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GIOVANNI PAOLO II
ANGELUS
Castel Gandolfo
1. Desidero oggi, in occasione della nostra comune preghiera dell’Angelus di
mezzogiorno, riferirmi a una antichissima tradizione, quella della visita alle
soglie degli Apostoli (“ad limina Apostolorum”). Fra tutti i pellegrini che,
venendo a Roma, manifestano la fedeltà a questa tradizione, una particolare
attenzione meritano i vescovi di tutto il mondo. Poiché essi, mediante la
visita alle soglie degli Apostoli, esprimono quel legame con Pietro, che unisce
la Chiesa in tutto l’orbe terrestre. Venendo a Roma ogni cinque anni essi vi
portano, in un certo modo, tutte quelle Chiese (cioè le diocesi), che, mediante
il loro ministero vescovile e, nello stesso tempo, mediante l’unione con la
Sede di Pietro, permangono nella comunità cattolica della Chiesa universale.
Insieme alla visita delle soglie apostoliche i Vescovi portano anche a Roma le
notizie, e quanto preziose, sulla vita delle Chiese, di cui sono pastori; sul
progresso dell’opera dell’evangelizzazione; sulle gioie e sulle difficoltà
degli uomini, dei popoli, in mezzo ai quali compiono la loro missione. 2. Nell’anno corrente sono attesi i Vescovi dell’America Latina, tra i quali già
sono venuti quelli di alcune Nazioni. Questa settimana, per esempio, ho ricevuto
alcuni Vescovi dell’Argentina. Sono anche già venuti a Roma tutti i Vescovi
dello Sri-Lanka e molti Vescovi dell’India. Questo grande e svariato paese
(proprio un sub-continente del continente asiatico) è, contemporaneamente, uno
dei più grandi addensamenti umani della terra. Su circa seicentotrenta milioni
di abitanti dell’India, i cristiani non costituiscono una grande percentuale;
i cattolici sono circa undici milioni. Nello Sri-Lanka, su una popolazione di
circa quattordici milioni e mezzo, i cattolici sono più di un milione.
Tuttavia, questo gruppo confessionale di minoranza sia in India che nello
Sri-Lanka ha una parte notevole nella vita dell’intera società di quei Paesi,
maggiore di quanto non si possa dedurre dalle cifre e dalle percentuali. Questa
partecipazione si manifesta, anzitutto, nel settore educativo e poi attraverso
gli ospedali e le multiformi opere caritative. È ben nota, in questo campo
l’azione meritoria di Madre Teresa di Calcutta. A causa della grande
estensione dell’India, l’Episcopato conta 107 Vescovi residenziali, 7
Ausiliari, 16 Vescovi a riposo: complessivamente 130 Vescovi; tra essi 2
Cardinali: Joseph Parecattil e Lawrence Trevor Picachy. Ci sono 10.642
sacerdoti, di cui 6.493 secolari, e 4.189 religiosi. Nello Sri-Lanka i Vescovi sono 12: il Cardinale Cooray, Arcivescovo già di
Colombo, 7 residenziali, 2 Ausiliari, 2 a riposo. Svolgono il loro ministero
complessivamente 540 sacerdoti: 327 diocesani e 213 religiosi. La cristianità della penisola indiana è antica: si vanta della provenienza
dall’Apostolo Tommaso. La maggioranza dei credenti cattolici appartiene alla
Chiesa latina, ma c’è un numero assai grande di cattolici del rito
siro-malabarese e malankarese. Una grande missione compiono gli ordini e le
congregazioni religiose. Contemporaneamente, però, si segnala il ruolo del
clero diocesano, la cui costante crescita e frutto di numerose vocazioni. Lo
stesso, del resto, si può dire delle congregazioni religiose maschili e
femminili. Voglio aggiungere che i numerosi incontri di quest’anno con i Vescovi della
Chiesa in India e in Sri-Lanka mi hanno dato la possibilità di prendere una
profonda conoscenza dei vari problemi del popolo di Dio, che vive fra la grande
maggioranza degli aderenti all’induismo, al buddismo e all’islamismo. È
difficile parlare, in questo momento, di tutto ciò, perché il tema è molto
vasto e, nello stesso tempo, differenziato. Ricordando tuttavia questi vari
incontri con i miei Fratelli nell’episcopato, pieni di fervente spirito
missionario, i quali nell’opera di evangelizzazione uniscono la fedeltà alla
tradizione e la capacità di dialogo, desidero abbracciarli ancora una volta col
cuore e con la preghiera per riunirmi così a loro nel comune ministero e nella
comune speranza. A tutti i presenti e a coloro che mi ascoltano per mezzo della
radio o della televisione, chiedo di partecipare a questa preghiera, che sia
un’eco eterna della visita delle soglie apostoliche in questo anno. Ancora una parola. A distanza di breve tempo mi sento in dovere di richiamare di
nuovo l’attenzione sulle gravi condizioni in cui versa la diletta popolazione
del Nicaragua, che, così duramente provata a causa del lungo e duro conflitto
interno, ne sopporta ora le gravi privazioni conseguenti. Alla rinnovata invocazione di pace e concordia per l’intera nazione che
rivolgiamo insieme al Signore desidero aggiungere un pressante appello ai
Governi di vari Paesi, alle Organizzazioni internazionali di soccorso, ed alle
istituzioni volontarie di assistenza affinché in forme sempre più consistenti
si manifesti la loro solidarietà sì da rendere possibile a quella Nazione di
far fronte alle esigenze immediate ed urgenti di carattere umanitario, e di
ottenere un congruo aiuto finanziario per affrontare l’immane opera di
ricostruzione. E, infine, sempre tenendo rivolto il pensiero alle popolazioni del Centro
America, vi invito ad una preghiera speciale anche per le numerose vittime che
tensioni e lotte interne continuano a provocare nel vicino Salvador, e per
ottenere al detto Paese il dono della pace, premessa indispensabile per un
autentico progresso umano e civile. Ai fedeli di Albano Vada un cordiale saluto anche al folto gruppo della diocesi di Albano, che in
questi giorni si è riunito per considerare le responsabilità del laicato
cattolico nella presente situazione sociale italiana. Vi ringrazio per la vostra
presenza e invoco su di voi l’aiuto del Signore nei lavori e nei dibattiti,
con cui intendete approfondire tale delicato settore sempre animati, come vi
auspico, da un sincero, vitale desiderio di servire Cristo Gesù e la sua santa
Chiesa. Ai giovani scouts So che è presente un numeroso gruppo di Boys Scouts, che celebrano oggi la
“Giornata della Fratellanza”, intendendo in tal modo dare il loro appoggio
all’istituzione “Niños del mundo”, la quale ha la sua sede centrale in
San José di Costa Rica ed è un’iniziativa a beneficio di bambini soprattutto
orfani o vittime di catastrofi naturali o di guerre. Di vero cuore incoraggio
ogni sforzo a favore della concordia e della fratellanza universale ed ogni
generoso impegno in favore dei bambini orfani, o che si propone di contribuire
ad una adeguata formazione dei ragazzi di oggi, che sono la speranza del domani.
Nell’invocare l’assistenza del Signore su di voi, cari ragazzi che vi siete
uniti a questa preghiera domenicale, e su tutti i ragazzi del mondo, che stanno
pregando insieme con noi in questo momento per la nobile iniziativa, volentieri
imparto la mia benedizione. Il saluto ai pellegrini di Bergamo Un paterno beneaugurante saluto rivolgo al gruppo di fedeli provenienti da Berzo
San Fermo, in diocesi di Bergamo, qui convenuti per vedere il Papa e
manifestargli il loro affetto. Vi ringrazio, carissimi fratelli e sorelle, per
questo delicato pensiero, e vi esorto a perseverare, con sempre maggiore
dedizione, nel vostro impegno di apostolato cristiano negli importanti settori
del lavoro e della scuola in cui avete sinora operato con generosità e
disinteresse. Invoco su di voi, sulla vostra attività e sulle vostre famiglie
la divina protezione, e di cuore vi benedico, unitamente a tutti i vostri
cari. Agli ex alunni Lasalliani Il mio benvenuto paterno e festoso a voi, cari Ex Alunni degli Istituti di
educazione diretti dai Fratelli delle Scuole Cristiane, convenuti a Roma per il
vostro XVII Congresso Nazionale, anche in vista del 300° anniversario della
fondazione delle Scuole “Lasalliane”, che si celebrerà nell’anno
prossimo. A tutti voi, qui presenti, a tutti i vostri amici che non hanno potuto
lasciare i loro impegni, alle vostre famiglie, va il mio saluto affettuoso ed il
mio ringraziamento per questa presenza! So che nei giorni scorsi avete
riflettuto sul compito insostituibile – nel contesto generale della educazione
nazionale – che deve essere esercitato dalla scuola libera; avete anche
cercato d’individuare i criteri di fondo e i principi-chiave che ispirarono lo
sforzo educativo di San Giovanni Battista de la Salle, per riconoscerne la
validità nella presente congiuntura socio-culturale; avete voluto discutere
ancora sulla diretta partecipazione dei giovani al processo educativo, sempre
secondo lo spirito “lasalliano”. Nell’esprimere il mio compiacimento per il lavoro compiuto, desidero
rivolgervi – il poco tempo a disposizione non consente di diffondersi
ampiamente – una sola parola d’incoraggiamento: tenete alto il prestigio
della Scuola cattolica e fate che essa sappia rispondere con efficacia alle
molteplici e complesse esigenze della società attuale; non possono mancare
scuole che formino dalla radice uomini integri, aperti alla visione evangelica
del mondo; è crescente l’urgenza di scuole che corrispondano all’ideale
descritto dal mio Predecessore Pio XI, quello cioè di sintonizzarsi
perfettamente con la comunità nazionale, con la famiglia e con la Chiesa, in
modo “da poter costituire, insieme con esse, un solo santuario, sacro
all’educazione cristiana” (Pio XI,
Divini Illius Magistri: AAS 22
[1930] 76). È questo il mio augurio affettuoso, che amo suggellare con una
particolare Benedizione Apostolica, invocando che la grazia celeste scenda
abbondante su di voi e su tutte le vostre famiglie per suscitarvi fermi
propositi di virtù e di amore. Ai ragazzi della banda musicale di Ensdorf HERZLICH
GRÜßE ich die anwesende Sänger- und Musikantengruppe aus Ensdorf. Durch euer
musikalisches Können werdet ihr unter den Menschen zu besonderen Boten der
Freude. Benutzt es aber auch dazu, um dadurch Gott zu loben und zu preisen. Von
Herzen begleite ich euch mit meinem besonderen Segen. Traduzione italiana del saluto in lingua tedesca: Saluto cordialmente la banda musicale – cantanti e musicisti – di Ensdorf.
Grazie alle vostre doti musicali diventate messaggeri di gioia tra gli uomini.
Utilizzate le vostre capacità anche per lodare e pregare Dio. Vi accompagno con
gioia con la mia particolare Benedizione. © Copyright 1979 - Libreria Editrice
Vaticana
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