 |
EPISTOLA
PAR L’INTERMÉDIAIRE
DEL PAPA BENEDETTO XV
ALL’ILLUSTRISSIMO SIGNORE
ERBERTO HOOVER,
COMMISSARIO AI VIVERI NEGLI STATI UNITI,
PER L’OPERA SVOLTA A FAVORE DEI BIMBI EUROPEI
COLPITI DALLA FAME A SEGUITO DELLA GUERRA
Caro Signore,
attraverso il
delegato del Nostro caro Figlio il signor Cardinale Arcivescovo di Baltimora,
abbiamo appreso nuove informazioni sull’opera veramente ammirevole e
provvidenziale che continuate a svolgere per sovvenire alle gravi e molteplici
necessità di cui soffre l’Europa nel settore dell’alimentazione. Tali soccorsi,
che senza alcun dubbio vi assicurano un altissimo posto nella storia della
carità cristiana e, per così dire, un titolo unico alla riconoscenza dei popoli,
riempiono la Nostra anima di profonda soddisfazione e della più viva
consolazione pensando al gran bene che ne deriva alla moltitudine d’infelici in
questa Europa desolata.
Noi abbiamo appreso, in particolare, che attualmente voi
dedicate la vostra attenzione più premurosa e più delicata a favore dei bimbi
poveri. Noi abbiamo ancora presente nello spirito, assai vivo, il ricordo di
tutto ciò che avete fatto per venire in aiuto agl’infelici bimbi Belgi in un
momento nel quale, per mancanza di cibo adatto a sostenere la loro fragile
esistenza, essi erano sul punto di morire. Con tutto il cuore, allora, avevamo
alzato la Nostra voce per incoraggiare la vostra generosa iniziativa, e
attualmente non vogliamo fare altrimenti, tanto più che non si tratta soltanto
della vita in pericolo dei bimbi di una sola nazione, ma — secondo quanto Ci è
stato riferito — della vita di più di tre milioni di bimbi appartenenti a
diversi Stati Europei.
Pertanto, pressati dalla carità di Gesù Cristo e
condividendo la predilezione che Egli aveva per i bimbi, raccomandiamo nel modo
più insistente l’opera, che voi svolgete a questo scopo, alla generosità di
tutti i cittadini dell’America, senza distinzione di religione o di partito,
nella piena certezza che essi stessi — il cui cuore resta sempre aperto ad ogni
nobile iniziativa — risponderanno con entusiasmo a questo appello; tanto più
saranno felici di vedere che la vostra opera, estranea a qualsiasi risentimento
e a qualsiasi particolarismo, ha quale scopo il soccorrere tutti gl’infelici, e
con preferenza i piccoli bimbi innocenti di coloro che furono i nemici di ieri e
che, attualmente, sono vittime delle maggiori sofferenze.
Noi stessi, come
sapete, siamo stati animati da questi medesimi nobili sentimenti quando Ci siamo
rivolti a tutti i Vescovi del mondo per stimolare la carità dei fedeli a
soccorrere, il giorno dei Santi Innocenti, i bimbi dell’Europa Centrale,
allorché Ci è stato parimenti piacevole raccomandare l’opera Save the Children
Fund di Londra, che si è fatta promotrice di una iniziativa analoga. Noi non
dubitiamo che la molteplicità di questi sforzi non raggiungerà, con l’aiuto di
Dio, i risultati più benèfici. Pensiamo, d’altra parte, che lo scopo sarebbe più
sicuramente raggiunto se queste diverse energie si coordinassero fra di loro, in
una saggia intesa.
Augurando di tutto cuore il più grande successo alla vostra
generosa attività, preghiamo incessantemente Iddio di accordarvi le più preziose
ricompense.
Dal Vaticano, il 9 gennaio 1920.
BENEDICTUS PP. XV
|