Desidero
oggi, in occasione del nostro incontro domenicale, rendere testimonianza della
gioia di tutta la Chiesa per la creazione dei nuovi Cardinali.
Nelle loro persone la Chiesa Romana si lega, direi, con nuovi vincoli (=
“cardo”) alla sua struttura interna. Come insegna San Paolo, siamo
“edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti e avendo come
pietra angolare lo stesso Cristo Gesù” (Ef 2,20). Su questa Pietra angolare e su questo fondamento sia costruito il servizio
dei nostri fratelli, collegato con la dignità cardinalizia, che hanno
ricevuto.
Nel
congratularci con loro, rivolgiamo ad essi questi auguri con tutto il cuore.
Siamo lieti che da ieri portino questa dignità tanto meritevoli prelati della
Curia Romana, a cominciare dall’illustre Segretario di Stato. Insieme con lui
sono entrati a far parte del Collegio Cardinalizio il Presidente
dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica; il Segretario della
Sacra Congregazione per i Vescovi, che è stato anche Segretario di due
conclavi; il Segretario generale del Sinodo dei Vescovi, il quale, dalla
istituzione del Sinodo, per primo ha svolto laboriosamente questo incarico per
ben dodici anni. A questo gruppo bisogna aggiungere anche il Nunzio Apostolico
che, dopo aver servito la Santa Sede, passa al Collegio Cardinalizio dalla sua
ultima rappresentanza a Parigi.
Nello
stesso tempo salutiamo con gioia e speranza, in questo gruppo, i rappresentanti
degli Episcopati dei vari Paesi e Continenti. Si consolidi ancor più, per la
loro nomina, quel legame (= “cardo”) che unisce la sede di San Pietro con la
Chiesa estesa fra tante nazioni della terra.
Ci
rallegriamo dunque che nel Collegio Cardinalizio siano ora stati inseriti
rappresentanti delle seguenti nazioni: Italia, Francia, Irlanda, Polonia,
Messico, Canada, Vietnam e Giappone. La Sede Romana condivide la gioia delle
sedi vescovili, dalle quali provengono questi venerabili Pastori a noi tanto
cari: Torino, Venezia, Marsiglia, Armagh, Cracovia, Mexico, Toronto, Hanoi e
Nagasaki.
Li
accompagnino sempre la forza dello Spirito Santo e l’amore della Madre della
Chiesa, di Maria Genitrice di Dio.
Il
Popolo di Dio e tutta la famiglia umana godano la pace e il rispetto della
dignità di ogni uomo e di ogni nazione.
Soprattutto
sia adorato Dio stesso.
© Copyright 1979 - Libreria Editrice
Vaticana