Sorelle e Fratelli carissimi!
In questi giorni vi sono stati importanti avvenimenti ecclesiali
di cui siete stati informati dagli strumenti della comunicazione sociale, e sui
quali desidero riferirvi brevemente.
1. Anzitutto, la riunione plenaria del Collegio dei Cardinali,
invitati a Roma per trattare alcuni problemi di grande rilievo per la Chiesa e
per la Sede Apostolica. Tale incontro ha certamente contribuito – come ho detto
alla conclusione dei lavori – a percorrere una tappa importante sul cammino
della “collegialità” e ad intensificare la rianimazione di quella meravigliosa
istituzione, qual è il Collegio Cardinalizio, conforme alla sua natura ed alla
sua tradizione.
In questo momento, desidero pubblicamente ringraziare i
Cardinali che hanno affrontato disagi e sacrifici per venire a Roma da tutte le
parti del mondo e hanno dato, con i loro saggi e concreti interventi, validi
elementi per lo studio dei menzionati problemi.
2. Su uno di questi, in modo particolare, voglio attirare la mia
e la vostra attenzione: quello del rapporto tra la Chiesa e la Cultura. Proprio
ieri la Pontificia Accademia delle Scienze, fondata – come è noto – da Pio XI
nel 1922, ha inaugurato la Sessione plenaria annuale con una solenne
commemorazione della nascita di Albert Einstein, il grande pensatore, che ha
dato un singolare ed alto contributo al progresso della scienza.
Questo avvenimento ripropone alla nostra considerazione il
problema, antico e sempre nuovo, delle relazioni tra ragione e rivelazione, tra
fede e scienza, tra Chiesa e Cultura.
La Chiesa, da parte sua, non può non guardare con stima, con
fiducia, con rispetto, con speranza, alla scienza, la quale ha la sua ragion
d’essere nella serena, libera, oggettiva ricerca della verità. Come affermava
Sant’Agostino: “Si Sapientia Deus est, per quem facta sunt omnia... verus
philosophus est amator Dei” (“Se Dio, mediante il quale tutto è stato fatto, è
la Sapienza... il vero filosofo [il vero scienziato, cioè] è uno che ama Dio”)
(S. Agostino, De Civitate Dei, 8,1).
3. Ancora una volta voglio ricordare i ferrovieri, che giovedì
scorso hanno celebrato la loro “Giornata”. Desidero rinnovare l’auspicio che
questa categoria professionale continui a svolgere, in Italia e in tutto il
mondo, in condizioni di sempre maggiore sicurezza e serenità, il suo
indispensabile lavoro, e possa contribuire, con l’aiuto del Signore, a
promuovere la conoscenza, la migliore comprensione e il senso della fratellanza
fra gli uomini.
4. Tra gli incontri con i Vescovi latino-americani in visita “ad
limina”, mi piace oggi ricordare quelli avuti con gli episcopati dell’Uruguay e
del Paraguay.
In Uruguay, con una popolazione di circa tre milioni di
abitanti, vi è una arcidiocesi e nove diocesi con complessivamente quasi 600
sacerdoti.
In Paraguay le circoscrizioni ecclesiastiche sono 9, con circa
400 sacerdoti, e con una popolazione di 2.700.000 abitanti.
Dalle udienze con i Presuli ho potuto rilevare molteplici fatti
consolanti e promettenti sulla vita della Chiesa in quei due Paesi. Anzitutto la
ripresa delle vocazioni sacerdotali e religiose; la crescente partecipazione ai
ministeri ecclesiali; una profonda e sicura comprensione in tutto l’ambito della
Chiesa della sua identità: tutto nel clima di un vivace risveglio di
spiritualità.
Ravviso in questo panorama consolante l’efficacia del lavoro
silenzioso, del sacrificio, della consapevole dedizione con cui i Pastori si
consacrano al bene delle anime.
Garanzia soave e sicura dell’autenticità della vita della Chiesa
e che insieme getta una prospettiva luminosa sul suo futuro è la devozione alla
Vergine, che anima i Pastori e tutto il popolo di Dio. In Uruguay tale devozione
corre sulla linea di una lunga tradizione, che ha un singolare punto di partenza
nella fede con cui i fondatori della Repubblica Orientale dell’Uruguay ricorsero
a Maria nel Santuario di Florida per ottenerne la protezione sul loro impegno
patriottico.
In Paraguay il centro della devozione a Maria è costituito dal
Santuario Nazionale di Caacupé, sotto il titolo di “Virgen de los Milagros”.
Maria assista con la sua materna protezione i figli di quelle
due Nazioni.
5. Con viva preoccupazione ho seguito in questi giorni gli
sviluppi della grave crisi in Bolivia e con profondo dolore ho appreso le
tensioni violente che hanno seminato gravi sofferenze con numerosi morti e
feriti.
Sono vicino ai Vescovi che, con viva sollecitudine, si stanno
adoperando per scongiurare il pericolo del protrarsi di lotte fratricide e per
favorire soluzioni pacifiche.
Vorrei affidare alle vostre preghiere questa cara Nazione, così
vicina al mio cuore, con l’auspicio che i tentativi in atto possano
corrispondere alle aspirazioni profonde di pace e di progresso del popolo
boliviano.
Confidiamo questo nostro auspicio all’intercessione della
Vergine Santissima, che in quella terra è invocata con il titolo di “Virgen de
Copacabana”.
Dopo l'Angelus
Ai lavoratori dei campi che celebrano la Giornata del
Ringraziamento
Come già sapete, per iniziativa della Federazione Coltivatori
Diretti, si celebra oggi in Italia la Giornata del Ringraziamento. Il mio
pensiero va a tutti i coltivatori, alla brava gente dei campi, a cui ben
volentieri mi unisco per elevare insieme la preghiera di ringraziamento a Dio,
che anche quest’anno ci ha elargito abbondanza di frutti e per implorare la sua
assistenza.
Carissimi coltivatori, il mio cuore è vicino a voi, perché voi siete
vicini a Dio, avendo la possibilità di percepirlo nel contatto immediato con la
natura, vestigio manifesto di Dio, la quale più facilmente dispone l’animo al
colloquio con lui. Il Signore benedica voi, le vostre famiglie e il vostro
lavoro.
Ai partecipanti al Congresso Nazionale dell’Unione Veterani
Sportivi
Rivolgo poi un saluto ai partecipanti al Congresso Nazionale
dell’Unione Veterani Sportivi (UNVS), organizzato in occasione del 25°
anniversario del loro sodalizio. E saluto altresì i membri dell’Associazione
Medaglie d’oro al valore atletico e dell’Unione nazionale Atleti azzurri
d’Italia, che hanno voluto unirsi ad essi. Nell’esprimere il mio compiacimento
per il vostro impegno di tenere sempre alti i valori morali, umani e sociali
dello Sport, di cuore vi benedico, auspicando ogni bene nel Signore.
Ai fedeli della parrocchia di Santo Stefano Nuovo, in diocesi di
Nepi e Sutri
Sono presenti in questa piazza oggi anche i fedeli della
parrocchia di Santo Stefano Nuovo, in diocesi di Nepi e Sutri: tra essi ci sono
alcuni appassionati dello Sport Ippico con i loro cavalli. Anche ad essi porgo
il mio saluto, rivolgendo agli atleti l’augurio di saper sempre portare nelle
competizioni sentimenti di nobiltà e di lealtà.
Ad un gruppo di giovanissimi della parrocchia romana di Santa
Teresa fuori Porta Salaria
Un saluto infine vada al gruppo dei bambini e delle bambine
appartenenti alla parrocchia romana di Santa Teresa fuori Porta Salaria, i quali
sono venuti qui insieme con i loro genitori, con i Padri Carmelitani e con i
catechisti, per ricevere la Benedizione del Papa per la buona riuscita del corso
di catechismo in preparazione alla Prima Comunione. A tutti la mia benedizione.
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