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 Pontifical Council for the Pastoral Care of Migrants and Itinerant People

People on the Move

N° 103 (Suppl.), April 2007

 

INDIRIZZO DI SALUTO 

 

Cardinale Stephen Fumio HAMAO

Presidente del Pontificio Consiglio

della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti

  

Con vivo piacere do il benvenuto ai partecipanti al II Congresso Mondiale di Pastorale per gli Studenti Esteri. Roma, la città del successore di Pietro e allo stesso tempo sede di molte università frequentate da studenti provenienti dal mondo intero, vi accoglie fraternamente.

La Chiesa “segno e strumento dell’unità di tutto il genere umano” (Lumen Gentium, n. 1), va incontro a tutti gli uomini accogliendoli con le loro ricchezze e differenze, poiché le diversità aprono e ampliano gli orizzonti della sua missione.

Il fenomeno delle migrazioni, e specificatamente quella di tipo scientifico e culturale, costituisce, poi, una sfida per l’umanità e per la Chiesa, di fronte al superamento delle barriere linguistiche, culturali e religiose, si trasforma in un invito allo scambio e al mutuo arricchimento.

Il fenomeno della mobilità studentesca si mostra intensificato negli ultimi decenni e a ciò corrisponde il crescente interesse pastorale della Chiesa per questo specifico settore. Il Magistero ha sottolineato costantemente la funzione che gli studenti stranieri svolgono per lo sviluppo tecnico e culturale del Terzo Mondo. Preparare specialisti e aiutarli a ritornare nei loro Paesi di origine  per inserirsi in progetti e programmi di sviluppo, rappresenta un grande e moderno segno di solidarietà.

La Chiesa dovrebbe quindi, profeticamente e senza sosta, svegliare le coscienze degli uomini in questo campo e dare il proprio appoggio agli Studenti Esteri, non solo per il bene dei propri Paesi ma per tutta la comunità internazionale.

In effetti, la Chiesa ha dimostrato da diversi anni il suo interesse pastorale per questo settore. Nel 1957, Pio XII affidò questa nascente  opera pastorale alla Congregazione “de Propaganda Fide”, oggi chiamata Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. Nel 1959, si organizzò un Incontro dei Cappellani degli Studenti Esteri in Europa Occidentale, promosso dal Comitato Permanente dei Congressi Internazionali per l’Apostolato dei Laici e il Centro di coordinamento delle Organizzazioni Internazionali Cattoliche e Missionarie, a ciò si era anche interessata la Congregazione per i Seminari e per gli Studi Universitari, oggi chiamata Congregazione per l’Educazione Cattolica, la Pontificia Commissione per l’America Latina e il “Consiglio per i Laici”, oggi Pontificio Consiglio per i Laici.

Nel 1970, Paolo VI creò la Pontificia Commissione per la Pastorale delle  Migrazioni  e del Turismo, affidandole il coordinamento di particolari iniziative attinenti questa pastorale  (Si veda l’Istruzione De Migratorum Pastorali Cura, dal 22 .08. 196,  n. 15: AAS LXII [1970] p. 195 e la Lettera Chiesa e Mobilità Umana, dal 26 05.1978, n. 2: AAS LXX (1978) p. 357).

Con la Costituzione Apostolica Pastor Bonus (28.06.1988), la Pontificia Commissione veniva trasformata in Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti e degli Itineranti (art. 149-151), con un settore per la pastorale degli Studenti Esteri al suo interno.

La necessità di una pastorale specifica per gli studenti esteri nasce dai problemi concreti e dalle frequenti difficoltà che essi incontrano per il fatto di stare lontani dal loro Paese di origine. Segnaliamo le più importanti:

gli Studenti esteri, soprattutto quelli provenienti dal Terzo Mondo, soffrono una particolare difficoltà economica, dovuta alla irregolarità degli aiuti scolastici o all’impossibilità, a volte, di conciliare studio e lavoro retribuito; sono oggetto di molteplici fattori che provocano lo  “choc” culturale; soffrono dei traumi spirituali generati da differenti atteggiamenti religiosi; avvertono la sensazione di sentirsi osservati e trattati sovente con diffidenza,  che si trasforma spesso in violenza, xenofobia e perfino razzismo; vivono la difficoltà di integrarsi temporaneamente nella cultura del Paese che li ospita; infine ricevono l’impressione negativa provocata dal permissivismo e dal lassismo morale che regna in genere nei Paesi che li ospitano.

Questo Congresso vuole essere uno stimolo per coloro che si occupano di questa pastorale specifica e anche per tutti i Cappellani universitari in modo che aumenti l’attenzione specifica verso gli Studenti Esteri. In questo campo vi è bisogno di un grande bagaglio di apertura, disponibilità, benevolenza e comprensione, e soprattutto di zelo apostolico.

A tutti l’augurio di Buon Lavoro e che Gesù, il Maestro, vi benedica tutti abbondantemente.

 

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