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DISCORSO DI PAOLO VI DURANTE
LA FESTA ANNUALE DELLA GUARDIA SVIZZERA PONTIFICIA

Lunedì, 6 maggio 1968

 

Salutiamo la Nostra diletta Guardia Svizzera, qui schierata in tutti i suoi ranghi, in occasione del solenne giuramento annuale: il Comandante, il Cappellano, gli Ufficiali, le Guardie.

E salutiamo i numerosi appartenenti alla Federazione Nazionale dei costumi svizzeri, venuti a Roma, in così grande numero e nei caratteristici abiti regionali dei vari Cantoni, per il loro interessante viaggio di fede e di istruzione, e che Ci hanno testé dato cotesto saggio del loro estro e della loro bravura.

Vi accogliamo con grande benevolenza: e Ci piace vedere in voi rappresentata l’intera, dilettissima Nazione elvetica, a Noi ben nota, e non da oggi. L’abbiamo visitata a suo tempo; abbiamo ammirato la maestosa e tranquilla solennità delle sue montagne e vallate, la vita operosa e serena dei suoi abitanti, le tradizioni radicate fedelmente nel passato, e pur aperte agli impulsi del progresso e della civiltà più avanzata, in una sintesi felicissima di antico e di moderno, in cui brilla il carattere forte e volitivo della vostra gente, il suo genio paziente e assimilatore.

La vostra stessa Associazione è la prova vivente di questa fedeltà lieta e vigorosa alle antiche tradizioni, rivissute con animo affezionato; e porta qui, pertanto, come il simbolo eloquente della vostra Patria.

Oggi la vostra presenza assume tuttavia un significato ancora più alto e profondo, che avete sottolineato stringendovi attorno ai vostri connazionali, che entrano a far parte della Guardia Svizzera, o che vi sono già da lunga consuetudine di anni e di servizio. La cerimonia del giuramento mette ogni anno in luce l’anima profonda della Svizzera cattolica: la sua fedeltà alla Sede di Pietro, il suo desiderio, la sua ambizione di essere presente nella Casa stessa del Vicario di Cristo, la sua secolare devozione, che ha saputo manifestarsi anche donando il sangue e la vita, e si tramanda, nel ricordo di quegli esempi generosi, in un attaccamento fervido, virile, costante alla Chiesa.

Vi diciamo pertanto il Nostro grazie, rallegrandoci con voi per i motivi che vi hanno spinti qui a Roma, collegando il magnifico filone delle vostre antiche tradizioni storiche e popolari con le altre idealità sempre vive della fede vissuta e professata a fronte alta.

Ci piace altresì cogliere un altro consolantissimo significato dalla presenza dei numerosi fratelli delle comunità cristiane non ancora ricongiunte nella perfetta unità con la Chiesa Cattolica: sappiamo che proprio essi sono stati i patrocinatori entusiastici di questo viaggio a Roma, e hanno desiderato anch’essi vivamente questo incontro con l’umile Successore di Pietro: ad essi il Nostro saluto paterno, e la Nostra gratitudine per la delicatezza del loro pensiero.

Prima di impartirvi la Nostra Apostolica Benedizione, Ci dobbiamo ancora rivolgere ai vostri gruppi di lingua francese e tedesca; desideriamo ora chiedervi che, tornando alle vostre città e ai vostri villaggi, portiate ai vostri cari e ai vostri concittadini il saluto del Papa, il Suo augurio per i costanti progressi del vostro Paese, e soprattutto la promessa che Egli prega, per voi e per loro, per le vostre e le loro famiglie, tutti abbracciando in un profondo e sincero palpido di stima e di affetto.

C’est avec une grande joie que Nous vous accueillons, pèlerins suisses de langue française. Vous êtes Venus assister à la prestation du serment de fidélité de vos jeunes compatriotes, à qui reviennent l’honneur et la Charge d’assurer la garde de Notre personne et du Palais pontifical. Cet éminent Service s’inscrit désormais dans une longue histoire: depuis plus de quatre siècles, les Souverains Pontifes n’ont cessé d’apprécier ce dévouement ponctuel, efficace courageux, à certaines heures héroïque. Aussi est-ce bien volontiers qu’a Notre tour, Nous renouvelons a ces chers Fils de la Garde Suisse, Nos félicitations et Notre gratitude.

Et vous tous qui êtes rassembles autour d’eux, vous apportez ici la vitalité de vos traditions, la richesse de votre patrimoine humain et religieux. Comme au sein de votre Pays, vous êtes également réunis ici, de façon fraternelle, entre chrétiens de diverses confessions. Nous sommes très sensible a cette présence: ne symbolise-t-elle pas ce qui nous unit déjà dans le Christ, Lui qui est notre Salut, notre joie et notre espérance a tous? Et n’est-elle pas aussi le gage de cette unité plus parfaite que nous devons tous chercher, a travers un dialogue sincère, par la prière et dans une conformité profonde avec ce qu’a voulu le Seigneur?

A tous, Nous exprimons Notre vive reconnaissance pour ces dons généreux que vous ont inspires votre délicatesse et votre attachement au Saint-Siege. Nous recommandons a Dieu toutes les intentions que vous portez, celles de vos familles et de ceux qui vous sont chers. Nous formons les meilleurs voeux pour le bonheur et la prospérité de la noble Confédération Helvétique, et aussi pour la paix du monde, cette paix si chère au cœur des Suisses comme elle l’est au Nôtre.

Geliebte Söhne und Tochter des freien Schweizerlandes!

Soeben wart ihr Zeuge des feierlichen Eides, der seit Jahrhunderten den Heiligen Stuhl in besonderer Weise mit eurer Heimat verbindet. Junge Söhne eures Volkes geloben dem Stellvertreter Christi Treue und Schutz. Sie schenken ihm damit viele schöne Jahre ihres jungen Lebens.

Diese Treue und Verbundenheit hat auch euch den Weg zu Uns gewiesen. Es erfüllt Uns mit Freude und Dank, eine so stattliche Zahl der Schweizer Trachtenfreunde begrüssen zu können. Wir wissen, dass sich auch viele hier eingefunden haben, die sich zum evangelischen Glauben bekennen. Auch ihnen gilt Unser herzlicher Gruss. Euer von herrlichen Bergen umgebenes Schweizerland ist Symbol der Freiheit, der Einigkeit und der Treue. Wie notwendig ist das in einer Welt, die von Krieg, Unterdrückung und so vielen anderen Krisen bedroht ist!

Freiheit, Einigkeit und Treue sind aber auch die Fundamente, auf denen sich in den Fragen .des Glaubens die Brücke der Verständigung von Mensch zu Mensch schlagen lasst. Einigkeit, gegenseitiges Verstehen in Freiheit und Treue zu Christus und zu Kirche, ist der Weg, der zur Einheit aller Christen führt.

Geliebte Sohne und Tochter des Schweizer Volkes, erkennt eure Sendung, habt den Mut, sie in dieser Welt zu leben! Dazu euch allen Unser Apostolischer Segen.

    



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