1. “O Madre degli uomini e dei popoli, tu conosci tutte le
loro sofferenze e le loro speranze, tu senti maternamente tutte le lotte tra il
bene e il male, tra la luce e le tenebre che scuotono il mondo, accogli il
nostro grido rivolto nello Spirito Santo direttamente al tuo Cuore ed abbraccia
con l’amore della Madre e della Serva del Signore gli uomini ed i popoli che
questo abbraccio più aspettano, e insieme gli uomini ed i popoli il cui
affidamento tu pure attendi in modo particolare.
Prendi sotto la tua protezione materna l’intera famiglia umana
che, con affettuoso trasporto, a te, o Madre, noi affidiamo. S’avvicini per
tutti il tempo della pace e della libertà, il tempo della verità, della
giustizia e della speranza”.
2. Tali parole sono state pronunciate il giorno della Pentecoste
dell’anno scorso nella Basilica di santa Maria Maggiore, nel contesto degli
anniversari dei grandi Concili ecumenici di Costantinopoli e di Efeso, e le ho
ripetute, per la seconda volta, nella solennità dell’Immacolata Concezione.
Le suddette parole trovano il loro posto nell’atto di
affidamento Mariale della Chiesa e per la sua missione nel mondo contemporaneo.
Nello spirito dello stesso affidamento mi recherò, per grazia
di Dio, a Fatima il 13 maggio, nel contesto della visita alla Chiesa in
Portogallo. Desidero in questo modo rispondere al cortese invito rivoltomi dal
Presidente della Repubblica a nome della Nazione, e dal Cardinale e dall’Episcopato
della Chiesa in quel nobile Paese di grandi tradizioni cattoliche.
Approfittando di tale invito, desidero soprattutto rispondere al
bisogno del cuore, che mi spinge a recarmi, nel primo anniversario dell’attentato
alla mia persona, ai piedi della Madre di Dio a Fatima, per ringraziarla del suo
intervento per la salvezza della mia vita e per il ricupero della salute.
Il programma della visita è collegato anche con il 750°
anniversario della morte di sant’Antonio, che è nato a Lisbona, e prevede una
serie di tappe in vari luoghi ed ambienti, nei giorni dal 12 al 15 maggio.
3. Il Concilio Vaticano II ha rinnovato in noi sia la coscienza
della Chiesa e della sua missione, sia anche la coscienza di un particolare
rapporto della Chiesa col mondo contemporaneo.
Questo programma conciliare di rinnovamento mi induce ad
aggiungere all’atto di affidamento della Chiesa alla Genitrice di Dio e alla
Madre della Chiesa, pronunciato lo scorso anno, un particolare atto di
affidamento del mondo contemporaneo.
Desidero, in questo modo, riferirmi all’atto che il Papa Pio
XII compì quaranta e trenta anni fa e che ha ricordato anche il Papa Paolo VI,
proclamando Maria “Madre della Chiesa”, in occasione della chiusura della
terza sessione del Concilio.
Il mondo contemporaneo è minacciato in diversi modi. È forse
minacciato più di quanto lo sia stato in qualsiasi altro tempo nel corso della
storia. È dunque necessario che la Chiesa vegli ai piedi di Colui, che è l’Unico
Signore della storia e il Principe del secolo futuro. Desidero quindi vegliare
insieme a tutta la Chiesa, elevando un grido al Cuore dell’Immacolata Madre.
Invito tutti a unirsi in spirito con me.
Dopo la recita del Regina Coeli
Ad un gruppo di ragazzi provenienti dalla città di Trento
Saluto i vari gruppi presenti. In particolare saluto i numerosi
ragazzi della Parrocchia del santissimo Sacramento in Trento, i quali hanno
ricevuto in questi giorni la Cresima.
Carissimi, con la grazia propria della Confermazione siete
diventati soldati di Cristo: siate fieri di appartenere alla sua milizia e di
testimoniare la vostra fede con fortezza cristiana.
Vi accompagni la mia benedizione.
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