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GIOVANNI PAOLO II

ANGELUS

Castel Gandolfo - Domenica, 30 agosto 1987

 

Carissimi fratelli e sorelle!

1. Desidero dedicare la riflessione di oggi all’apporto che i fedeli laici sono chiamati a dare alla vita e ai compiti della Chiesa particolare, nella quale sono incorporati. Vi è, a tale proposito, un’espressione molto significativa nel documento conciliare, che li riguarda: “All’interno delle comunità della Chiesa - leggiamo nel decreto sull’apostolato dei laici - la loro azione è talmente necessaria che senza di essa lo stesso apostolato dei pastori non può per lo più raggiungere la sua piena efficacia” (Apostolicam Actuositatem, 10). Si tratta, per così dire, di un prolungamento indispensabile del servizio compiuto dai presbiteri.

2. È un’affermazione radicale, la cui portata può essere rettamente intesa e tradotta in pratica nella luce della “ecclesiologia di comunione”, che anima tutti gli insegnamenti conciliari. La diocesi, infatti, è definita “una porzione del popolo di Dio”, che costituisce una “Chiesa particolare, nella quale è presente e opera la Chiesa di Cristo, Una, Santa, Cattolica e Apostolica” (Christus Dominus, 11). La parrocchia, a sua volta, “è come la cellula della diocesi” (Apostolicam Actuositatem, 10).

Qui gli ideali e gli impegni apostolici della Chiesa trovano il loro ambiente naturale. Se i laici non vi fossero associati, sarebbe messa in ombra la loro identità ecclesiale. Con la loro attiva partecipazione, sia attraverso le forme istituzionalizzate sia mediante una giusta “creatività”, la comunità cristiana prende sempre più matura consapevolezza di essere Chiesa.

La presenza dei laici nei consigli pastorali diocesani e parrocchiali, l’incremento delle iniziative apostoliche nei più diversi settori - catechistico, liturgico, caritativo, missionario, di promozione umana - hanno segnato, a giudizio comune, una tappa notevole nell’attuazione di quella “pastorale d’insieme”, che è richiesta dal nostro tempo. Esistono dunque buone premesse per risolvere gli ulteriori problemi posti dall’evolvere della situazione ecclesiale.

3. L’apporto dei laici non può che essere specifico, e, prima ancora, nella parrocchia, grazie all’iniziazione battesimale, essi vengono avviati alle prerogative della vocazione cristiana. È naturale che sentano di dover mettere a frutto tanta ricchezza innanzitutto lì, nel proprio ambiente.

È ancora il Vaticano II a sottolineare che “la parrocchia offre un esempio luminoso di apostolato comunitario, fondendo insieme tutte le differenze umane che vi si trovano e inserendole nell’universalità della Chiesa” (Apostolicam Actuositatem, 10). Il mio predecessore Paolo VI ha bene sintetizzato queste realtà, quando ha detto che la parrocchia “è la nostra prima e normale famiglia spirituale, risultante . . . dalla virtù generatrice d’uno specifico ministero pastorale e dall’efficacia coesiva d’una stessa fede e di una stessa carità” (Insegnamenti di Paolo VI, VII [1969] 1203).

L’assemblea generale del Sinodo dei vescovi avrà certamente modo di approfondire questa tematica vitale.

Sui suoi lavori, che avranno inizio ai primi di ottobre, invochiamo la protezione della Vergine santa.


Ai pellegrini di lingua francese

Je souhaite cordialement la bienvenue aux visiteurs de langue française, notamment aux pèlerins du diocèse d’Athènes, qui reviennent de Lourdes, ainsi qu’aux membres de l’Assemblée mondiale de la Société “Intersport . Je forme les meilleurs vaux pour tous.

Dans l’Evangile de ce dimanche, Jésus nous invite à le suivre, tout en sachant que cela impose bien des renoncements. Je vous demande de prier avec moi afin que beaucoup de jeunes osent engager leur vie à la suite du Christ.

Ai pellegrini di lingua inglese

I offer a cordial welcome to all the pilgrims and visitors from English-speaking countries. May these summer holidays be for you a time of rest, renewing you in mind and body and in the knowledge of God’s merciful love. Upon all of you I invoke abundant divine blessings of peace and joy.

Ai pellegrini provenienti dalla Germania

Auch den Besuchern deutscher Sprache danke ich für ihre Teilnahme am heutigen Angelus-Gebet. Ich wünsche euch weiterhin erholsame Ferien und eine sichere Heimfahrt. Möge zu euren Erinnerungen an Rom und den Vatikan auch das gemeinsame Beten mit dem Nachfolger des Apostels Petrus gehören. Euren weiteren geistigen Lebensweg begleite das Vorbild und die Fürbitte unserer gemeinsamen Mutter Maria.

Ai pellegrini di lingua spagnola

Con particular afecto saludo a los numerosos peregrinos, que llegados desde España o Latinoamérica, han participado con profundo espíritu de fe en este filial homenaje a la Madre del Redentor. Mi cordial saludo se dirige también a todos aquellos que, en la Plaza de San Pedro o a través de la radio y la televisión, se han unido a nuestra plegaria.

Este último domingo de agosto para muchos de vosotros supone, después de un merecido descanso, la vuelta al trabajo, a los estudios, es decir, a la vida de cada día. Por mediación de la Virgen María, pido al Señor acoja con bondad vuestras mejores aspiraciones y os proteja siempre.

Os bendigo de corazón.

Ai pellegrini di lingua italiana

Rivolgo ora un saluto ai pellegrini di lingua italiana qui presenti ed a coloro che si sono uniti a noi nella preghiera dell’Angelus mediante la Radio. In Particolare rivolgo il mio pensiero ai partecipanti del secondo raduno nazionale dell’Associazione “Ex-Allievi Don Carlo Gnocchi”; al Gruppo Folkloristico degli “Scacchi viventi” di Marostica; ai fedeli della parrocchia di Tredozio, in diocesi di Faenza, guidati dal loro parroco; ai partecipanti all’organizzazione Linea Verde del Turismo.

Il mese di agosto sta per volgere alla fine, e coloro che in esso hanno usufruito di un periodo di vacanza si apprestano a tornare al lavoro consueto. Invoco sulle vostre attività la benedizione di Dio e la protezione della Vergine Maria.

 

© Copyright 1987 - Libreria Editrice Vaticana 

 

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