Index   Back Top Print

[ IT ]

DISCORSO DI SUA SANTITÀ PIO PP. XII
AGLI INSEGNANTI DEI CORSI POST-SCOLASTICI
E DI SPECIALIZZAZIONE IN ROMA
*

 Giovedì, 4 giugno 1953

 

Con particolare compiacimento vi salutiamo adunati alla Nostra presenza, dilette figlie, religiose e laiche, è diletti figli, Insegnanti nei settori della scuola materna, nel doposcuola, nel dopo asilo, e nei Corsi professionali istituiti dal Comune di Roma, anche perchè insieme con voi, già tanto numerosi, il Nostro spirito vede i circa trentaseimila bambini, fanciulli e giovani da voi quotidianamente assistiti. Trentaseimila! si direbbe quasi una città; la città della speranza e dell'avvenire. Ma quale sarà questo avvenire? Sarà quello che gl'insegnanti e gli educatori vorranno e sapranno plasmare.

Ci è nota la vostra appassionata dedizione al nobilissimo ufficio, che vorremmo definire ad un tempo religioso e sociale. Esso — a complemento della normale educazione cristiana nella famiglia, e possibilmente in stretta unione coi genitori dei vostri assistiti — si studia di preparare alla Roma di domani una popolazione per ogni rispetto sana e prospera. Pertanto specialmente a voi, dilette figlie, quasi a Nostre fedeli collaboratrici, siamo e Ci diciamo paternamente grati.

Ci congratuliamo parimente con coloro che, preposti all'amministrazione comunale, rivolgono con saggezza d'intenti e alacrità di opere il loro animo a promuovere il bene morale e materiale del Nostro amatissimo popolo, per molteplici motivi da più parti insidiato, particolarmente nelle zone periferiche e nelle borgate, che tanto posto occupano nelle Nostre cure pastorali. Salutare ed opportuna è quindi la istituzione dei corsi post-scolastici e di specializzazione femminili e maschili, che si propongono come scopo l'educazione, l'assistenza e la formazione professionale della fanciullezza e della gioventù, specialmente della più bisognosa, e che dopo cinque anni di operosità può ora mostrare abbondanti frutti di miglioramento.

La sollecitudine verso i figli del popolo è uno stretto dovere della comunità; né avrebbe ragione chi, invaghito degli ideali di future riforme dell'intera struttura sociale, definisse tali provvedimenti come altrettanti palliativi inutili, anzi dannosi, perchè ritarderebbero l'avvento della integrale giustizia. Le grandi riforme, che ogni animo onesto deve auspicare e saggiamente favorire, evitando irreparabili scosse all'intero edificio, hanno bisogno del tempo necessario per maturare in pacifiche e stabili realtà. Ma, in attesa di quelle, trattandosi spesso di fanciulli e fanciulle abbandonati a sè stessi, e quindi vaganti per le vie o in luoghi igienicamente o anche moralmente malsani, bisogna accorrere a salvarli nel miglior modo, facendo quanto più si può, e con la massima urgenza. Del resto, le medesime riforme mai non si attuerebbero, se fossero proposte od anche imposte ad un popolo spiritualmente decaduto, che la comunità non avesse preparato ad accoglierle con una salda educazione.

Alto ufficio è dunque il vostro, dilette figlie; missione necessaria, ma anche delicata e difficile. Tuttavia abbiate fiducia nella vostra opera, respingendo quel senso di pessimismo, che talvolta si apprende a chi educa, quasi debba essere fatale che gli anni e le torbide correnti abbiano a distruggere ogni sana formazione ricevuta nei primi anni. Nonostante le avverse vicende, la educazione fondata sui principi cristiani non mancherà giammai di apportare i suoi benefici frutti.

Abbiate inoltre un elevato concetto dell'opera vostra. Voi lavorate direttamente sulle anime. Esiste forse fatica più nobile, più feconda, più accetta a Dio? Coloro che saranno stati maestri degli altri nel bene — dice lo Spirito Santo — splenderanno come stelle nel firmamento (cfr. Dan. 12, 3).

Finalmente abbiate la ferma convinzione che non si dà altra via, altro più sicuro metodo, onde i fanciulli divengano cittadini onesti e laboriosi, la cui vita non sia per essi stessi insopportabile peso, nè costituisca un pericolo per la società, che facendo di loro, prima d'ogni altra cosa, fedeli adoratori di Dio. Istillate nei loro cuori la fede cristiana, l'osservanza dei comandamenti, il pregio della virtù sopra ogni altro bene materiale e caduco. E amateli, specialmente voi, dilette figlie, con cuore materno, ogni giorno più, come fossero vostre creature, memori che i fanciulli sono la pupilla degli occhi di Gesù.

Nell'esaltare quanto avete fatto e farete per l'infanzia, la fanciullezza e la gioventù romana, e a ricordo di questa ora a Noi tanto gradita perchè trascorsa con voi, vorremmo dirvi : I fanciulli di Roma, specialmente i più poveri, i più diseredati, sono i più preziosi gioielli del Papa! Custoditeli, difendeteli, adoperatevi, affinchè il loro spirituale splendore non vada mai offuscato per errori e traviamenti, ma che rispecchino in tutta la vita l'onore della Chiesa e le gloriose tradizioni cattoliche dell'Urbe.

Affinchè questi Nostri voti si adempino, invochiamo su voi, quanti siete qui presenti, addetti ai Corsi postscolastici, Ispettori, Direttori didattici, Insegnanti, e assistenti religiosi e laici, inservienti e custodi, e su tutti i cari bambini, fanciulli e giovani da voi assistiti, i celesti favori, di cui sia auspice l'Apostolica Benedizione, che di gran cuore v'impartiamo.


*Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, XV,
 Quindicesimo anno di Pontificato, 2 marzo 1953 - 1° marzo 1954, pp. 187 - 189
 Tipografia Poliglotta Vaticana

 



© Copyright - Libreria Editrice Vaticana