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BENEDETTO XVI UDIENZA GENERALE Aula Paolo VI [Video]
Simeone il Nuovo Teologo Cari fratelli e sorelle, quest’oggi ci fermiamo a riflettere sulla figura di un monaco orientale, Simeone il Nuovo Teologo, i cui scritti hanno esercitato un notevole influsso sulla teologia e sulla spiritualitŕ dell’Oriente, in particolare per ciň che riguarda l’esperienza dell’unione mistica con Dio. Simeone il Nuovo Teologo nacque nel 949 a Galatai, in Paflagonia (Asia Minore), da una nobile famiglia di provincia. Ancora giovane, si trasferě a Costantinopoli per intraprendere gli studi ed entrare al servizio dell’imperatore. Ma si sentě poco attratto dalla carriera civile che gli si prospettava e, sotto l’influsso delle illuminazioni interiori che andava sperimentando, si mise alla ricerca di una persona che lo orientasse nel momento pieno di dubbi e di perplessitŕ che stava vivendo, e che lo aiutasse a progredire nel cammino dell’unione con Dio. Trovň questa guida spirituale in Simeone il Pio (Eulabes), un semplice monaco del monastero di Studios, a Costantinopoli, che gli diede da leggere il trattato La legge spirituale di Marco il Monaco. In questo testo Simeone il Nuovo Teologo trovň un insegnamento che lo impressionň molto: “Se cerchi la guarigione spirituale – vi lesse - sii attento alla tua coscienza. Tutto ciň che essa ti dice fallo e troverai ciň che ti č utile”. Da quel momento – riferisce egli stesso - mai si coricň senza chiedersi se la coscienza non avesse qualche cosa da rimproverargli. Simeone entrň nel monastero degli Studiti, dove, perň, le sue esperienze mistiche e la sua straordinaria devozione verso il Padre spirituale gli causarono difficoltŕ. Si trasferě nel piccolo convento di San Mamas, sempre a Costantinopoli, del quale, dopo tre anni, divenne il capo, l’igumeno. Lě condusse un’intensa ricerca di unione spirituale con Cristo, che gli conferě grande autoritŕ. E’ interessante notare che gli fu dato l’appellativo di “Nuovo Teologo”, nonostante la tradizione riservasse il titolo di “Teologo” a due personalitŕ: all’evangelista Giovanni e a Gregorio di Nazianzo. Soffrě incomprensioni e l’esilio, ma fu riabilitato dal Patriarca di Costantinopoli, Sergio II. Simeone il Nuovo Teologo passň l’ultima fase della sua esistenza nel monastero di Santa Marina, dove scrisse gran parte delle sue opere, divenendo sempre piů celebre per i suoi insegnamenti e per i suoi miracoli. Morě il 12 marzo 1022. Il piů noto dei suoi discepoli, Niceta Stetatos, che ha raccolto e ricopiato gli scritti di Simeone, ne curň un’edizione postuma, redigendo in seguito la biografia. L’opera di Simeone comprende nove volumi, che si dividono in Capitoli teologici, gnostici e pratici, tre volumi di Catechesi indirizzate a monaci, due volumi di Trattati teologici ed etici e un volume di Inni. Non vanno poi dimenticate le numerose Lettere. Tutte queste opere hanno trovato un posto di rilievo nella tradizione monastica orientale sino ai nostri giorni. Simeone concentra la sua riflessione sulla presenza dello Spirito Santo nei battezzati e sulla consapevolezza che essi devono avere di tale realtŕ spirituale. La vita cristiana – egli sottolinea - č comunione intima e personale con Dio, la grazia divina illumina il cuore del credente e lo conduce alla visione mistica del Signore. In questa linea, Simeone il Nuovo Teologo insiste sul fatto che la vera conoscenza di Dio non viene dai libri, ma dall’esperienza spirituale, dalla vita spirituale. La conoscenza di Dio nasce da un cammino di purificazione interiore, che ha inizio con la conversione del cuore, grazie alla forza della fede e dell’amore; passa attraverso un profondo pentimento e dolore sincero per i propri peccati, per giungere all’unione con Cristo, fonte di gioia e di pace, invasi dalla luce della sua presenza in noi. Per Simeone tale esperienza della grazia divina non costituisce un dono eccezionale per alcuni mistici, ma č il frutto del Battesimo nell’esistenza di ogni fedele seriamente impegnato. Un punto su cui riflettere, cari fratelli e sorelle! Questo santo monaco orientale ci richiama tutti ad un’attenzione alla vita spirituale, alla presenza nascosta di Dio in noi, alla sinceritŕ della coscienza e alla purificazione, alla conversione del cuore, cosě che realmente lo Spirito Santo divenga presente in noi e ci guidi. Se infatti giustamente ci si preoccupa di curare la nostra crescita fisica, umana ed intellettuale, č ancor piů importante non trascurare la crescita interiore, che consiste nella conoscenza di Dio, nella vera conoscenza, non solo appresa dai libri, ma interiore, e nella comunione con Dio, per sperimentare il suo aiuto in ogni momento e in ogni circostanza. In fondo, č ciň che Simeone descrive quando narra la propria esperienza mistica. Giŕ da giovane, prima di entrare in monastero, mentre una notte in casa prolungava le sue preghiere, invocando l’aiuto di Dio per lottare contro le tentazioni, aveva visto la stanza piena di luce. Quando poi entrň in monastero, gli furono offerti libri spirituali per istruirsi, ma la loro lettura non gli procurava la pace che cercava. Si sentiva - egli racconta - come un povero uccellino senza le ali. Accettň con umiltŕ questa situazione, senza ribellarsi, e allora cominciarono a moltiplicarsi di nuovo le visioni di luce. Volendo assicurarsi della loro autenticitŕ, Simeone chiese direttamente a Cristo: “Signore, sei davvero tu stesso qui?”. Sentě risuonare nel cuore la risposta affermativa e ne fu sommamente consolato. “Fu quella, Signore - scriverŕ in seguito - la prima volta che giudicasti me, figlio prodigo, degno di ascoltare la tua voce”. Tuttavia, neanche questa rivelazione lo lasciň totalmente quieto. Si interrogava piuttosto se pure quell’esperienza non fosse da ritenersi un’illusione. Un giorno, finalmente, accadde un fatto fondamentale per la sua esperienza mistica. Egli cominciň a sentirsi come “un povero che ama i fratelli” (ptochós philádelphos). Vedeva intorno a sé tanti nemici che volevano tendergli insidie e fargli del male, ma nonostante ciň avvertě in se stesso un intenso trasporto d’amore per loro. Come spiegarlo? Evidentemente non poteva venire da lui stesso un tale amore, ma doveva sgorgare da un’altra fonte. Simeone capě che proveniva da Cristo presente in lui e tutto gli divenne chiaro: ebbe la prova sicura che la fonte dell’amore in lui era la presenza di Cristo e che avere in sé un amore che va oltre le mie personali intenzioni indica che la fonte dell’amore sta in me. Cosě, da una parte possiamo dire che senza una certa apertura all’amore Cristo non entra in noi, ma, dall’altra, Cristo diventa fonte di amore e ci trasforma. Cari amici, questa esperienza resta quanto mai importante per noi, oggi, per trovare i criteri che ci indicano se siamo realmente vicini a Dio, se Dio c’č e vive in noi. L’amore di Dio cresce in noi se rimaniamo uniti a Lui con la preghiera e con l’ascolto della sua parola, con l’apertura del cuore. Solamente l’amore divino ci fa aprire il cuore agli altri e ci rende sensibili alle loro necessitŕ, facendoci considerare tutti come fratelli e sorelle e invitandoci a rispondere con l’amore all’odio e con il perdono all’offesa. Riflettendo su questa figura di Simeone il Nuovo Teologo, possiamo rilevare ancora un ulteriore elemento della sua spiritualitŕ. Nel cammino di vita ascetica da lui proposto e percorso, la forte attenzione e concentrazione del monaco sull’esperienza interiore conferisce al Padre spirituale del monastero un’importanza essenziale. Lo stesso giovane Simeone, come s’č detto, aveva trovato un direttore spirituale, che ebbe ad aiutarlo molto e del quale conservň grandissima stima, tanto da riservargli, dopo la morte, una venerazione anche pubblica. E vorrei dire che rimane valido per tutti – sacerdoti, persone consacrate e laici, e specialmente per i giovani – l’invito a ricorrere ai consigli di un buon padre spirituale, capace di accompagnare ciascuno nella conoscenza profonda di se stesso, e condurlo all’unione con il Signore, affinché la sua esistenza si conformi sempre piů al Vangelo. Per andare verso il Signore abbiamo sempre bisogno di una guida, di un dialogo. Non possiamo farlo solamente con le nostre riflessioni. E questo č anche il senso della ecclesialitŕ della nostra fede, di trovare questa guida. Concludendo, possiamo sintetizzare cosě l’insegnamento e l’esperienza mistica di Simeone il Nuovo Teologo: nella sua incessante ricerca di Dio, pur nelle difficoltŕ che incontrň e nelle critiche di cui fu oggetto, egli, in fin dei conti, si lasciň guidare dall’amore. Seppe vivere lui stesso e insegnare ai suoi monaci che l’essenziale per ogni discepolo di Gesů č crescere nell’amore e cosě cresciamo nella conoscenza di Cristo stesso, per poter affermare con san Paolo: “Non vivo piů io, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20). Saluti: Chers frčres et soeurs, Dear Brothers and Sisters, Liebe Brüder und Schwestern! Queridos hermanos y hermanas: Saúdo também os grupos vindos de Portugal e do Brasil e demais peregrinos de língua portuguesa, desejando que esta visita aos lugares santificados pela pregaçăo e martírio dos Apóstolos Pedro e Paulo a todos fortaleça na fé e consolide, no amor divino, os vínculos de cada um com sua família e comunidade eclesial, que de coraçăo abençoo. A Virgem Măe vos acompanhe e proteja! Saluto in lingua croata: S velikom radošću pozdravljam sve hrvatske hodočasnike, a posebno vjernike iz župe Gospe van Grada iz Šibenika! Dragi prijatelji, ovih smo dana proslavili Uzvišenje Svetog Križa. Gledajući Raspetog Gospodina, koji je raširio ruke da zagrli cijeli svijet, molite za mir i jedinstvo u vašem narodu! Hvaljen Isus i Marija! Traduzione italiana: Con grande gioia saluto i pellegrini croati, particolarmente i fedeli della parrocchia “Madonna fuori la Cittŕ” di Sebenico! Cari amici, in questi giorni abbiamo celebrato l’Esaltazione della Santa Croce. Guardando il Signore Crocifisso, che ha aperto le braccia per abbracciare tutto il mondo, pregate per la pace e l’unitŕ della vostra Nazione. Siano lodati Gesů e Maria! Saluto in lingua polacca: Drodzy pielgrzymi z Polski, serdecznie pozdrawiam Was, wasze rodziny i waszych rodaków. Wczoraj obchodziliśmy wspomnienie Matki Bożej Bolesnej. Ona, stojąc u stóp krzyża, w sposób wyjątkowy uczestniczyła w dziele odkupienia. Niech Jej wstawiennictwo przynosi wszystkim, a szczególnie cierpiącym i doświadczanym, obfitość łask i umocnienie w wierze, nadziei i miłości. Niech Bóg wam błogosławi! Traduzione italiana: Cari pellegrini provenienti dalla Polonia, saluto cordialmente voi, le vostre famiglie e i vostri connazionali. Ieri abbiamo celebrato la memoria della Beata Maria Vergine Addolorata. Ella, stando ai piedi della croce, ha partecipato in modo particolare nell’opera di redenzione. La sua intercessione porti a tutti, e soprattutto ai sofferenti e agli afflitti, la moltitudine delle grazie e il consolidamento nella fede, nella speranza e nell’amore. Dio vi benedica! Saluto in lingua slovacca: S láskou pozdravujem slovenských pútnikov, osobitne z Gymnázia svätej Uršule
v Bratislave, ako aj skupinu grécko-katolíkov z Levoče, Poráča a Závadky.
Traduzione italiana: Saluto con affetto i pellegrini slovacchi, particolarmente quelli del Ginnasio
S. Orsola di Bratislava, come pure il gruppo dei greco-cattolici
provenienti da Levoča, Poráč e Závadka. Saluto in lingua ungherese: Szeretettel köszöntök minden itt jelen lévő magyar zarándokot, különösen is a
szombathelyieket és az istenhegyieket. Traduzione italiana: Mi rivolgo con cordiali parole di benvenuto a tutti i pellegrini ungheresi qui
presenti, in primo luogo ai membri dei gruppi provenienti da Szombathely e da
Istenhegy. Ringrazio voi tutti per le vostre preghiere per la Chiesa e per il
mio servizio petrino. Contraccambio di cuore, affidandovi a Dio nelle mie
preghiere. * * * Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto i partecipanti al Capitolo Generale della Societŕ di Maria – Padri Maristi ed assicuro la mia preghiera affinché, in adesione fedele al carisma originario, si impegnino con rinnovato slancio nell’opera evangelizzatrice. Saluto i rappresentanti dell’Associazione laicale eucaristica riparatrice, qui convenuti con il Prelato di Loreto, l’Arcivescovo Mons. Giovanni Tonucci, ed auguro che la loro vita sia permeata da costante tensione verso Dio e da incessante oblazione eucaristica. Saluto i fedeli della Parrocchia di San Nilo abate in Gaeta, accompagnati dall’Arcivescovo Mons. Fabio Bernardo D’Onorio ed esorto ciascuno a crescere nella fedele adesione a Cristo e alla Chiesa. Rivolgo ora il mio saluto ai giovani ai malati e agli sposi novelli. Ieri abbiamo fatto memoria della Beata Vergine Maria Addolorata, che con fede sostň presso la croce di Gesů. Cari giovani, non abbiate paura di restare anche voi come Maria presso la Croce, per trovare il coraggio di superare ogni ostacolo nella vostra esistenza. E voi, cari malati, possiate trovare in Maria conforto e sostegno per apprendere dal Signore Crocifisso il valore salvifico della sofferenza. Voi, cari sposi novelli, rivolgetevi con fiducia nei momenti di difficoltŕ alla Vergine Addolorata, che vi aiuterŕ ad affrontarli con la sua materna intercessione.
© Copyright 2009 - Libreria Editrice Vaticana
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