1. In queste ultime settimane,
dopo il ritorno dal Messico, più di una volta, i nostri incontri domenicali
dell’Angelus si sono ispirati ai temi che ci sono stati forniti dal recente
viaggio, e, in modo particolare, dalla Conferenza dell’Episcopato
latinoamericano a Puebla.
2. Oggi invece desidero
parlare di Roma. Conservo vividamente nella memoria il mio primo incontro con la
Città Eterna. Ciò avvenne nel tardo autunno del 1946, quando venni qui dopo
l’ordinazione sacerdotale per continuare gli studi. Giungendo, portavo dentro
di me una certa immagine di Roma ricavata dalla storia, dalla letteratura e da
tutta la tradizione cristiana. Per parecchi giorni camminavo per la Città (che
allora non era ancora così estesa come oggi, e contava forse un milione di
abitanti), e non riuscivo a ritrovare pienamente l’immagine di quella Roma,
che da tempo portavo nella mia mente.
A
poco a poco, la ritrovai. Ciò accadde soprattutto quando visitai le basiliche
più antiche, ma ancor più quando visitai le catacombe. La Roma degli inizi
della cristianità! La Roma degli Apostoli! La Roma dei Martiri! Questa Roma,
che sta alle origini della Chiesa, e, nello stesso tempo, alle origini di quella
grande cultura che abbiamo ereditato. Questa Roma desidero oggi salutare con la
più profonda venerazione e col più grande amore.
3. Il periodo di Quaresima, al
quale ci avviciniamo, ci introduce ogni anno nei segreti di questa Roma e ci
ordina di seguire le sue orme. Quest’anno lo farò per la prima volta come
Vescovo di Roma. Si poteva pensare a ciò, quando venni qui per la prima
volta?
Davvero
inscrutabili sono i disegni della Provvidenza Divina!
4. Desidero poi ricordare a
quanti sono qui radunati che nella seconda decade di questo mese è stato
celebrato il primo centenario della nascita della Chiesa cattolica in Uganda,
nel continente africano. Infatti, com’è noto, in quel Paese si sono svolte
numerose manifestazioni, destinate a ricordare l’inizio della evangelizzazione
in quella nazione, e che hanno avuto il loro centro nella celebrazione del
Congresso Eucaristico Nazionale a Kampala, a cui ha preso parte, in qualità di
Inviato Speciale del Papa, il Cardinale Giacomo Knox.
Questa Chiesa centenaria, spuntata dal sangue dei martiri, canonizzati dal Papa
Paolo VI nel 1964, è una Chiesa giovane. Tuttavia la storia spirituale di Roma,
l’eredità degli Apostoli, la tradizione delle prime basiliche cristiane e
delle catacombe si fanno sentire con una viva eco anche in quella giovane
Chiesa. Di cuore auspico che possano perseverare in essa la fede, la speranza e
l’amore, che Gesù Cristo ha innestato, in modo indistruttibile, nel cuore
dell’uomo.
5. Infine, in questi giorni ho la mente rivolta, con profonda pena, al conflitto,
che sembra intensificarsi, tra Cina e Vietnam.
Chi partecipa dell’amore di Cristo per l’uomo non può non rattristarsi, e
trepidare, per le vite che sono sacrificate o in pericolo, e per le sofferenze e
i disagi dei combattenti e delle popolazioni. Penso in particolare ai bambini,
ai vecchi, ai malati.
Nessuna
distanza geografica, e neppure alcuna diversità ideologica, possono indebolire
il sentimento di fraternità che ci unisce ad ogni essere umano che vive in
questo mondo, anche se non è battezzato, e pur pensando che tra i militari e
civili coinvolti nella guerra ci saranno nostri fratelli di fede.
A
quelle popolazioni, dell’una e dell’altra parte, tutte a me sinceramente
care, vada il nostro affetto e si innalzi per loro una fervida preghiera, vostra
e mia.
Preghiamo
anche perché non abbia ad avverarsi il timore, accresciuto e diffuso, che la
mancanza di sollecite soluzioni eque ed onorevoli porti ad un aggravarsi di
sofferenze e, Dio non voglia, a ripercussioni più vaste e terribili. È
un’ipotesi che non vorrei neppur considerare. La Vergine santa, madre di
Cristo e nostra, protegga quei popoli, impetri per loro propositi di
comprensione e disponibilità all’intesa, tenga lontano da tutti ogni spettro
di distruzione e di morte.
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Vaticana