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Giovanni Paolo II in UcrainaLeopoli
Il mio pellegrinaggio ha voluto essere un omaggio alla santità in quella terra intrisa di sangue di martiri. A Leopoli, capitale culturale e spirituale della regione occidentale del Paese e sede dei due Arcivescovi, i Cardinali Lubomyr Husar, per i greco-cattolici, e Marian Jaworski, per i latini, ho avuto la gioia di proclamare beati trenta figli dell'Ucraina, sia latini che greco-cattolici. Sono: il Vescovo Mykola Carneckj e ventiquattro Compagni, martiri, tra cui altri sette Vescovi, tredici sacerdoti, tre suore e un laico, eroici testimoni della fede durante il regime comunista; Omeljan Kovc, sacerdote e martire sotto l'occupazione nazista; il Vescovo Teodor Romza, zelante Pastore, che pagò con la vita la fedeltà senza tentennamenti alla Sede di Pietro; Jozef Bilczewski, stimato docente di teologia ed esemplare Arcivescovo di Leopoli dei Latini; Zygmunt Gorazdowski, sacerdote, instancabile apostolo della carità e della misericordia; Josaphata Hordashevska, religiosa, fondatrice delle Suore Ancelle di Maria Immacolata. (Giovanni Paolo II, udienza generale, 4 luglio 2001)
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I discorsi del Papa
A Leopoli durante la solenne Concelebrazione Eucaristica Giovanni Paolo II iscrive nell'albo dei Beati due figli della Terra Ucraina
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Durante la Divina Liturgia: Giovanni Paolo II iscrive all'albo dei Beati ventisette Martiri Ucraini e la Religiona Suor Josaphata
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