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GIOVANNI PAOLO II
ANGELUS
Domenica, 10 giugno 1990
Carissimi fratelli e sorelle!
1. Stamane ho avuto la gioia di conferire l’ordinazione sacerdotale a 47
giovani. Nel presentar loro le mie felicitazioni per il singolare dono ricevuto
da Dio, li esorto a porre ogni impegno per far sì che la grazia ricevuta
mediante l’imposizione delle mani fruttifichi nella loro vita a vantaggio del
Corpo di Cristo che è la Chiesa. Ciò essi otterranno, se cercheranno di
mantenersi docili ai suggerimenti dello Spirito che agisce in loro.
Il ministero sacerdotale, infatti, si esercita in nome di Cristo, ma è opera
dello Spirito Santo, perché è per il tramite dello Spirito che il Salvatore
comunica la sua santità e la sua vita all’umanità. Al momento dell’ordinazione,
è il dono dello Spirito Santo che rende il sacerdote capace di adempiere alla
sua missione.
2. La formazione sacerdotale, sulla quale rifletterà il prossimo Sinodo, è
perciò una formazione al ministero dello Spirito. Occorre che i candidati al
sacerdozio si abituino a vivere e agire in intima unione con lo Spirito Santo.
La formazione ha lo scopo di presentare all’ordinazione uomini “pieni di Spirito
e di saggezza” (At 6, 3), secondo la richiesta di san Pietro per la prima
ordinazione di ministri a servizio della Chiesa.
Il sacerdote ha bisogno dell’impulso dello Spirito Santo e della sua luce
nell’esercizio delle diverse funzioni che gli sono proprie. Per annunciare la
parola, egli deve implorare la luce dello Spirito, al fine di ben comprendere il
senso della dottrina che deve insegnare, e di formularla in modo fedele e adatto
al suo uditorio. Quando il sacerdote celebra l’Eucaristia, invoca con l’epiclesi
lo Spirito Santo per la trasformazione del pane e del vino nel corpo e nel
sangue di Cristo e per l’efficacia del banchetto di comunione. Quando egli
amministra i sacramenti, agisce sotto l’influsso dello Spirito Santo, autore di
ogni santificazione. Nella funzione di pastore, mediante la quale guida la
comunità, non può adempiere al suo compito se non abbandonandosi alla direzione
dello Spirito Santo.
3. Il sacerdote illuminato porrà, pertanto, la sua fiducia non nei propri
talenti, ma nella forza segreta dello Spirito Santo che agisce in lui per
diffondere la vita di Cristo nel cuore degli uomini. Progetti, programmi, sforzi
personali produrranno frutti solo con l’influsso invisibile, spesso
imprevedibile, sempre sovrano dello Spirito Santo. Abituandosi a contare sullo
Spirito Santo nell’esercizio della sua missione, il sacerdote sarà portato anche
a riconoscere e a rispettare l’azione dello Spirito nei suoi collaboratori e in
tutti i membri della comunità cristiana. Preghiamo Maria, che ha ampiamente
aperto il proprio cuore all’azione dello Spirito Santo, perché ottenga, per la
Chiesa, sacerdoti che siano veri ministri dello Spirito.
Ad alcuni gruppi di pellegrini
Rivolgo un affettuoso saluto a tutti i pellegrini che da Roma, dall’Italia e
dall’estero si sono uniti a questa preghiera mariana. Saluto in particolare le
Prevolontarie e i Prevolontari del Movimento dei Focolari, riuniti a Castel
Gandolfo per un corso di spiritualità; e i fedeli delle parrocchie milanesi di
Sant’Apollinare, di San Donato e dei Santi apostoli Pietro e Paolo in Mezzate.
Vi auguro che i vostri incontri a Roma, alimentati dalla preghiera, vi
suggeriscano i modi e le forme veramente efficaci del vostro apostolato e vi
insegnino come dare espressione adeguata al vostro zelo e al vostro amore a Dio
e al prossimo.
Un appello alla preghiera per la pace e un pressante invito a tutte le
parti in causa perché pongano termine alla lotta fratricida e diano inizio a un
cammino di concordia sono levati da Giovanni Paolo II durante l’incontro di
preghiera per l’Angelus.
Fratelli e sorelle nel Signore, desidero cogliere l’occasione di quest’incontro
festivo per invitarvi ad aggiungere un’intenzione speciale nelle vostre
preghiere. Si tratta di implorare dal Signore la pace per la Liberia, che dal
mese di dicembre scorso sta soffrendo per una sanguinosa guerra civile. In
questi giorni i combattimenti si sono intensificati, con un alto numero di morti
e feriti. Preghiamo insieme il Signore affinché induca le parti in conflitto a
metter fine alla lotta fratricida, a far tacere le armi e instaurare un ambiente
di concordia e serenità per quella cara Nazione africana, a noi così vicina. Che
Maria, Regina della pace, ci ottenga questo dono!
© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana
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