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UFFICIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE 
DEL SOMMO PONTEFICE
 

VIA CRUCIS AL COLOSSEO

MEDITAZIONI DEL SANTO PADRE 
GIOVANNI PAOLO II

Via Crucis - 2003

PREGHIERA INIZIALE

Il Santo Padre:

Nel nome del Padre
e del Figlio e dello Spirito Santo.
R. Amen.

Via Crucis del Venerdì Santo dell'anno 2003.

Via Crucis della comunità ecclesiale dell'Urbe
convocata presso il Colosseo,
tragico e glorioso monumento della Roma imperiale,
testimone muto di potenza e di dominio,
memoriale di eventi di vita e di morte,
dove sembrano risonare, quasi interminabile eco,
urla di sangue (cf. Gn 4, 10)
e parole imploranti concordia e perdono.

Via Crucis del Venticinquesimo anno del mio Pontificato
quale Vescovo di Roma e Pastore della Chiesa universale.
Per grazia di Dio nei venticinque anni
del mio servizio pastorale
non ho mai mancato a questo appuntamento,
vera Statio Urbis et Orbis,
incontro della Chiesa di Roma
con pellegrini venuti da tutte le parti del mondo
e con milioni di fedeli che seguono la Via Crucis
attraverso la radio e la televisione.

Anche quest'anno,
per rinnovata misericordia del Signore,
sono con voi per ripercorrere nella fede
il tragitto che Gesù compì dal pretorio di Ponzio Pilato
alla cima del Calvario.

Via Crucis,
abbraccio ideale tra Gerusalemme e Roma,
tra la Città amata da Gesù
dove egli donò la vita per la salvezza del mondo,
e la Città sede del Successore di Pietro,
che presiede alla carità ecclesiale.

Via Crucis, cammino di fede:
in Gesù condannato a morte
riconosceremo il Giudice universale;
in Lui carico della Croce, il Salvatore del mondo;
in Lui crocifisso, il Signore della storia,
il Figlio stesso di Dio.

Notte del Venerdì Santo,
notte tiepida e trepida del primo plenilunio di primavera.
Siamo riuniti nel nome del Signore.
Egli è qui con noi, secondo la sua promessa (cf. Mt 18, 20).

Con noi è anche Santa Maria.
Ella fu sulla vetta del Golgota
quale Madre del Figlio morente,
Discepola del Maestro di verità ,
nuova Eva presso l'albero della vita,
Donna del dolore
associata all'"Uomo dei dolori che ben conosce il patire " (Is 53, 3),
Figlia di Adamo, Sorella nostra, Regina della pace.

Madre di misericordia,
ella è china sui suoi figli,
ancora esposti a pericoli e affanni,
per vederne le sofferenze,
udire il gemito che si leva dalla loro miseria,
per recare conforto e ravvivare la speranza della pace.


Preghiamo.

Breve pausa di silenzio

Guarda, Padre santo,
il sangue che sgorga dal costato trafitto del Salvatore;
guarda il sangue versato da tante vittime
dell'odio, della guerra, del terrorismo,
e concedi benigno che il corso degli eventi nel mondo
si svolga secondo la tua volontà nella giustizia e nella pace,
e la tua Chiesa si dedichi con serena fiducia
al tuo servizio e alla liberazione dell'uomo.
Per Cristo nostro Signore.
R . Amen.


PRIMA STAZIONE
Gesù è condannato
a morte


V. Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.
R . Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.


Dal Vangelo secondo Marco. 15, 14-15

La folla gridò più forte: " Crocifiggilo! ".
E Pilato, volendo dare soddisfazione alla moltitudine,
rilasciò loro Barabba
e, dopo aver fatto flagellare Gesù ,
lo consegnò perché fosse crocifisso.


MEDITAZIONE

La sentenza di Pilato fu emessa sotto la pressione dei sacerdoti
e della folla. La condanna a morte per crocefissione
avrebbe dovuto soddisfare le loro passioni ed essere la risposta
al grido: " Crocifiggilo! Crocifiggilo! " (Mc 15, 13-14
ecc.). Il pretore romano pensò di sottrarsi alla sentenza
lavandosi le mani, come si era disimpegnato prima dalle
parole del Cristo che aveva identificato il suo regno con
la verità , con la testimonianza alla verità (Gv 18, 38). Nell'uno
e nell'altro caso Pilato cercava di conservare l'indipendenza,
di restare in qualche modo " in disparte ". Ma
erano solo apparenze. La Croce alla quale fu condannato
Gesù di Nazaret (Gv 19, 16), come pure la sua verità del
regno (Gv 18, 36-37), dovevano toccare la profondità dell'anima
del pretore romano. Questa fu ed è una Realtà , di
fronte alla quale non si può restare in disparte o al margine.
Il fatto che Gesù , Figlio di Dio, sia stato interrogato sul suo
regno, che per questo sia stato giudicato dall'uomo e condannato
a morte, costituisce il principio di quella testimonianza
finale di Dio che tanto ha amato il mondo (cf. Gv 3, 16).
Noi ci troviamo di fronte a questa testimonianza e sappiamo
che non ci è lecito lavarci le mani.


ACCLAMAZIONI

Gesù di Nazaret, condannato alla morte di croce,
testimone fedele dell'amore del Padre.
R. Kyrie, eleison.

Gesù, Figlio di Dio, obbediente alla volontà del Padre,
fino alla morte di croce.
R. Kyrie, eleison.

Tutti:

Pater noster, qui es in cælis:
sanctificetur nomen tuum;
adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in cælo, et in terra.
Panem nostrum cotidianum da nobis hodie;
et dimitte nobis debita nostra,
sicut et nos dimittimus debitoribus nostris;
et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo.

Stabat Mater dolorosa,
iuxta crucem lacrimosa,
dum pendebat Filius.


SECONDA STAZIONE
Gesù è caricato
della Croce

V. Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.
R. Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

Dal Vangelo secondo Marco. 15, 20

Dopo averlo schernito,
lo spogliarono della porpora
e gli rimisero le sue vesti,
poi lo condussero fuori
per crocifiggerlo.


MEDITAZIONE

Ha inizio l'esecuzione, cioè l'attuazione della sentenza. Cristo
condannato a morte deve essere caricato della Croce
come gli altri due condannati che devono subire la stessa
pena: " fu annoverato tra i malfattori " (Is 53, 12). Cristo
s'avvicina alla Croce avendo tutto il corpo terribilmente
straziato e contuso, col sangue che gli scorre sul volto
dal capo coronato di spine. Ecce Homo! (Gv 19, 5). È in
Lui tutta la verità del Figlio dell'uomo predetta dai profeti,
la verità sul servo di Jahvé annunciata da Isaia: " Fu
piagato per le nostre iniquità ... le sue piaghe ci hanno
guariti " (Is 53, 5).
È in Lui anche presente una certa conseguenza, che suscita
stupore, di ciò che l'uomo ha fatto col suo Dio. Pilato dice:
" Ecce Homo" (Gv 19, 5): " Guardate ciò che avete fatto di
quest'uomo! ". In questa affermazione sembra parlare
un'altra voce, che pare voler dire: " Guardate cosa avete
fatto in quest'uomo col vostro Dio! ".
È commovente l'avvicinamento, l'interferenza di questa
voce che sentiamo attraverso la storia con ciò che giunge
a noi mediante la consapevolezza della fede. Ecce Homo!
Gesù " chiamato Messia " (Mt 27, 17) prende la Croce sulle
sue spalle (Gv 19, 17). L'esecuzione è iniziata.


ACCLAMAZIONI

Cristo, Figlio di Dio,
che riveli all'uomo il mistero dell'uomo.
R . Christe, eleison.

Gesù , servo del Signore,
dalle tue piaghe siamo stati guariti.
R . Christe, eleison.
 
Tutti:

Pater noster, qui es in cælis:
sanctificetur nomen tuum;
adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in cælo, et in terra.
Panem nostrum cotidianum da nobis hodie;
et dimitte nobis debita nostra,
sicut et nos dimittimus debitoribus nostris;
et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo.

 
Cuius animam gementem,
contristatam et dolentem
pertransivit gladius.



TERZA STAZIONE
Gesù cade
per la prima volta


V. Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.
R . Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

Dal libro del profeta Isaia. 53, 4-6

Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per i nostri delitti,
schiacciato per le nostre iniquità .
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l'iniquità di noi tutti.

MEDITAZIONE

Gesù cade sotto la Croce. Cade per terra. Non ricorre alle
sue forze sovrumane, non ricorre alla potenza degli angeli.
" Credi forse che io non possa pregare il Padre mio, che mi
darebbe subito più di dodici legioni di angeli? " (Mt 26, 53).
Non chiede questo. Avendo accettato il calice dalle mani del
Padre (Mc 14, 36 ecc.), vuole berlo fino in fondo. Vuole
proprio questo. E perciò non pensa ad alcuna forza sovrumana,
benché esse siano a sua disposizione. Possono provare
dolorosa meraviglia coloro che l'avevano visto quando
comandava alle umane infermità , alle mutilazioni, alle malattie,
alla morte stessa. Ed ora? Nega Lui tutto questo?
Eppure " noi speravamo ", diranno qualche giorno dopo i
discepoli di Emmaus (cf. Lc 24, 21). " Se tu sei il Figlio di
Dio... " (Mt 27, 40), lo provocheranno i membri del Sinedrio:
"Ha salvato gli altri, e non può salvare se stesso "
(Mc 15, 31; Mt 27, 42), griderà la folla.


E Lui accetta queste frasi provocatorie, che sembrano annullare
tutto il senso della sua missione, dei discorsi pronunciati,
dei miracoli fatti. Accetta tutte queste parole, ha
deciso di non opporsi. Vuole essere oltraggiato. Vuole vacillare.
Vuole cadere sotto la Croce. Vuole. È fedele fino alla
fine, fino nei minimi particolari a questa affermazione:
" Non si faccia quello che io voglio, ma quello che vuoi
Tu " (cf. Mc 14, 36 ecc.).
Dio trarrà la salvezza dell'umanità dalle cadute di Cristo
sotto la Croce.


ACCLAMAZIONI

Gesù, mite agnello redentore,
che porti su di te il peccato del mondo.
R . Kyrie, eleison.

Gesù , compagno nostro nel tempo dell'angoscia,
solidale con la debolezza umana.
R . Kyrie, eleison.


Tutti:

Pater noster, qui es in cælis:
sanctificetur nomen tuum;
adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in cælo, et in terra.
Panem nostrum cotidianum da nobis hodie;
et dimitte nobis debita nostra,
sicut et nos dimittimus debitoribus nostris;
et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo.

 
O quam tristis et afflicta
fuit illa benedicta
mater Unigeniti!



QUARTA STAZIONE
Gesù incontra
sua Madre

 
V. Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.
R . Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

Dal Vangelo secondo Luca. 2, 34-35. 51

Simeone parlò a Maria, sua madre:
" Egli è qui per la rovina
e la risurrezione di molti in Israele,
segno di contraddizione
perché siano svelati i pensieri di molti cuori.
E anche a te una spada trafiggerà l'anima "...
Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.


MEDITAZIONE

La Madre. Maria incontra il Figlio sulla via della Croce. La
croce di Lui diventa la croce di Lei, l'umiliazione di Lui è la
sua, l'obbrobrio pubblico diviene quello di Lei. E` l'umano
ordine delle cose. Così lo debbono sentire coloro che la
circondano e così lo coglie il suo cuore: " ...A te pure una
spada trapasserà l'anima " (Lc 2, 35). Le parole dette quando
Gesù aveva quaranta giorni si adempiono in questo
momento. Esse raggiungono ora la pienezza totale. E Maria
va, trafitta da questa invisibile spada, verso il Calvario di
suo Figlio, verso il proprio Calvario. La devozione cristiana
la vede con questa spada nel cuore e così la dipinge e scolpisce.
Madre dolorosa!
"O Tu che hai compatito con Lui! ", ripetono i fedeli, consapevoli
nell'intimo proprio così si deve esprimere il mistero
di questa sofferenza. Benché questo dolore le appartenga e
la tocchi nella stessa profondità della sua maternità , tuttavia
la verità piena di questa sofferenza viene espressa con la
parola compassione. Ella appartiene allo stesso mistero:
esprime in qualche modo l'unità con la sofferenza del
Figlio.


ACCLAMAZIONI

Santa Maria, madre e sorella nostra nel cammino di fede,
con te invochiamo il tuo Figlio Gesù .
R. Kyrie, eleison.

Santa Maria, intrepida sulla via del Calvario,
con te supplichiamo il tuo Figlio Gesù .
R . Kyrie, eleison.

 
Tutti:
Pater noster, qui es in cælis:
sanctificetur nomen tuum;
adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in cælo, et in terra.
Panem nostrum cotidianum da nobis hodie;
et dimitte nobis debita nostra,
sicut et nos dimittimus debitoribus nostris;
et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo.

 
Quæ mærebat et dolebat
pia mater, cum videbat
Nati pœnas incliti.



QUINTA STAZIONE
Gesù è aiutato
dal Cireneo
a portare la Croce


V. Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.
R . Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

Dal Vangelo secondo Marco. 15, 21-22

Allora costrinsero un tale che passava,
un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna,
padre di Alessandro e Rufo,
a portare la croce.
Condussero dunque Gesù al luogo del Golgota,
che significa luogo del cranio.

MEDITAZIONE

Simone di Cirene, chiamato a portare la Croce (cf. Mc 15,
21; Lc 23, 26), certamente non la voleva portare. E` stato
quindi costretto. Egli camminava accanto al Cristo sotto lo
stesso peso. Gli prestava le sue spalle quando le spalle del
condannato sembravano troppo deboli. Gli era vicino: più
vicino di Maria, più vicino di Giovanni, il quale, anche se
uomo, non è stato chiamato per aiutarlo. Hanno chiamato
lui, Simone di Cirene, padre di Alessandro e Rufo, come
riporta il vangelo di Marco (Mc 15, 21). L'hanno chiamato,
l'hanno costretto.
Quanto è durata questa costrizione? Per quanto tempo gli
ha camminato accanto, mostrando che niente lo univa al
condannato, alla sua colpa, alla sua pena? Per quanto tempo
è andato così , interiormente diviso, con una barriera di
indifferenza verso l'Uomo che soffriva? " Ero nudo, ebbi
sete, ero carcerato " (cf. Mt 25, 35. 36), ho portato la Croce...
e: l'hai portata con me?... davvero fino alla fine l'hai
portata con me?
Non si sa. San Marco riporta solo il nome dei figli del
Cireneo e la tradizione sostiene che appartenevano alla comunità
dei cristiani vicina a san Pietro (cf. Rm 16, 13).


ACCLAMAZIONI

Cristo, buon samaritano,
ti sei fatto prossimo al povero, all'ammalato, all'ultimo.
R . Christe, eleison.

Cristo, servo dell'Eterno, consideri come fatto a te,
ogni gesto d'amore verso l'esule, l'emarginato, lo straniero.
R . Christe, eleison.


Tutti:
Pater noster, qui es in cælis:
sanctificetur nomen tuum;
adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in cælo, et in terra.
Panem nostrum cotidianum da nobis hodie;
et dimitte nobis debita nostra,
sicut et nos dimittimus debitoribus nostris;
et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo.

 
Quis est homo qui non fleret,
Matrem Christi si videret
in tanto supplicio?


SESTA STAZIONE
La Veronica
asciuga il volto
di Gesù

V. Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.
R . Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

Dal libro del profeta Isaia. 53, 2-3

Non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi,
non splendore per potercene compiacere.
Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia.

 

MEDITAZIONE

La tradizione ci ha tramandato la Veronica. Forse essa
completa la storia del Cireneo. Perché è certo che - benché, 
essendo donna, non abbia fisicamente portato la Croce
e non sia stata costretta a farlo - ella questa Croce con
Gesù l'ha certamente portata: l'ha portata così come poteva,
come in quel momento era possibile farlo e come le
dettava il cuore, ed ha asciugato il suo Volto.
Questo particolare, riferito dalla tradizione, sembra anche
facile da spiegare: sulla pezzuola con la quale gli ha asciugato
il Volto, sono rimaste impresse le sembianze di Cristo.
Proprio perché era tutto insanguinato e sudato poteva lasciare
tracce e contorni.
Però il senso di questo particolare può anche essere interpretato
diversamente, se lo si considera alla luce del discorso
escatologico di Cristo. Sono molti indubbiamente coloro
che domanderanno: " Signore, quando mai abbiamo fatto
questo? ". E Gesù risponderà : " Tutto ciò che avete fatto a
uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l'avete fatto a me "
(cf. Mt 25, 37-40). Il Salvatore infatti imprime la sua somiglianza
su ogni atto di carità , come sul lino della Veronica.


ACCLAMAZIONI

O Volto del Signore Gesù ,
sfigurato dal dolore, splendente della gloria divina.
R. Kyrie, eleison.

O Volto santo,
impresso quale sigillo su ogni gesto d'amore.
R. Kyrie, eleison.

 
Tutti:
Pater noster, qui es in cælis:
sanctificetur nomen tuum;
adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in cælo, et in terra.
Panem nostrum cotidianum da nobis hodie;
et dimitte nobis debita nostra,
sicut et nos dimittimus debitoribus nostris;
et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo.

 
Quis non posset contristari,
Christi Matrem contemplari,
dolentem cum Filio?



SETTIMA STAZIONE
Gesù cade per
la seconda volta


V. Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.
R. Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

Dal libro delle Lamentazioni. 3, 1-2. 9. 16

Io sono l'uomo che ha provato la miseria
sotto la sferza della sua ira.
Egli mi ha guidato, mi ha fatto camminare
nelle tenebre e non nella luce...
Ha sbarrato le mie vie con blocchi di pietra,
ha ostruito i miei sentieri...
Mi ha spezzato con la sabbia i denti,
mi ha steso nella polvere.

MEDITAZIONE

" Io sono un verme e non un uomo, ludibrio a tutti, scherno
della plebe " (Sal 22, 7): le parole del profeta salmista trovano
la loro piena realizzazione in queste strette, ardue
stradine di Gerusalemme, durante le ultime ore che precedono
la Pasqua. E si sa che queste ore, prima della festa,
sono snervanti e che le strade sono affollate. E in tale contesto
che si verificano le parole del salmista, anche se nessuno
ci pensa. Non si rendono certamente conto di questo
coloro che dimostrano disprezzo, per i quali questo Gesù di
Nazaret che cade per la seconda volta sotto la Croce è
diventato oggetto di ludibrio.
E Lui lo vuole, vuole che si compia la profezia. Cade, quindi,
esausto a causa dello sforzo. Cade per volontà del Padre,
volontà pure espressa nelle parole del Profeta. Cade per
volontà propria, perché : " come si adempirebbero le Scritture?" 
(Mt 26, 54): " Io sono un verme e non un uomo "
(Sal 22, 7), quindi neppure " Ecce Homo" (Gv 19, 5), ancor
meno, ancor peggio.
Il verme striscia attaccato alla terra; l'uomo, invece, come re
delle creature, vi cammina sopra. Il verme rode anche il
legno: come il verme, il rimorso del peccato rode la coscienza
dell'uomo. Rimorso per la seconda caduta.

ACCLAMAZIONI

Gesù di Nazaret, divenuto infamia degli uomini,
per nobilitare tutte le creature.
R. Kyrie, eleison.

Gesù , servitore della vita,
schiacciato dagli uomini, innalzato da Dio.
R. Kyrie, eleison.

 
Tutti:
Pater noster, qui es in cælis:
sanctificetur nomen tuum;
adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in cælo, et in terra.
Panem nostrum cotidianum da nobis hodie;
et dimitte nobis debita nostra,
sicut et nos dimittimus debitoribus nostris;
et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo.

Pro peccatis suæ gentis
vidit Iesum in tormentis
et flagellis subditum.

OTTAVA STAZIONE
Gesù incontra
le donne
di Gerusalemme

V. Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.
R . Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

Dal Vangelo secondo Luca. 23, 28-31

Gesù , voltandosi verso le donne, disse:
" Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me,
ma piangete su voi stesse e sui vostri figli.
Ecco, verranno giorni nei quali si dirà :
Beate le sterili e i grembi che non hanno generato
e le mammelle che non hanno allattato.
Allora cominceranno a dire ai monti:
Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci!
Perché se trattano così il legno verde,
che avverrà del legno secco? ".

MEDITAZIONE

Ecco la chiamata al pentimento, al vero pentimento, al
rimpianto, nella verità del male commesso. Gesù dice alle
figlie di Gerusalemme che piangono alla sua vista: " Non
piangete per me, ma piangete per voi stesse e per i vostri
figli " (Lc 23, 28). Non si può restare alla superficie del
male, bisogna arrivare alle sue radici, alle cause, alla verità
della coscienza fino in fondo.
Proprio questo vuole dire il Gesù che porta la Croce, che da
sempre " conosceva ciò che sta nell'uomo " (cf. Gv 2, 25) e
sempre lo conosce. Perciò Lui deve restare sempre il più
vicino testimone dei nostri atti e dei giudizi che su di essi
facciamo nella nostra coscienza. Forse ci fa persino comprendere
che questi giudizi devono essere ponderati, ragionevoli,
oggettivi-dice: " non piangere "-, ma nello stesso
tempo legati con tutto ciò che questa verità contiene: ce ne
avverte perché è Lui che porta la Croce.
Ti chiedo, Signore, di saper vivere e camminare nella verità !


ACCLAMAZIONI

Signore Gesù, sapiente e misericordioso,
Verità che guida alla Vita.
R. Kyrie, eleison.

Signore Gesù, compassionevole,
la tua presenza lenisce il pianto nell'ora della prova.
R. Kyrie, eleison.


Tutti:

Pater noster, qui es in cælis:
sanctificetur nomen tuum;
adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in cælo, et in terra.
Panem nostrum cotidianum da nobis hodie;
et dimitte nobis debita nostra,
sicut et nos dimittimus debitoribus nostris;
et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo.

Tui nati vulnerati,
tam dignati pro me pati,
pœnas mecum divide.


NONA STAZIONE
Gesu` cade
per la terza volta

V. Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.
R . Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

Dal libro delle Lamentazioni. 3, 27-32

È bene per l'uomo portare il giogo
fin dalla giovinezza.
Sieda costui solitario e resti in silenzio,
poiché egli glielo ha imposto;
cacci nella polvere la bocca,
forse c'è ancora speranza;
porga a chi lo percuote la sua guancia,
si sazi di umiliazioni.
Poiché il Signore non rigetta mai...
Ma, se affligge, avrà anche pietà
secondo la sua grande misericordia.

MEDITAZIONE

" Umiliò se stesso ancor di più , facendosi obbediente fino
alla morte, anzi fino alla morte di croce " (Fil 2, 8). Ogni
stazione di questa Via è una pietra miliare di questa ubbidienza
e di questo annientamento.
La misura di questo annientamento la cogliamo quando
cominciamo a seguire le parole del profeta: " Il Signore ha
posto sopra di Lui l'iniquità di noi tutti... Tutti noi andavamo,
come pecore, errando, ciascuno deviava per la sua
strada, ma il Signore ha posto sopra di Lui l'iniquità di noi tutti " (Is 53, 6).
La misura di questo annientamento la concepiamo quando
vediamo che Gesù cade ancora, per la terza volta, sotto la
Croce. La cogliamo quando meditiamo chi è colui che cade,
chi è colui che giace nella polvere della strada sotto la Croce,
accanto ai piedi di gente nemica che non gli risparmia
umiliazioni e oltraggi...
 
Chi è colui che cade? Chi è Gesù Cristo? " Egli, pur possedendo
la natura divina, non pensò di valersi della sua eguaglianza
con Dio, ma preferì annientare se stesso, prendendo
la natura di schiavo e diventando simile agli uomini; e dopo
che ebbe rivestito la natura umana, umiliò se stesso ancor di
più, facendosi obbediente fino alla morte, anzi fino alla
morte di croce " (Fil 2, 6-8).


ACCLAMAZIONI

Cristo Gesù,
tu hai assaporato l'amarezza della terra
per mutare il gemito del dolore in canto di giubilo.
R. Christe, eleison.

Cristo Gesù,
che ti sei umiliato nella carne
per nobilitare tutta la creazione.
R. Christe, eleison.

 
Tutti:

Pater noster, qui es in cælis:
sanctificetur nomen tuum;
adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in cælo, et in terra.
Panem nostrum cotidianum da nobis hodie;
et dimitte nobis debita nostra,
sicut et nos dimittimus debitoribus nostris;
et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo.

Eia Mater, fons amoris,
me sentire vim doloris
fac, ut tecum lugeam.

 
DECIMA STAZIONE
Gesù è spogliato
delle vesti

V. Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.
R . Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

Dal Vangelo secondo Marco. 15, 24

I soldati si divisero le sue vesti,
tirando a sorte su di esse
quello che ciascuno dovesse prendere.

MEDITAZIONE

Quando Gesù sta sul Golgota spogliato delle vesti (cf.
Mc 15, 24 ecc.), i nostri pensieri si rivolgono a sua Madre:
ritornano indietro, all'origine di questo corpo, che già ora,
prima della crocifissione, è tutto una piaga (cf. Is 52, 14). Il
mistero dell'Incarnazione: il Figlio di Dio prende il suo
corpo dal seno della Vergine (cf. Mt 1, 23; Lc 1, 26-38).
Il Figlio di Dio parla al Padre con le parole del salmo:
" Non hai voluto né sacrificio, né offerte... ma tu mi hai
formato un corpo " (Sal 40 [39], 8. 7; Eb 10, 6. 5). Il corpo
dell'uomo esprime la sua anima. Il corpo di Cristo esprime
l'amore verso il Padre: "Allora ho detto: Eccomi, io vengo...
per fare, o Dio, la tua volontà " (Sal 40 [39], 9; Eb
10, 7). " Io faccio sempre quello che é di suo piacimento "
(Gv 8, 29). Questo corpo spogliato compie la volontà del
Figlio e quella del Padre con ogni piaga, con ogni brivido di
dolore, con ogni muscolo strappato, con ogni rivolo di sangue
che scorre, con tutta la stanchezza delle braccia, con le
ammaccature del collo e delle spalle, con un terribile dolore
alle tempie. Questo corpo compie la volontà del Padre
quando è spogliato delle vesti e trattato come oggetto di
supplizio, quando racchiude in sé l'immenso dolore dell'umanità
profanata.
Il corpo dell'uomo viene profanato in vari modi.
In questa stazione dobbiamo pensare alla Madre di Cristo,
perché sotto il suo cuore, nei suoi occhi, tra le sue mani il
corpo del Figlio di Dio ha ricevuto un'adorazione piena.

ACCLAMAZIONI

Gesù , corpo santo,
ancora profanato nelle tue membra vive.
R. Kyrie, eleison.

Gesù , corpo offerto per amore,
ancora diviso nelle tue membra.
R. Kyrie, eleison.

 

Tutti:

Pater noster, qui es in cælis:
sanctificetur nomen tuum;
adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in cælo, et in terra.
Panem nostrum cotidianum da nobis hodie;
et dimitte nobis debita nostra,
sicut et nos dimittimus debitoribus nostris;
et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo.

Fac ut ardeat cor meum
in amando Christum Deum,
ut sibi complaceam.


UNDICESIMA STAZIONE
Gesù è inchiodato
sulla Croce

V. Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.
R. Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

Dal Vangelo secondo Marco. 15, 25-27

Erano le nove del mattino quando lo crocifissero.
E l'iscrizione con il motivo della condanna diceva:
" Il re dei Giudei ".
Con lui crocifissero anche due ladroni,
uno alla sua destra e uno alla sinistra.


MEDITAZIONE

"Mi hanno traforato mani e piedi, posso contare tutte le
mie ossa " (Sal 22, 17-18). " Posso contare... ": che parole
profetiche! Eppure si sa che questo corpo è un riscatto. Un
grande riscatto è tutto questo corpo: le mani, i piedi, ed
ogni osso. Tutto l'Uomo in massima tensione: scheletro,
muscoli, sistema nervoso, ogni organo, ogni cellula, tutto
è in massima tensione. " Io, quando sarò stato innalzato da
terra, trarrò a me tutti gli uomini " (Gv 12, 32).
Ecco le parole che esprimono la piena realtà della crocifissione.
Fa parte di essa anche questa terribile tensione che
penetra le mani, i piedi e tutte le ossa: terribile tensione del
corpo tutto intero, che, inchiodato come un oggetto alle
travi della Croce, sta per essere annientato fino alla fine
nelle convulsioni della morte. E nella stessa realtà della
crocifissione entra tutto il mondo che Gesù vuole attirare
a sé (cf. Gv 12, 32). Il mondo è sottoposto alla gravitazione
del corpo che tende per inerzia verso il basso.
Proprio in questa gravitazione sta la passione del Crocifisso.
" Voi siete di quaggiù , io sono di lassù " (Gv 8, 23). Le sue
parole dalla Croce sono: " Padre, perdona loro, perché non
sanno quello che fanno " (Lc 23, 34).



ACCLAMAZIONI

Cristo, crocifisso dall'odio,
reso dall'amore segno di riconciliazione e di pace.
R . Christe, eleison.

Cristo, con il sangue versato sulla Croce,
hai riscattato l'uomo, il mondo, il cosmo.
R. Christe, eleison.


Tutti:

Pater noster, qui es in cælis:
sanctificetur nomen tuum;
adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in cælo, et in terra.
Panem nostrum cotidianum da nobis hodie;
et dimitte nobis debita nostra,
sicut et nos dimittimus debitoribus nostris;
et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo.
Sancta Mater, istud agas,


Crucifixi fige plagas,
cordi meo valide.

 
DODICESIMA STAZIONE
Gesù muore
sulla Croce


V. Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.
R . Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

Dal Vangelo secondo Marco. 15, 33-34. 37. 39

Venuto mezzogiorno,
si fece buio su tutta la terra,
fino alle tre del pomeriggio.
Alle tre Gesù gridò con voce forte:
Eloì , Eloì , lema sabactà ni?,
che significa:
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?...
Ed egli, dando un forte grido, spirò ...
Allora il centurione che gli stava di fronte,
vistolo spirare in quel modo, disse:
" Veramente quest'uomo era Figlio di Dio! ".


MEDITAZIONE

Ecco il più alto, il più sublime operare del Figlio in unione
col Padre. Sì : in unione, nella più profonda unione, proprio
quando grida: " Elì Elì, lamma sabacthà ni ", " Dio mio, Dio
mio, perché mi hai abbandonato? " (Mc 15, 34; Mt 27, 46).
Questo operare si esprime con la verticalità del corpo teso
lungo la trave perpendicolare della Croce con l'orizzontalità
delle braccia tese lungo il legno trasversale. L'uomo che
guarda queste braccia può pensare che esse con lo sforzo
abbracciano l'uomo e il mondo.
Abbracciano.
Ecco l'uomo. Ecco Dio stesso. " In Lui... noi viviamo, ci
moviamo e siamo " (At 17, 28). In Lui: in queste braccia tese
lungo la trave trasversale della Croce.
Il mistero della Redenzione.
Gesù inchiodato alla Croce, immobilizzato in questa terribile
posizione, invoca il Padre (cf. Mc 15, 34; Mt 27, 46;
60 Lc 23, 46). Tutte le sue invocazioni testimoniano che Egli è
uno con Lui. " Io e il Padre siamo una sola cosa " (Gv 10,
30); " Chi ha visto me, ha visto il Padre " (Gv 14, 9); " Il
Padre mio non ha mai lasciato di operare fino al presente ed
io pure opero " (Gv 5, 17).


ACCLAMAZIONI

Figlio di Dio, ricordati di noi
nell'ora suprema della morte.
R . Kyrie, eleison.

Figlio del Padre, ricordati di noi
e rinnova con il tuo Spirito il volto della terra.
R. Kyrie, eleison.

 
Tutti:
Pater noster, qui es in cælis:
sanctificetur nomen tuum;
adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in cælo, et in terra.
Panem nostrum cotidianum da nobis hodie;
et dimitte nobis debita nostra,
sicut et nos dimittimus debitoribus nostris;
et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo.


Vidit suum dulcem Natum
morientem desolatum,
cum emisit spiritum.

 
TREDICESIMA
STAZIONE
Gesù è deposto
dalla Croce


V. Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.
R . Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

Dal Vangelo secondo Marco. 15, 42-43. 46

Sopraggiunta ormai la sera,
Giuseppe d'Arimatea, membro autorevole del sinedrio,
che aspettava anche lui il Regno di Dio,
comprato un lenzuolo,
calò il corpo di Gesù giù dalla croce.

 

MEDITAZIONE

Nel momento in cui il corpo di Gesù viene tolto dalla Croce
ed è posto tra le braccia della Madre, torna innanzi ai nostri
occhi il momento in cui Maria ha accettato il saluto dell'angelo
Gabriele: " Ecco, tu concepirai nel tuo seno e darai
alla luce un figlio, che chiamerai col nome di Gesù ... il
Signore Iddio gli darà il trono di Davide, suo padre... e il
suo regno non avrà mai fine " (Lc 1, 31-33). Maria ha detto
solo: " Che mi avvenga secondo la tua parola " (Lc 1, 38),
come se fin d'allora avesse voluto esprimere quanto sta
vivendo in questo momento.
Nel mistero della Redenzione si intrecciano la Grazia, cioè
il dono di Dio stesso, e " il pagamento " del cuore umano.
In questo mistero siamo arricchiti di un Dono dall'alto
(cf. Gc 1, 17) e nello stesso tempo siamo comprati dal riscatto
del Figlio di Dio (cf. 1Cor 6, 20; 7, 23; At 20, 28). E
Maria, che fu più di ogni altro arricchita di doni, paga
anche di più . Col cuore.
A questo mistero è unita la meravigliosa promessa formulata
da Simeone durante la presentazione di Gesù nel
tempio: "A te pure una spada trapasserà l'anima affinché
vengano svelati i pensieri di molti cuori " (Lc 2, 35).
Anche questo si compie. Quanti cuori umani si aprono davanti
al cuore di questa Madre che ha tanto pagato!
E Gesù è di nuovo tutto nelle sue braccia, come lo è stato
nella stalla di Betlemme (cf. Lc 2, 16), durante la fuga in
Egitto (cf. Mt 2, 14), a Nazaret (cf. Lc 2, 39-40). Pietà .


ACCLAMAZIONI


Santa Maria, madre dalla pietà immensa,
con te apriamo le braccia alla Vita
e supplici imploriamo.
R . Kyrie, eleison.

Santa Maria, madre e socia del Redentore,
in comunione con te accogliamo Cristo
e pieni di speranza invochiamo.
R . Kyrie, eleison.

Tutti:

Pater noster, qui es in cælis:
sanctificetur nomen tuum;
adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in cælo, et in terra.
Panem nostrum cotidianum da nobis hodie;
et dimitte nobis debita nostra,
sicut et nos dimittimus debitoribus nostris;
et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo.

Fac me vere tecum flere,
Crucifixo condolere,
donec ego vixero.

 
QUATTORDICESIMA
STAZIONE
Gesù è deposto
nel sepolcro


V. Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.
R . Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

Dal Vangelo secondo Marco. 15, 46-47

Giuseppe d'Arimatea,
avvolto il corpo di Gesù in un lenzuolo,
lo depose in un sepolcro scavato nella roccia.
Poi fece rotolare un masso
contro l'entrata del sepolcro.
Intanto Maria di Magdala
e Maria madre di Joses
stavano ad osservare dove veniva deposto.


MEDITAZIONE

Dal momento in cui l'uomo, a causa del peccato, è stato
allontanato dall'albero della vita (cf. Gn 3, 23-24) la terra è
diventata un cimitero. Quanti uomini, tanti sepolcri. Un
grande pianeta di tombe.
Nei pressi del Calvario, vi era una tomba che apparteneva a
Giuseppe d'Arimatea (cf. Mt 27, 60). In questa tomba, col
consenso di Giuseppe, è stato posto il corpo di Gesù dopo
la sua deposizione dalla Croce (cf. Mc 15, 42-46 ecc.). Ve lo
deposero in fretta, in modo che la cerimonia terminasse
prima della festa di Pasqua (cf. Gv 19, 31), che aveva inizio
al tramonto.
Tra tutte le tombe sparse sui continenti del nostro pianeta,
ce n'è una nella quale il Figlio di Dio, l'uomo Gesù Cristo,
ha vinto la morte con la morte. "O mors! Ero mors tua! "
(1 antif. Lodi Sabato Santo). L'albero della Vita, dal quale
l'uomo a causa del peccato è stato respinto, si è rivelato
nuovamente agli uomini nel corpo di Cristo. " Se uno mangia
di questo pane, vivrà in eterno; e il pane che io darò è la
mia carne per la vita del mondo " (Gv 6, 51).
Nonostante il nostro pianeta si ripopoli sempre di tombe,
nonostante il cimitero nel quale l'uomo sorto dalla polvere
ritorna in polvere (cf. Gn 3, 19) cresca, tuttavia tutti gli
uomini che guardano alla tomba di Gesù Cristo vivono
nella speranza della Risurrezione.


ACCLAMAZIONI

Gesù Signore, nostra risurrezione,
nel sepolcro nuovo distruggi la morte e doni la vita.
R. Kyrie, eleison.

Gesù Signore, nostra speranza,
il tuo corpo crocifisso e risorto è il nuovo albero della vita.
R. Kyrie, eleison.


Tutti:
Pater noster, qui es in cælis:
sanctificetur nomen tuum;
adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in cælo, et in terra.
Panem nostrum cotidianum da nobis hodie;
et dimitte nobis debita nostra,
sicut et nos dimittimus debitoribus nostris;
et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo.

Quando corpus morietur,
fac ut animæ donetur
paradisi gloria. Amen.

 

Il Santo Padre rivolge la sua parola ai presenti.

Al termine del discorso il Santo Padre imparte la Benedizione Apostolica:
V. Dominus vobiscum.
R . Et cum spiritu tuo.

V. Sit nomen Domini benedictum.
R . Ex hoc nunc et usque in sæculum.

V. Adiutorium nostrum in nomine Domini.
R . Qui fecit cælum et terram.

V. Benedicat vos omnipotens Deus,
Pater, et Filius, et c Spiritus Sanctus.
R . Amen.

    

© Libreria Editrice Vaticana

     

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