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VIAGGIO APOSTOLICO
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
IN AUSTRIA
IN OCCASIONE DELL’850° ANNIVERSARIO
DELLA FONDAZIONE DEL SANTUARIO DI MARIAZELL

BENEDETTO XVI

ANGELUS

Piazza del Duomo di Santo Stefano, Vienna
Domenica, 9 settembre 2007

 

Cari fratelli e sorelle! 

È stata per me, questa mattina, un’esperienza particolarmente bella poter celebrare con tutti voi il Giorno del Signore in modo così degno nel magnifico Duomo di Santo Stefano. Il Rito eucaristico realizzato col dovuto decoro ci aiuta a prendere coscienza dell’immensa grandezza del dono che Dio ci fa nella Santa Messa. Proprio così ci avviciniamo anche a vicenda e sperimentiamo la gioia di Dio. Sono grato pertanto a quanti, mediante il loro contributo attivo alla preparazione ed allo svolgimento della Liturgia o anche mediante la loro partecipazione raccolta ai santi Misteri, hanno creato un’atmosfera in cui la presenza di Dio era veramente percepibile. Grazie di cuore e un “Vergelt’s Gott” a tutti! 

Nell’omelia ho cercato di dire qualcosa sul senso della Domenica e sul brano evangelico di oggi, e penso che questo ci abbia portati a scoprire che l’amore di Dio, che ha “perso se stesso” per noi consegnandosi a noi, ci dona la libertà interiore di “perdere” la nostra vita, per trovare in questo modo la vita vera. La partecipazione a questo amore ha dato a Maria la forza per il suo “sì” senza riserva. Di fronte all’amore rispettoso e delicato di Dio, che per la realizzazione del suo progetto di salvezza attende la libera collaborazione della sua creatura, la Vergine ha potuto lasciar cadere ogni esitazione e, in vista di questo progetto grande ed inaudito, consegnare fiduciosamente se stessa nelle sue mani. Pienamente disponibile, totalmente aperta nel suo intimo e libera da sé, ha dato a Dio la possibilità di colmarla con il suo Amore, con lo Spirito Santo. E così Maria, la donna semplice, ha potuto ricevere in se stessa il Figlio di Dio e donare al mondo il Salvatore che si era donato a Lei. 

Anche a noi, nella Celebrazione eucaristica, è stato donato oggi il Figlio di Dio. Chi ha fatto la Comunione porta adesso in sé in modo particolare il Signore risorto. Come Maria lo portò nel suo grembo – un inerme piccolo essere umano, totalmente dipendente dall’amore della madre – così Gesù Cristo, sotto la specie del pane, si è affidato a noi, cari fratelli e sorelle. Amiamo questo Gesù che si dona così totalmente nelle nostre mani! AmiamoLo come Lo ha amato Maria! E portiamoLo agli uomini come Maria Lo ha portato ad Elisabetta, suscitando giubilo e gioia! La Vergine ha donato al Verbo di Dio un corpo umano, perché potesse entrare nel mondo. Doniamo anche noi il nostro corpo al Signore, rendiamo il nostro corpo sempre di più uno strumento dell’amore di Dio, un tempio dello Spirito Santo! Portiamo la Domenica col suo Dono immenso nel mondo!

Chiediamo a Maria di insegnarci a diventare, come Lei, liberi da noi stessi, per trovare nella disponibilità per Dio la nostra vera libertà, la vera vita, la gioia autentica e duratura. 

Vorrei ora pronunciare la preghiera alla Madre di Dio, che, in realtà, avevo voluto pronunciare alla Mariensäule. Lì si è avuto poi, come sappiamo, il black-out così da rendere ciò impossibile. Per questo vorrei ora ricuperare tale preghiera alla Madonna: 

Santa Maria, Madre Immacolata del nostro Signore Gesù Cristo, in te Dio ci ha donato il prototipo della Chiesa e del retto modo di attuare la nostra umanità. A te affido il Paese dell’Austria e i suoi abitanti: aiuta tutti noi a seguire il tuo esempio e ad orientare la nostra vita totalmente verso Dio! Fa che, guardando a Cristo, diventiamo sempre più simili a Lui: veri figli di Dio! Allora anche noi, pieni di ogni benedizione spirituale, potremo corrispondere sempre meglio alla sua volontà e diventare così strumenti di pace per l’Austria, per l’Europa e per il mondo. Amen. 

Cari amici, cantiamo adesso tutti insieme “l’Angelo del Signore” nel modo austriaco:

Der Engel des Herrn… 

 

© Copyright 2007 - Libreria Editrice Vaticana

 

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