino dell’ordine giuridico violato.</p> 
<p>4. In ogni processo &egrave; garantita l’imparzialit&agrave; del giudice, il diritto di difesa e il contraddittorio tra le parti.</p> 
<p><b>Articolo 23</b></p> 
<p>&Egrave; riservata al Sommo Pontefice la facolt&agrave; di concedere l’amnistia, l’indulto, il condono, la grazia e di commutare le pene.</p> 
<p>&nbsp;&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;"><b>Titolo V</b></p> 
<p style="text-align: center;"><b>Disposizioni finali</b></p> 
<p><b>Articolo 24</b></p> 
<p>1. La bandiera dello Stato della Citt&agrave; del Vaticano &egrave; costituita da due campi divisi verticalmente, uno giallo aderente all’asta e l’altro bianco, e porta in quest'ultimo la tiara con le chiavi, il tutto secondo il modello che forma l’<a href="https://www.vatican.va/content/dam/leo-xiv/images/motu-proprio/legge-fondamentale-scv/allegato-a.pdf">allegato A</a> della presente Legge.</p> 
<p>2. Lo stemma &egrave; costituito dalla tiara con le chiavi secondo il modello che forma l’<a href="https://www.vatican.va/content/dam/leo-xiv/images/motu-proprio/legge-fondamentale-scv/allegato-b.pdf">allegato B</a> della presente Legge.</p> 
<p>3. Il sigillo dello Stato porta nel centro la tiara con le chiavi e intorno le parole &quot;Stato della Citt&agrave; del Vaticano&quot; secondo il modello che forma l’<a href="https://www.vatican.va/content/dam/leo-xiv/images/motu-proprio/legge-fondamentale-scv/allegato-c.pdf">allegato C</a> della presente Legge.</p> 
<p><b>Articolo 25</b></p> 
<p>1. La presente Legge fondamentale dello Stato della Citt&agrave; del Vaticano sostituisce integralmente <a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/motu_proprio/documents/20230513-legge-fond-scv.html">la precedente del 13 maggio 2023</a>.</p> 
<p>2. Parimenti sono abrogate tutte le leggi, le disposizioni, i privilegi e le consuetudini, anche degni di speciale e singolare menzione, in contrasto con la presente Legge.</p> 
<p>3. La Legge fondamentale entra in vigore immediatamente.</p> 
<p><i>Comando che l'originale della presente Legge, munita del sigillo dello Stato, sia depositata nell’Archivio delle Leggi dello Stato della Citt&agrave; del Vaticano e che il testo corrispondente sia pubblicato dapprima nel quotidiano L’Osservatore Romano, quindi nel Supplemento degli </i>Acta Apostolicae Sedis<i>, mandandosi a chiunque spetti di osservarla e farla osservare.</i></p> 
<p><i>Dal Vaticano, il 31 luglio 2026, Memoria di S. Ignazio di Loyola, anno II del mio Pontificato.</i></p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p style="text-align: center;">LEONE XIV</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Incontro di preghiera e fraternità "Cantico di pace" (29 luglio 2026)]]></title><pubDate>Wed, 29 Jul 2026 21:30:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/july/documents/20260729-incontro-cantico-di-pace.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/july/documents/20260729-incontro-cantico-di-pace.html</guid><description><![CDATA[<!-- Wed, 29 Jul 2026 20:13:36 +0200 --> <p><i>Cari amici,<br /> cari giovani dell’Uganda, della Terra Santa e dell’Italia,&nbsp;</i></p> 
<p>benvenuti! Sono molto felice che siate qui con noi oggi. &Egrave; una gioia condividere questi momenti. Ringrazio tutti i membri del coro per il vostro duro lavoro di preparazione e faccio i miei complimenti ai direttori dei cori.&nbsp;</p> 
<p>Abbiamo appena ascoltato il vostro bellissimo canto. La musica ha la straordinaria capacit&agrave; di unire voci diverse in un’armonia, dove ciascuna contribuisce con qualcosa di unico all’insieme. In questo senso, il coro diventa simbolo di concordia e cooperazione.&nbsp;</p> 
<p>&Egrave; significativo che le Sacre Scritture e la Liturgia della Chiesa parlino di “cori di angeli e santi” quando descrivono la gioia del cielo, non perch&eacute; cantino letteralmente tutto il tempo, ma perch&eacute; uniti nell’amore contemplano Dio insieme e trovano in Lui la pienezza della felicit&agrave;.</p> 
<p>Miei cari giovani amici, cantando avete notato come la musica ci abbia tutti coinvolti in un’esperienza nuova, qualcosa che era pi&ugrave; grande di quello che ciascuno di noi avrebbe potuto creare da solo? Questa &egrave; l’esperienza della bellezza. Ci apre un nuovo orizzonte e risveglia in noi il desiderio di andarvi incontro. Quando ci dirigiamo verso quell’orizzonte, scopriamo non semplicemente qualcosa, ma Qualcuno. Incontriamo Dio, il nostro Creatore. Proprio come possiamo seguire un ruscello fino alla sua sorgente, cos&igrave; la bellezza della musica ci invita a incontrare colui che &egrave; la Bellezza stessa. A questo proposito, continuate a coltivare i doni che Dio vi ha dato e lasciate che vi guidino verso di Lui.</p> 
<p>Il Signore &egrave; tutto ci&ograve; che cerchiamo nella vita, Colui che solo pu&ograve; dare pace ai nostri cuori inquieti. Ricordate che siete stati fatti per cose grandi e che il mondo intero non basta a saziare la vostra sete di senso e felicit&agrave;. Sappiate anche che il Santo Padre vi ama e prega per voi, per le vostre famiglie e per i vostri Paesi.</p> 
<p>In particolare, prego che la pace possa regnare nelle vostre case e in tutti quei luoghi nel mondo che continuano a soffrire a causa della violenza.</p> 
<p>Vorrei infine ringraziare la Fondazione <i>Andrea Bocelli</i> per il lavoro che svolge a favore dei giovani, che affrontano svantaggi educativi e sociali. Attraverso la forza della musica, state contribuendo alla missione della Chiesa di promuovere lo sviluppo integrale di ogni persona, a servizio del bene comune. Che Dio benedica i vostri sforzi.</p> 
<p>Cari amici, grazie ancora per essere venuti ad allietare i nostri cuori con la vostra bellissima musica. Affidandovi all'intercessione di Maria, nostra Madre, su ciascuno imparto con piacere la mia affettuosa benedizione.</p> 
<p>Grazie.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Angelus, 26 luglio 2026]]></title><pubDate>Sun, 26 Jul 2026 12:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260726-angelus.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260726-angelus.html</guid><description><![CDATA[<!-- Thu, 30 Jul 2026 08:23:05 +0200 --> <p><i>Cari fratelli e sorelle, buona domenica!</i></p> 
<p>Al centro dell’insegnamento di Ges&ugrave; c’&egrave; il mistero del Regno di Dio, che il Vangelo di oggi paragona a una perla e a un tesoro (cfr <i>Mt</i> 13,44-52). Le parabole lasciano intendere la sorpresa di chi trova ci&ograve; che non poteva neanche sperare, al punto che vendere o lasciare tutto non appare ormai una rinuncia, ma un guadagno. In effetti, sin dalle prime pagine, gli evangelisti descrivono la chiamata di Ges&ugrave; a seguirlo come irresistibile: libera, certo, ma urgente e capace di suscitare una risposta pronta e mossa dal desiderio. &Egrave; questo un primo aspetto importante del modo in cui Dio &egrave; vicino e si fa trovare: l’incontro col suo Regno &egrave; una svolta che non restringe, ma allarga la vita. Se qualcosa deve ora cambiare, &egrave; per un di pi&ugrave; di possibilit&agrave;, non per un di meno.&nbsp;&nbsp;</p> 
<p>Vi &egrave; un secondo aspetto, cui Ges&ugrave; sembra dare molta importanza: a trovare il tesoro nascosto nel campo &egrave; probabilmente un contadino; la perla, invece, &egrave; riconosciuta di grande valore da un mercante, forse un viaggiatore. Seguono altre due parabole in cui i protagonisti sono dei pescatori e uno scriba esperto di cose antiche e nuove. Ve ne sono altre, poi, in cui il Regno si lascia scorgere in una donna che impasta la farina, in un’altra che riordina la casa, in un re che pianifica la guerra, in un uomo che progetta una torre, in amministratori che gestiscono pagamenti o investimenti, in pastori e agricoltori. Insomma, il Regno di Dio rivela la sua inestimabile bellezza su strade diverse, ma chiama tutti – uomini e donne, giovani e anziani, poveri e ricchi – a un profondo rinnovamento. Tutti lo possono comprendere e ne sono attratti.</p> 
<p>Anche oggi la Chiesa &egrave; comunione di persone diverse per origine, per cultura, per competenze, per livello di responsabilit&agrave;, ma tutte chiamate a riconoscersi “uno” in Ges&ugrave; Cristo: &egrave; Lui il tesoro nascosto, la perla preziosa, la rete che raccoglie chi &egrave; disperso. Dal principio, infatti, Ges&ugrave; ha chiamato e radunato attorno a s&eacute; persone che, altrimenti, non si sarebbero mai frequentate. Proprio cos&igrave; ha mostrato che Dio non fa preferenza di persone e che la sua elezione &egrave; predilezione, specialmente per chi &egrave; piccolo e scartato. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p> 
<p>Fratelli e sorelle, non ci resta che chiedere un dono, lo stesso invocato dal giovane re Salomone (cfr <i>1Re</i> 3,5.7-12). &Egrave; il dono di distinguere la perla di grande valore, di saper riconoscere il tesoro per cui vale la pena di vendere tutto. Mentre l’industria dei consumi ci modifica il palato, suscitando sempre nuovi bisogni per poi venderci risposte che non saziano e talvolta avvelenano il cuore, dobbiamo imparare a cogliere ci&ograve; che conta davvero, il tesoro della relazione con Dio che ci apre alla gioia e ci aiuta a vivere al meglio le relazioni tra di noi.</p> 
<p>L’intercessione di Maria, Sede della Sapienza, orienti a Ges&ugrave; il nostro desiderio di vita, perch&eacute; si realizzi in pienezza.</p> 
<p>_________________________</p> 
<p><b>Dopo l'<i>Angelus</i></b></p> 
<p><i>Cari fratelli e sorelle,</i></p> 
<p>ieri, in Libano, &egrave; stato beatificato <a href="https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/elia-hoyek.html">Elia Hoayek</a>, Patriarca di Antiochia dei Maroniti dal 1899 al 1931 e Fondatore della Congregazione delle Suore Maronite della Santa Famiglia. Ha guidato per pi&ugrave; di trent’anni la Chiesa Maronita con grande dedizione e sensibilit&agrave; pastorale. Uomo di dialogo e di speranza, &egrave; stato un luminoso punto di riferimento ecclesiale, sociale e politico, tanto da essere chiamato “Padre del Grande Libano”. La preghiera e l’intercessione del nuovo Beato, accompagnino sempre i fedeli Maroniti in tutto il mondo e ottengano il dono della pace per l’intero popolo del Libano, a me tanto caro.</p> 
<p>Seguo con apprensione il perdurare e l’inasprirsi della violenza in Terra Santa, di cui ultimamente sono state vittime anche molti civili, in Cisgiordania e a Gaza. Rivolgo un accorato appello affinch&eacute; si torni a negoziare un’equa soluzione politica, fondata sulla pari dignit&agrave; e gli uguali diritti di ogni persona umana, e a rigettare nuove azioni militari e decisioni unilaterali, in particolare quelle che violano il rispetto e lo <i>status quo</i> dei luoghi santi di ogni fede religiosa.</p> 
<p>Rinnovo altres&igrave; il mio appello circa la situazione in tutto il Medio Oriente, dove un intensificarsi delle operazioni militari ha riportato violenza e distruzione, mettendo gravemente a rischio la vita di numerosi civili e aggravando la carenza di acqua potabile ed elettricit&agrave;. Dal profondo del cuore esorto tutte le parti coinvolte a sospendere gli attacchi e a riaprire con urgenza spazi di dialogo e diplomazia, per giungere quanto prima alla pace, tanto desiderata per tutta la regione.</p> 
<p>Continuiamo a pregare per tutti i popoli che nel mondo soffrono a causa della guerra. Possa il Signore toccare i cuori e illuminare le menti dei responsabili, perch&eacute; presto si giunga alla riconciliazione e alla pace.</p> 
<p>A fronte dei devastanti incendi che in questi giorni hanno interessato varie localit&agrave; della Francia e della Spagna, manifesto la mia vicinanza e invito tutti a pregare per le persone colpite e per il lavoro dei soccorritori.</p> 
<p>Oggi si celebra la VI Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, che <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/grandparents/documents/20260615-messaggio-nonni-anziani.html">ha come tema</a> le parole del Profeta Isaia: &laquo;Io invece non ti dimenticher&ograve; mai&raquo; (<i>Is</i> 49,15). Ringraziamo insieme il Signore per il dono che gli anziani sono per la Chiesa e per la societ&agrave;, e impegniamoci a rispettarne e valorizzarne il ruolo prezioso e a garantire loro, sempre, la giusta attenzione e assistenza.</p> 
<p>Saluto con affetto tutti voi, qui presenti, residenti e provenienti da varie parti d’Italia e del mondo!</p> 
<p>Rivolgo un particolare benvenuto ai pellegrini appartenenti all’Opera della Chiesa e ai Vescovi che li accompagnano;<b> </b>un benvenuto e un saluto<b> </b>ai bambini provenienti dalla “Casa della Misericordia” di Chortkiv, in Ucraina, ospiti presso la Parrocchia di San Michele Arcangelo di Nocera Superiore; agli adolescenti della Parrocchia di Manerbio; ai partecipanti all’Incontro Internazionale dei Giovani organizzato nel bicentenario della morte di Santa Giovanna Antida Thouret; ai giovani pellegrini del movimento di studenti cattolici <i>&Ouml;nze-Lieve-Vrouw Ster-Der-Zee </i>di Maldegem, in Belgio, come pure agli allievi della Scuola Allievi Carabinieri di Velletri, accompagnati dal Cappellano e dai loro Officiali.</p> 
<p>Saluto i membri della<i> Catholic Men Association of Cameroon</i>. Rivolgo un particolare pensiero ai partecipanti alla Sagra delle Pesche di Castel Gandolfo, che sono venuti portando i loro frutti per la Benedizione.</p> 
<p>Stasera a Roma, sul Tevere, si terr&agrave; la processione della Madonna “fiumarola”: Maria, Madre di Ges&ugrave;, ottenga ai partecipanti a questa bella tradizione e a tutti noi di vivere ogni giorno secondo gli insegnamenti del Vangelo!</p> 
<p>E<b> </b>a tutti voi auguro di cuore una buona domenica!</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Videomessaggio del Santo Padre in occasione del Festival "Halleluya 2026" [Fortaleza (Brasile), 22-26 luglio 2026] (26 luglio 2026)]]></title><pubDate>Sun, 26 Jul 2026 09:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260726-videomessaggio-halleluya.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260726-videomessaggio-halleluya.html</guid><description><![CDATA[<!-- Mon, 27 Jul 2026 19:17:22 +0200 --> <p><i>Cari giovani,</i></p> 
<p>&Egrave; con gioia che partecipo, anche se a distanza, al Festival <i>Halleluya 2026</i>, un’iniziativa che, anno dopo anno, attraverso la musica, la lode e l’adorazione, ha toccato il cuore di tante persone, portando buoni frutti di evangelizzazione: confessioni, conversioni, vocazioni sacerdotali e religiose.</p> 
<p>Oggi vorrei ribadire quanto sia bello stare con i giovani. Il vostro entusiasmo &egrave; contagioso e risveglia in tutti noi un rinnovato zelo apostolico. <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/travels/2026.index.html">Nei miei ultimi viaggi</a> e al <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2025/8/3/giubileo-giovani.html">Giubileo dei Giovani</a>, ho osservato che ognuno di voi possiede un indispensabile vigore missionario per trasformare questo mondo, che ha cos&igrave; disperatamente bisogno del Vangelo. Non perdete mai questo zelo missionario!</p> 
<p>&Egrave; infatti questo fervore che il Signore si aspetta da tutti i battezzati nell’annuncio della Buona Novella. Ai nostri giorni, sono ancora tante le persone che hanno bisogno di sapere che &egrave; Ges&ugrave; a rispondere ai loro desideri pi&ugrave; profondi, rivelando all’umanit&agrave; la verit&agrave; su se stessa. Proclamate dunque con coraggio che una vita senza Cristo &egrave; una vita senza grazia! Egli &egrave; la Via, la Verit&agrave; e la Vita (cfr. <i>Gv</i> 14, 6); &egrave; Lui che d&agrave; senso all’esistenza e a tutte le cose. Questa &egrave; la fede che ci muove e che vale la pena condividere con chi amiamo e con chi ne ha pi&ugrave; bisogno.</p> 
<p>&Egrave; possibile, tuttavia, che con il tempo l’entusiasmo vissuto durante la festa si affievolisca. Per mantenere viva la fiamma della fede e per testimoniare la Risurrezione ai nostri amici e a quanti incontriamo, &egrave; necessario rimanere nella presenza di Dio, attraverso la preghiera. Un autentico rapporto con il Signore richiede costanza, perseveranza e la ferma certezza che il Padre Celeste non ci abbandona mai, ma al contrario, viene incontro a noi nel Figlio. Non abbiate dunque paura di Cristo! Egli non toglie nulla, dona tutto (cfr. Benedetto XVI, <i><a href="https://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/homilies/2005/documents/hf_ben-xvi_hom_20050424_inizio-pontificato.html">Santa Messa per l’inizio del Ministero Petrino</a></i>, 24 aprile 2005). Chi si affida al Salvatore riceve cento volte tanto (cfr. <i>Mc</i> 10, 29-30) e ne esce sempre vincitore. Nello sport vediamo la gioia di chi vince, ma anche la tristezza di chi perde. Con Cristo, vinciamo sempre (cfr. <i>Rom </i>8, 37)! I santi ne sono la prova.</p> 
<p>Lasciamoci ispirare dall’esempio di san Carlo Acutis: egli ci mostra come tenere sempre Cristo al centro, anche nell’uso della tecnologia. Prendendolo come modello, vi consiglio di usare i <i>social network</i> e l’intelligenza artificiale con moderazione e disciplina, perch&eacute; possono proiettarci in un mondo irreale, in cui l’effimero, le mere apparenze e l’inganno finiscono per prendere il posto dei veri valori e di ci&ograve; che conta davvero.</p> 
<p>Cari giovani, lasciate che lo Spirito Santo riaccenda in voi un amore pi&ugrave; grande, capace di trasformare la vostra giovinezza in una forza evangelizzatrice, rendendo ciascuno di voi pietra viva nella costruzione della “citt&agrave; della pace” che tanto aneliamo, o, come diceva Sant’Agostino, la Citt&agrave; di Dio presente in mezzo alla citt&agrave; degli uomini. Pregando Dio affinch&eacute; vi fortifichi nelle prove e vi aiuti a vivere fedelmente la chiamata alla santit&agrave;, impartisco la mia Benedizione Apostolica a tutti i partecipanti e gli organizzatori dell’<i>Halleluya Festival</i>.</p> 
<p>Che Dio sia sempre con voi!</p> 
<p>____________________________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-07/quo-169/come-pietre-vive-per-costruire-la-citta-di-dio.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 169, luned&igrave; 27 luglio 2026, p. 3.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Videomessaggio del Santo Padre ai giovani della Prelatura di Chota e Cutervo in Perù, in occasione della seconda Giornata Diocesana della Gioventù (25 luglio 2026)]]></title><pubDate>Sat, 25 Jul 2026 22:15:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260725-videomessaggio-giovani-peru.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260725-videomessaggio-giovani-peru.html</guid><description><![CDATA[<!-- Mon, 27 Jul 2026 19:19:51 +0200 --> <p><i>Cari giovani della Prelatura<br /> di Chota e Cutervo</i>,</p> 
<p>&Egrave; per me una gioia immensa rivolgermi a tutti voi, riuniti nella splendida terra di Cutervo per celebrare questa II Giornata diocesana della Giovent&ugrave;. Com’&egrave; bello sapere che, dalle 18 parrocchie della Prelatura, vi siete riuniti per condividere la fede in Ges&ugrave; Cristo.</p> 
<p>Cari giovani, voi siete la giovent&ugrave; di Cristo e il vostro motto di quest’anno lo dice con assoluta chiarezza: “Chiamati ad amare, inviati a servire”.</p> 
<p>Ges&ugrave; non vi vuole “giovani da divano”, assopiti o adagiati nella comodit&agrave; del “si &egrave; sempre fatto cos&igrave;”. La Chiesa a Chota e Cutervo ha bisogno della vostra santa ribellione, della vostra energia pura, del vostro desiderio di trasformare le realt&agrave; di dolore in spazi di speranza. Ascoltate la chiamata a essere missionari nelle vostre scuole, nelle vostre universit&agrave;, nelle vostre strade e nelle vostre campagne. Servite con gioia, specialmente i pi&ugrave; dimenticati, perch&eacute; &egrave; l&igrave; che si trova il volto sofferente di Ges&ugrave;.</p> 
<p>Vi affido alla Vergine Maria, Nostra Signora dell’Assunzione, Patrona di Cutervo. Che vi custodisca e guidi sempre.</p> 
<p>Buona Giornata! Che Dio vi benedica! E la benedizione di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.</p> 
<p>____________________________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-07/quo-169/la-santa-ribellione-dei-giovani-trasformi-il-dolore-in-speranza.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 169, luned&igrave; 27 luglio 2026, p. 3.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Videomessaggio del Santo Padre alla XII Assemblea Plenaria della Federazione delle Conferenze dei Vescovi dell’Asia [Giacarta, 20-26 luglio 2026] (25 luglio 2026)]]></title><pubDate>Sat, 25 Jul 2026 10:30:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260725-videomessaggio-fabc.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260725-videomessaggio-fabc.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sat, 25 Jul 2026 15:16:00 +0200 --> <p><i>Cari fratelli e sorelle in Cristo,</i></p> 
<p>rivolgo un cordiale saluto a tutti voi che partecipate all’Assemblea Plenaria della Federazione delle Conferenze Episcopali dell’Asia a Jakarta. Mentre vi riunite per discutere le importanti questioni che riguardano la vita e il futuro della Chiesa cattolica in Asia, vi assicuro la mia vicinanza spirituale e prego affinch&eacute; lo Spirito Santo ispiri e guidi il vostro tempo insieme.</p> 
<p>Il tema scelto per la vostra Assemblea Plenaria trae spunto dalle parole di Ges&ugrave; rivolte a Natanaele: “Vedrai cose maggiori di queste!” (<i>Gv</i>&nbsp; 1, 50). Chiamando Filippo e Natanaele a seguirlo e a diventare suoi discepoli, il Signore allude a s&eacute; stesso come all’unico mediatore tra Dio e l’umanit&agrave; (cfr. <i>Gv</i>&nbsp; 1, 51).</p> 
<p>Come suoi discepoli oggi, sappiamo che Ges&ugrave; non &egrave; solo la fonte della nostra comunione con Dio, ma anche degli uni con gli altri. Infatti, nella Lettera Enciclica <i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html">Magnifica humanitas</a></i>, pubblicata di recente, ho scritto che la solidariet&agrave; cristiana trova la sua sorgente nel mistero di Cristo e nasce dalla nostra comunione nei sacramenti, in particolare nell’Eucaristia (cfr. <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html#Una_verifica_">n. 88</a>). Per questo motivo, desidero incoraggiarvi a continuare a promuovere una spiritualit&agrave; eucaristica nelle vostre Chiese locali, ossia una spiritualit&agrave; di unit&agrave; ecclesiale fondata sulla carit&agrave; che scaturisce dal dono del Signore nell’Eucaristia. Auspico pertanto che i vincoli di comunione all’interno delle Chiese locali e tra di esse si rafforzino e diventino un segno sempre pi&ugrave; grande della presenza di Dio nei vostri diversi Paesi, aiutandovi cos&igrave; a essere insieme costruttori di ponti in tutta l’Asia.</p> 
<p>Cari amici, affidando tutti voi e i vostri lavori all’intercessione della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, invoco di cuore su di voi i doni di sapienza e fortezza del Signore.</p> 
<p>E la benedizione di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre.</p> 
<p>Amen.</p> 
<p>____________________________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-07/quo-168/la-chiesa-in-asia-costruttrice-di-comunione-e-carita.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 168, sabato 25 luglio 2026, p. 2.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Videomessaggio del Santo Padre in occasione del II Incontro "Rejoice" - Giornata Nazionale della Gioventù [Lamego (Portogallo), 24-26 luglio 2026] (25 luglio 2026)]]></title><pubDate>Sat, 25 Jul 2026 00:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260725-videomessaggio-rejoice.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260725-videomessaggio-rejoice.html</guid><description><![CDATA[<!-- Mon, 27 Jul 2026 19:26:12 +0200 --> <p></p>
<p><i>Cari giovani</i>,</p> 
<p>“Rallegratevi nel Signore, sempre!” (<i>Fil</i> 4, 4), l&igrave;, a Lamego, e in ogni luogo: nelle vostre famiglie, nelle scuole, nelle parrocchie, nei movimenti e nei diversi gruppi giovanili di cui fate parte. Rallegratevi nel Signore insieme ai vostri vescovi e ai responsabili che accompagnano voi e molti altri giovani in Portogallo. Rallegratevi con loro, che vi aiutano a crescere nella fede e ad aprire le porte del cuore a Cristo, Via, Verit&agrave; e Vita.</p> 
<p>Ho appreso con piacere che cercate di mantenere accesa la fiamma della <a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/travels/2023/outside/documents/portogallo-gmg-2023.html">Giornata Mondiale della Giovent&ugrave; 2023</a>. Sono stati giorni splendidi e felici, per la concordia fra tutti; per l’armonia tra lingue e culture diverse; ma, soprattutto, per l’intenso incontro con il Signore Ges&ugrave; e per l’esperienza delle meraviglie che Cristo Vivente compie quando ci riuniamo nel suo nome. Egli &egrave; con noi ed &egrave; Lui la ragione della nostra gioia! &Egrave; Lui la causa della nostra unit&agrave;. <i>In illo uno unum</i>: “Noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo” (<i>Rm</i> 12, 5).</p> 
<p>Quello che ho vissuto a Lisbona ho potuto riviverlo <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2025/8/3/giubileo-giovani.html">un anno fa in occasione del Giubileo</a> e anche, di recente, <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/6/6/spagna-veglia-giovani.html">durante il viaggio apostolico in Spagna</a>. &Egrave; sempre speciale stare con i giovani, perch&eacute; l’entusiasmo della vostra fede &egrave; contagioso! L’amore che dimostrate per Cristo &egrave; confortante! &Egrave; meraviglioso, ai nostri giorni, vedere giovani — come voi! — pieni di fede e senza paura di dirlo. &Egrave; bello constatare che avete una profonda sete di verit&agrave;, e che la cercate con cuore sincero. &Egrave; bello vedere che avete fame di giustizia e di carit&agrave;, e non vi accontentate di valori effimeri. &Egrave; bello osservare che amate la bellezza, in particolare quella bellezza tanto antica e tanto nuova che &egrave; il nostro Dio, il quale ci attende nel profondo del nostro essere.</p> 
<p>Con questo saluto, vorrei quindi incoraggiarvi ad andare avanti. Una delle caratteristiche dei giovani &egrave; di essere inquieti. Non abbiate paura dell’inquietudine che avete dentro! Approfittate del suo impulso per avvicinarvi ancora di pi&ugrave; a Cristo e per testimoniare i valori del Vangelo. Ben ancorati alla Parola di Ges&ugrave;, leggendo il Vangelo ogni giorno, non smettete mai di sognare una Terra dove ci siano pace e fratellanza, di guardare al mondo con meraviglia, di affrontare il futuro con la luce della speranza. Cari giovani, non lasciate che nulla e nessuno vi rubi la speranza!</p> 
<p>Vi incoraggio anche ad approfittare di ci&ograve; che vi inquieta per — nei momenti di preghiera e di silenzio, nel dialogo con Dio — chiederGli: Signore, che cosa vuoi che io faccia nella Chiesa e nel mondo? Qual &egrave; la mia vocazione? Mi chiami a formare una famiglia nel matrimonio? Oppure mi chiami alla vita sacerdotale? O alla vita religiosa? Sono domande che &egrave; importante farsi, senza dimenticare una certezza che d&agrave; unit&agrave; alla nostra vita interiore. Dio ci chiama sempre a essere santi, e i santi sono profondamente umani. Siate, dunque, umani come lo &egrave; Cristo e, certamente, cambierete in meglio questo mondo. Che Nostra Signora di Fatima, la Madre del Buon Consiglio, vi aiuti!</p> 
<p>Cari amici, invoco ora su di voi, su tutti i giovani del Portogallo, sui vostri pastori e sui vostri responsabili della pastorale giovanile, l’abbondanza delle grazie del Cielo. Vi benedica Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo. [<i>Amen</i>!].</p> 
<p>Buon proseguimento di questo felice incontro, nella citt&agrave; di Lamego! E spero di vedervi nel mese di agosto del 2027 a Seoul. Grazie!</p> 
<p></p> 
<p>____________________________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-07/quo-169/l-inquietudine-di-sognare-la-pace.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 169, luned&igrave; 27 luglio 2026, p. 3.</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Angelus, 19 luglio 2026]]></title><pubDate>Sun, 19 Jul 2026 12:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260719-angelus.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2026/documents/20260719-angelus.html</guid><description><![CDATA[<!-- Sun, 19 Jul 2026 12:32:55 +0200 --> <p><i>Cari fratelli e sorelle, buona domenica!</i></p> 
<p>Dopo la parabola del seminatore, Ges&ugrave; continua a parlare alle folle attraverso alcune immagini: il grano buono e la zizzania, il granello di senape, il lievito nella farina (cfr <i>Mt</i> 13,24-43).</p> 
<p>Si tratta di tre piccole parabole che intendono richiamare l’arrivo del Regno di Dio nella storia, il suo agire nella vita degli uomini, il modo in cui cresce, si espande e trasforma il mondo dal di dentro. Con questi racconti, Ges&ugrave; ci mette in guardia dalla tentazione di pensare a Dio come a una figura potente, che si impone con la forza, che occupa lo spazio per dominare, che arriva in modo trionfante. Al contrario, Dio predilige la piccolezza, segno del suo amore discreto, che ci lascia liberi di accoglierlo o di rifiutarlo, che cerca di farsi strada anche in mezzo alla zizzania, che agisce in modo nascosto e invisibile come il seme pi&ugrave; piccolo di tutti e lievita dentro la pasta senza fare rumore.</p> 
<p>Fratelli e sorelle, con queste parabole Ges&ugrave; ci dice qualcosa di importante sul modo in cui Dio opera nella nostra vita e nella storia. A volte noi ci attendiamo qualcosa di clamoroso, desideriamo un Dio che intervenga dall’alto strappando subito la zizzania del male. Immaginiamo un Dio forte e potente e, purtroppo, a questa immagine adeguiamo anche il nostro modo di essere cristiani e di essere Chiesa. Invece, il Regno di Dio si diffonde anche in mezzo alla zizzania e ci chiede uno sguardo capace di cogliere il bene che germoglia anche fra le oscurit&agrave; del male, senza giudicare tutto e subito; viene come il pi&ugrave; piccolo tra i semi e domanda dunque la pazienza di saper accompagnare i processi, riconoscendolo nella piccolezza del quotidiano e nella semplicit&agrave; della vita ordinaria; cresce in modo invisibile come il lievito nella farina e, cos&igrave;, ci libera dallo scoraggiamento e ci invita ad avere fiducia anche quando ci sembra che Dio sia assente. Perch&eacute; in realt&agrave; Egli ci accompagna sempre e il suo amore &egrave; sempre all’opera per noi.</p> 
<p>Questo stile di Dio deve diventare anche il modo in cui, sia come singoli sia come Chiesa, abitiamo la realt&agrave; che ci circonda. Siamo chiamati ad assumere uno stile evangelico, senza contrapporci frettolosamente con giudizi arroganti, senza imporci con il potere e con la forza, senza perdere la fiducia nell’opera di Dio. Si tratta – diceva l’allora cardinale Ratzinger &nbsp;– di sottometterci alla logica del seme che non &egrave; quella del successo e della grandezza, ma ci chiede di farci piccoli e di servire la vita delle persone (cfr <i><a href="https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20001210_jubilcatechists-ratzinger_it.html">Discorso al Convegno dei catechisti e dei docenti di religione</a></i>, 10 dicembre 2000). In questo modo, noi stessi diventeremo come un piccolo seme di Vangelo che germoglia e come un lievito di amore che trasforma la pasta del mondo.</p> 
<p>Preghiamo Maria Santissima, che ha saputo accogliere il seme della Parola nella piccolezza, perch&eacute; ci sostenga nel cammino e interceda per noi.</p> 
<p>___________________________</p> 
<p><b>Dopo l'Angelus</b></p> 
<p><i>Cari fratelli e sorelle,</i></p> 
<p>mentre trascorro qualche giorno di riposo, rinnovo il mio saluto e la gratitudine a tutti voi, abitanti di Castel Gandolfo, e accolgo con gioia i pellegrini che arrivano da ogni parte del mondo!</p> 
<p>Continuiamo a seguire con apprensione ci&ograve; che accade in diversi Paesi lacerati dalla guerra e dalla violenza. Non dimentichiamoci di chi soffre e muore a causa dei conflitti e, al generoso impegno per la pace, uniamo anche la nostra costante preghiera.</p> 
<p>Saluto la Comunit&agrave; Cenacolo di Madre Elvira, riunita a Saluzzo in occasione della Festa della Vita, il Movimento Famiglie Nuove dei Focolari radunato per la Scuola Internazionale, gli studenti messicani che partecipano all’<i>APRA Summer School</i> e il gruppo della <i>Catholic Worldview Fellowship</i>.</p> 
<p>Estendo il mio saluto ai giovani adulti, membri di <i>Regnum Christi</i>, che stanno partecipando al Corso Internazionale per Formatori. Saluto anche coloro che prendono parte al “Pellegrinaggio del Leone”, accompagnati da monsignor Anthony Percy, vescovo ausiliare di Sydney, in Australia.</p> 
<p>Saluto anche le famiglie e i bambini dell’opera delle Suore di Carit&agrave; dell’Assunzione di Roma, i giovani provenienti dalla parrocchia di San Salvatore in Gerusalemme, il Gruppo Giovanissimi della parrocchia di Sant’Agostino di Bovolenta e i pellegrini dell’Accademia Liturgica di Rzesz&oacute;w.</p> 
<p>A tutto voi auguro una serena domenica! &nbsp;&nbsp;</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Concerto in onore del Santo Padre Leone XIV organizzato dalla Diocesi di Albano (Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, 18 luglio 2026)]]></title><pubDate>Sat, 18 Jul 2026 21:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/july/documents/20260718-concerto.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/july/documents/20260718-concerto.html</guid><description><![CDATA[<!-- Mon, 20 Jul 2026 07:19:01 +0200 --> <p><i>Buonasera a tutti, benvenuti!</i></p> 
<p>Troppe parole in questo momento sarebbero veramente “anticlimatiche”, &egrave; meglio dire due, tre parole molto brevi, per&ograve; dal cuore.</p> 
<p>Innanzitutto un grande ringraziamento agli artisti che meritano ancora un altro applauso, veramente bravissimi, grazie, grazie! Alla diocesi di Albano che ha offerto questo concerto, questo bel dono! Grazie ai benefattori, a tutti voi qui presenti, perch&eacute; veramente abbiamo potuto sperimentare in questi minuti di bellezza una cosa grande, che &egrave; proprio entrare in tanti sensi in ci&ograve; che Dio ha voluto nella Creazione, cio&egrave; proprio la bellezza. Viviamo in un mondo, oggi, dove manca la bellezza tante volte: tanti problemi, guerre, conflitti, odio, violenza, mancanza di lavoro e tante altre cose. Avere l’opportunit&agrave; di radunarci per un’occasione come questa &egrave; veramente un dono grande, perch&eacute; ci fa ricordare che c’&egrave; di meglio e che l’uomo e la donna, quando vogliamo, tutti insieme, possiamo donare la bellezza, che dal cuore ci aiuta a elevarci verso Dio.</p> 
<p>Sapete che un po’ pi&ugrave; di un mese fa ho fatto un <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/travels/2026/documents/spagna-6-12giugno2026.html">viaggio apostolico in Spagna</a>: il motto del viaggio era “<i>Alzad la mirada</i>”. Alziamo gli occhi, lo sguardo, verso il Cielo. La musica, l’arte, la bellezza sono veramente uno strumento che ci aiuta a guardare verso Dio, con un movimento che &egrave; veramente una delle parti migliori dell’essere umano. Allora, di nuovo, vi ringrazio davvero per darci questa occasione, in questa notte, di poter sperimentare la bellezza e ritrovarci veramente in ci&ograve; che Dio ha voluto donare a tutti noi.</p> 
<p>Grazie a tutti, buona serata!</p> 
<p>&nbsp;</p> 
<p>Bene, allora possiamo concludere la serata chiedendo a Dio la sua benedizione su ognuno di voi e su tutti i vostri cari, sapendo nel cuore e nello Spirito che il Signore davvero &egrave; sempre con noi.</p> 
<p>[benedizione]</p>]]></description></item><item><title><![CDATA[Lettera del Santo Padre in occasione del 70° anniversario della “Conference of Major Superiors of Men” negli Stati Uniti d’America (16 luglio 2026)]]></title><pubDate>Thu, 16 Jul 2026 08:00:00 +0200</pubDate><link>https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/letters/2026/documents/20260716-lettera-cmsm.html</link><guid isPermaLink="true">https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/letters/2026/documents/20260716-lettera-cmsm.html</guid><description><![CDATA[<!-- Wed, 22 Jul 2026 18:20:09 +0200 --> <p><i>Al Reverendissimo Frank Donio, S.A.C.<br /> Direttore esecutivo<br /> della Conferenza dei Superiori maggiori degli Istituti maschili<br /> negli Stati Uniti d’America</i></p> 
<p>Ho appreso con piacere che la Conferenza dei Superiori maggiori degli Istituti maschili celebra il suo settantesimo anniversario durante l’Assemblea nazionale 2026, che si svolge a Phoenix, in Arizona, e invio cordiali auguri a tutti i partecipanti.</p> 
<p>Nel celebrare settant’anni di promozione della collaborazione tra i religiosi negli Stati Uniti d’America, &egrave; opportuno rendere grazie a Dio per le grazie ricevute nel corso di questi anni. Nel vostro impegno nell’offrire uno spazio di dialogo e nel sostenere la leadership delle comunit&agrave; che fanno parte della Conferenza, avete contribuito a rafforzare la testimonianza pubblica dei consacrati che dedicano la propria vita al servizio del Vangelo.</p> 
<p>Riflettendo sul tema dell’incontro di quest’anno, “Uno in Cristo: la vita comunitaria oggi”, desidero incoraggiarvi a considerare la vita comunitaria &laquo;come luogo di santificazione e fonte di ispirazione, testimonianza e forza nell’apostolato&raquo; (<i><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2025/september/documents/20250918-capitoli-generali.html">Discorso a quattro Istituti religiosi</a></i>, 18 settembre 2025). Infatti, &egrave; proprio attraverso la condivisione di ogni cosa, compresi i beni materiali, le esperienze spirituali, gli ideali apostolici e il servizio caritativo, che la presenza nascosta del Signore risorto si manifesta in mezzo a voi (cfr. San Giovanni Paolo II, Esortazione apostolica post-sinodale<i> <a href="https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/apost_exhortations/documents/hf_jp-ii_exh_25031996_vita-consecrata.html">Vita consecrata</a></i>, n. 42). Confido che questi giorni di riflessione, dialogo e preghiera vi consentano di discernere modi per approfondire la comunione fraterna, sia all’interno dei vostri Istituti sia tra di essi, cos&igrave; da poter continuare a offrire una testimonianza unita, gioiosa e autentica di Cristo nelle diverse comunit&agrave; e nei vari apostolati in cui prestate servizio.</p> 
<p>Con questi sentimenti, vi assicuro della mia vicinanza spirituale e affido l’Assemblea Nazionale all’amorevole intercessione della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa. A tutti i presenti imparto di cuore la mia Benedizione Apostolica, che estendo volentieri a tutti i membri delle Congregazioni che rappresentate.</p> 
<p><i>Dal Vaticano, 16 luglio 2026</i>.</p> 
<p style="text-align: center;">LEONE PP. XIV</p> 
<p>____________________________</p> 
<p><i><a href="https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-07/quo-165/approfondire-la-comunione-per-testimoniare-uniti-cristo.html">L'Osservatore Romano</a></i>, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 165, mercoled&igrave; 22 luglio 2026, p. 2.</p>]]></description></item></channel></rss>