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RADIOMESSAGGIO DI SUA SANTITÀ PIO PP. XII
PER LA INAUGURAZIONE DELLA «DOMUS MARIAE»*

Mercoledì, 8 dicembre 1954

 

Vi giunga, dilette figlie, il Nostro paterno saluto in questo giorno di festa, che vede coronati dal migliore successo i vostri indefessi sforzi e la vostra tenace concordia. La Domus Mariae con la chiesa, il parco, le aule e i campi da giuoco, deve la sua nascita e il suo incremento in gran parte anche alla commovente gara delle vostre sezioni, che hanno mandato somme di danaro raccolte lira sopra lira dalle grandi e dalle piccole, frammenti di oro e di argento, oggetti cari e persino fiocchi di lana offerti alla Casa della Madonna. E mentre tramonta quest'Anno Mariano di benedizioni e di grazie, mentre da tutta la terra, s'innalzano canti di gloria e di gioia alla Regina dell'universo, Ci par quasi di vedere Maria che posa il suo sguardo particolarmente affettuoso su dì voi, che tanto avete voluto fare in suo onore.

Dio sa come avremmo desiderato di essere oggi in mezzo a voi per renderCi conto in persona dell'efficienza di questo strumento preziosissimo di lavoro, cosi rispondente all'espansione e alle accresciute esigenze dei movimenti giovanili. Pur troppo, neanche il Papa può seguire tutti gli impulsi del suo cuore, e allora abbiamo voluto che non vi mancasse almeno l'auspicio e l'incitamento di una Nostra parola.

In primo luogo, vogliamo dire a tutte che il Papa è contento di voi. Pensiamo in questo momento con tenerezza alle più piccole, alle predilette di Gesù, bocciuoli non ancora dischiusi, per i quali trepida con ansia materna la Chiesa; pensiamo alle aspiranti, alle giovanissime, fiori aperti alla luce ed al sole; alle «effettive », forti di luminosa giovinezza. Quando volgiamo la mente alla Gioventù Femminile di Azione Cattolica, Ci sembra di scorgere come un'immensa distesa di prati in fiore. E allora nasce Spontaneo un sentimento di gratitudine al Signore che adorna la sua Chiesa con tanta magnificenza, e le dà l'incanto di un ineffabile profumo; ma siamo grati anche a voi, dilette figlie, non ignoriamo di quanta generosità e di quanta costanza dovete munirvi, e quale silenzioso martirio avete spesso a soffrire, per conservar la vostra freschezza, il vostro candore in mezzo a tante lusinghe, a tante insidie, a tanti gravi pericoli.

Perchè nel mondo non tutto è giardino, non tutto è fragranza di fiori. Che anzi, a considerarlo attentamente, si vede in vasti campi come un infuriar di tempeste, e si rimane quasi atterriti davanti alle devastazioni causate dallo straripare di veri fiumi di fango. Ben lo sapete voi stesse, dilette figlie, costrette come siete non di rado a camminar per le strade, a lavorare in fabbriche, a frequentare scuole, ad accostarvi ad edicole di giornali, a cercare svaghi, col timore di essere assalite da qualche dèmone scatenato, che non risparmia colpi, nè rifugge dai più torbidi mezzi di offesa.

Ecco dunque per voi una mirabile missione rasserenatrice e purificatrice. Siate come una schiera di angeli: anime librate a volo, capaci di dare al mondo lo spettacolo di una gioventù franca, ma intemerata; per dimostrare che il problema della purezza non è impossibile e nemmeno difficile a risolversi e a superarsi, quando venga impostato e condotto alla luce dei principi cristiani. Tale spettacolo diverrà più bello, la testimonianza sarà più efficace, se sopra quel fondamento incrollabile voi costruirete l'edificio della vostra vita spirituale, mirando verso le vette più alte della perfezione cristiana. Questo otterrete, se, docili ai minimi cenni di Dio, vi affiderete completamente a Gesù, dandogli il dominio assoluto delle vostre menti, dei vostri cuori, dei vostri sensi. Né dovrete perciò rinunciare alla vita, o alla sana gioia di vivere. Forse che nella vostra Domus, accanto a una splendida chiesa, non vi è pure una sala di proiezioni cinematografiche, non ci sono aule, non vi saranno presto campi sportivi e un moderno teatro all'aperto? Con questo candore, con questo fremito di vita divina ed umana, voi passerete tra gli uomini, portatrici di un sorriso e di una letizia che il mondo non conosce più e che illumina, invece, l'anima di ciascuna di voi.

Ma con che cuore vorremmo dirvi un'altra parola, dilette figlie! eco di quella che, in questo stesso giorno, Noi rivolgemmo un anno fa a tutta l'Azione Cattolica. Voi sapete la Nostra sollecitudine per il mondo, nel quale la divina Provvidenza Ci ha posto come capo visibile della Chiesa. Conoscete anche la Nostra persuasione circa i momenti nei quali viviamo e che riputiamo fra i più cruciali della storia. Abbiamo tante volte avvertito che il decadimento delle odierne strutture sociali rende oggi particolarmente urgente, ed anche da molte anime ansiosamente desiderata, l'ampia ed assidua predicazione del Vangelo di Gesù Cristo. Per questo, consci di tale necessità e possibilità, Ci siamo assunti l'ufficio di chiamare tutta la Chiesa ad un'opera grande, lanciando quel « grido di risveglio », cui fanno eco ormai Pastori e fedeli in tante parti d'Italia e del mondo. È Nostra ferma fiducia che, in un tempo forse minore di quanto sarebbe umanamente prevedibile, il male potrà essere arrestato nella sua marcia, e il bene potrà avere le sue pacifiche e costruttive vittorie. Nulla si farebbe senza un aiuto specialissimo di Dio, e questo certamente non mancherà. Ma occorrono anche anime generose, giacché Dio nelle sue opere vuole la cooperazione degli uomini. Ecco perché Ci rivolgiamo nuovamente a tutte le giovani cattoliche italiane e diciamo loro: schieratevi ordinatamente, disponetevi cioè secondo le necessità e le capacità di ciascuna. E poi agite. Agite arditamente, concordemente, docilmente.

a) Agite arditamente.

Se anche foste poche, se foste il piccolo gregge che si stringeva attorno a Gesù, voi — sulla sua parola — non dovreste temere: « Nolite timere pusillus grex » (Luc. 12, 32): « Non temere, piccolo gregge ». Ma voi non siete poche. Valutate le vostre forze, e poi levatevi in piedi e fate sentire la vostra presenza in Italia, esigendo che si ascolti la vostra voce. Provate a chiedere, per esempio, in nome del rispetto che si deve al costume pubblico, che sia consentito a giovani cristiane di osservare la legge divina, senza esser costrette all'eroismo di ogni giorno, di ogni istante. Perchè il mondo deve essere del nemico di Dio, dei nemici di Dio? Il Nostro « grido di risveglio » fu anche grido di riscossa. Passa — e voi la sentirete sempre più forte — una voce riscossa per la terra: è la voce di tutti i buoni. Raccoglietela, fatela vostra: ripetetela con forza: « Noi vogliamo che Gesù regni nel mondo: vogliamo che nel suo Nome s'inginocchi ogni creatura celeste e terrestre; vogliamo che si pieghi e s'inginocchi anche l'inferno ». Di che temete, dilette figlie? Un milione di giovanette cristiane hanno necessariamente un impeto cui non è facile resistere. Anche una gracile fanciulla può divenire una Giovanna d'Arco, se Dio le dà la forza del suo braccio.

b) Agite concordemente. Qualunque ardimento è inutile e può essere anche dannoso, se il tarlo della interna discordia venisse a portare lo scompiglio tra voi. Di fronte a un nemico che serra ogni dì più le sue file, davanti all'impresa che vi attende, sarebbe reo di tradimento chi — Dio non voglia — seminasse la zizzania della disunione fra voi, fra le forze cattoliche. Dove è divisione, là è desolazione, è sconfitta. Oggi tre milioni di iscritti rinnovano la tessera dell'Azione Cattolica. Che sarebbe, se l'unione fra tutti i membri di questo formidabile organismo fosse intatta e intangibile? Se divenisse legge suprema e inderogabile a qualunque costo? Chi potrebbe, in tal caso, premere efficacemente contro questa « falange di Cristo Redentore »? Chi potrebbe ritardarne il cammino? Chi potrebbe rompere questa barriera difensiva della Chiesa? Chi potrebbe comprimerne l'impeto benefico?

c) Agite docilmente.

Per verità è sempre bastato un Nostro cenno, una Nostra voce, per far vibrare ed ardere le Nostre carissime giovani di Azione Cattolica. Vogliamo darvene atto con paterna compiacenza ed esortarvi a conservare, ad accrescere, se possibile, questo vostro spirito di docile ubbidienza ai Pastori della Chiesa. Essi sanno bene che cosa possono chiedervi e conoscono i campi che non vogliono invadere. Ma quando una « direttiva » giunge, quando una risoluzione è presa, la Gioventù Femminile obbedisce senza discutere: generosamente, prontamente, perché non vi è un giorno, non vi è un minuto da perdere in quest'ora che è di azione, di urgentissima azione.

Ecco, dilette figlie, quanto abbiamo voluto dirvi, mentre s'inaugura la Domus Mariae; mentre tutta la Gioventù Femminile di Azione Cattolica entra quasi in un mistico Cenacolo. dove — « cum Maria matre Iesu » (Act. I, 14): « con Maria madre di Gesù » — si raccoglie in preghiera. E anche Noi preghiamo, affinché il soffio divino della grazia, come il vento impetuoso » della Pentecoste (cfr. Act. 2, 2), riempia non solo la vostra Domus, la vostra casa, ma tutta la Chiesa. Noi preghiamo Gesù, perchè affretti il dì — che deve venire — in cui una nuova misteriosa effusione di Spirito Santo investirà tutti i soldati di Cristo e tutti li manderà fra le miserie della terra, portatori di salvezza. E saranno giorni migliori per la Chiesa; saranno — attraverso la Chiesa — giorni migliori per tutto il mondo.


*Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, XVI,
 Sedicesimo anno di Pontificato, 2 marzo 1954 - 1° marzo 1955, pp. 299 - 303
 Tipografia Poliglotta Vaticana

 



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