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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN POLONIA GIOVANNI PAOLO II ANGELUS
Santuario mariano di Czestochowa C’è a Roma la bella usanza che, ogni domenica e festa di precetto, il Papa
reciti l’“Angelus Domini” con i fedeli che si radunano per questo in
Piazza San Pietro. Ho
I
miei connazionali in Polonia sanno di questa usanza romana. Anzi dal momento in
cui sono stato chiamato alla Cattedra di San Pietro, hanno cominciato
spontaneamente ad unirsi a me esercitando l’“Angelus Domini” ogni giorno
nelle ore stabilite del mattino, del mezzogiorno e della sera. Questa preghiera
è diventata usanza universale, come lo confermano numerose lettere e accenni
sulla stampa. Mediante l’“Angelus Domini” ci uniamo spiritualmente tra di
noi, ci ricordiamo a vicenda, condividiamo il mistero della salvezza e anche il
nostro cuore. Oggi
recitando l’“Angelus Domini” da Jasna Gora desidero ringraziare tutti i
miei Connazionali in tutta la Polonia per questa loro nobile iniziativa. Mi ha
sempre profondamente commosso la costante prova del vostro ricordo, e oggi
desidero esprimerle pubblicamente questo sentimento. 2. Nello stesso tempo desidero, insieme a voi, carissimi Fratelli e Sorelle,
chiedere alla Madre Santissima che la preghiera dell’Angelus ricordi
continuamente, a ciascuno e a tutti, quanto sia grande la dignità dell’uomo.
Tale infatti è anche il frutto di questa preghiera e il suo fine.Ricordando che
“il Verbo si fece carne”, che cioè il Figlio di Dio è diventato uomo,
dobbiamo prendere coscienza di quanto sia diventato grande, attraverso questo
mistero – cioè attraverso l’incarnazione del Figlio di Dio – ogni uomo!
Cristo infatti è stato concepito nel grembo di Maria ed è divenuto uomo per
rivelare l’Amore eterno del Creatore e Padre e per manifestare la dignità di
ciascuno di noi. Se
recitiamo regolarmente l’“Angelus Domini”, questa preghiera deve influire
su tutta la nostra condotta. Non possiamo recitarla solo con le labbra, non
possiamo ripetere la preghiera dell’“Angelus Domini” e nello stesso tempo
agire in modo contrastante con la nostra dignità umana e cristiana. Adesso
non parlerò dettagliatamente di tutto ciò che nell’atteggiamento dei
polacchi è contrario alla dignità “dell’immagine e somiglianza di Dio”,
alla dignità, riconfermato dal Mistero dell’Incarnazione. Conosciamo
perfettamente i vizi che, alle volte, si trasformano in vere piaghe, che
minacciano la vita spirituale e biologica della Nazione. Pensateci, cari
Fratelli e Sorelle. Ve ne prego vivamente. Continui
quindi in terra polacca l’“Angelus Domini” in unione col Papa. E porti
frutto in tutta la vita dei Polacchi, non soltanto nei giorni di festa, ma in
ogni giorno della loro vita. © Copyright 1979 - Libreria Editrice
Vaticana
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