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RADIOMESSAGGIO DI SUA SANTITÀ PIO XII
ALLE PARTECIPANTI AL IV CONVEGNO NAZIONALE
DELLA FEDERAZIONE DELLE CONGREGAZIONI
 MARIANE FEMMINILI D'ITALIA*

Aula della Benedizione - Sabato, 26 aprile 1958

 

Il vostro IV Convegno federativo nazionale vi trova riunite a Roma, dilette figlie, Delegate delle Congregazioni Mariane d'Italia, per studiare e meditare su quello che deve essere il vostro sentire e il vostro operare nel quadro della missione della Chiesa. Voi siete una delle Associazioni, alle quali parrebbe che non vi fosse quasi più nulla da dire: tante sono le volte che abbiamo parlato di voi, scritto di voi; tante sono altresì le lodi e gli ammonimenti, che vi abbiamo rivolti in varie occasioni. Non può negarsi che la Chiesa si è impegnata per voi e con voi fino a lasciar sorpresi alcuni, che non conoscono la vostra storia gloriosa, e soprattutto ignorano la volontà risoluta della esemplare Congregata Mariana di tutto osare, affinché nulla venga omesso di ciò che appare utile alla maggiore gloria di Dio, alla propria santificazione e alla salvezza delle anime. Il Nostro parlare sarà dunque breve, dilette figlie: anche perchè non si tratta di cercare nuovi principi, di indicarvi nuove mète, di dettare nuove norme; ed è superfluo il ripetervi con quanta speranza e con quanta fiducia Noi guardiamo alle Congregazioni Mariane, come ad una delle forze vive che silenziosamente, per lo più, ma efficacemente operano nella vigna del Signore. Quando dicemmo che voi siete « Azione Cattolica » pleno iure, volemmo, sì, dare alle vostre regole e alle vostre opere il riconoscimento che esse meritano; ma soprattutto intendemmo di impegnarvi ad una azione generosa ed organica in stretta unione con la sacra Gerarchia. Se dicessimo che avete scarsamente corrisposto a questo Nostro volere, non saremmo giusti; però non Ci stimiamo pertanto dispensati dall'esortarvi a continuare nel cammino intrapreso, a fare, cioè, ogni sforzo per essere Congregate di Maria perfette, come le vostre regole vi vogliono: anime che guardano a Maria come a modello di vita e a modello di azione: di vita nella Chiesa, di azione per la Chiesa.

1° — Anzitutto guardate a Maria come a modello di vita nella Chiesa.

Si suol dire che l'essenza della devozione a Maria consiste, in primo luogo, nel sentimento di rispetto e di venerazione corrispondente alla sua dignità di Madre di Dio; quindi, in un sentimento di confidenza nel suo potere e nella sua bontà, e finalmente in un sentimento di amore filiale, che cerca di contraccambiare in qualche modo il suo amore di Madre. Ma la venerazione non sarebbe sincera, la confidenza non sarebbe veramente pro. fonda e l'amore non andrebbe oltre il sentimento e le parole, se l'anima che si dice devota di Maria non si studiasse di imitarne le virtù, di ritrarne in sé la vita.

Sappiamo bene che alcune qualità di lei possono essere oggetto soltanto della nostra meraviglia e della nostra estatica ammirazione; così la sua concezione immacolata, la pienezza della grazia, la sua verginale divina maternità. Figlia sovranamente privilegiata del Padre, Ella è infatti, dopo Gesù, il raggio più luminoso della sua gloria, il riflesso più stupendo della sua immagine, l'opera più bella delle sue mani. Per questo sarebbe vano ogni sforzo per riprodurla in noi, come Essa è: capolavoro di Dio, anche se, come luna, è bella di bellezza riflessa: « pulchra ut luna » (cfr. Cant. 6, 9).

Ma questo non deve certo impedirvi di guardare a Maria, e meno ancora esservi di ostacolo a chiederle di aiutarvi nello sforzo continuo che voi certamente farete allo scopo di essere investite, almeno da qualche raggio della sua sovrumana bellezza.

Imparate dunque da lei a vedere rettamente e completa. mente; imparate a vivere di fede. Proclamate, ad imitazione di lei, che nulla vi è in cielo per voi, fuori di Dio; nulla volete sulla terra, fuori di lui. Protestate che il vostro unico bene è per voi stare unite a Dio, porre in Dio la vostra speranza (cfr. Ps., 72, 28).

A questo vostro sentire, a questo vostro volere seguirà il vostro operare: anch'esso dedicato interamente a Dio, come interamente a Dio fu dedicato l'operare di Maria. Fu una prerogativa di lei una tale gioiosa conformità al volere di Dio. Vorremmo quindi, dilette figlie, che tale atteggiamento, tale prerogativa divenissero atteggiamento e prerogativa vostra. Siate pronte; non solo a qualsiasi ordine, a qualsiasi espressa chiamata di Dio; ma ad ogni suo cenno, anche appena sussurrato nell'intimo delle vostre anime. Né deve importarvi che Dio vi offra il gaudio o invece vi chiami al dolore; preparatevi a conservare sempre l'atteggiamento servizievole di Maria; preparatevi a dire il suo « Fiat ». E voi beate se, scelte dal Signore per soffrire con lui, per essere crocifisse con lui, vi riuscirà nondimeno a pronunziare il « Magnificat ». Saranno fatte anche a voi cose grandi da Colui che è potente: « qui potens est » ( cfr. Luc. 1, 49).

2° - E in secondo luogo guardate a Maria come a modello di azione per la Chiesa.

Deve essere ben noto a voi quanto e come Maria abbia partecipato intimamente, e fin dall'inizio, alla vita della Chiesa. Con Maria madre di Gesù: « cum Maria matre Iesu » (Act. 1, 14) erano riuniti gli Apostoli, perseverando concordemente in orazione « perseverantes unanimiter in oratione » (cfr. ibid.), quando il Cenacolo fu scosso da un vento impetuoso e la minuscola comunità dei fedeli fu investita dallo Spirito Santo, il quale riempì tutti dei suoi doni (cfr. Act. 2, 1-4). Poco dopo, Maria poté assistere alla prima semina e alla prima miracolosa raccolta di messi cristiane. Pietro parlò alla folla e, col suo discorso ascoltato da tutti nella propria lingua, provocò il primo incremento della Chiesa.

Da quel giorno di benedizione per la giovane comunità di Gerusalemme Maria non cessò mai di vegliare, come Madre dolcissima, sulla Chiesa di Cristo. Nessuna circostanza, specialmente nessuna ora di trepidazione e di pianto, passò per la Chiesa, — possiamo ben pensare, — senza che si sentisse l'assistenza materna di Maria. Ogniqualvolta che parve quasi stesse per scendere la notte sul mondo, si vide spuntare nel cielo Maria, stella del mattino. Quando il sudore di fatiche immani imperlò la fronte della Chiesa, quando gli occhi di essa furono bagnati di lacrime, quando le sue carni, come le carni di Gesù, furono tormentate e perfino confitte in croce, la Chiesa ebbe sempre vicina Maria, Madre addolorata. E come si deve a lei la perseveranza dei figli devoti, così fu Ella sempre a incoraggiare il ritorno dei figli traviati e ad accoglierli con infinita tenerezza. Per intervento di lei non mancò mai la protezione alla Chiesa, quando fu oggetto di assalti violenti o di subdole insidie. Così la storia dei trionfi della Chiesa è la storia dei trionfi di Maria.

Guardate dunque a Maria. dilette figlie. Sentendo con Chiesa, come prescrive la vostra regola (cfr. Reg. 33), vostre le sue ansie, i suoi dolori, le sue speranze, le sue gioie. Nessuna di voi penserà che si possa essere perfetta Congregata restringendosi ad assistere alla S. Messa in una raccolta cappella tra canti e preghiere; forse anche con apposita esortazione spirituale. Ma nemmeno è lecito pensare che si possa essere o Congregate, impegnandosi soltanto nel procurare a voi stesse maggior grado possibile di perfezione cristiana, senza preoccuparvi degli altri.

Voi non siate così, dilette figlie. Nel campo di Dio, che mondo, vi è tanta terra da arare, tanti solchi da seminare, tante piante da coltivare, tanta messe da raccogliere. È dunque necessaria l'opera di tutti, e voi, Congregate di Maria, sarete atti dovunque la Chiesa nasce, dove cresce e si dilata, soffrendo gemendo; dove lotta intrepida, dove vince e trionfa.

A questa azione individuale, azione di tutte, fatta sempre dappertutto, con l'esempio, la parola e l'opera, deve aggiunge l'azione collettiva delle Congregazioni, della Federazione nazionale, di tutta la Federazione mondiale. Un'azione coordina ed organica di tutte è insostituibile di fronte al numero, alla vastità e complessità dei problemi, che tengono in ansia gli uomini e agitano il mondo. Cade qui a proposito un ammonimento paterno circa la necessità di farvi incontro, con fraterno amore assoluta comprensione, alle altre Associazioni, che con voi devo essere pronte a formare come una « acies ordinata ».

3° — Ma vi è qualche cosa, oggi, che per la sua importato dovrebbe impegnarvi senza risparmio di energie e di tempo. La Chiesa ha infatti una sua particolare missione in questa tormentata epoca della storia umana. Se è vero infatti che ogni verità ha il suo momento, questa può dirsi che sia l'ora della Chiesa considerata come Corpo mistico di Cristo. Se dunque dovete studiare le Congregazioni Mariane nel quadro della missione della Chiesa, sforzatevi di approfondire, quanto è possibile, questa stupenda verità enunciata e trattata con luminosa chiarezza dall'Apostolo S. Paolo.

D'altra parte, il nostro secolo sta assistendo a un sempre maggiore sviluppo organico dell'idea di una umanità, le cui singole parti dovranno, per quanto è possibile prevedere, passare dal concetto di alleanza a quello di comunità — nel suo genuino senso — viva ed operante. Non vi è movimento politico o sociale che non metta in qualche modo alla base di ogni sua struttura questa concezione, per così dire, « comunitaria » dello Stato e del mondo. L'individuo, dal canto suo, si sente, ogni giorno più, parte vitale di una realtà unica e prende coscienza dei suoi doveri verso tutto l'organismo sociale. E siccome questa nozione sta diffondendosi nel mondo, Noi abbiamo più volte mostrato e vogliamo ripeterlo anche a voi, dilette figlie, come gli uomini al presente tendono ad ascoltare, con rinnovato interesse, la dottrina che considera l'umanità quasi come un corpo solo e invita gli uomini ad essere un cuore solo e un'anima sola.

Missione della Chiesa è oggi di provare che solo la dottrina di Cristo si presenta agli uomini come atta a salvare a rianimare un mondo, che si trova sotto l'incubo della perpetua irrequietezza e dell'artificioso frastuono. Fatene dunque la vostra missione, perchè anche voi siete della Chiesa e in essa dovete vivere, per essa dovete operare, senza soste né ritardo alcuno.

Per questa vostra vita nella Chiesa, per questa vostra azione per la Chiesa vi sia di modello Maria, Madre vostra e Regina amorosissima. Così sia!

 


*Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, XX,
Ventesimo anno di Pontificato, 2 marzo - 9 ottobre 1958, pp. 115-119
Tipografia Poliglotta Vaticana;
A.A.S., vol. L (1958), n. 6-7, pp. 318-322.

   



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