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GIOVANNI PAOLO II

ANGELUS

Domenica, 15 giugno 1986

 

1. Riuniti per l’Angelus, ricordiamo oggi le parole del profeta Isaia, che si riferiscono al futuro Messia, cioè al Cristo. Il profeta dice: “Su di lui si poserà lo spirito del Signore, / spirito di sapienza e di intelligenza, / spirito di consiglio e di fortezza, / spirito di conoscenza e di timore del Signore. / Si compiacerà del timore del Signore” (Is 11, 2-3).

Queste parole si sono compiute in Gesù di Nazaret, che il Padre ha unto e ha mandato nel mondo. Dunque egli è venuto pieno di Spirito Santo e di potenza. Dopo la risurrezione Cristo “alitò” questo Spirito Santo sugli apostoli dicendo: “Ricevete lo Spirito Santo” (Gv 20, 22).

2. Oggi nella basilica di San Pietro un gruppo di giovani ha ricevuto il sacramento della Cresima. Amministrando questo sacramento, ho steso la mano su di loro pronunciando le seguenti parole: “Dio onnipotente, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che hai rigenerato questi tuoi figli dall’acqua e dallo Spirito Santo, liberandoli dal peccato (nel Sacramento del Battesimo), infondi in loro il tuo Santo Spirito-Paraclito: spirito di sapienza e di intelletto, spirito di consiglio e fortezza, spirito di scienza e di pietà, e riempili dello spirito del tuo santo timore”.

La stessa preghiera - facendo riferimento alle parole di Isaia - è pronunciata dai vescovi in tutto il mondo, in diverse lingue, quando amministrano ai battezzati il sacramento della Cresima.

3. Mediante questa preghiera perseveriamo - di generazione in generazione - in una unione ininterrotta con il cenacolo, dove Cristo risorto “alitò” sugli apostoli e disse: “Ricevete lo Spirito Santo”. Mediante questa preghiera, a partire dal giorno di Pentecoste, la Chiesa “attinge” lo Spirito Santo da Cristo crocifisso e risorto. Lo “attinge” per così dire da questo Cuore, in cui “abita tutta la pienezza” dello Spirito Santo per tutte le generazioni dell’umanità, per ogni uomo.

Con questa pienezza dello Spirito Santo, Cristo è venuto al mondo, si è rivelato ai suoi contemporanei. Con questa pienezza rimane, glorificato, alla destra del Padre: egli, sovrano e centro di tutti i cuori.

4. Proclamiamo nel mese di giugno le parole delle litanie: Cuore di Gesù, nel quale abita tutta la pienezza della divinità . . . Cuore di Gesù, dalla cui pienezza noi tutti abbiamo attinto . . . Ci uniamo in questa preghiera con Maria, che meglio di tutti conosce questa “pienezza” e sa più pienamente attingere da essa.

 

© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana

 

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