1. Già più volte, in occasione della nostra preghiera
domenicale dell’Angelus, abbiamo toccato il problema del lavoro umano. Questo
tema perenne, antico come l’uomo, antico come la Rivelazione divina nella
storia dell’uomo, è divenuto particolarmente attuale per noi, nell’anno
corrente, in considerazione del novantesimo anniversario dell’enciclica Rerum
Novarum.
Oggi occorre rivolgere la nostra attenzione a quel particolare
legame che esiste tra il lavoro umano e la vita della famiglia.
2. In realtà, fin dalle origini l’uomo è ricorso al lavoro
per dominare la terra e per garantire la sussistenza propria e della famiglia.
Le due finalità sono autenticamente umane, ma la seconda racchiude un contenuto
evangelico particolare.
La famiglia trova nel lavoro il sostegno al suo sviluppo ed alla
sua unione, il fattore centrale che ne condiziona la vita, la qualifica, le dà
il suo ritmo e costituisce un elemento di coesione e di stabilità.
Il lavoro, pertanto, appartiene all’ambito di ciò che l’uomo
ama, di ciò per cui vive, cioè appartiene all’ambito dell’amore. Come
dissi l’anno scorso in Francia agli Operai di Saint-Denis: “So quale valore
avevano per me, negli anni quando ero anch’io operaio, per questi uomini, che
erano nello stesso tempo padri di famiglia, la casa, l’avvenire dei loro
bambini, il rispetto dovuto alle loro spose, alle loro madri” (31 maggio
1980).
Il lavoro dunque non può disgregare la famiglia, ma deve invece
unirla, aiutarla a rafforzarsi. A causa del lavoro la famiglia non diventi un
superficiale incontro di esseri umani, un albergo di transizione solo per i
pasti e il riposo!
Perciò, infine, è indispensabile che “i diritti della
famiglia (siano) profondamente iscritti nelle basi stesse di ogni codice del
lavoro, che ha per soggetto proprio l’uomo e non solo la produzione e il
profitto”.
3. Un anno fa, in questo mese di ottobre, il Sinodo dei Vescovi,
nella sua sessione ordinaria, lavorava su una questione fondamentale dal punto
di vista della missione della Chiesa: “De muneribus familiae christianae”.
Gli abbondanti frutti di quel lavoro, per espressa volontà dell’assemblea
sinodale, attendono la pubblicazione in forma di Esortazione Apostolica, così
come avvenne dopo i Sinodi precedenti sui temi della evangelizzazione e della
catechesi.
Circostanze a tutti note hanno fatto sì che la data della
pubblicazione di questa Esortazione abbia subìto un certo ritardo.
Seguendo il pensiero dell’ultimo Sinodo dei Vescovi, e anche
nello spirito delle nostre odierne meditazioni, preghiamo – per intercessione
della Vergine Madre – che il fondamentale legame, che esiste tra il lavoro e
la vita di ogni famiglia, trovi il giusto riflesso in tutto l’ordine sociale e
giuridico e anche nella vita quotidiana di ciascun uomo e di ogni famiglia.
Ed eleviamo anche la nostra preghiera fiduciosa all’Arcangelo
Raffaele, conosciuto dalla tradizione dell’Antico Testamento come protettore
della famiglia (Libro di Tobia): vegli ancor sempre con la sua potenza e
intercessione per il bene, la serenità, la salute di tutte le carissime
famiglie del mondo.
Dopo la recita dell'Angelus
Ai pellegrini riuniti ad Assisi
Desidero oggi rivolgere un particolarissimo saluto ai numerosi
pellegrini presenti in piazza san Francesco ed in quella della Porziuncola ad
Assisi, colà convenuti in devota visita dei luoghi francescani in quest’anno
centenario appena iniziato, e collegati mediante la Radio Vaticana.
Cari fedeli, insieme col Serafico Padre Francesco, innalziamo la
nostra preghiera all’“Altissimo, Onnipotente, bon Signore”, al quale
appartengono “la laude, la gloria et l’honore et omne benedictione”,
chiedendo perfetta letizia nelle inevitabili tribolazioni e la forza della
speranza nel fedele sostegno della Provvidenza.
Con la mia cordiale benedizione.
Ai gruppi italiani
Rivolgo ora un cordiale saluto ai Pellegrini dell’Arcidiocesi
di Udine, presenti in questa piazza, tra i quali ci sono anche donatori di
sangue ed infermieri dell’Ospedale Civile della Città.
Un pensiero speciale va poi ai Membri dell’Associazione Emigrati Bellunesi,
come pure al folto gruppo di impiegati della Cassa di Risparmio della Città e
della Provincia di Macerata.
Assicuro a tutti il mio ricordo nella preghiera e accompagno tutti con la mia
benedizione.
Ai fedeli colombiani
Vaya ahora mi saludo cordial a todas las personas de lengua
española presentes en esta plaza de San Pedro, especialmente a los miembros del
grupo español de Ripoll (Gerona) y al grupo folklórico mexicano “ Amalia
Hernández ”.
Extiendo muy gustoso ese saludo a todos los colombianos que por
medio de Radio Cadena Nacional de Colombia se asocian cada domingo al rezo del
ángelus. Quiera Dios que estos momentos de unión con el Papa en la plegaria os
hagan sentiros más vivamente parte integrante de la Iglesia de Cristo y
testigos de la fe. María Santísima os ayude. Con mi Bendición Apostólica.
Ad un gruppo di pellegrini provenienti dall’Austria
Auch die Besucher aus den deutschsprachigen Ländern grüße ich
herzlich, darunter vor allem eine Pilgergruppe aus der Pfarrei ”Maria vom
Siege“ aus Wien. Allen wünsche ich einen gelungenen Aufenthalt in dieser
Stadt. Gott segne euch und eure Familien.
© Copyright 1981 - Libreria Editrice Vaticana