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VISITA PASTORALE A GENOVA

GIOVANNI PAOLO II

ANGELUS

Domenica, 22 settembre 1985

 

Sono particolarmente vicino col pensiero, col cuore e con la preghiera alle popolazioni del Messico, partecipando intensamente all’immane dolore per il catastrofico terremoto.

Innalzo a Dio la mia preghiera di suffragio per tutti i defunti e prego anche per il conforto dei feriti e di quanti soffrono a causa di questa tragedia: i familiari degli scomparsi, quanti sono rimasti senza casa, o sono colpiti nel campo del lavoro e delle loro attività.

Il “Dio di ogni consolazione” avvicini con la sua grazia ogni cuore afflitto in questa terribile ora della comune croce.

Alla Madonna del Santuario di Guadalupe, alla quale i messicani sono tanto devoti - come io stesso ho potuto constatare in occasione della mia visita - affido in questo momento quanti soffrono: essa infonda loro conforto, speranza e, soprattutto, la forza per risollevarsi e ricostruire con fiduciosa costanza quanto è stato distrutto.

Desidero altresì incoraggiare ogni opportuna iniziativa volta a venire incontro alle esigenze di soccorso che con urgenza fanno appello alla solidarietà umana di tutti i popoli e di tutte le nazioni in un momento così tragico. Voglia Iddio donare a ogni cuore umano e ai responsabili delle organizzazioni private e pubbliche lo spirito della carità fraterna, della generosità, del desiderio di soccorrere chi è nella sofferenza, in una grandissima sofferenza.

Tutti benedico di cuore e per tutti prego.

 

© Copyright 1985 - Libreria Editrice Vaticana 

 

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