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GIOVANNI PAOLO II

ANGELUS

Domenica, 9 dicembre 1990

 

1. San Giovanni Battista, che contempliamo in questa seconda domenica d’Avvento, presenta Gesù al popolo come l’“Agnello di Dio”, venuto ad addossarsi i peccati del mondo; venuto per liberare gli uomini dal male (cf. Gv 1, 29).

Liberazione che non aveva solo un contenuto interiore, ma si estendeva a ogni dimensione sociale della vita. È interessante vedere affrontati nella predicazione del Battista alcuni dei problemi sui quali alla fine del secolo XIX sarebbe intervenuto Leone XIII con l’enciclica Rerum novarum.

2. “Alle folle che andavano a farsi battezzare da lui”, Giovanni insegnava a cercare la salvezza dall’“ira imminente” non nell’appello a un privilegio etnico-religioso: “Abbiamo Abramo per padre!”, ma nel compimento di “opere degne della conversione”. Alle folle in generale diceva: “Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto” (Lc 3, 7. 8. 10): anticipo del Vangelo della condivisione dei beni, della loro subordinazione al diritto alla vita.

Ai pubblicani che si occupavano della esazione delle tasse e che in qualche modo rappresentavano i responsabili della pubblica amministrazione, rispondeva: “Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato” (Lc 3, 13): ossia comportatevi secondo le leggi, fatte per rispondere alle esigenze della giustizia; siate corretti, rispettosi dei diritti della gente, specialmente dei poveri.

Ad alcuni soldati che lo interrogavano: “E noi che dobbiamo fare?”, raccomandava di non maltrattare e non estorcere niente a nessuno, contentandosi delle loro paghe (Lc 3, 14). Chiaro ammonimento a non abusare del potere, a rispettare le persone, non conculcandone i diritti, ma servendole.

3. Nella dottrina di Giovanni, preannunciatrice di quella di Gesù, emerge una visione fondamentalmente positiva della società, delle classi e delle professioni: nessuna di esse esclude dalla salvezza, se ci s’impegna a praticare la giustizia e la carità. Tuttavia il Battista è severo, persino rude, nel suo annuncio del Cristo che verrà col ventilabro a pulire l’aia e a mettere la scure alle radici. Si tratta di un messaggio schietto e forte che delinea i nuovi rapporti di giustizia tra gli uomini.

Da quello stesso messaggio deriva la dottrina sociale di Leone XIII che continua l’opera del Battista, del quale Luca (3, 18) scrive che “con molte altre esortazioni annunciava al popolo la buona novella”.

Chiediamo a Maria di rendere anche la presente generazione attenta alle esigenze del Vangelo, che è annuncio di amore non come indebolimento della giustizia, ma come sua più perfetta attuazione.


Nel corso dell’incontro per la recita della preghiera mariana, il Papa rivolge ai professori e agli studenti delle Università romane l’invito a partecipare giovedì 13 alla Liturgia Eucaristica da lui celebrata in San Pietro in preparazione al Natale. Queste sono le sue parole.  

Nel pomeriggio di giovedì prossimo, 13 dicembre, celebrerò nella Basilica di San Pietro la liturgia eucaristica per gli Universitari. Invito i docenti e gli studenti delle Università di Roma a voler prendere parte a tale importante momento di preghiera e di riflessione in preparazione al Natale, in cui commemoriamo il Verbo di Dio, “venuto ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1, 14).

Sarà un’occasione che ci aiuterà ad aprirci a Cristo che viene, ad aprire a lui le porte dei nostri cuori, affinché la sua venuta non ci trovi impreparati e distratti, ma consapevoli dell’importanza che il suo Natale rappresenta per la storia dell’umanità, come evento di speranza, di gioia e di salvezza.  

Uno speciale saluto il Papa rivolge durante l’Angelus odierno ai pellegrini che hanno partecipato in San Pietro al rito di canonizzazione di Margherita d’Youville. Ai fedeli, provenienti in massima parte dal Canada, il Santo Padre indirizza le seguenti espressioni.  

As the Church celebrates the canonization of Saint Marguerite d’Youville, my cordial greetings go to all the English-speaking pilgrims who have taken part in this joyful event, and especially to her spiritual daughters, the Sisters of Charity of Montreal. May Saint Marguerite’s heroic charity, which led her to serve the Lord Jesus by caring for the least of his brothers and sisters, be an example for the whole People of God.

Je vous salue très cordialement, chers pèlerins de langue française qui êtes venus vous associer à la joie de l’Eglise en ce jour où elle canonise Marguerite d’Youville. Je vous souhaite un bon séjour à Rome et j’offre, en particulier, mes meilleurs vœux à ceux qui ont traversé l’océan pour se rendre ici. Je confie chacun d’entre vous à l’intercession de la Vierge Marie et j’invoque sur vous la Bénédiction du Seigneur.

 

© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana 

 

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