1. “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”
(Lc 1, 38).
Ripeteremo queste parole anche oggi - come ogni domenica - recitando insieme
l’Angelus qui, nella piazza san Pietro. È necessario che queste parole
penetrino il cuore stesso della grande solennità odierna, vissuta da tutta la
Chiesa e in particolare da Roma.
Quando nei pressi di Cesarea di Filippo, Simone figlio di Giona, che il
Signore chiamò “Pietro”, fece quella professione di fede sulla quale la
Chiesa si costruisce come su una pietra, e quando disse: “Tu sei il Cristo, il
Figlio del Dio vivente” (Mt 16,16), le sue parole riconfermarono il mistero
che si compì in Maria, la serva del Signore, grazie al suo “sì”, al suo
consenso.
In base al suo “fiat” nazaretano: “Avvenga di me quello che hai detto”,
il Figlio del Dio vivente è diventato uomo nel suo grembo verginale - ed ecco,
adesso egli sta dinanzi a Pietro e ai dodici e domanda: “La gente chi dice che
sia il Figlio dell’uomo?” (Mt 16, 13). Allora sente varie risposte, varie
opinioni su se stesso - e infine domanda: “Voi, chi dite che io sia”? (Mt
16, 15).
E in quel momento cadono le parole della risposta di Pietro, sulle quali,
come su una pietra, si costruisce la Chiesa.
In questo giorno, mentre tutta la Chiesa, e soprattutto la Chiesa romana,
risuona della particolare eco di questa professione, bisogna che, passando
attraverso di essa, torniamo indietro fino a Nazaret, fino al cuore della
Vergine, sotto il quale è stato concepito come uomo il Figlio del Dio vivente.
E bisogna che nella nostra comune preghiera dell’Angelus adoriamo questo
mistero dal quale noi cresciamo, tutti insieme con Pietro, come la Chiesa del
Verbo eterno, che si è fatto carne.
2. Il mondo ci consideri non diversamente che “come ministri di Cristo e
amministratori dei misteri di Dio” (1 Cor 4, 1).
Beato sei anche tu, Paolo di Tarso, apostolo delle genti, persecutore
convertito, mirabile amante e testimone di Cristo crocifisso e risorto! Beato
sei, apostolo di Roma, radicato insieme con Pietro nell’inizio stesso della
Chiesa in questa capitale. Beato sei, amministratore dei misteri di Dio; tu, per
il quale “il vivere è Cristo” (Fil 1, 21); tu, che tanto e così
esclusivamente desideri essere chiamato ministro di Cristo - e desideri essere
soltanto tale - così che parla in te il tuo e nostro maestro.
Analogicamente parla anche colei, che il Padre ha prescelto ad essere madre
del suo eterno Figlio. Lei per prima ha detto di se stessa: “Eccomi, sono la
serva del Signore”!
Vi benediciamo, Paolo e Pietro, nel giorno della vostra festa comune, e
ringraziamo Dio, perché dinanzi a questa città - e dinanzi al mondo - siete
diventati testimoni così grandi della verità, secondo cui “il Verbo si fece
carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1, 14).
3. A voi, santi apostoli della Chiesa e di Roma, mi rivolgo nella vigilia del
viaggio che mi è dato di intraprendere domani, per rispondere alla chiamata,
venuta dal grande Brasile. Possa io, dietro di te, Pietro, annunciare ovunque
Cristo, che è il Figlio del Dio vivente e che, solo, ha “parole di vita
eterna” (Gv 6, 68).
Possa io, dietro di te, Paolo, ripetere: nessuno ci pensi diversamente da
quel che siamo, cioè “ministri di Cristo e amministratori dei misteri di Dio”
(1 Cor 4, 1).
Accompagni questo pellegrinaggio e tutto il mio servizio pastorale Maria, la
serva del Signore.
Dopo l'Angelus
Ricordo delle 81 persone morte nella sciagura aerea di Ustica
La gioia di questo giorno è purtroppo velata dalla tristissima notizia della
morte di ottantuno persone - tra cui tredici bambini -, che si trovavano nell’aereo,
precipitato in mare nei pressi di Ustica. Dinanzi al mistero di questo tragico
evento ci raccogliamo in preghiera per l’eterna pace delle anime degli
scomparsi e ci uniamo, in fraterna cristiana solidarietà, allo strazio dei loro
familiari, ai quali invio con grande affetto la mia confortatrice benedizione
apostolica.
Per la liberazione di quanti sono tenuti sotto sequestro
Desidero ricordare in questo giorno, con particolare affetto, coloro che sono
impediti di partecipare alla letizia della odierna festività perché si trovano
nelle mani di quelli che li hanno sequestrati.
Per esplicita richiesta dei rispettivi parenti rivolgo oggi un pubblico
appello affinché il piccolo Sergio Isidori di Villa Potenza e il signor Cesare
Pedesini di Milano siano presto restituiti all’affetto delle loro famiglie,
che con angoscia attendono di aver notizie e di poter riabbracciare i loro cari.
Elevo al Signore la mia fervida preghiera perché dia la forza della fede e la
serenità della speranza ai nostri fratelli ingiustamente privati della loro
libertà e perché apra alla umana pietà il cuore di coloro che li tengono in
ostaggio.
Ai pellegrini brasiliani
Muito obrigado, queridos Brasileiros!
É afirmação de esperança a vossa presença aqui, na véspera de eu partir
para a viagem pastora! à vossa pátria: esperança em Deus, esperança na
iniciativa do Papa e esperança no vosso querido Brasil.
Muito obrigado, irmãos e irmãs!
Também com multa esperança parte o Papa para a antiga “Terra de Santa Cruz”;
meta principal da viagem é a adoração do Santíssimo Sacramento, mistério de
Fé e Pão da Vida, em Fortaleza; passarei por diversas cidades importantes;
passarei sobretudo por Aparecida, onde rezarei, com o Brasil e pelo Brasil, à
sua celeste Padroeira, Nossa Senhora Aparecida. A Cruz, a Eucaristia e Maria
Santíssima são as luzes da minha peregrinação apostólica.
Com uma mensagem de amor, paz e esperança, vou confiante na oração de toda
a Igreja, na vossa em particular. Neste momento, em vós saúdo e abençoo todo
o dileto Brasil.
Ad un pellegrinaggio tedesco
Mein herzliches Willkommen gilt einer Gruppe der”Katholischen
Frauengemeinschaft“aus dem Erzbistum Paderborn,
Sie sind gekommen, weil auch für Sie Rom das Herz der Kirche ist. Hier kann
unser aller Verbindung mit der katholischen Kirche wachsen, wenn wir uns an den
Gräbern der ersten Apostel und Märtyrer mit dem Gebet der Gesamtkirche
verbinden. Das wünsche und erbitte ich Ihnen von Herzen. Nehmen Sie zugleich
auch meinen Apostolischen Segen und meine herzlichen Grüße mit in Ihr
Heimatland, zu Ihren Angehörigen und in Ihre Gemeinden.
Ai pellegrini polacchi
In modo particolarmente cordiale vi saluto oggi nella solennità dei Santi
Pietro e Paolo, voi che vi siete riuniti presso la tomba dei Santi Apostoli.
Saluto soprattutto i sacerdoti, tutti i pellegrini e tutti i connazionali in
patria. In modo speciale saluto l’Episcopato polacco che oggi si riunisce
presso il monte Sant’Anna, nella diocesi di Opole, sotto la guida del Primate
di Polonia e del Metropolita di Cracovia.
© Copyright 1980 - Libreria Editrice Vaticana