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Cari fratelli e sorelle!
E’ sempre una gioia celebrare questa Santa Messa con i Battesimi dei bambini,
nella Festa del Battesimo del Signore. Vi saluto tutti con affetto, cari
genitori, padrini e madrine, e tutti voi familiari e amici! Siete venuti –
l’avete detto ad alta voce – perché i vostri neonati ricevano il dono della
grazia di Dio, il seme della vita eterna. Voi genitori avete voluto questo.
Avete pensato al Battesimo prima ancora che il vostro bambino o la vostra
bambina venisse alla luce. La vostra responsabilità di genitori cristiani vi ha
fatto pensare subito al Sacramento che segna l’ingresso nella vita divina,
nella comunità della Chiesa.
Possiamo dire che questa è stata la vostra prima scelta educativa come testimoni
della fede verso i vostri figli: la scelta è fondamentale!
Il compito dei genitori, aiutati dal padrino e dalla madrina, è quello di
educare il figlio o la figlia. Educare è molto impegnativo, a volte è arduo per
le nostre capacità umane, sempre limitate. Ma educare diventa una meravigliosa
missione se la si compie in collaborazione con Dio, che è il primo e vero
educatore di ogni uomo.
Nella prima Lettura che abbiamo ascoltato, tratta dal Libro del profeta Isaia,
Dio si rivolge al suo popolo proprio come un educatore. Mette in guardia gli
Israeliti dal pericolo di cercare di dissetarsi e di sfamarsi alle fonti
sbagliate: “Perché, dice, spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro guadagno
per ciò che non sazia?” (Is 55,2). Dio vuole darci cose buone da bere e da
mangiare, cose che ci fanno bene; mentre a volte noi usiamo male le nostre
risorse, le usiamo per cose che non servono, anzi, che sono addirittura nocive.
Dio vuole darci soprattutto Se stesso e la sua Parola: sa che allontanandoci da
Lui ci troveremmo ben presto in difficoltà, come il figlio prodigo della
parabola, e soprattutto perderemmo la nostra dignità umana. E per questo ci
assicura che Lui è misericordia infinita, che i suoi pensieri e le sue vie non
sono come i nostri – per nostra fortuna! – e che possiamo sempre ritornare a
Lui, alla casa del Padre. Ci assicura poi che se accoglieremo la sua Parola,
essa porterà frutti buoni nella nostra vita, come la pioggia che irriga la terra
(cfr Is 55,10-11).
A questa parola che il Signore ci ha rivolto mediante il profeta Isaia, noi
abbiamo risposto con il ritornello del Salmo: “Attingeremo con gioia alle
sorgenti della salvezza”. Come persone adulte, ci siamo impegnati ad attingere
alle fonti buone, per il bene nostro e di coloro che sono affidati alla nostra
responsabilità, in particolare voi, cari genitori, padrini e madrine, per il
bene di questi bambini. E quali sono “le sorgenti della salvezza”? Sono la
Parola di Dio e i Sacramenti. Gli adulti sono i primi a doversi alimentare a
queste fonti, per poter guidare i più giovani nella loro crescita. I genitori
devono dare tanto, ma per poter dare hanno bisogno a loro volta di ricevere,
altrimenti si svuotano, si prosciugano. I genitori non sono la fonte, come anche
noi sacerdoti non siamo la fonte: siamo piuttosto come dei canali, attraverso
cui deve passare la linfa vitale dell’amore di Dio. Se ci stacchiamo dalla
sorgente, noi stessi per primi ne risentiamo negativamente e non siamo più in
grado di educare altri. Per questo ci siamo impegnati dicendo: “Attingeremo con
gioia alle sorgenti della salvezza”.
E veniamo ora alla seconda Lettura e al Vangelo. Essi ci dicono che la prima e
principale educazione avviene attraverso la testimonianza. Il Vangelo ci parla
di Giovanni il Battista. Giovanni è stato un grande educatore dei suoi
discepoli, perché li ha condotti all’incontro con Gesù, al quale ha reso
testimonianza. Non ha esaltato se stesso, non ha voluto tenere i discepoli
legati a sé. Eppure Giovanni era un grande profeta, la sua fama era molto
grande. Quando è arrivato Gesù, si è tirato indietro e ha indicato Lui: “Viene
dopo di me colui che è più forte di me… Io vi ho battezzato con acqua, ma egli
vi battezzerà in Spirito Santo” (Mc 1,7-8). Il vero educatore non lega le
persone a sé, non è possessivo. Vuole che il figlio, o il discepolo, impari a
conoscere la verità, e stabilisca con essa un rapporto personale. L’educatore
compie il suo dovere fino in fondo, non fa mancare la sua presenza attenta e
fedele; ma il suo obiettivo è che l’educando ascolti la voce della verità
parlare al suo cuore e la segua in un cammino personale.
Ritorniamo ancora alla testimonianza. Nella seconda Lettura, l’apostolo Giovanni
scrive: “E’ lo Spirito che dà testimonianza” (1 Gv 5,6). Si riferisce allo
Spirito Santo, lo Spirito di Dio, che rende testimonianza a Gesù, attestando che
è il Cristo, il Figlio di Dio. Lo si vede anche nella scena del battesimo nel
fiume Giordano: lo Spirito Santo scende su Gesù come una colomba per rivelare
che Lui è il Figlio Unigenito dell’eterno Padre (cfr Mc 1,10). Anche nel suo
Vangelo Giovanni sottolinea questo aspetto, là dove Gesù dice ai discepoli:
“Quando verrà il Paraclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità
che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date
testimonianza, perché siete con me fin dal principio” (Gv 15,26-27). Questo ci è
di grande conforto nell’impegno di educare alla fede, perché sappiamo che non
siamo soli e che la nostra testimonianza è sostenuta dallo Spirito Santo.
E’ molto importante per voi genitori, e anche per i padrini e le madrine,
credere fortemente nella presenza e nell’azione dello Spirito Santo, invocarlo e
accoglierlo in voi, mediante la preghiera e i Sacramenti. E’ Lui infatti che
illumina la mente, riscalda il cuore dell’educatore perché sappia trasmettere la
conoscenza e l’amore di Gesù. La preghiera è la prima condizione per educare,
perché pregando ci mettiamo nella disposizione di lasciare a Dio l’iniziativa,
di affidare i figli a Lui, che li conosce prima e meglio di noi, e sa
perfettamente qual è il loro vero bene. E, al tempo stesso, quando preghiamo ci
mettiamo in ascolto delle ispirazioni di Dio per fare bene la nostra parte, che
comunque ci spetta e dobbiamo realizzare. I Sacramenti, specialmente
l’Eucaristia e la Penitenza, ci permettono di compiere l’azione educativa in
unione con Cristo, in comunione con Lui e continuamente rinnovati dal suo
perdono. La preghiera e i Sacramenti ci ottengono quella luce di verità grazie
alla quale possiamo essere al tempo stesso teneri e forti, usare dolcezza e
fermezza, tacere e parlare al momento giusto, rimproverare e correggere nella
giusta maniera.
Cari amici, invochiamo dunque tutti insieme lo Spirito Santo, perché scenda in
abbondanza su questi bambini, li consacri ad immagine di Gesù Cristo, e li accompagni
sempre nel cammino della loro vita. Li affidiamo alla guida materna di Maria
Santissima, perché crescano in età, sapienza e grazia e diventino veri
cristiani, testimoni fedeli e gioiosi dell’amore di Dio. Amen.
© Copyright 2012 - Libreria
Editrice Vaticana
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