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LETTERA ENCICLICA
PATERNO IAM DIU
DEL SOMMO PONTEFICE
BENEDETTO XV
AI PATRIARCHI, PRIMATI,
ARCIVESCOVI, VESCOVI
ED AGLI ALTRI ORDINARI LOCALI
CHE HANNO PACE E COMUNIONE
CON LA SEDE APOSTOLICA,
SULLA NECESSITÀ DI OFFRIRE
DENARO, ALIMENTI E VESTIARIO
A FAVORE DEI BAMBINI
DELL'EUROPA CENTRALE
Venerabili Fratelli,
salute e Apostolica Benedizione.
Già da lungo tempo, con animo paterno, facevamo voti e nutrivamo la speranza
che, cessata finalmente l’immane guerra e risvegliato lo spirito della cristiana
carità, le regioni che soprattutto nell’Europa Centrale erano devastate dalla
fame e dalla miseria fossero gradualmente condotte a migliori condizioni grazie
all’opera e allo sforzo concorde di tutti i buoni. Ma in verità le vicende non
hanno pienamente soddisfatto la Nostra attesa; infatti da ogni dove Ci giunge
notizia che quelle popolose regioni, di cui stiamo parlando, soffrono di tale
penuria di alimenti e di vestiario, quale appena è dato immaginare. Frattanto è
compromessa e distrutta la salute delle persone più deboli e in primo luogo dei
fanciulli; e tanto più siamo afflitti per la loro sventura in quanto essi non
solo sono innocenti e ignari del micidiale conflitto che abbiamo visto
insanguinare quasi tutto l’orbe terrestre, ma per di più essi sono predestinati
come genitori di nuove stirpi che risentiranno della gracilità nativa.
Tuttavia furono alquanto alleviate queste Nostre angosce quando Ci fu annunciato
che uomini di nobile sentire si erano riuniti in associazioni col proposito di «
salvare i fanciulli ». Non esitammo, Venerabili Fratelli, ad approvare e
a sostenere con la Nostra autorità, come era doveroso, un tale eccellente
proposito; esso corrisponde infatti al primario debito di tenerezza verso quella
tenera età che è carissima a Cristo Redentore e che ha minore capacità di
soffrire e di resistere. Del resto, in simile frangente avevamo tenuto anche
prima lo stesso comportamento. Voi ricordate, infatti, che non molto tempo fa
abbiamo soccorso, con ogni Nostro mezzo, i bambini del Belgio stremati dalla
fame e dalla miseria e che li abbiamo pubblicamente raccomandati alla
solidarietà dei cattolici. Si deve in gran parte alla concorde generosità di
questi se si poté provvedere alle necessità di tanti bimbi innocenti e
proteggere la loro incolumità e la loro stessa vita. Infatti, non appena
esortammo gli Arcivescovi e i Vescovi degli Stati Uniti d’America a così nobile
impresa, tosto il generoso contributo dei più corrispose ai Nostri desideri. Noi
oggi ricordiamo un tale felice successo non tanto per colmare di lodi uomini
degni di essere inscritti nei fasti della carità cristiana, quanto perché i
Vescovi del mondo intero, sospinti dalla voce e dall’autorità Nostra, si
adoperino e si sforzino di seguire il Nostro suggerimento in proposito,
impegnandosi il più possibile presso il loro gregge.
Dunque, mentre si avvicina il giorno natale di Nostro Signore Gesù Cristo, il
Nostro pensiero spontaneamente vola agli infelici fanciulli soprattutto
dell’Europa Centrale, che sono più crudelmente assillati dalla mancanza di quei
beni che sono necessari alla vita; e con tanto maggiore affetto abbracciamo
quella tenera prole, quanto più evidentemente essa riflette in Noi l’immagine
del divino Infante che per amore degli uomini sopporta il freddo invernale e la
privazione di ogni cosa nella grotta di Betlemme. Non esiste nessuna occasione
più propizia di questa per implorare, a favore di fanciulli innocenti, la carità
e la compassione dei fedeli di Cristo e la solidarietà di quanti non disperano
nella salvezza del genere umano.
Pertanto, Venerabili Fratelli, per conseguire lo scopo di cui si è parlato,
prescriviamo che nelle Vostre rispettive Diocesi, nel giorno 28 del prossimo
mese di dicembre, festiva solennità dei Santi Innocenti, ordiniate pubbliche
preghiere e raccogliate le offerte dei fedeli. Per provvedere con più efficacia
a tanti fanciulli in questa nobilissima gara di carità, è necessario
raccogliere, oltre al denaro, anche alimenti e medicine, vesti e indumenti di
cui i popoli di quelle regioni difettano maggiormente. Non occorre dire in che
modo tali offerte debbano essere equamente divise e trasportate al luogo
convenuto; tale impegno potrà essere affidato alle associazioni che, come già
abbiamo detto, si sono costituite a tale scopo, o a chiunque intenda provvedere
in altro modo.
Noi confidiamo che le Nostre esortazioni, ispirate da quel dovere di universale
paternità che Dio Ci ha affidato, sebbene riguardino soprattutto i cattolici,
possano essere benevolmente accolte da quanti hanno sentimenti umanitari.
Inoltre, allo scopo di precedere gli altri con l’esempio, malgrado le continue
richieste di soccorso che Ci pervengono da ogni dove, abbiamo deciso, conforme
alle Nostre disponibilità, di erogare a sollievo di quei fanciulli, la somma di
centomila lire italiane.
Frattanto, con l’augurio di un felice risultato e in segno della Nostra
benevolenza paterna, a voi, Venerabili Fratelli, e a tutto il clero e al popolo
vostro impartiamo nel nome del Signore e con tanto affetto l’Apostolica
Benedizione.
Dato a Roma, presso San Pietro, il 24 novembre 1919, anno sesto del Nostro
Pontificato.
BENEDICTUS PP. XV
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Editrice Vaticana
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