1. “Benedirò il Signore in ogni tempo, / sulla mia bocca
sempre la sua lode. / Io mi glorio nel Signore, / ascoltino gli umili e si
rallegrino” (Sal 33 [34],2-3).
Nella festa della Trasfigurazione del Signore, quattro anni fa,
il 6 agosto, lasciava questa terra il grande Papa Paolo VI. È partito da questo
mondo dopo aver compiuto il suo pellegrinaggio ed aver assolto il suo servizio
nella sede di Pietro. È partito da questo mondo, però è rimasto nel nostro
cuore, nel nostro ricordo, nella nostra preghiera.
Oggi sembra presentarsi davanti a noi. E, col salmo della
liturgia domenicale, egli sembra rivolgersi a noi con queste parole. Ecco, “benedice
il Signore in ogni tempo”. Ecco, “sulla sua bocca sempre la sua lode”.
2. Durante gli ottantun’anni della sua vita su questa terra e
specialmente nei quindici anni del suo servizio alla Chiesa nella sede romana,
egli ci mostrò il Signore, ci indicò il Cristo.
“Guardate a lui e sarete raggianti, / non saranno confusi i
vostri volti” (Sal 33 [34],6).
Così sembrava dire alla Chiesa e all’umanità quel Papa,
chiamando tutti gli uomini alla gioia in Cristo con l’esortazione apostolica
che inizia con le parole: Gaudete in Domino.
“Questo povero grida e il Signore lo ascolta, / lo libera da
tutte le sue angosce” (Sal 33 [34],7).
Il problema dei poveri, il problema delle società che soffrono
indigenza, il problema della giustizia sociale e internazionale divennero il
centro dall’attenzione di Paolo VI, come testimonia anzitutto la sua enciclica
Populorum Progressio, in cui unì la sollecitudine per la pace e quella per il
corretto sviluppo: lo sviluppo – egli ha scritto – è il nuovo nome della
pace.
La sua sollecitudine si rivolse costantemente anche alla sorte
di Gerusalemme e dei Luoghi santi e al problema del Medio Oriente, che durante
il suo pontificato registrò due gravissime crisi. Nella sua memorabile visita
alla Città Santa, nel 1964, Papa Paolo invocò la pace e la collaborazione fra
tutti i popoli della regione, nella salvaguardia dei diritti di ciascuno.
Un pensiero speciale ebbe sempre per il Libano, la cui tragica
condizione, ancora oggi, in modo più urgente che mai, tiene in ansia i cuori di
tutti e sollecita particolarmente la nostra invocazione di pace.
Si preoccupò anche dei diritti dei credenti di tutto il mondo,
indicando sin dall’inizio del suo pontificato, mediante l’enciclica
Ecclesiam Suam, le vie del dialogo e della salvezza. Questi orientamenti della
sua attività si presentano alla nostra mente, mentre ascoltiamo oggi nella
liturgia le parole: “L’Angelo del Signore si accampa attorno a quelli che lo
temono e li salva” (Sal 33 [34],8).
3. Il defunto Papa fu il servo di Cristo e il dispensatore dei
misteri di Dio. Da questi misteri egli stesso attinse la forza di spirito per
proseguire sulla via della fede, sull’esempio del profeta Elia al quale –
come leggiamo nell’odierna liturgia – furono rivolte queste parole: “Su
mangia, perché è troppo lungo per te il cammino” (1Re 19,7).
Così anche Paolo VI si levava, si rinvigoriva con la forza dell’Eucaristia
e camminava davanti al Popolo di Dio come pastore “fino al monte di Dio, l’Oreb”
(1Re 19,8).
Egli sembra parlarci anche con le parole dell’Apostolo: “Fatevi
dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità, nel
modo che anche Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per voi, offrendosi a Dio
in sacrificio di soave odore” (Ef 5,1-2).
L’amato Pontefice mostrò Cristo agli uomini del suo tempo. In
questo breve ricordo abbiamo richiamato alla memoria solamente alcuni dei suoi
atti e delle sue opere. Ma quegli atti e quelle opere furono molteplici.
Indicò Cristo alla Chiesa e all’umanità.
Si compiano per lui le parole di Cristo: “Chi crede in me ha
la vita eterna” (Gv 6,47).
Dopo la recita dell'Angelus
Ad un gruppo francese
A vous, chers amis de langue française, je souhaite la
bienvenue. Je suis heureux de vous rencontrer à Castel Gandolfo et de prier
avec vous pour la salutation à Notre-Dame. Je vous encourage à bien profiter
de vos vacances. Je vous souhaite aussi de rejoindre Dieu, si proche de chacun
de vous, et notamment pour les chrétiens, dans l’assemblée liturgique du
dimanche.
Ai pellegrini di lingua inglese
To the English-speaking visitors to Castel Gandolfo and Rome I
extend a warm welcome. In your pilgrimage to heaven may you always be
strengthened by the grace of Christ, the living bread which has come down from
heaven so that anyone who eats this bread will live for ever. My prayers go with
you on your way, as I cordially give you my Apostolic Blessing.
Ai fedeli di espressione tedesca
Herzlich Grüße ich auch alle anwesenden deutschsprachigen
Besucher. Ich ermutige euch in eurem Glauben. Bekennt euch zu Christus im Urlaub
und im Alltag, in der Familie und am Arbeitsplatz. Er allein kann unserem Leben
letzten Sinn und Inhalt geben. Das erbitte ich euch mit meinem besonderen
Apostolischen Segen.
Ai fedeli di espressione spagnola
Saludo también con afecto a los peregrinos de lengua española,
presentes aquí en la plaza de San Pedro.
Amadísimos todos: Que en medio de los afanes de cada día este
encuentro de fe y oración os anime a vivir más cerca de Cristo, nuestra común
esperanza, nuestro guía, nuestro pan de vida.
Un saludo especial a la peregrinación española de la Juventud
Franciscana de Navarra, Zaragoza, La Rioja, Alava, Guipúzcoa y Vizcaya.
Os agradezco esta visita. Que vuestro itinerario franciscano os
lleve cada vez más a vivir fielmente el Evangelio y dar así un auténtico
testimonio de vida cristiana. A vosotros y a vuestros familiares mi más cordial
Bendición Apostólica.
Ai pellegrini di lingua portoghese
A voós, queridos ouvintes de língua portuguesa, com a minha
saudação cordial e votos de felicidades, desejo que, cada vez mais, Deus vos
torne dignos do Seu chamamento, e faça, pelo Seu poder, que se realize a vossa
fé.
Ai pellegrini polacchi
Saluto tutti i connazionali presenti e coloro che segnalano la
loro presenza con la bandiera nazionale o con l’iscrizione “Solidarnosc”.
Non cesso di raccomandare a Dio insieme con voi la nostra Patria e tutte le sue
vicende, anche le vicende che si esprimono nella parola “Solidarnosc”.
Ai pellegrinaggi italiani
Saluto ora alcuni gruppi di lingua italiana: le religiose
Cappuccine dell’Immacolata di Lourdes, pellegrine ai Santuari francescani; i
partecipanti alla Marcia della Solidarietà per la Vita, promossa dalle
associazioni “Donatori Volontari Sangue” e “Donatori Volontari Organi”;
i Ragazzi ospiti del campo-scuola “Amicizia e Vangelo”, del Centro Diocesano
Vocazioni di Albano; i giovani della parrocchia di Fasano, in diocesi di
Monopoli, che frequentano un Corso di spiritualità al vicino “Centro Oasi”.
Oggi abbiamo ricordato, dopo quattro anni, il grande Papa Paolo
VI ed abbiamo pregato per la sua anima. Lo abbiamo fatto insieme durante la mia
allocuzione pronunciata dall’altra parte, per i pellegrini radunati nel
cortile di questa casa. Voglio ripetere la stessa cosa a quanti sono presenti
qui, da questa parte, sulla piazza centrale di Castel Gandolfo: qui in Castel
Gandolfo, quattro anni fa, il 6 agosto, Papa Paolo ha terminato la sua vita, è
stato chiamato al Padre. Voglio ripetere poi tutti gli auguri che ho già
espresso ai diversi gruppi e, alla fine, insieme con questi auguri, voglio
pregare con voi e impartire la benedizione come conclusione e coronamento della
nostra comune preghiera dell’Angelus Domini.
© Copyright 1982 - Libreria Editrice Vaticana