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DISCORSO DI SUA SANTITÀ PIO XII
ALLE  PARTECIPANTI AL CORSO NAZIONALE
PER LE RELIGIOSE ASSISTENTI DELLE
ASSOCIAZIONI PARROCCHIALI ED INTERNE
DELLA GIOVENTÙ FEMMINILE DI AZIONE CATTOLICA*

Sala Clementina - Venerdì, 3 gennaio 1958

  

Il Nostro paterno benvenuto è oggi particolarmente affettuoso, dilette figlie, partecipanti al Corso Nazionale per le religiose Assistenti delle Associazioni parrocchiali ed interne della Gioventù Femminile di Azione Cattolica.

La Chiesa, che all'opera vostra deve tanta parte del suo conservarsi, del suo crescere, del suo moltiplicarsi, sempre più convinta della importanza della vostra cooperazione al suo complesso e multiforme apostolato, vi esprime ancora una volta, per il Nostro labbro, la sua gratitudine e vi conferma la fiducia che ripone in voi, Spose di Gesù Cristo, tenere Madri delle membra più delicate o più deboli del suo mistico Corpo. A voi, come alle persone più adatte, è affidata la coltivazione di un'aiuola, grazie a Dio fragrante e fiorita, che nel giardino della Chiesa ha bisogno di particolarissime cure; e se è vero che il sacerdote, dall'altare, dalla cattedra, dal confessionale, deve provvedere alla sana e cauta direzione spirituale delle giovanette, perché anch'esse sono anime a lui affidate, è tuttavia necessario che egli trovi in voi le collaboratrici indispensabili, le quali vivano in dimestichezza con le giovani, come farebbero le madri o le sorelle maggiori, per accompagnarle, assisterle, sostenerle, confortarle, risollevarle. Su voi dunque conta la Chiesa, come sugli specifici strumenti, di cui il sacerdote deve servirsi per la retta formazione della gioventù femminile.

Naturalmente ciò importa da parte vostra l'impegno di fare ogni sforzo per essere pari alla vostra delicata missione : anime che si mantengono unite a Dio e non interrompono mai il loro colloquio con Lui; anime dal cuore puro, mite ed umile, a somiglianza del Cuore divino di Gesù; anime dalle menti aperte a tutto ciò che di buono e di bello ha posto il Signore nel mondo; anime attente e vigili, desiderose di immolarsi per l'avvento del regno di Cristo. Se a questa preparazione, a questa efficienza umana e soprannaturale, saprete congiungere la fiduciosa certezza che è possibile, in questi tempi di innegabile disorientamento, di guadagnarvi la stima e la confidenza delle giovani ed essere da loro ascoltate e seguite, voi meriterete sempre più la riconoscenza della Chiesa.

Siete Assistenti della Gioventù Femminile di Azione Cattolica. Non è necessario che ripetiamo qui ciò che tante volte abbiamo esposto sulla importanza dell'apostolato dei laici. Né sembra opportuno che nuovamente manifestiamo quanto in molteplici occasioni abbiamo detto per confermare, se mai ve ne fosse bisogno, la Nostra stima e il Nostro affetto verso l'Azione Cattolica in tutti i suoi rami. Vorremmo piuttosto cogliere l'occasione per rivolgere una parola ad alcune di voi: a quelle, cioè, che dedicano le loro premure a una particolare forma di Azione Cattolica, che nasce e cresce negli Istituti di istruzione e di educazione. La Nostra parola si indirizza pertanto in particolar mo do alle Assistenti delle Associazioni interne.

1° — Abbiate anzitutto la convinzione che la Chiesa ama profondamente i suoi Istituti di istruzione e di educazione. Ci preme di ridirlo a voi, affinché nessuna metta in dubbio il carattere primario del lavoro che voi compite, e pensi che vi si possa rinunciare o almeno dedicare minor parte del vostro tempo e delle vostre energie.

Segno di questa importanza è il livore, col quale i nemici della Chiesa avversano gli Istituti stessi, tentando di intralciarne l'azione, e dimenticando che lo Stato ha bensì il dovere di rendere possibile a tutti l'istruzione e l'educazione, ma non ha il diritto di imporre alle famiglie un determinato tipo di educazione.

Pare ad alcuni strano che tante famiglie cattoliche abbiano il timore, purtroppo non infondato, che i loro figli vadano in mano di maestri senza fede e senza pratica cristiana, incapaci quindi di educare cristianamente gli alunni.

Per questo vostro prezioso, indispensabile lavoro Noi dunque vi benediciamo, dilette figlie, continuatrici fedeli di una ininterrotta tradizione che fa onore alla Chiesa. La quale costruiva scuole ed apriva Università, quando gli antenati dei suoi presenti denigratori erano ben lontani dall'occuparsi della istruzione del popolo.

2° — Ma questo valore oggettivo della vostra azione, la stima piena di fiduciosa attesa che verso di essa nutre la parte più sana della nazione, lo stesso spirito di ostilità che la circonda da parte di alcuni, debbono farvi sentire la vostra grande responsabilità e impegnarvi a rendere il vostro Istituto una palestra viva di piena formazione umana e cristiana.

Conosciamo il vostro zelo e il vostro amore verso la gioventù affidata alle vostre cure : un amore che dà, che si prodiga, che vive ed opera, sacrificando ogni umana soddisfazione. Si parla a ragione dell'amore delle madri verso i loro figliuoli; ma questi sono carne della loro carne e sangue del loro sangue. Chi parla del vostro amore materno? Anche voi siete donne, e avete rinunciato alla famiglia che avevate, alla famiglia che avreste potuto crearvi; rinunciate altresì alla libertà, agli svaghi, a tutto, o quasi, quel che suole interessare una donna e ne riempie la vita. E ciò per amore delle giovani che vi vengono affidate. Vi sarebbe da credere che con tanto sforzo, con tanti sacrifici, tutti i vostri Istituti debbano essere necessariamente luoghi, dove il cristianesimo è conosciuto, voluto e vissuto con impegno ed entusiasmo; dove la coscienza del dovere, il senso della disciplina e della esattezza, il sentimento della responsabilità dei propri atti si formino ogni giorno più. Vi sarebbe da sperare che in tanti anni di permanenza accanto a voi, le alunne acquistino il gusto del vero, del buono, del bello, e dirigano i propri passi verso Gesù.

È forse sempre così, dilette figlie?

Escono le alunne dal vostro Istituto cristiane complete? Complete nello sviluppo del loro essere e delle loro capacità umane; complete nello sviluppo, risolutamente voluto, della vita divina? Sono esse pronte, ciascuna nel campo che la Provvidenza affiderà loro, a prestare la loro opera per la ricostruzione del mondo, oggi che tutti implorano, anche se inconsciamente, che si rimetta mano alle strutture, per renderle più abitabili?

Nei vostri Istituti non dovrebbe trovar posto il transigere, lo scendere a patti, l'indulgere alla debolezza. Il discernimento non deve significare privilegio, la moderazione lentezza, la soavità mollezza. Preparare le giovani a giudicare il mondo cristianamente: a vedere come di fatto è, a sapere come dovrebbe essere, ad operare affinché sia conforme all'idea divina, affinché corrisponda al piano di Dio: ecco pratici scopi per l'Istituto cattolico di istruzione e di educazione.

3° — In quest'aura di intensa formazione che vuole conquistare tutti, e quindi non trascura nessuno e non si contenta per nessuno di programmi ridotti, Noi vediamo nascere provvidenzialmente l'Associazione interna di Azione Cattolica. Trattasi di immettere nelle alunne un fermento di abbondante vita e di intrepida azione; trattasi di porre innanzi alle altre un gruppo di risolute avanguardie, che camminino esse stesse spedite e si trascinino dietro quelle che fossero tentate di sostare o di rallentare il passo. Anime, vostre collaboratrici nella difficile opera della formazione cristiana delle alunne; anime, alle quali si può chiedere ogni ardimento possibile, senza il timore che abbiano a rifiutarsi per pigrizia o per rispetto umano. Anime, insomma, prime in tutto: nello studio, nella disciplina, nella pietà.

Se l'Associazione interna saprà creare questo fermento e questo nucleo di avanguardie, non solo servirà alla vita dell'Istituto, ma sarà di fatto una eccezionale « Scuola Dirigenti »: nessun corso, infatti, per quanto accurato e lungo, può essere equiparato agli anni preziosi di permanenza in Collegio. Quanto beneficio ne verrebbe alle Associazioni parrocchiali!

4° — Ciò premesso e riaffermato, non sarà forse inutile di ricordare quanto in varie occasioni siamo venuti dicendo circa la differenza che passa tra l'unità dell'azione dei cattolici (che appare ogni giorno più urgente) e l'unicità dell'Azione Cattolica. Questa ha una sua caratteristica struttura, ha i suoi quadri, il suo metodo, la sua stampa. E nessuno ignora il peso che essa ha avuto ed ha tuttora sull'efficacia dell'azione apostolica della Chiesa, in questi tempi di moltiplicate e più profonde esigenze da parte dei fedeli. Ma essa non è l'unica azione dei cattolici. nè può dirsi che possegga l'unico efficace metodo per la formazione delle anime fervorose. Altre forme — benedette, approvate ed incoraggiate dalla Chiesa — può darsi che si sviluppino e si estendano a nuove attività; sarà quella l'occasione nella quale darete a conoscere se sapete stimare ed amare quanto fiorisce nella Chiesa. Così, come sarebbe vano opporsi agli interventi spesso improvvisi, talvolta perfino impetuosi dello « Spirito divino », cui « la gioventù cattolica in cammino » attinge « forza » come a sorgente inesauribile e varia.

Associazioni interne di Azione Cattolica: fermento suscitatore di soavissimi e irresistibili fremiti di vita e di azione apostolica in mezzo alle alunne: gruppi di avanguardie formate ed attive, ardite e pronte, che conducono dietro a sé il maggior numero possibile di compagne per le pacifiche battaglie, per l'avvento e la. diffusione del regno di Cristo sulla terra.


*Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, XIX,
Diciannovesimo anno di Pontificato, 2 marzo 1957-1° marzo 1958, pp. 695-699
Tipografia Poliglotta Vaticana;

A.A.S., vol. L (1958), n. 2-3, pp. 82-85.

   



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