1. In questa preghiera dell’Angelus, che recito insieme con
voi, cari fratelli e sorelle, riuniti qui a Castel Gandolfo o presenti in Piazza
san Pietro e con noi collegati per il tramite della Radio e della Televisione,
desidero prima di tutto rendere grazie a Dio per la sua grazia e la sua
benedizione dimostratemi lungo il percorso della recente visita nel Continente
africano.
Nigeria, Benin, Gabon, Guinea Equatoriale: ecco le varie tappe
del mio viaggio, che sono anche, di conseguenza, le tappe del mio servizio di
Vescovo di Roma nei confronti delle singole Chiese e società.
In una prossima occasione cercherò di dedicare un po’ più di
tempo e di attenzione sia all’insieme sia ai singoli momenti di tale visita.
Oggi, mentre ringrazio la Divina Provvidenza, desidero
contemporaneamente ringraziare – oltre ai fratelli nell’Episcopato – le
Autorità dei singoli Paesi, della cui ospitalità mi è stato dato di godere
durante questi giorni. Desidero pure ringraziare nel modo più caloroso tutti
coloro che, in qualsiasi maniera, hanno partecipato ai preparativi e all’attuazione
di questa storica visita.
2. In questo momento mi rivolgo anche col pensiero e col cuore
all’antichissima e benemerita Chiesa della vicina Penisola Iberica. Le visite
“ad limina Apostolorum” dei Vescovi spagnoli erano programmate per l’anno
scorso, così come era stato canonicamente prestabilito. Tuttavia un ritardo
causato dall’avvenimento del 13 maggio ha fatto sì che una notevole parte di
queste visite si sia svolta solo nelle prime settimane dell’anno corrente.
Finora mi è stato dato di incontrarmi con i Vescovi delle
province di Santiago, di Siviglia e di Granada, di Saragozza, di Oviedo e
Valladolid, di Tarragona, oltre agli Arcivescovi di Madrid e di Barcellona.
Nei prossimi giorni aspetto ancora gli altri rappresentanti di
questo grande Episcopato e cioè i Vescovi delle province di Toledo, Burgos e
Pamplona e di Valenza.
Ringraziando già oggi per queste visite, desidero rilevare il
particolare legame che la Chiesa di Roma e il suo Vescovo hanno sentito sempre e
sentono continuamente nei confronti della Chiesa della grande Nazione spagnola.
Infatti gli inizi della Chiesa in Spagna, così come a Roma, risalgono ai tempi
apostolici. Ed il cristianesimo spagnolo ha dato al comune tesoro della Chiesa
universale un particolare contributo di fede e di dottrina, di amore e di
sacrificio fino al versamento del sangue per Cristo nel martirio, contributo di
speranza e di grande zelo missionario.
Infatti proprio a questa Chiesa dobbiamo tanti grandi santi,
iniziando dal Papa san Damaso e dai santi Isidoro e Leandro per arrivare a
Domenico di Guzman e san Giovanni d’Avila, san Giovanni della Croce e santa
Teresa di Gesù, sant’Ignazio di Loyola e san Francesco Saverio, per ricordare
soltanto i nomi più largamente conosciuti.
Il Vescovo di Roma dà il bacio della pace ai suoi fratelli
Vescovi della Chiesa nella Spagna attuale e saluta tutto il popolo di Dio nell’anno
caratterizzato da questo centenario della morte della Grande santa Teresa di
Gesù.
In questa occasione esprimo la fiducia che – se piacerà alla
Provvidenza – parteciperò personalmente a questo Centenario recandomi nel
prossimo ottobre in Spagna.
3. Dopo la solenne commemorazione della Cattedra di san Pietro
nella liturgia di domani, il prossimo mercoledì è il Mercoledì delle Ceneri,
che ci porta l’inizio della Quaresima.
Andiamo con cuore aperto incontro a questo grande periodo, nel
quale devono rivivere i misteri più profondi della nostra fede e le anime
devono rinnovarsi con la potenza che scaturisce dalla santa Pasqua del Signore
nostro Gesù Cristo. Sin dal primo giorno di questo periodo preghiamo
reciprocamente gli uni per gli altri e insieme per tutti gli uomini con le
parole del Salmista: “Crea in me o Dio un cuore puro, rinnova in me uno
spirito saldo” (Sal 51,12).
Dopo la recita dell'ANgelus
Alle suore Figlie della Carità di san Vincenzo de Paoli,
della provincia di Napoli
Rivolgo un cordiale saluto alle religiose Figlie della Carità
della provincia di Napoli, le quali hanno voluto concludere il Corso di Esercizi
Spirituali, partecipando con noi alla preghiera dell’Angelus.
Carissime suore, nell’esprimere l’augurio che i doni di luce
e di fervore, ricevuti durante questi giorni di riflessione e di preghiera,
possano fruttificare in rinnovato impegno di corrispondenza alla chiamata dello
Sposo divino, imparto a ciascuna, quale pegno di speciale benevolenza, la
propiziatrice benedizione apostolica.
Ai fedeli dell’America Latina
Saludo cordialmente a los amadísimos hijos de América Latina
que están unidos a nosotros, por medio de la televisión, para el rezo del “Angelus”.
Además de Colombia, que lo hace habitualmente, hoy está conectado también el
Peru.
Unidos en comunión de afecto y de plegaria a la Madre de Dios,
encomiendo al Señor vuestras personas, vuestros trabajos, vuestras necesidades,
vuestros deseos de paz y de prosperidad cristiana. A todos bendigo de corazón.
* * *
Saúdo também afetuosamente, os brasileiros que me acompanha
neste momento por uma das redes de televisão. Com a feliz recordação de Minha
viagem que me permitiu estar tão perto de vós, no Brasil, envio-vos Minha
Bênção Apostólica.
© Copyright 1982 - Libreria Editrice Vaticana