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PAROLE DI SUA SANTITÀ PIO XII
PER L'ACCENSIONE DELLA CROCE SUL MONTE AMIATA*

Sabato, 24 agosto 1946

 

Mentre sullo storico monte Amiata si appuntano da ogni parte in questa serena notte sguardi e aneliti a salutare la risorta Croce già eretta dalla pietà dei cattolici figli di Toscana e atterrata dal furore della guerra, e al Nostro tocco essa si accende e arde d'una miriade di luci, invitiamo i credenti a sollevare a Gesù Cristo, trionfatore per mezzo della Croce, le menti e i cuori e a pronunziare con Noi la fervida preghiera : Cessino, o divin Salvatore, gli odi e gli egoismi dei popoli che tanto hanno già funestato questo secolo di calamità e di lutti, e, uniti gli animi nel lavoro e nell'amore, arrida finalmente, nel culto della Tua giustizia e nelle opere di civiltà cristiana, la Tua feconda, la Tua stabile pace. A questa pace, o Signore, anela, dopo tanta ora di passione, questa Tua diletta Italia, che temprata ma non abbattuta dalla umiliazione e dal dolore, Tu inviti a riprendere con virili propositi, con umani voleri, con fraterna concordia, con fede incrollabile, la sua grande missione, onde nella luce del Tuo spirito e della Tua dottrina essa tanto contribuì a maturare nel mondo la coscienza di una grandezza vincitrice della materia e della forza bruta, e non di altro luminosa che di giustizia e di amore, irradianti dal fulgore della Tua Croce. O Crux, ave spes unica!

Con questa invocazione ardente e fiduciosa impartiamo nel nome di Dio alla dolce terra italica e a tutti gli operosi suoi figli la confortatrice Benedizione Apostolica.


*Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, VIII,
 Ottavo anno di Pontificato, 2 marzo 1946 - 1° marzo 1947, p. 213
 Tipografia Poliglotta Vaticana

 



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