1. Tutto il mondo davanti a te, come polvere sulla bilancia, / come una
stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra. / Hai compassione di tutti,
perché tutto tu puoi, / non guardi ai peccati degli uomini, in vista del
pentimento. / Poiché tu ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto
hai creato; / se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure creata. / Come
potrebbe sussistere una cosa, se tu non vuoi? / O conservarsi se tu non l’avessi
chiamata all’esistenza? / Tu risparmi tutte le cose, / perché tutte sono tue,
Signore, amante della vita, / poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte
le cose. / Per questo tu castighi poco alla volta i colpevoli / e li ammonisci
ricordando loro i propri peccati, / perché, rinnegata la malvagità, credano in
te, Signore” (Sap 11, 22-12,2).
Oggi la Chiesa celebra la “commemorazione di tutti i fedeli defunti”. Le
sopracitate parole del libro della sapienza, desunte dalla prima lettura della
domenica trentunesima “per annum”, possono aiutare molto ciascuno di noi a
vivere questo incontro con l’eternità, che portano in sé i primi due giorni
di novembre.
Queste parole ci accompagnino durante la visita ai cimiteri, quando ci
fermeremo presso le tombe dei nostri defunti, vicini o lontani, conosciuti o
sconosciuti: “. . .poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose”
(Sap 12, 1).
Che queste visite ai defunti, questi incontri con loro, siano avvalorati, nei
nostri cuori, dalla speranza che “è piena di immortalità” (Sap 3, 4).
2. Ritorno, ancora una volta, al Sinodo dei Vescovi che, una settimana fa, ha
terminato i suoi lavori dedicati ai compiti della famiglia nel mondo
contemporaneo. Perché oggi voglio dire che la famiglia è un luogo particolare
dell’uomo. In questo luogo, in questa comunità, viene salutata con gioia la
sua nascita, la sua venuta al mondo; e in questo luogo, soprattutto, si risente
la sua scomparsa, la sua morte.
Il giorno dei defunti è un giorno particolare per le famiglie. Esse si
dirigono, in questo giorno, nei luoghi dove riposano i loro defunti più vicini
e più cari; si incontrano, nel silenzio, nella preghiera, nella meditazione,
presso le loro tombe.
Rivivono ricordi gioiosi e dolorosi; a volte le lacrime cominciano a scorrere
sul viso, così grande è il senso della vicinanza, nonostante la morte, così
grande è la commozione!
Appartengono alla famiglia anche coloro che sono dipartiti, e tuttavia
rimangono nei cuori, perché tanto profondamente ci ha legato ad essi il mistero
della vita e dell’amore. Permangono nella vedovanza dei loro rispettivi mariti
e mogli, rimasti in vita. Permangono nello stato di orfani dei loro figli.
3. In questo giorno vorrei ricordare tutti i morti di quest’anno, e in
particolare le vittime di catastrofi naturali e dei numerosi, troppi episodi di
violenza, di rapimenti, di terrorismo accaduti in diversi paesi del mondo.
Penso alle schiere di bambini innocenti - come agli alunni della scuola di
Ortuella in Spagna -, a tante persone che, nei luoghi di lavoro, per le strade o
nella propria casa, furono travolte, ignare, da atti di distruzione e di morte,
di cui spesso neppure conobbero la causa.
Penso ad un piccolo paese, El Salvador, e ad altri paesi del mondo tormentati
da un cronico prolungarsi di violenze e di uccisioni, che provocano lutti nelle
famiglie e nella comunità ecclesiale.
Vorrei rinnovare, anche in nome della pietà per i morti, un appello accorato
perché prevalga in tutte le parti responsabili il sentimento di riconciliazione
dettato dalla coscienza cristiana e dall’amore per la propria patria.
Vorrei non dimenticare le vittime della guerra che da alcune settimane
infuria tra l’Irak e l’Iran, con scontri sanguinosi tra gli eserciti e
bombardamenti di città e di popolazioni indifese; purtroppo, la stessa opinione
pubblica del mondo sembra abituarsi facilmente persino allo spettacolo di così
terribili distruzioni.
Mentre la nostra preghiera vuole abbracciare la sorte anche di questi nostri
fratelli, invochiamo Dio onnipotente e misericordioso perché faccia rinascere
pensieri di pace, e in particolare risvegli il desiderio di risolvere i
contrasti con la trattativa, nel rispetto dell’integrità dei diritti umani,
nazionali e territoriali dei paesi coinvolti nel conflitto.
4. Nel giorno della commemorazione dei defunti oltrepassiamo, in un certo
senso, i limiti della loro assenza, il cui segno è la tomba fredda, e ci uniamo
con loro nella fede che ci conduce alla casa del Padre.
E insieme con l’autore del libro della Sapienza ripetiamo a quel Padre: “Signore,
tutto tu puoi . . . e tu ami tutte le cose che hai creato . . .” (cf. Sap 11, 23-24).
Tu ami l’uomo che hai creato a tua somiglianza e lo hai redento mediante il
sangue del tuo Figlio. Tu ami l’uomo . . .
Dopo l'Angelus
Ad un gruppo di genitori provenienti da Bergamo e da Verona
Saluto volentieri il gruppo di genitori presenti in piazza S Pietro e
provenienti da Bergamo e da Verona per visitare i loro figli che si stanno
preparando al sacerdozio nell’Istituto dei Monfortani. Mi congratulo con voi
per il dono fatto al Signore dei vostri figliuoli, affidandoli alla materna
protezione della Madonna; v’invito a perseverare nella preghiera e nella
fervorosa testimonianza cristiana per sostenere la loro vocazione. Con tale voto
vi benedico di cuore.
© Copyright 1980 - Libreria Editrice Vaticana